SQUALI E CICISBEI NON PREVARRANNO

Il vero focus strategico, il buco nero nel quale il sistema va a collassare: squali e cicisbei non vogliono la democrazia, però non sanno come fare.

Agostino Nobile ha pubblicato un pezzo di estremo interesse. Suggerisco vivamente di approfondirlo prima di procedere in questa lettura. Egli ha unito punto a punto il criminale disegno egemonico col quale tentano di travolgerci. I vari cartelli danno vita a una multiforme e incessante guerra, oggi più che mai economica, senza esclusione di colpi. Per noi, comuni mortali, gli eventi rimasero a lungo impalpabili; oggi sono infine palesi gli effetti, gli scopi, i responsabili. Agostino Nobile ne ha tracciato una sintesi magistrale. Non dobbiamo tuttavia presumere l’invincibilità degli squali impegnati contro l’umanità. Non è solo una questione di fede nella profezia “Non Praevalebunt”. Ciascuno degli squali, a dispetto del proprio delirio di onnipotenza, sopravviverà fin quando lo consentirà l’ostilità dei rimanenti; non appena uno squalo è ferito tutto il branco converge a sbranarlo. Quando rimarranno due contro uno si lacereranno gli un gli altri.
Questo credo sia il primo focus importante nel disegno tracciato da Nobile.

Il Male Divora Se Stesso
Prima di ricollegarmi a quanto ha scritto Nobile, vorrei sottolineare l’importanza di armarsi di realismo e d’un pizzico di ragionato ottimismo. Vedo troppi nutrire timori eccessivi verso due sviluppi: il NWO (Nuovo Ordine Mondiale) e la scomparsa del contante.
Sono certamente possibili dei tentativi e potranno creare disastri. Ambedue – NWO e zero contante – sono tuttavia destinati inesorabilmente a fallire.
Chiediamoci come sarebbero pagate le mazzette per le armi, per i ponti che crollano, per la droga, per la prostituzione, per gli organi espiantati, venduti e da trapiantare di contrabbando, per i bambini da torturare e berne il sangue adrenalinico; in una parola: la corruzione, come la si paga? Provate a immaginare Jeffrey Epstein pagare con carta di credito i magnaccia dei bambini. Oppure pensate a chi l’ha fatto uccidere mentre porge al sicario una MasterCard Gold. Suvvia, è ridicolo prima che impossibile.
Quanti inoltre temono il più volte annunciato Nuovo Ordine Mondiale, ricordino San Giovanni Paolo II: «Il male divora se stesso». Sarebbe infatti arduo immaginare concordia, armonia e pace, quando intorno al medesimo tavolo del NWO sedesse un criminale come George Soros, un vampiro filantropo come Bill Gates, un dittatore schiavista e stragista come Xi Jinping, pervertiti come i Clinton e gli Obama, rapaci sanguinari come i Bush. Il più inoffensivo della combriccola, Joe Biden, lo candidano alla Casa Bianca. Mutatis mutandis, è Giuseppa Conte a stelle e strisce, la marionetta Joe, il cui sguardo dice tutto. Se mai entrerà alla Casa Bianca dopo un paio di mesi, invocheranno il 25esimo emendamento e lo pensioneranno per incapacità di intendere e di volere. Kamala Harris entrerà nello Studio Ovale e farà come il cicisbeo Obama: obbedirà a chi vuole mettere il mondo a ferro e fuoco, ai cartelli finanziari e petroliferi, per i quali finché c’è guerra c’è speranza, svendendo gli Stati Uniti e il Mondo alla dittatura di Pechino. Obama ha fatto più morti lui in otto anni che Augusto Pinochet in venticinque e ha guadagnato un premio Nobel per la Pace, prima ancora di cominciare. Questa è la missione di Kamala Harris, la controfigura di Michelle Obama, ormai impresentabile perché l’Obamagate incombe. Queste cricche sono la base del consenso di Bergoglio. Quest’ultimo dato di fatto esige una riflessione da tutta la Chiesa docente, da tutto il collegio cardinalizio. Questo, è importante sottolinearlo, è il secondo focus nel terribile e realistico disegno tracciato da Nobile.
Per nostra fortuna, tanto il primo focus – la mutua ostilità degli squali – quanto il secondo – la genuflessione della chiesa docente agli squali – a dispetto della loro reale e pesante importanza, sono solo due questioni meramente tattiche, se non altro perché di esito scontato. Vedremo qual è, a mio avviso, l’unica questione strategica. D’altronde se è strategica, non può che essere “unica”. E, con l’aiuto di Dio, potrebbe risolversi in bene, pur partendo dalla tragica condizione corrente.

