L’ULTIMA OMELIA DI DON GIORGIO

obama gender https://www.pierolaporta.it/?p=10823Don Giorgio offre l’omelia nel cuore di tanti. Egli addita gli eretici, nemici genuflessi al Potere che porta alla guerra.

L’ULTIMA OMELIA DI DON GIORGIO

(dedicata a quanti testimoniano la Sua Parola)

Terminata la lettura del Vangelo, dopo il “Lode a te o Cristo” don Giorgio Reboliggo annunciò: «L’omelia oggi sarà alla fine della Santa Messa» e imbrigliò il mormorio dei fedeli col consueto: «Sia lodato Gesù Cristo»; don Giorgio alzò gli occhi al Crocefisso alla risposta d’inusuale energia “Sempre sia lodato”.
Conclusa la Santa Messa, don Giorgio non tradiva nulla di particolare: «Abbiate un po’ di pazienza; vado in sacrestia, tolgo i paramenti e torno a voi. Avrete una sorpresa ma non cercate alcuna spiegazione prima d’avermi ascoltato, sino in fondo.» Sorrise, li scrutò e aggiunse: «Qui siamo ben più di due e, come ci ha promesso, Egli è con noi» indicò il Crocefisso «Se voi attendete qui, Egli aspetterà con noi, mi raccomando.»
Solo due o tre si levarono per andarsene, ben giustificati dagli affanni che li assillavano. Gli altri rimasero al loro posto, con qualche brusio, non così intenso tuttavia come sarebbe lecito supporre.
Don Giorgio tornò dopo pochi minuti. Questa volta la sorpresa non mancò per il sobrio abito grigio, la camicia e cravatta, ben annodata tra l’altro, grazie a Ernestina, la sorella che l’accudiva. Fino a quel momento lo avevano visto solo in talare, sempre, in ogni circostanza.
«Non fatevi sviare da dettagli secondari» attaccò con voce nitida «Anche questo abito ha una spiegazione. Stamane ho inviato al vescovo una lettera per dirgli due cose: da domani non sarò più in parrocchia e inoltre ho necessità d’un anno per riflettere su che cosa devo fare in futuro. So bene che cosa farò domani, con l’aiuto di Dio, ma più in là non posso saperlo. Mi spiace lasciarvi questo peso, ma non ho scelta, come capirete.
Cari fratelli, quanto m’accingo a fare non è affatto contrario al Santo Vangelo, il testo cioè che, insieme alla Sacra Bibbia, dice tutto quello che noi dobbiamo fare, dobbiamo sperare, dobbiamo credere. Questi tre doveri non vengono sempre in quest’ordine perché ciò dipende da Nostro Signore, al quale io chiedo sempre la forza per affrontare le prove che Egli manda, l’umiltà e la saggezza per non abusarne e, soprattutto, di ispirarmi l’immensa gratitudine che devo a Lui.
Il primo libro di Giobbe ammonisce dalle prime righe:”Vita hominis militia est super terram, la vita degli uomini sulla terra è una battaglia. In questi giorni ne abbiamo un esempio. Come voi sapete – e quanti dicono di non saperlo ora sono avvertiti – due bimbi della nostra parrocchia hanno subito gravi discriminazioni nella scuola, poiché i loro genitori non si sono piegati alle decisioni di due cosiddette maestrine e d’un dirigente che vogliono imporre lezioni, chiamiamole così, che entrano nella sfera intima dei bambini, li violentano nel profondo, ne mettono in discussione l’identità sessuale, aggirano e annullano l’autorità della famiglia. I due padri e le due madri dei bimbi sono come tanti, due operai, una contadina e una casalinga, la cui capacità di reagire non s’esprime facilmente. Non se ne vuole tenere conto e si manca gravemente loro di rispetto, genitori onorati e affettuosi, dipingendoli come oscurantisti, bigotti, ignoranti. Disse Solgenitsin: «Il contrario della pace non è la guerra, bensì la violenza». La violenza delle due maestrine e del loro degno direttore ha tolto la pace a queste due famiglie.
