Mafia Capitale, Marina Militare, Ladri di Gasolio

de giorgiMafia Capitale: l’inchiesta sui ladri in Campidoglio fa scoprire i ladri di gasolio della Marina Militare. Se l’inchiesta Mafia Capitale non vi fosse stata? #ammiragliodegiorgiacasa

7milioni di euro rubati, pari a 11milioni di litri di gasolio che la Marina Militare ha pagato senza mai ricevere il carburante. 
Le indagini su “Mafia Capitale” scoperchiano una fogna nella Marina Militare: ufficiali e sottufficiali attestavano falsamente il rifornimento di gasolio ai depositi siciliani per mezzo della nave cisterna “Victory I”, nave affondata sin da settembre 2013 e parte del suo equipaggio tuttora ufficialmente disperso.
Il carburante è stato fornito solo sulla carta dalla ditta danese O.W. Supply A/S, titolare d’un appalto con l’Amministrazione della Difesa, la quale s’è avvalsa della collaborazione di due società italiane. Chi ha scelto queste società nello stato maggiore della Marina? Chi ha seguito questo appalto nel segretariato generale della Difesa? Perché era necessario avere, oltre alla ditta fornitrice, due ulteriori ditte intermediarie, alle quali pagare percentuali sulla compravendita? Quand’anche il gasolio fosse stato regolarmente fornito, qualcuno avrebbe dovuto chiedersi perché questa intermediazione di altre due ditte italiane. Non se l’è chiesto nessuno, pare, prima dei Ros.
Aspetto simpatico della vicenda: secondo i comunicati ufficiali, le responsabilità della ruberia sarebbero circoscritte a un capitano di corvetta (l’equivalente di maggiore dell’esercito) e a mezza dozzina di marescialli; in altre parole, bassa forza. Così cercano di far passare una truffa milionaria come il furto d’una pezza di parmigiano dalla dispensa della caserma. Il maggiore del vettovagliamento si volta dall’altra parte, mentre il maresciallo fa rotolare la forma di formaggio fino all’auto, per poi spartirsela. Ma ci credete scemi? Rubano 7milioni, mettono insieme un meccanismo truffaldino internazionale, nessuno s’accorge di nulla, per poi  gabellare che la responsabilità è d’un manipolo di bassa forza. Ripeto: ci credete scemi? Uno stato maggiore della Marina Militare, vocato a condurre in battaglia 20mila uomini e 60 navi da guerra – come ripete il suo tonitruante capo, l’ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi – questa macchina da guerra si fa fottere 7milioni di euro da un manipolo di bassa forza e non se ne accorge nessuno finché i ROS dei Carabinieri e le Fiamme Gialle non indagano. Ripeto: ci credete scemi? La ruberia non è stata scoperta da chi esercita l’autorità di controllo sullo strumento navale, lo stato maggiore della marina e il suo capo, l’ammiraglio De Giorgi. Se l’inchiesta sulla Mafia Capitale non ci fosse stata? Se i ROS dei Carabinieri e le Fiamme Gialle non avessero scavato? Le ruberie di gasolio sarebbero continuate indisturbate, con buona pace del dovere di controllo dello stato maggiore della marina e del suo capo, l’ammiraglio De Giorgi, e oggi ci dicono che la colpa è tutta d’un manipolo di bassa forza. Racconto suggestivo, degno d’una fiction all’italiana; da verificare tuttavia passo dopo passo, con un’accuratezza che non risparmi nessuno e nessun dettaglio, partendo però dall’alto, non dal basso come si fa di solito, proprio allo scopo di coprire i capataz. Se tu fai partire l’inchiesta dal basso e ti fermi ai primi esiti, è molto facile scaricare tutto sui primi malcapitati e quindi salvaguardare quanti potrebbero aver fatto fitta di non vedere per guadagnarci comunque qualcosa. Se i capri espiatori non ci stanno, puoi sempre promettere altri vantaggi, per esempio una promozione altrimenti insperata o un impiego remunerativo all’estero, una volta che si sono calmate le acque.  

