Berlinguer, Coincidenze, Mani Pulite e Coscienze Sporche

Aldo Moro, ucciso nelle menzogne, di ieri e di oggi

Coincidenze? Il 10 luglio, il giorno prima che scoppi il Russiagate alle vongole, il Corsera titola: “Berlinguer al governo? I sovietici tramarono per fermarlo”, intervista di Walter Veltroni ad Aldo Tortorella, 94 anni, da sempre nel PCI.

Tortorella assicura Enrico Berlinguer perseguitato dagli Usa e dall’Urss, perché con Aldo Moro “sconvolgevano gli equilibri della Guerra Fredda”. Tortorella ammonisce sul fascismo che s’afferma col favore della maggioranza della popolazione, capito Salvini? E se non fosse abbastanza chiaro, ricorda che Berlinguer, amico di Moro, rinunciò ai soldi di Mosca. Eh, sì, proprio una coincidenza, le mani pulite di Berlinguer celebrate il giorno prima che esploda il Russiagate alle vongole, con inconfondibile puzza di segretissimi e deviatissimi servizi.

[cryout-pullquote align=”left” textalign=”left” width=”33%”]Pubblicato con altro titolo su La Verità del 16 Luglio 2019 [/cryout-pullquote]

Aspettiamo di vedere se Gianluca Savoini sia affine a Primo Greganti; se alla Lega sono andati miliardi come quelli scovati nelle tasche di san Primo Greganti, eroe del popolo lavoratore.
La Lega di Matteo Salvini, col 40 per cento di quei fascisti degli italiani, fa perdere la trebisonda ai rimasugli del partito di Palmiro Togliatti, i quali titolano sulle trame dei sovietici ai danni di Berlinguer e poi dedicano un rigo, dico dieci parole, all’attentato che il segretario del Pci subì a Sofia il 3 ottobre 1973.
La verità è congruente, indipendentemente dal tempo, però è falsificabile. Il falso al contrario è incongruente, tuttavia non è falsificabile.
Tortorella sostiene che Berlinguer rinunciò al denaro di Mosca. È falso. Migliaia di documenti inconfutabili svelano soldi al PCI e alla sua rete di società fino alla caduta dell’Unione Sovietica. Il cugino di Berlinguer, Francesco Cossiga li vagheggiò analoghi ai finanziamenti dei ricchi Stati Uniti alla DC. Falso anche questo. Italia e Stati Uniti erano alleati. I miliardi erano inoltre rubati ai popoli sovietico e dei paesi satelliti, che vivevano negli stenti; soldi grondanti sangue. Politica stupida prima che criminale, com’è testimoniato dal crollo dell’Urss.
Berlinguer amico di Aldo Moro? Non è congruente. Lo statista pugliese fu certamente amico leale di Berlinguer. Bene fa quindi Tortorella a ricordare le rassicurazioni di Moro a Berlinguer la notte precedente il rapimento. Fu tuttavia proprio Berlinguer, insieme a Zaccagnini, a strappare dalle mani di Giovanni Leone la grazia per la terrorista Paola Besuschio, pretesa dalle BR per liberare Moro. L’amico Berlinguer sventolò con maggiore forza la bandiera dell’intransigenza, dopo il rientro di Giorgio Napolitano dagli USA, al quale il visto, prima negato da Henry Kissinger nel 1975, fu concesso dal suo successore, Brent Scowcroft; toh, uomo di punta della Cia. D’altronde, Moro scrisse a tanti amici dalla prigione BR, ma neppure un rigo all’«amico» Berlinguer. Dettaglio sempre nascosto.
Berlinguer nemico di Mosca? Questa è la domanda cui rispondere, senza incongruenze. Il 3 ottobre 1973, a Sofia, in Bulgaria, attentarono a Berlinguer, lo confermò pure la moglie nel 1991. Un camion militare, carico di pietre, investì l’auto che lo portava all’aeroporto. L’interprete morì, due accompagnatori e il segretario del Pci furono seriamente feriti. Rifugiatosi nell’ambasciata italiana, Berlinguer rifiutò il ricovero in un ospedale bulgaro e rientrò con un aereo dei servizi segreti italiani. Emanuele Macaluso, con cui si  confidò, svelò l’attentato solo nel 1991. Nessuno pose la domada vera: perché i sovietici, dopo aver condannato a morte Berlinguer, l’hanno lasciato in vita sino al 1984?
Lo volevano morto a causa del compromesso storico? Stupidaggini. Al momento dell’attentato era solo una teoria politica, scandalosa quanto si vuole, ma niente di più. Anzi, avrebbero avuto più motivi di ucciderlo quando la politica andò avanti. Per capirci, Alexander Dubček, che nel 1968 stava portando la Cecoslovacchia in Occidente, non fu ucciso. Prese un po’ di ceffoni, lo destituirono e tutto finì lì.
Perché Berlinguer fu condannato a morte? Perché poi salvò la ghirba fino al 1984? Perché il Kgb aveva deciso di risparmiarlo? Se Vladimir Putin aprisse gli archivi, potremmo sì, scoprirne delle belle, altro che Russiagate alle vongole. Quale fu la quadra per continuare a pagare e a cooperare, Mosca e Botteghe Oscure? C’era un triangolo adulterino fra Washington, Botteghe Oscurissime e Mosca, mentre Giorgio Napolitano andava a Washington nel 1978? Washington odiava il compromesso storico quanto Mosca, sostiene Tortorella. Quindi? Nel 1978 Washington era di Jimmy Carter, antesignano dei Clinton e degli Obama, coi quali s’è poi schierata tutta, proprio tutta la nomenklatura del Pci, incluso Tortorella. Avanti Putin, apri gli archivi e chiudiamo questa turpe commedia.
Il Pci intransigente con le BR? Lo si vide quando rapirono un Ciro Cirillo, ombelico partenopeo del potere della DC, complice del Pci. I terroristi s’accordarono con la DC e il PCI. Poco dopo Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa [clicca qui] morirono sotto la stessa ruota.
Pericolo di fascismo? L’Italia della DC senza Moro, del PCI di Tortorella e del predecessore di Virginia Raggi è la democrazia? Tromboneggiano tossiche stupidaggini il giorno precedente il Russiagate alle vongole. www.pierolaporta.it