Come rispondere a questi violentatori?
Vedete, cari fratelli, per anni e anni, dalla seconda metà dell’Ottocento, non pochi scienziati assicurarono che l’umanità progrediva solo grazie alla lotta per l’esistenza e alla selezione naturale. Pubblicarono molti studi, garantendo che tutte le specie – l’uomo in testa – s’organizzano per la sopravvivenza attraverso la riproduzione, coi più forti di ciascuna specie più favoriti a riprodursi.
Come sapete, questa teoria in Germania fu presa molto sul serio e, siccome i tedeschi non difettano d’autostima, decisero che essi avessero diritto esclusivo a riprodursi, affermarsi, dominare. La presero così tanto sul serio, quest’idea, da farci una guerra, e che guerra.
obama gender https://www.pierolaporta.it/?p=10823Nel frattempo in Gran Bretagna non erano da meno. Temevano un mondo sovrappopolato di “popoli inutili”. Quant’era la popolazione mondiale in quegli anni? Secondo alcune stime – non risultati certi, stime – la popolazione triplicò tra il 1750 e il 1950 (da 771 milioni a 2,5 miliardi), con un tasso medio d’incremento (6 per mille), dieci volte quanto fosse prima della Rivoluzione industriale. La richezza portata dall’industria insomma fece bene anche al Creato. Prendiamo per buone quelle cifre e domandiamoci: quella crescita rapida era sufficiente per paventare mutamenti funesti sulla Terra? Un pastore anglicano, Thomas Malthus, ne fu convinto e asserì: “La produzione di cibo segue un aumento aritmetico, mentre la popolazione aumenta geometricamente. Il cibo è pertanto cronicamente insufficiente”. E aggiunse: “Le leggi sociali non ostacolino la naturale selezione del più forte a danno del più debole” che era poi l’idea dei tedeschi e, come sapete, di Charles Darwin, il cui cugino, Francis Galton, sostenne che la selezione, studiata da Darwin e invocata da Malthus, si dovesse realizzare sotto il controllo di scienziati e medici. Così l’eugenetica divenne politicamente e scientificamente corretta. Difficile negare che la “selezione” fosse parente stretta del razzismo, questa volta orangista, cugino di primo grado di quello tedesco; fatto sta che il darwinismo e i suoi derivati eugenetici furono esportati e radicarono dall’India alle Americhe, dall’Australia all’Africa e, non dimentichiamolo, anche nelle nostre scuole e università, dopo essere stato adottato fra i testi sacri delle Nazioni Unite.
Perché questo accadesse forse non fu secondaria una certa predominanza della cultura anglosassone. Bertrand Russell, figlio prediletto della buona società vittoriana, scrisse nel 1894 alla sua fidanzata Alys Pearsall Smith: ”Se lo stato pagasse per le gravidanze, potrebbe e dovrebbe esigere un certificato medico per i genitori a garanzia della buona salute del nascituro; sarebbe un ottimo incentivo per curare la razza e, mano a mano che la legge educasse la gente, sarebbe possibile migliorare la legge fino a conseguire un po’ di autentica sollecitudine per la razza invece della corrente situazione di disordine”.

