Guerra Incessante, Democrazia Superflua

Da millenni, la guerra fa nascere e morire gli Stati, con una miracolosa eccezione, la dissoluzione dell’Unione sovietica la notte del Santo Natale 1991, Natale cattolico, non ortodosso. Mai più guerra, dissero quando fu ammainata la Bandiera Rossa sul Cremlino per far posto al tricolore russo. Speranza tradita: la guerra dilagò dappertutto al di fuori dell’area G20. Oggi anche la Turchia, membro G20, combatte al confine con la Siria e in Libia, contro gli interessi cattolici e statunitensi.

La montagna di morti, i milioni di feriti, i milioni di profughi sono un enorme problema; ben più pericoloso per l’Umanità è l’incessante battaglia, oggi avvertibile da tutti, coinvolgente tutti i paesi del mondo, resa peggiore dalla tecnologia; battaglia dissimulata (a volte) e sempre più bollente, portandoci a un passo dalla guerra nucleare.

Il “piano di inganno” una volta concerneva solo gli eserciti contrapposti, oggi l’inganno è l’anima stessa della politica e della strategia che ne promana. Questo spiega perché i servizi di intelligence hanno assunto un ruolo preminente nel processo decisionale politico, inquinandolo, corrompendo prima di tutto le aggregazioni sociali, i mass media e le magistrature, finendo per condizionare, più o meno velatamente, la stessa autorità politica. I servizi di intelligence sono infine essenziali per ingannare e colpire alle spalle l’avversario, ancor più per confondere le acque circa la reale provenienza dell’attacco, specialmente se è portato a danno di un presunto alleato. Questo comporta la corruzione profonda della democrazia, fino a renderla superflua.

Le guerre successive al 1989 non sono solo come abbiamo potuto immaginarle. Bombe, gas, soldati e carri armati (come nei Balcani e in Siria) sono solo opzioni fra tante ulteriori, consentite dalla società, dall’economia, dalla scienza, dalla hi-tech. Lo scopo generale della strategia è “preservare la propria capacità decisionale e limitare quella dell’avversario”. I nostri padri, difettando d’altri mezzi, realizzavano la strategia solo mediante l’applicazione della forza. Il risultato banale è l’incremento nel tempo di vittime civili e militari. Da quando le armi di distruzione di massa sono entrate in scena, le classi alte e i decisori di primo livello sono coinvolti nel rischio come i soldati in trincea. Le cose quindi cambiarono. Il controllo degli armamenti e i relativi trattati furono la terapia per evitare un’altra guerra mondiale oppure per farla in casa altrui. Tuttavia, scontro dopo scontro, la guerra nucleare è oggi più che mai una minaccia per tutto il mondo. Lo scopo generale della strategia è, come abbiamo detto, sempre immutato: preservare la propria capacità di decidere e limitare quella dell’avversario; oggi abbiamo quindi molti ed efficaci strumenti per la guerra, per spremere le persone come olive per l’olio, senza apparentemente spargere sangue. Lo spargimento di sangue diventa indispensabile? Allora le guerre diventano “missioni umanitarie”, “esportazione della democrazia” oppure “primavera musulmana”. Il nudo lemma “guerra” non è politicamente corretto; è considerato un incitamento all’odio, sebbene lo scopo di tali missioni e primavere sia esattamente quello della guerra tradizionale: rapinare il più debole. In tal modo stiamo dimenticando che solo tre classi di pericolosi decisori politici si nascondono dietro la bandiera della pace: 1) i codardi; 2) i più forti, decisi a mantenere lo status quo; 3) i più deboli mentre mestano per diventare i più forti.

