San Pio X e la Sua Enciclica Sugli Errori del Modernismo

Prima che ai lettori di OltreLaNotizia, lo dico a me stesso: il grande pontefice san Pio X e la sua enciclica “PASCENDI DOMINICI GREGIS” sono negletti, nella Chiesa e fuori. Quanti non sono credenti hanno ragione di fare spallucce: dopo tutto che importanza ha se un papa o un altro sono dimenticati, essi e le loro encicliche? Ebbene, propongo pacatamente di riflettere.

Oggi viviamo una situazione paradossale, definendo “democrazia” la nostra totale sottomissione a istituzioni transnazionali, impossibili da controllare col voto: le Nazioni Unite e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la NATO e l’Alleanza Atlantica (pochi sanno della loro differenza e della loro intima connessione), l’Unione Europea e la Banca Mondiale, la Banca dei Regolamenti Internazionali e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e così via…

Nel 1907, quando san Pio X scrisse l’enciclica “PASCENDI DOMINICI GREGIS” (pascere il gregge del Signore) quelle organizzazioni non esistevano. Quanti intendevano sottomettere l’umanità intera erano tuttavia all’opera da sempre e, come vedremo fra qualche riga, il loro modello è immutato.

Oggi, pur col progresso economico, scientifico e tecnologico, più che centuplicati rispetto al 1907, viviamo una perenne incertezza economica, sociale, sanitaria e militare. In altre parole, siamo traditi da quanti avrebbero dovuto assicurare la tutela dei diritti umani, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sancita il 10 dicembre 1948, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

A ben vedere, a oltre due secoli dalla Rivoluzione Francese, il modello di società (postmoderna) e l’umanesimo universale tromboneggiati dalle cattedre sono la proiezione dell’Impero romano: l’Imperatore contornato da un Senato asservito, pochi patrizi “beati possidentes”, una sterminata massa di liberti, di schiavi e di superflui. A questi si aggiungono quantità di armigeri e pretoriani, ora anche di cosiddetti medici, pronti a violare tutti i più elementari diritti umani, pur di assicurare il potere all’Imperatore.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI art. 12 “Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni”.

Mentre è in atto questo planetario tentativo di regressione, siamo a un passo da una guerra nucleare, perché i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) ai quali si vanno congiungendo altri (p.e. l’Algeria) non intendono genuflettersi. Gli imperiualisti improvvisati, invece di promuovere politiche di pace e di conciliazione, in grado di elevare la soglia di sicurezza, vanno nel verso opposto: gettano le responsabilità nel campo avversario, armano governanti irresponsabili, pianificano e preparano interventi militari irreversibili e dagli effetti irreparabili. Basti pensare che una sola bomba nucleare, oltre a uccidere e storpiare milioni di creature, rende incoltivabili  milioni di ettari di terreno, incoltivabili per migliaia di anni.

Questa condotta criminale è degli stessi sinora gabellatisi quali difensori dell’ecosistema terrestre.

In questo diabolico inganno siamo coinvolti tutti, eccetto i vertici delle cerchie dominanti, i quali hanno predeterminato dove le armi nucleari non saranno mai utilizzate, per esempio in Finlandia, il cui governo ha sottoscritto un trattato segreto che la preserva dal diventare oggetto di attacco nucleare della NATO. L’Italia non ha questo privilegio.

Questa tragedia deve indurci a riscoprire san Pio X e la sua enciclica. Egli visse in vera povertà, scrisse e operò solo per tutelare l’umanità intera, non solo i cattolici, né tanto meno qualche particolare congrega. Nell’enciclica c’è la chiave di quanto stiamo vivendo e di quanto potremmo patire in un futuro vicino. Chiedo quindi uno sforzo anche agli amici non credenti e atei, dei quali rispetto le convinzioni, i quali esorto ad aprirsi – non a convertirsi – a una “diversa” lettura della realtà prima che la realtà ci sorprenda tutti. Chiedo un ascolto, non una conversione.

OltreLaNotizia, porge ai suoi lettori l’enciclica “PASCENDI DOMINICI GREGIS” un pezzetto per volta, cominciando ora dalla “Introduzione”. È un’enciclica poco conosciuta, scritta in un italiano arcaico, come si scriveva nel 1907. Non ci si scoraggi, non occorre essere teologi per comprendere il messaggio che san Pio X rivolge ancora oggi all’umanità intera. Ascoltiamolo, poi ciascuno continui a credere quanto preferisce.

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Introduzione

L’officio divinamente commessoCi di pascere il gregge del Signore ha, fra i primi doveri imposti da Cristo, quello di custodire con ogni vigilanza il deposito dellafede trasmessa ai santi, ripudiando le profane novità di parole e le opposizioni di una scienza di falso nome. La quale provvidenza del Supremo Pastore non vi fu tempo che non fosse necessaria alla Chiesa cattolica: stanteché per opera del nemico dell’uman genere, mai non mancarono “uomini di perverso parlare (Act.XX, 30), cianciatori di vanità e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II Tim. III, 13)”. Pur nondimeno gli è da confessare che in questi ultimi tempi, è cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. Per la qual cosa non Ci è oggimai più lecito di tacere, seppur non vogliamo aver vista di mancare al dovere Nostro gravissimo, e che Ci sia apposta a trascuratezza di esso la benignità finora usata nella speranza di più sani consigli.

Ed a rompere senza più gl’indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell’errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch’è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d’ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di più santo nell’opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo.

Informazioni su Piero Laporta

Dal 1994, osservate le ambiguità del giornalismo italiano (nel frattempo degenerate) Piero Laporta s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come d'altronde sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico, non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.
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