Il premio Nobel per la fine della pace in ogni angolo del mondo, vuole demolire la famiglia. La grande maggioranza di politici ladri sono fra quanti vogliono demolire la famiglia. Le fabbriche di armi sostengono la demolizione della famiglia. La Nestlé, che nega il diritto dell’uomo a generare figli, accedere liberamente al cibo e all’acqua, sostiene la demolizione della famiglia. Coincidenze casuali?

Come potete capire, Russel è un anticipatore dei tempi nostri e di quanto avviene nelle sale parto col pubblico denaro.  Russell non si considerò sciocco né fanatico; si sentì quindi in diritto d’ammonire il resto del mondo: “Il problema dell’umanità è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi”. Egli d’altronde era privo tanto di dubbi quanto di scrupoli.
Sarebbe interessante indagare le affinità fra post vittoriani e nazismo, che non devono essere scarse neppure fra i rispettivi eredi. Basti osservare i disastri che la Germania di oggi ha causato nell’economia, nelle famiglie, negli individui – e nella Chiesa – imponendo quella supremazia che riuscì solo in parte e per pochissimo tempo al famigerato Terzo Reich. D’altronde, le incessanti battute razziste di Filippo d’Edimburgo, marito di sua maestà britannica, certificano la sopravvivenza delle fole razziste.
A proposito, secondo voi ai nipotini della regina fanno fare i giochini che le due ineffabili maestre e il loro direttore vorrebbero imporre alle famiglie della nostra parrocchia? Perché assumono delle governanti/prostitute per svezzare sessualmente i rampolli reali?  Sarebbe superfluo se davvero non avesse alcuna importanza essere uomo o donna. Visto che ci sono, assumano le nostre due maestrine e il loro direttore.
Torniamo al nostro pastore anglicano, Malthus. La sua teoria (il cibo aumenta poco, la popolazione cresce troppo), come dicevo, fu elevata a credo universale dalle Nazioni Unite e dalle correnti neo umanistiche, di qui e di là dell’Atlantico e in tutto il mondo.
Si creò un compromesso fra cattolici ed evoluzionisti. Questi dicono che il fico d’India ha sviluppato le spine per sopravvivere in ambiente ostile; noi diciamo che Nostro Signore ha creato il fico d’India e lo ha fatto evolvere con le spine per sopravvivere in ambiente ostile. Così i laici sono contenti e noi pure. D’altronde, a Nostro Signore piace lavorare per noi senza apparire invadente.
Così si fece un onorevole compromesso fra i malthusiani e la nostra Fede, la quale ha dopo tutto duemila anni di travagli e progressi, senza dimenticare i martiri, milioni e milioni, da noi commemorati senza invocare vendetta. Ce lo insegnò il primo dei nostri martiri, Gesù Cristo, un ebreo di modesta origine che ribaltò la storia del mondo e continua a ribaltarla, rimanendone il centro.

Il pacifismo è strumento di potere, cui sono genuflessi i preti predicatori del pacifismo farisaico per disarmare il popolo di fronte ai soprusi dei potenti.

In questi tempi il livello dello scontro si è alzato.
Il potere ha deciso che la famiglia deve essere cambiata. Non hanno consultato esperimenti scientifici. Neppure hanno scomodato Darwin, Malthus o Russell. No, il potere ha deciso – al modo di Caligola che nominò senatore il suo cavallo – il potere ha prepotentemente deciso che i lemma “famiglia”, “sesso”, “matrimonio” significhino altro, diversamente da quanto hanno significato fin da milioni di anni. La banca americana Goldman&Sachs che affama milioni di famiglie, che causa enormi danni materiali e morali, è in prima fila fra le avide organizzazioni che vogliono demolire la famiglia. Il premio Nobel per la fine della pace, sparsa la guerra in ogni angolo del mondo, vuole demolire la famiglia. La grande maggioranza di politici ladri sono fra quanti vogliono demolire la famiglia. Le fabbriche di armi sostengono la demolizione della famiglia. La Nestlé, che nega il diritto dell’uomo a generare figli, accedere liberamente al cibo e all’acqua, sostiene la demolizione della famiglia. Vi paiono coincidenze casuali? Eresie, volgarità, carestie e guerre provengono dai medesimi gironi. 
Sul fronte opposto, la Chiesa, accusata di aver perseguitato Galileo Galilei, la si vuole obbligare ad assistere passivamente allo stravolgimento della legge naturale, con provvedimenti per nulla ispirati da una ricerca scientifica né da una rigorosa sperimentazione di impronta galileiana.
La Chiesa, accusata d’essersi intromessa sotto le lenzuola, deve assistere inerte alle intrusioni dello Stato nelle mutande dei bambini.
Il punto d’arrivo successivo è alle viste. La convinzione di quanti sono sostenuti dalla Fede è messa in discussione; presto sarà una vera e propria colpa. Il potere, confezionerà leggi appropriate per colpire il cattolico fedele al Credo.
In queste ore affiora la nefandezza della farisaica lettura del Vangelo: «A chi ti dà uno schiaffo porgi l’altra guancia (MATTEO 18, 21-33)». E se lo schiaffo lo danno al vecchietto che ti è accanto? Se uccidono o violentano un bambino, gli porgi un altro bambino? Se distruggono l’ìdentità sessuale di un bambino, dobbiamo perdonare e offrire un altro bambino? Il comandamento evangelico ti impone il perdono se l’offesa è circoscritta a te. Se tu sei un capo e il sottoposto ti critica, non ti vendichi rimuovendolo, ma lo perdoni, specie se le sue critiche sono fondate e portate con giudizio. I farisei cattolici vanno salmodiando pace e perdono quando le offese cadono sugli altri, poi si svelano vendicativi e accaniti quando essi ne sono lambiti. Il pacifismo è strumento di potere, cui sono genuflessi i preti predicatori proprio di quel pacifismo farisaico per disarmare il popolo, renderlo inerme ai soprusi dei potenti. Il pacifismo è l’oppio dei popoli.