L’inganno, principale strumento politico (antidemocratico)                I mezzi non militari per la guerra (o se preferite, per la pace) consentono d’apparire e dichiararsi i più pacifici, nonostante le proprie aggressive intenzioni. Anzi, più uno Stato (o un’entità transnazionale) è aggressivo, tanto più apparirà pacifico e sostenitore dei movimenti di pace e disarmo (dell’avversario, ovviamente). Quanto più uno Stato (o un’entità transnazionale) ha un obiettivo difficoltoso, tanto più adotterà strategie indirette per dissimulare i propri scopi. Tutte le aggregazioni sociali, i movimenti LGBT, le ONG, i mercenari e così via influiscono sui bilanci politici, quindi sulla sicurezza e sull’economia. Una strategia efficace deve quindi utilizzare tutti i mezzi consentiti da risorse sociali, scienza, economia, Hi-Tech, col sostegno delle intelligenze artificiali e – quando non soprattutto – dalla corruzione, anche per manipolare il consenso di massa.
In conclusione, mentre il “piano di inganno” una volta concerneva solo gli eserciti contrapposti, oggi l’inganno è l’anima stessa della politica e della strategia che ne promana. Questo spiega perché i servizi di intelligence hanno assunto un ruolo preminente nel processo decisionale politico, inquinandolo, corrompendo prima di tutto le aggregazioni sociali, i mass media e le magistrature, finendo per condizionare, più o meno velatamente, la stessa autorità politica. I servizi di intelligence sono infine essenziali per ingannare e colpire alle spalle l’avversario, ancor più per confondere le acque circa la reale provenienza dell’attacco, specialmente se è portato a danno di un presunto alleato. Questo comporta la corruzione profonda della democrazia, fino a renderla superflua. Questa è la civiltà? Dopo tutto la UE s’è evoluta lungo questo percorso.
Tale degenerazione corruttiva rende superflua la democrazia, prima ancora della sovranità nazionale. Questo dato di fatto poggia su una varietà di finzioni, la cui analisi richiederebbe una trattazione a parte. Per l’Italia e per gran parte dei paesi Europei (tranne in parte Francia e Germania) la mummia della democrazia è dissimulata sotto la maschera dell’Unione Europea. Se inizialmente l’espediente funzionò, oggi è palese la natura meramente totemica della “mummia democrazia”, il cui culto esige l’affermazione autoritaria del potere dei suoi officianti. Il totem di una divinità tanto misteriosa quanto potente e spietata, di cui tutti avvertiamo la cinica crudeltà. I suoi officianti ci nascondono il nome di questa divinità e noi gliene diamo uno nostro – Mummydem – la mummia della democrazia, al vertice di una piramide criminale, il Moloch, la divinità d’una nuova religione, alla quale è essenziale sottomettere il popolo.
Mummydem è la nuova Trinità, composta da Mercato, Finanza e Politica.

Crimencrazia ed Emergenza
I vertici del collegio sacerdotale di Mummydem sono fra i peggiori criminali contro l’Umanità mai apparsi sulla terra. Essi sono resi tuttavia presentabili dalla disinformazione e contemporaneamente dalla repressione, realizzate dagli apparati di sicurezza. Beninteso, sicurezza per Mummydem e i suoi accoliti, non per il popolo (ex) votante, se mai sia chiamato a votare.

I capi delle milizie e dei gabellieri devono essere strapagati, non avendo più diritto legale di taglieggiare i malcapitati nelle loro grinfie. Questo non esclude il loro sottaciuto diritto e quello dei sottoposti di predare purché occultamente; l’illegalità è infatti tale quando si svela in televisione, non prima. La TV è il Supremo Tribunale della Verità, per la quale è in corso di edificazione un peculiare ministero.

La criminalità anti democratica, gli officianti di Mummydem sono la nuova aristocrazia mondiale, non di certo aristocrazia di spada o di sangue. Essi sono aristocrazia per cooptazione criminale e per i privilegi cui accedono in conseguenza delle cerchie (finanziarie, criminali, pedofile, negriere, ecclesiali…) cui sono ammessi. È la “crimencrazia” vocata a calpestare l’umanità. Come accadde in antico, troviamo figure assai simili agli imperatori, ai re, ai principi, ai duchi, ai conti e all’aristocrazia minore, secondo le risorse cui hanno accesso. Polizie, eserciti e gabellieri sono sotto il controllo della crimencrazia, dominando vassalli, piccoli proprietari, mendicanti e schiavi, quest’ultimi tanto numerosi come mai accadde nella storia. Imprenditori e magistrati sono di volta in volta parte oppure complici, più raramente avversari della crimencrazia.
I capi delle milizie e dei gabellieri devono essere strapagati, non avendo più diritto legale di taglieggiare i malcapitati nelle loro grinfie. Questo non esclude il loro sottaciuto diritto e quello dei sottoposti di predare purché occultamente; l’illegalità è infatti tale quando si svela in televisione, non prima. La TV è il Supremo Tribunale della Verità, per la quale è in corso di edificazione un peculiare ministero.
TV, Web, Facebook, WathsApp, Tweet e così via sono il nuovo Olimpo di Mummydem. Non c’è alcun interesse a un’umanità libera e informata. Al contrario, Mummydem è determinata a dominare incontrastata dal suo Olimpo. Mummydem è quindi la nuova religione di pace e tolleranza (come dubitarne?), politeista, pronta ad accogliere le nuove divinità – persino Pachamama e similari – purché si prostrino a Mummydem e collaborino a sottomettere il popolo ai suoi officianti.

Mummydem Guerra e Cicisbei
Mummydem è la divinità patrona dello Stato di Polizia, oggi efferato ben più di quello portatoci dall’Illuminismo. Esso è tornato sotto molteplici facce: sovranista o antisovranista, nazionale o sovranazionale, pauperista o capitalista, pacifista e guerrafondaio; sempre cangiante in funzione delle peculiari comunità da sottomettere; comunque attrezzato a incrementare il culto di Mummydem, l’adorazione della trinità che penetra nel cuore delle persone, nella loro libertà di pensiero, nelle loro libertà fondamentali, nell’intimità degli individui e delle famiglie, per omologarli o perseguitarli.
Il demone più leale di Mummydem è policefalo, è il drago rosso “Emergenza” dalle innumerevoli teste: antimafia, anti comunismo, anti fascismo, anti crisi, anti razzismo, anti omofobia, anti virus, anti qualunque cosa sia funzionale a Mummydem. Le ultime nate fra le teste del drago, “Emergenza democratica” ed “Emergenza sanitaria” non sono altro che le medesime teste che accecarono le folle a piazza Venezia come a piazzale Loreto, a Portella della Ginestra come a Piazza Fontana, solo per ricordarne alcune. I figli, i nipoti, i discendenti dei complici dei peggiori crimini sono fra i maggiori officianti di Mummydem e perseguono i medesimi sanguinari fini con lo spietato cinismo assunto col latte materno. La disinformazione organizzata distoglie l’attenzione da quanto avviene, mentre nuove teste del mostro son pronte a germogliare.