L’Umanità secondo Nicholas Murray Butler
La finanza sporca del IV Reich e la dittatura cinese, la più sanguinaria della storia, sono un problema mondiale. Il modello sociale di Pechino – fondato sullo schiavismo e sull’annichilimento della dignità umana – è quanto mai gradito al cosiddetto “liberismo”, la cui figura di riferimento è il criminale internazionale George Soros, pronto a passare dal nazismo al comunismo e da qui al liberismo pur di dare legittimazione socio politica ai crimini dei suoi caudatari.
Agli inizi degli anni ’90, Pechino inviò in Italia un manipolo di professori, ufficialmente per studiare l’Impero romano. In realtà una scrittrice italiana, da loro interpellata, ne trasse la fondata convinzione che stessero studiando come aveva fatto la Chiesa a sottomettere l’Impero.
Le cerchie occidentali filocinesi – i nemici di Donald Trump e di Vladimir Putin – col neopaganesimo favoriscono la necrosi della democrazia, ne fanno una mummia, Mummydem, come l’abbiamo battezzata, cui piegare tutti, governati e governanti. Gli ordinamenti dell’Unione Europea sono un perfetto esempio di Mummydem. La democrazia non serve alla Cina né quindi alle cricche filo cinesi. Essi sanno che devono eliminarla. Non sanno tuttavia come surrogarla credibilmente. Le pantomime sul Covid-19 e le offese di Conte alla Carta Costituzionale sono solo alcuni di tanti esempi, risoltisi oscillando fra il grottesco e il tragico.
Il buco nero nel quale il sistema collassa: non vogliono la democrazia, non sanno come fare; i cicisbei devono quindi mentire palesemente e incessantemente.
Nicholas Murray Butler, per quarant’anni presidente della Columbia University e premio Nobel per la pace nel 1931, affermò: «Ci sono tre tipi di persone: pochi che producono gli eventi; un gruppo maggiore che controlla la loro esecuzione e la vasta maggioranza che non sa che cosa accada.»
In quegli anni il circolo produttore d’eventi si restringeva a Dipartimento di Stato, Rothschild, Rockefeller e i petrolieri, la casa reale britannica, il Vaticano e, sull’altro fronte, la neonata Unione Sovietica.
Quanto fu deciso ai tavoli del piano superiore, divenne operativo attraverso le massonerie e le conventicole del secondo livello. Occorre quindi ridimensionare le massonerie nel ruolo di esecutori, cioè del secondo livello indicato da Butler. Ovvia invece la sopravvalutazione da parte di quanti ne hanno tratto vantaggio oppure hanno subito persecuzioni dai grembiulini. Almeno dall’800, la massoneria, zelante nel colpire la Chiesa – i pontefici più venerabili e quindi più odiati: Pio IX, Pio X, Benedetto XV, Pio XI e soprattutto Pio XII – spianò la strada al comunismo, al quale va comunque ascritto il merito d’aver dato barlumi di coscienza alle masse, laddove i sacerdoti e i sedicenti democratici non hanno voluto, potuto e saputo onorare la propria missione. Per intenderci, l’assassinio di Aldo Moro e l’attentato a san Giovanni Paolo II vedono in prima fila – fra esecutori e depistatori – massonerie, partiti radicali, comunisti e democristiani, ministeri nonché mafie, polizie e servizi segreti di varia osservanza. L’ordine “deve morire” non originava tuttavia da questi livelli ancillari. Per fare un altro esempio, la penetrazione dei servizi francesi in quelli italiani, dopo la fine dell’Unione sovietica, avviene attraverso la Legion d’Onore oppure attraverso il Grande Oriente d’Italia, ma sono solo livelli esecutivi, non strategici.