L’eresia di Kasper è satanica; chi gli professa amicizia è nel suo progetto.

La violenza, come ogni altro elemento umano, è un dono di Dio; la bontà o malvagità a essa correlate sono determinate unicamente dal fine per il quale la violenza è esercitata. D’altronde così è per la guerra.
Come vi ho detto, Solgenitsin fu lapidario: «Il contrario della pace non è la guerra ma la violenza». La guerra infatti è l’esito d’una molteplicità di violenze, perfettamente giuste e morali quelle di chi difende il suo diritto naturale, sataniche quelle che tale diritto negano.
La violenza, esercitata dal potere sul singolo uomo, si manifesta attraverso le leggi, spesso in nome della libertà, sempre in nome del diritto, nascondendo che le leggi sono la foglia di fico del presunto “diritto di dominare” del potere. Nessuno può negare che la messa al bando degli ebrei da parte del fascismo fosse legale. Fu infatti una legge a realizzare quell’esito. Allo stesso modo il potere si autolegittima proprio quando processa chi viola le sue leggi ingiuste, immorali, liberticide, assassine.
Oggi sono nel mirino del potere la famiglia, i bambini, la libertà. I preti che fino a ieri strologavano di teologia della liberazione oggi plaudono a un eretico come il cardinale Kasper e si genuflettono agli idoli a lui cari che vogliono divorare la famiglia, i bambini, la nostra libertà.
L’eresia di Kasper è satanica; chi gli professa pubblica amicizia è nel suo progetto.  
Hanno infatti osservato altri ben più autorevoli di me: “Se gli adulteri possono ricevere la Comunione, se la Chiesa può riconoscere il loro stato di vita come non ideale, ma in qualche modo tollerabile, allora o la teologia sacramentale della Chiesa o la sua definizione di peccato sono di fatto riscritte. Le conseguenze d’un tale cambiamento sono potenzialmente vaste. Se l’adulterio in corso è perdonabile, allora perché non altre forme d’amore, di impegno di lunga durata sessuale? Non solo coppie dello stesso sesso, ma coppie conviventi eterosessuali e anche poligame potrebbero plausibilmente meritare la stessa eccezione pastorale, rendendo repentinamente anacronistica l’idea stessa di oggettivo peccato sessuale”.
Miei cari parrocchiani, se le tesi dell’eretico Kasper passassero, la Chiesa dovrebbe chiedere scusa agli anglicani e a Lutero – questo è il punto tenuto accuratamente nascosto – la Chiesa dovrebbe rivedere il processo di canonizzazione di Tommaso Moro, il quale fu decapitato da Enrico VIII proprio perché difese il proprio credo contro l’eccezione pastorale che avrebbe voluto imporre l’apostata monarca, anticipando di cinque secoli l’eresia di Kasper. 
Ecco perché, miei cari parrocchiani, con tutto lo strazio che ho nel cuore mi devo allontanare dalla parrocchia e riflettere, ma anche agire.
Mi devo allontanare perché il solo fatto che la Chiesa sia piegata a discutere le tesi eretiche di Kasper è un oltraggio a chi, Nostro Signore, dette un insegnamento incontrovertibile proprio sul matrimonio e la famiglia. Chiunque mette in forse la parola di Cristo è satanico; chi gli professa amicizia lo è del pari.