Mummydem è esattamente come gli storici falsari descrissero la Chiesa Cattolica del Medio Evo (“i secoli bui”). Codesti cicisbei non s’avvedono che la Chiesa inesistente, da loro tuttavia descritta, è esattamente Mummydem, oggi invece materialmente presente, una realtà determinata a dominare incontrollata sulle nostre menti, sui nostri cuori, sulle nostre più intime questioni. Curioso che i liberi laici pensatori non se n’avvedano.

Ciascun volto del drago Emergenza ha i suoi cicisbei e i propri riti, impegnati a introdurre leggi divisive, utili a porre il popolo in guerra contro se stesso, consentendo ai cicisbei d’accreditarsi presso Mummydem e quindi accedere nel paradiso della sua crimencrazia.
È curioso osservare quanto Mummydem sia esattamente come gli storici falsari descrissero la Chiesa Cattolica del Medio Evo (“i secoli bui”). Codesti cicisbei non s’avvedono che la Chiesa inesistente da loro descritta è esattamente Mummydem, oggi invece materialmente presente e determinata a dominare incontrollata sulle nostre menti, sui nostri cuori, sulle nostre più intime questioni. Curioso che i liberi laici pensatori non se n’avvedano.
Esiste un ulteriore pericolosissimo aspetto da portare alla luce: Mummydem, constatiamolo, “è guerra”. Le divinità del suo Olimpo sono in guerra l’una contro l’altra e, tutte insieme, contro il popolo. In altre parole, Mummydem è incessantemente in guerra per rigenerarsi. Essa deve continuamente identificare nemici in una parte per convogliarle contro le rimanenti. I suoi officianti così possono scalare le gerarchie per arrivare al vertice.
Mummydem odia Donald Trump, sottrattosi da tutti i conflitti accesi dai suoi predecessori dopo il 1989. La guerra, elevata a perversione politica sin dal secondo dopoguerra, fu denunciata da due grandi presidenti statunitensi, Dwight Eisenhower e John Kennedy. Il primo svelò il suo pensiero lasciando la Casa Bianca, il secondo non fu altrettanto prudente. Il terzo grande profeta del secolo scorso, con le idee chiare sul potere antipopolare, assetato di sangue, fu S.S.Pio XII, impavido combattente contro comunismo, nazismo e contro le loro metamorfosi post illuministe. Questo gli costò l’ostilità dei cicisbei, vecchi e giovani, felici di riedificare lo Stato di polizia, adoranti Mummydem, servi del drago Emergenza, persino invocando evocando in pubblico l’esempio di Cristo, da essi stessi tutt’oggi crocifisso ebestemmiato in onore di Mummydem.
Mentre i cicisbei sembrano travolgere ogni resistenza, la Chiesa Cattolica, colma e infettatane a sua volta, per la prima volta nella sua millenaria storia, sembra lasciarsene subornare. Dimenticano, i cicisbei, quanto sia ancora vigente la profezia mariana di Fatima. Saranno sterminati e poco importa se vorranno presentarli come martiri. Dal loro mestare traspare l’impossibilità di scristianizzare la società per rimpiazzarvi un modello cicisbeo gradevole, stabile e affidabile. Al contrario, oscilliamo tra il tragico sanguinario e lo sconcio grottesco. La precarietà del lavoro s’affianca a quella della famiglia, dell’esistenza, delle relazioni sociali. Tutto vortica incontrollabilmente verso la schiavitù, la povertà, il caos, infine verso il conflitto nucleare. Le famiglie benestanti, le classi dirigenti, finora distaccati osservatori del disagio riversato sulle classi medio basse, finalmente s’avvedono del pericolo costituito da un manipolo di cicisbei, profumati, cinici e corrotti. Costoro presumono d’essere i pupilli di Mummydem; in realtà essi sono nient’altro che volgari marionette, maggiordomi satanisti, impegnati a oltraggiare Dio, Patria e Famiglia. Costoro sono la negazione della democrazia. © riproduzione riservata www.pierolaporta.it

 

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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1 risposta a Guerra Incessante, Democrazia Superflua

  1. Feancesco scrive:

    Il quadro è desolante, l’analisi è accurata e minuziosa; sulle conclusioni ho qualche incertezza: forse è solo solo speranza mal riposta.

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