La Sbirreria Italia Chiede Aiuto alla Francese

Un successo la cattura di 9, diconsi nove terroristi latitanti, su 200, diconsi duecento?!? Ospitati in Francia dagli anni ’70, i primi oltre quarant’anni fa, ben prima che François Mitterand divenisse presidente, nel 1981. La c.d. “dottrina Mitterand”? Un saio per travestire da suora una prostituta, la consorteria internazionale tuttora finanziante la dorata latitanza degli assassini, altri 191 almeno. La Sbirreria Italia affonda fra edonismo, giustizialismo e velleitarismo, inebriata.

Anni dopo aver pubblicato [leggi qui] su Il Mondo un’impietosa analisi delle forze di polizia, dissi a Ettore Gotti Tedeschi: «Le caserme delle polizie sarebbero un ottimo focolaio semmai la rivoluzione scoppiasse in Italia». Allora avevamo 350mila poliziotti, mal pagati, peggio impiegati e dagli svariati cappelli: CC, PdS, GdF, Forestali, Penitenziari e Capitanerie di Porto; polizie locali, provinciali e regionali. Sul far della sera, subentrano le polizie private, pagate dai medesimi cittadini che già finanziano le molteplicità precedenti. Sprechi e duplicazioni a non finire. La PdS fu sindacalizzata dal 1981, per far ingoiare il massacro di centinaia di polizotti sulle piazze e il ludibrio da parte di registi, giornalisti e scrittori, i più vecchi dei quali formatisi sotto il fascismo e poi gorgheggianti: «Avanti Popolo alla Riscossione…». La stessa politica sbandierante l’intransigenza per far morire Aldo Moro, fece massacrare [leggi qui] il capo della Mobile Antonio Ammaturo, odiato dai criminali brigatisti, per far liberare il galantuomo Ciro Cirillo. La parabola della Repubblica: da Ciro Cirillo a Ciro Grillo.

Epperò eravamo e siamo il paese con più polizia al mondo, sia rispetto al numero dei cittadini sia rispetto alla superficie. Situazione nel frattempo peggiorata: alle polizie vere e proprie abbiamo aggiunto l’Esercito. Cominciammo nel 1992, coi c.d. Vespri Siciliani, per gabellare un’«emergenza mafia», ombra cinese della fraterna emergenza Stato-Mafia, che stritolò [leggi qui]  Pio La Torre, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Oggi l’Esercito funge da agenzia nazionale di pompe funebri; raccoglie, trasporta, distribuisce e inocula vaccini; presidia ambasciate e abitazioni dei capataz; ospita e soccorre clandestini. Fa insomma quanto dovrebbero polizie e agenzie di Stato preposte e pagate. Com’è oramai chiaro anche a Timbuctù, dopo le fognature a rotelle di Conte e Arcuri, occorreva un generale dell’Esercito, Francesco Figliuolo, pure per le siringhe.

Grandi personalità sinistre, p.e. il comico partenopeo Vincenzino Saltalafila e l’enfiata [leggi qui] Murgia, s’adombrano per Figliuolo con l’uniforme e non s’avvedono del Bel Paese trascolorante in Sbirreria Italia, andando in corto circuito, col rischio di collasso autoritario tanto sorprendente quanto prevedibile.

Non potresti impallinare la Costituzione con raffiche multiple di Dpcm, affliggere i cittadini col locdaun, nascondere le palamarate, acquistare le mascherine dall’amico cinese con la complicità dell’amichetta di Bergoglio, accogliere a peso d’oro le Ong coi clandestini, arrestare chi si difende e liberare chi uccide e ruba. Non potresti…a meno che tu non sia sicuro ma proprio sicuro che in tutte le caserme, ma proprio tutte, abbiano dimenticato la formula di giuramento: «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni». Costituzione? Disciplina e onore? Difesa della Patria? Salvaguardia delle libere istituzioni?