Ogni mattina, in particolar modo quando il Signor Cinc è in base Navale a Taranto, l’ufficiale in Comando di ispezione dovrà accertarsi della effettiva presenza in quadrato Ufficiali di una idonea bottiglia di spumante/champagne tenuta in fresco in riposto Ufficiali, nonché biscotti al burro e mandorle da tostare al momento a cura del cuoco di servizio addetto al Quadrato Ufficiali/quadrati Unificati

Fino a quando il bisturi dell’indagine non sarà affondato, no, a questa panzana dei cinque o sei di bassa forza e più bassa onestà che hanno fatto tutto da soli, no, non ci crede nessuno. Chiunque abbia un minimo di esperienza di gestione amministrativa nella Difesa sa perfettamente che il collaudo e il controllo delle forniture non possono essere aggirati se non a due condizioni: a) la catena di comando al di sopra dei responsabili della ruberia è fatta di incompetenti o delinquenti totali; b) i controlli che dovevano essere effettuati sono stati omessi o manomessi. Data l’entità dell’ammanco non si può pensare che quando si dice “catena di comando” ci si fermi alle scrivanie siciliane accampando la scusa che il deposito defraudato è ad Augusta. Lo stato maggiore della marina ha il controllo pieno e incondizionato delle forze e delle risorse umane e materiali, dunque anche dei consumi. Non ci crede proprio nessuno che la responsabilità sia solo di un maggiore capo deposito e dei suoi marescialli per un ammanco di oltre 11mila tonnellate di gasolio, cioé 600 autocisterne di gasolio sparite senza che nessuno se ne accorga al di sopra del manipolo di bassa forza. A dir poco è inverosimile.
L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi tragga le conseguenze e si faccia da parte, in quanto responsabile dell’organismo di vertice, lo stato maggiore della marina, che ha la massima responsabilità dello strumento navale. Il contribuente italiano ha ancora nelle orecchie un famigerato ordine di questo ammiraglio:“Ogni mattina, in particolar modo quando il Signor Cinc è in base Navale a Taranto, l’ufficiale in Comando di ispezione dovrà accertarsi della effettiva presenza in quadrato Ufficiali di una idonea bottiglia di spumante/champagne tenuta in fresco in riposto Ufficiali, nonché biscotti al burro e mandorle da tostare al momento a cura del cuoco di servizio addetto al Quadrato Ufficiali/quadrati Unificati”. il “Signor Cinc” è proprio l’ammiraglio De Giorgi, attento allo champagne e distratto col gasolio, a quanto pare. In quelle parole famigerate v’è un’amoralità elevata a sistema – cinicamente indifferente alle difficoltà in cui versa il paese – esempio nefando per i sottoposti; non ci si deve dunque stupire per le ruberie di gasolio su vasta scala. Vada a casa De Giorgi. In quanto al capo del governo – quello che ci ha coperto di tasse e dice che l’Italia è cambiata – disponga un’inchiesta che parta dal vertice più alto delle forze armate, cioè dal ministro Roberta Pinotti e dai suoi doveri di alta vigilanza sulle forze armate. Lo scopo dell’inchiesta deve essere quello di appurare le responsabilità in discesa di tutti coloro i quali hanno compiti nell’approvvigionamento, degli ordini che hanno dato, dei controlli che hanno esercitato. Senza dimenticare le ispezioni sicuramente esercitate da Ispedife, l’organismo della Difesa preposto al controllo della correttezza delle procedure di amministrazione nella Difesa. Senza dimenticare inoltre le ispezioni del ministero dell’Economia e i controlli della Corte dei Conti. Chi, come, dove, quando e perché ha esercitato tali controlli e con quali esiti. La medesima accuratezza il contribuente se l’attende nell’inquisire le funzioni di controllo dello stato maggiore della marina e del segretariato generale della Difesa. Dopo aver appurato ogni singola responsabilità ai livelli più alti, solo allora ci interesserà sapere come quel maggiore e quei marescialli abbiano rubato 7milioni di euro senza che i degustatori di champagne se se siano accorti. Non se ne può più dei ladri, lo volete capire o no, ammiragli, generali, maggiori, marescialli e malfattori di tutti i livelli e gradi, in uniforme e in borghese?