 

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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5 risposte a Berlinguer, Coincidenze, Mani Pulite e Coscienze Sporche

  1. carlo scrive:

    STORIA  DELLA  POLITICA  E  DELLA  LEGGE

    All’inizio c’era un uomo e una donna che formarono una famiglia, che aumentando di numero divenne un clan,che divenne un villaggio,che divenne un borgo,che aumentando di numero divenne una città, che aumentando di numero  divennero uno stato, una nazione, un regno  etc.     Nella famiglia dettava la politica il capofamiglia aiutato dalla moglie, nel clan  dettavano le leggi  i capifamiglia ,nel borgo gli  anziani e  i saggi   o gli stregoni nelle tribù.

    Nella città dettavano le leggi, orali o scritte, un consiglio di degli anziani o capifamiglia (lat. senex) e spesso delegavano per  l’ esecuzione delle leggi  un re  o  un capo permanete o temporaneo.  Questi incominciarono a scrivere leggi di comportamento e di convivenza .  Erano leggi generali fondamentali che si basavano sulla tradizione dei loro padri, oppure risolvevano questioni pratiche  e impellenti di politica o di giustizia  legati al territorio .Queste leggi venivano poi scritte per trasportarle a distanza e non essere cambiate di città in  città e da luogo a luogo  .  Es. un pozzo da dividere, delle pecore che sconfinavano, confini spostati, ladri e omicidi da punire e guerre da decidere ….

    Tra questi inizi di popoli e di  razze e stirpi o  famiglie  in Medio Oriente,c’era un popolo che doveva fare da paradigma ed era guidato direttamente da una grande divinità detta Onnipotente e Creatore. Questa Divinita’ stabilì delle leggi certe per il popolo che Lui guidava . Erano leggi inappellabili generali . Non venivano decise da un capo o da una maggioranza di senex o di saggi o dalla maggioranza degli  anziani come spesso avveniva con altri popoli .No,ma  erano stabilite direttamente  dalla Grande Divinita’ . Chi non le osservava,sulla base di due testimoni, generalmente veniva eliminato senz’ appello . Il contrappasso alle leggi fondamentali e generali  era una severa punizione (“ occhio per occhio, dente per dente”  ) che non era vendetta ma  giustizia o riparazione alla violazione. Quelle leggi ancora adesso sono valide per tutti i popoli  della terra e non cambiano di uno jota . Gli uomini debbono solo applicarle ed eseguirle . A chi tocca farle applicare ed eseguire ? Non al singolo, mai, ma alle varie autorità e saggi. Non sono leggi psicologiche o scientifiche o spirituali o mediche ,ma leggi di comportamento morale generali che possono essere eseguite da ogni uomo .

  2. Stefano Rolando scrive:

    .devo passare tutto su una chiavetta o abbiamo una ragionevole certezza che non sparisca di nuovo tutto?

  3. SU QUESTO UN LIBRICINO “BERLINGUER SEGRETO” ORAMAI QUASI INTROVABILE LA DICE LUNGA….

  4. luciano prando scrive:

    berlinguer era come topo gigio, vendeva bene il formaggino comunista, un testimonial, il partito lo comandavano i sovietici italiani che i rubli li incassavano sia direttamente, sia attraverso ditte di import-export il cui mestiere era incassare tangenti sugli affari est-ovest sotto forma di provvigioni…..certo che parte dei servizi dell’est poco esperti di pubblicità lo consideravano un disturbatore della quiete politica quindi meglio morto…la tecnica del camion la sperimentò anche un mio conoscente in polonia, anche nel caso c’erano dei soldi ma probabilmente privati dei gerarchi, il camion gli venne di fronte contromano, lui si buttò a sinistra ci rimessero la ghirba i due polacchi che sedevano a destra, lui una frattura alla gamba destra……comunisti! mia mamma li chiamava bolscevichi cioè tipi specialisti in colpi di stato piuttosto che in democrazia

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