Recovery Fund!… Coi fichi secchi

Recovery Fund! Fiato alle trombe! Arrivano 209 miliardi! Pepperepeee!  Pepperepeee! Pepperepeee! Il Ciàmbellano di Palazzo Chigi ha decretato: quasi metà van spesi per “rivoluzione verde” e “parità di genere.

È l’ideologia tanto cara alla zarina Ursula von der Leyen. Dopo aver sistemato l’esercito tedesco, farà della UE una superpotenza; come dubitarne?
In questi tempi è infatti superfluo concentrarsi sul recupero della competitività, modernizzando e promuovendo il sistema produttivo del paese nei settori strategici, per salvare ed incrementare i posti di lavoro e contrastare la povertà dilagante. No, a che servirebbe? Meglio investire sulla rivoluzione verde e sulla parità di genere. Che vuol dire? Non si sa. Ma Bergoglio e la sciura Boldrini esultano; va quindi bene così.
Fiato alle trombe! Arrivano 209 miliardi! Pepperepeee! Pepperepeee! Pepperepeee! Il Ciàmbellano di Palazzo Chigi ha decretato: 82 miliardi a fondo perduto, da recuperare con speciali tasse UE e 127 miliardi. Come li pagheremo? Suvvia, non facciamo i disfattisti, anche perché l’iter burocratico è ben lontano dall’essere concluso e i programmi italiani potrebbero essere bocciati dalla speciale commissione esaminatrice.
I fondi sono spalmati, come la marmellata, tra il secondo semestre del 2021 e il 2026. Insomma 129 miliardi in cinque anni. La marmellata rischia di scadere prima di spalmarsi. Il funesto 2020 ci parrà bellissimo nel 2021 e 2022? I fondi europei dipenderanno dal buon cuore della zarina e dallo stadio di avanzamento dei progetti italiani. Forse saranno, ad esser ottimisti, un centinaio di miliardi, metà a fondo perduto, metà a debito. Siamo certi sia il caso di elemosinarli?
Il fabbisogno standard – annuale –  dello stato italiano è di 650 miliardi di spese, cui sommare 250 miliardi di debito in scadenza da rifinanziare. A questi occorre aggiungere 200 miliardi tra extra spese e mancate entrate causa Covid nel 2020/21. Ciò significa che la cassa necessaria nel biennio critico 21/22 ammonterà a circa 2.000 miliardi.
Pepperepeee! Pepperepeee! Pepperepeee! Il  Ciàmbellano di Palazzo Chigi ha decretato: 100 miliardi arriveranno dalla UE, quasi metà van spesi per “rivoluzione verde” e “parità di genere.
Recovery Fund! Fiato alle trombe! Coi fichi secchi! 

Informazioni su Piero Laporta

Dal 1994, osservate le ambiguità del giornalismo italiano (nel frattempo degenerate) Piero Laporta s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico, non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.
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