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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3 risposte a Mafia Capitale, Marina Militare, Ladri di Gasolio

  1. Sebastian Nicci scrive:

    Scusa Laporta: I FATTI??? mi sembra che in quello che scrivi ci siano solo opinioni. Il giornalismo, quello vero, scrive di fatti non di ipotesi o pensieri pseudopersonali o a pensar male, come mi sembra fai tu, spinto o voluto da nemici o oppositori dello stesso ammiraglio che in questi ultimi due anni mi sembra abbia smosso il sistema, si sia battuto per supportare un settore quello dell’industria navale made in Italy e del suo indotto sostenendo molti lavoratori e le loro famiglie, ovviamente ricercando la sopravvivenza della stessa Marina. Ma cosa dovrebbe fare un Capo, se non questo? Sempre in questo grande periodo di crisi, di cui parli tanto, non è smontando o distruggendo l’immagine di alcuni uomini, come l’ammiraglio De Giorgi, che potrebbero pure farsi i fatti loro, visto dove sono arrivati ed evitare di esporsi, come hanno fatto in passato tanti altri generali, ammiragli e uomini in borghese, come li definisci tu, che si riuscirà a dare un futuro a questo nostro Paese. Mi sembra che tu incarni l’esempio più deprecabile di questo comportamento, tutto italiano, di alimentare la calunnia, di disseminare il dubbio infondato verso figure che meriterebbero un po’ di appoggio in più, anzichè una battaglia senza quartiere (scusa anche questa è un’opinione, la mia). Le opinioni contano poco, ma tra le opinioni i lettori attenti sanno distinguere quelle che sono avvalorate dai fatti ed è un fatto che sotto la guida dell’ammiraglio De Giorgi la Marina abbia promosso e sostenuto l’operazione Mare Nostrum, che dopo quello che hai scritto, alcuni rincalzano scrivendo che a causa del gasolio le navi erano ferme in porto. Mi sembra che nella famiglia dei diffamatori ci sia un po’ di disattenzione. Proprio domenica, a beneficio tuo e del Sig. Dezzani, il Manifesto, non certo un giornale pro militari, riportava quanto le navi della Marina siano state efficaci nel salvare più di 165.000 persone e certamente questo dimostra che le navi non erano ferme in rada. Questo è un fatto non un opinione.
    La saluto Sig. Laporta citandole Teognide (un poeta dell’elegia greca): “Non denigrare nessun nemico se valoroso…”

    • Piero Laporta scrive:

      Il fatto: 7 milioni di euro sono spariti. Ricordo che gli scatti biennali al personale non sono stati concessi perché mancano 12milioni di euro. Non mi dia del tu perché io non scrivo a comando come lei né sono – e non si permetta mai più di insinuarlo o dovrà fronteggiare il mio avvocato – un diffamatore quando chiedo un’inchiesta su un furto che, come ho scritto, non è una forma di formaggio rubata da una dispensa bensì, lo ripeto, 7milioni di euro, che senza l’inchiesta di CC e GdF sarebbero diventati 8, 9 o chissà quanti. Io voglio un’inchiesta sul perché il sistema di controllo del ministero della Difesa e dello stato maggiore della Marina non ha funzionato. Non tenti di sviare il discorso su Mare Nostrum. 0ggetto: furto di 7milioni di euro. Le responsabilità, lo ribadisco, vanno indagate partendo dal ministro, non dai marioli che si sono sporcate le mani.

  2. Federico Dezzani scrive:

    Sottolineo un sfacciattatura delle vicenda molto importante, che finora nessuno ha evidenziato. Il gasolio “fottuto” doveva essere formalmente impiegato in ricognizioni. Nessuno si accorgeva che le Navi della nostra marina anzichè perlustare il “mare nostrum” se ne stavano in rada????????
    Marina e corpo diplomatico sono la sentina dello Stato dal 1861!!!

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