Due logge torinesi dettero benzina ai 40mila che marciarono a Torino, il 14 Ottobre 1980, dietro allo striscione “vogliamo la trattativa non la morte della Fiat”. Costoro erano ignari delle colossali magagne fiscali degli Agnelli nonché degli arricchimenti trasversali che l’affarone Togliattigrad aveva procurato, a spese dei contribuenti italiani e quindi dei 40mila manifestanti. I sindacati e le Brigate Rosse, nonché le aree di sovrapposizione fra le due entità, invece erano benissimo informati e pretendevano di partecipare al banchetto dei livelli strategici, non accontentandosi, in un certo qual modo a buon diritto, del livello esecutivo.
Il terzo stato, quanti Butler ha definito “la vasta maggioranza che non sa che cosa accada”, a quel tempo era davvero ignaro, incapace di vedere al di là del proprio naso patriottico o degli interessi in busta paga. Milioni di operai furono portati in piazza, in pieno boom economico, per favorire le cricche sindacali, come altrettanti furono buttati in guerra, poveri disgraziati inconsapevoli. L’evoluzione successiva è stata farne maggioranza silenziosa, come i 40mila di Torino. Oggi l’inganno è perpetrato attraverso i cicisbei, addestrati nelle scuole di comunicazione di massa, sostenuti da una rete massmediatica prezzolata e dalle consorterie internazionali filo cinesi.
Una parola devo ancora spenderla per certe consorterie in cima alle ossessioni di taluni. Il Gruppo Bilderberg, la Trilateral oppure le logge trans nazionali e altre simili cricche non sfuggono alla regola di Butler: le riunioni plenarie e strombazzate di queste cerchie sono il paravento per riunioni ristrettissime del livello più alto, che non decide certo secondo i desiderata dei cicisbei, delle Lilli Gruber, degli Enrico Letta e neppure oramai del cardinale Pietro Parolin, ridotti a foglia di fico dei veri decisori.

La fine dell’Equilibrio
Piaccia o meno, il sistema descritto da Nicholas Butler assicurò un equilibrio, tenendo il mondo a galla fino all’altro ieri. Qualcosa s’è rotto in pochi anni; tutto sfugge di mano, ai piani alti come nei sotterranei. Oggi è il momento dei cicisbei al potere, con grottesca, crudele, corrotta incompetenza da femminielli strafatti, senza distinzione politica. In Italia lo avvertiamo di più perché ci tocca. Non è certamente un caso o solo frutto d’una congiura massmediatica l’odio riversato su Donad Trump e su Vladimir Putin: essi sfuggono al cliché cicisbeo, invece perfettamente attagliato a Giuseppa Conte o a Hussein Barak Obama e ai loro codazzi. Codesti figuri affiorano ovunque perché il primo livello di Butler, il più alto, è in piena confusione, oscillando fra la necessità di tenere unito quanto rimane dei sistemi statali (da loro stessi smantellati) e l’obbedienza al loro padrone – esigente, potentissimo e spietato – Xi Jinping.
Nel 2015 Bergoglio sermoneggiò sulla furberia, gabellandola per virtù evangelica, incurante ch’essa qualifichi senza appello il mediocre cicisbeo. Alla prova dei fatti, affligge la sconcezza d’un Vaticano saturo d’efebi e cicisbei, dove sarebbe a suo agio un qualsiasi bibitaro al potere e, come questo, genuflesso alle peggiori consorterie. Il Vaticano non conobbe tanta irrilevanza neppure coi pontefici schiaffeggiati e imprigionati. Né si può presumere di risollevarne le sorti andando a cena con la mandria dei Bilderberg. Il Vaticano è irrilevante perché – com’è suggellato dal documento di Abu Dhabi – ha rinnegato se stesso, ha rinnegato d’essere il vento millenario della civiltà, dell’unica civiltà. Un grande comandante di sommergibili, uno che non danzava, Salvatore Todaro, zittì l’ammiraglio Karl Doenitz mentre insolentiva la sollecitudine del comandante italiano a salvare i naufraghi delle navi da lui stesso affondate: «Ammiraglio, lei non può comprendere: io alle spalle ho il vento di duemila anni di civiltà.» Già, 2mila anni di cattolicesimo. La sollecitudine del comandante Todaro oggi trascolora in commercio; comandanti genuflessi ai cicisbei negrieri, annusano, cani alla catena, i guadagni milionari dei parenti dei politici nelle Ong, nelle Caritas e nelle cooperative, latrando coi sindacati per le briciole. Claudio Graziano, fantozzianamente ossequiante a novanta gradi Jean Claude Juncker, è manifesto funebre della dignità nazionale, così come il porta abiti con pochette in affannosa ricerca del posto in prima fila alla conferenza di Berlino, a gennaio, fra i lazzi dei Reichsleiter e della valchiria cicciona.
«L’umanità è dunque libera: dopo dure lotte s’è conquistata il diritto universale al tormento» scrisse Karl Kraus nel 1910, centodieci anni fa, prima della Grande Guerra, senza poter vedere i giorni correnti, presagio di violenza senza limiti.