Sì, puoi raddoppiargli gli stipendiucci con gli straordinari e le percentuali sulle multe; sì, puoi dare a intendere in tivvù che le polizie sono col popolo; eppure non basta. Quando infatti li hai costretti a vaccinarsi e gli son venute le trombosi anche i sindacalisti gialli si sono preoccupati. Allora che si fa? Occorre rifarsi l’immagine, far parlare d’altro a tg e stampa. Chiediamo alla Francia di ridarci cinquanta terroristi. Parigi ci aiuta. Occorrono due anni per l’estradizione. Facciamo una bella campagna di stampa; noi siamo per la legalità e con le nostre valorose polizie. Superiamo le elezioni quirinalizie e quelle politiche del 2023, poi tutti se ne dimenticano. Siamo in Italia, suvvia. Sembra di vederli mentre si scambiano sguardi compiaciuti e sorrisi complimentosi, senza mascherine, ovvio.

Risposta da Parigi: «Cinquante réfugiés? Vous êtes stupide. Nous vous en donnerons cinq, pas un de plus» (Cinquanta rifugiati? Voi siete scemi. Ve ne diamo cinque, non uno di più). Tira e molla, alla fine gliene danno dieci, cifra tonda, facendoli avvertire prima di catturali in modo da trovarli, come usa dire, puliti. Tre non si sono fidati e se la sono data a gambe. Poi devono avergli spiegato meglio e mentre scriviamo solo uno manca all’appello. Intanto sono già tutti a piede libero e tirano a campare bene.

Il corto circuito non è tuttavia scampato. Hanno fatto un errore; dopo tanti anni può capitare. Hanno messo in lista Marina Petrella. Come avverte su Huffington Post, [leggi qui] Maria Antonietta Calabrò, una che la sa lunga, la Petrella era ai vertici della colonna romana delle Br, guidata da Barbara Balzerani, durante i giorni del sequestro dello statista Aldo Moro. Se mai la faranno rientrare, dovranno liberarla in poco tempo. Essa confermerà che Aldo Moro era in via Fani, [leggi qui] uno scontato fermoimmagine, aspettando che finisse la tempesta di fuoco, per farsi portare via, senza un graffio, da un branco di scimuniti, le cui armi si incepparono? E confermerà pure che il povero Oreste Leonardi non fu spostato per portargli via l’ordine scritto che egli pretese da chi volle prendere in custodia Aldo Moro? Certo. Come dubitarne? È tutto provato nel memoriale che Valerio Morucci consegnò allo statista Francesco Cossiga, depositato in procura dopo due anni. Parola d’onore quindi di Valerio Morucci, Adriana Faranda e Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Enrico Berlinguer e Benigno Zaccagnini; parola d’onore di Barbara Balzerani, Marina Petrella e Mario Moretti, parola d’onore. Aldo Moro è stato rapito dalle Bierre, in via Fani, tenuto per due mesi in uno sgabuzzino romano di due metri quadri, scovato da un piemme che ovviamente NON lavorava per i servizi sovietici. È tutto tanto e così vero che hanno secretato i documenti per altri trent’anni, in attesa che si decidano a morire i residuali di quegli anni e i giornalisti caudatari. Sarebbe molto, davvero molto divertente se Vladimir Putin lasciasse trapelare qualche brandello di verità su questa commedia.

A che serve il terrorismo se non a intorbidire la politica? Ecco riportano nove burattini in Italia dopo 40 anni e lo spacciano per un successo, terrorizzati dalle polizie che dovrebbero proteggerli. «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni», non è così?

 www.pierolaporta.it

Informazioni su Piero Laporta

Dal 1994, osservate le ambiguità del giornalismo italiano (nel frattempo degenerate) Piero Laporta s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come d'altronde sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico, non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.
Questa voce è stata pubblicata in polis e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La Sbirreria Italia Chiede Aiuto alla Francese

  1. Stefano Rolando scrive:

    Tagli come un rasoio,si vede il sangue prima di sentire il dolore, attenzione,forse aspettano che spariscano i “n0n caudatari”,che non gli venisse in mente di sveltire la pratica.

Rispondi a Piero Laporta Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.