La Cina Padrona dei Suoi Vecchi Padroni
Perché le cricche filocinesi danno mostra d’amare omosessuali e pedofili? Solo perché tanti di costoro allignano nelle loro fila? È un buon motivo, ma solo collaterale, visto che vi investono montagne di denaro. Il cicisbeo Obama stanziò 500milioni di dollari “per promuovere politiche LGBT friendly in Africa”. Il denaro non si regala, neppure agli amici e agli affini senza uno scopo concreto. Quale? Amore di libertà? Non scherziamo, Cercheremo dove il denaro sta andando o almeno dove si vuole che vada.
Mentre cerchiamo le risposte, osserviamo il caos dilagante al primo come al secondo e al terzo livello di Butler, grazie all’ammissione nel WTO (World Trade Organisation) della Cina, l’11 Dicembre 2011, fortemente voluta dalle cricche filo cinesi ruotanti intorno ai Clinton, ai Bush e agli Obama.
La civiltà occidentale – di impronta giudaico cristiana – ha rinnegato se stessa, accettando che una dittatura schiavista, stragista e ignobile quant’altre mai, fosse ammessa nel consesso civile. Il IV Reich e la sua finanza sporca si sono accodati entusiasticamente all’impresa. Tutto è così saltato. L’ordine mondiale che aveva consentito un equilibrio anche nei periodi più caldi della Guerra Fredda è finito. Al tavolo del WTO la Repubblica Popolare Cinese è ingombrante come in qualunque altro consesso. La Cina vuole essere padrona di quanti presumevano di padroneggiarla. L’elettorato statunitense – il terzo livello di Butler – ha capito perfettamente la posta in gioco. Le cricche filo cinesi vogliono consegnare le manifatture statunitensi ed europee agli schiavisti cinesi, distruggere i diritti dei lavoratori, vendere l’energia a prezzi incontrollati, far saltare gli ammortizzatori sociali, uccidere per fame, per malattia e per guerra quanta più “umanità inutile”, ovunque nel mondo. Ai cosiddetti democratici non rimane che ricorrere ai brogli col voto postale, in ossequio ai riti antidemocratici di Mummydem.
Che cosa fare, noi, subito? Sono i presbiteri e i vescovi, quanti ancora hanno il senso della propria vocazione a dover impugnare il Crocifisso, come l’adolescente santa Giovanna d’Arco, trascinando con sé il terzo stato – gli inconsapevoli di Butler, oramai ben consapevoli – verso una rivoluzione cristiana (verosimilmente né pacifica né indolore), estremamente necessaria, anzi inevitabile, proprio nel senso che intendeva Leon Trotsky: «La rivoluzione è impossibile finché non diventa inevitabile». Vedremo come fare. ©proprietà riservata – riproduzione vietata www.pierolaporta.it

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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