Se le tesi dell’eretico Kasper passassero, la Chiesa dovrebbe chiedere scusa agli anglicani e a Lutero; la Chiesa dovrebbe rivedere il processo di canonizzazione di Tommaso Moro, il quale fu decapitato da Enrico VIII proprio perché difese il proprio Credo contro l’eccezione pastorale che avrebbe voluto imporre l’apostata monarca, anticipando di cinque secoli l’eresia di Kasper. 

Il diavolo, diceva mio nonno, s’accuccia sotto l’acqua benedetta. I nemici della Chiesa sanno bene che noi siamo così subordinati all’autorità papale da sentirci in difficoltà se la legge di Cristo è violata da chi è preposto a difenderla, il papa; il nostro Credo rende impossibile resistere alla parola del papa.  D’altronde non avremmo altra Chiesa dove andare.
In realtà, cari fratelli, se il papa violasse la parola di Cristo non sarebbe più il papa e non gli dovremmo più alcuna obbedienza.
La parola di Cristo non appartiene neppure a Cristo: è di Dio padre; chi la tocca pecca contro lo Spirito Santo ed è morto davanti a Lui.
Ora, mentre m’allontano, intonate un Padre Nostro la cui eco mi accompagnerà nel tempo avvenire che non credo sia affatto facile.»
Don Giorgio finì di parlare e attese che qualcuno desse il La per il Padre Nostro. Passarono lunghi istanti, l’uditorio paralizzato e muto. Stava per intonarlo lui, quando la vocina d’una bambina da chissà dove: «Padre Nostro che sei nei cieli…» e tutti continuarono a una voce.
Don Giorgio volse un ultimo sguardo al Crocefisso avviandosi verso la sacrestia; appena in tempo, ché una lacrima già spuntava. D’altronde aveva scongiurato il volgare oltraggio alla sacralità del luogo: l’applauso, ormai usuale persino ai funerali.
Le eresie, pensò don Giorgio, germogliano quando la volgarità dilaga.

 ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Qualunque sito o blog può pubblicare liberamente metà dell’articolo se e solo se rimanda per la lettura completa alla pagina originale
https://www.pierolaporta.it/?p=10823
Differenti utilizzi dei contenuti di questo sito sono consentiti solo col consenso dell’autore. Le foto di questo sito vengono in larga misura da Internet, valutate di pubblico dominio. Se i soggetti fotografici o gli autori non fossero d’accordo, lo segnalino a info@pierolaporta.it e si provvederà alla immediata rimozione delle immagini.

 

 

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
Questa voce è stata pubblicata in polis e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

30 risposte a L’ULTIMA OMELIA DI DON GIORGIO

  1. Fedro scrive:

    Scrisse geniale un lombardo contemporaneo: corrono perché sanno che hanno poco tempo. Non è la prima volta che la Chiesa ha un falso papa. E’ una delle più grandi tentazioni. E proprio per questo occorrono pensieri, e preghiere, come questa stupenda omelia di Don Giorgio. Ma adesso — proprio nei prossimo giorni — verrà giù il sistema basato sulla menzogna. Il crollo dell’euro, avviato non casualmente alla piccola e per loro insignificante Grecia, porterà giù tutto.

  2. Antonio Spinola scrive:

    Proprio perché la Rivelazione, conclusasi con la morte dell’ultimo apostolo, si compone di scritti redatti in lingue non correnti, resta a forte rischio interpretazione e/o manipolazione ad opera di traduttori e divulgatori improvvisati, ideologizzati o che utilizzino criteri e metodi contrastanti con la tradizione consolidata. Dottrina e liturgia cattoliche hanno per secoli potuto ricavare dalla fissazione in lingua latina (lingua appunto non corrente) una protezione formidabile contro questi rischi.
    Di ciò che è successo (e che drammaticamente sta succedendo oggi con una accelerazione travolgente) in seguito alla diffusione dell’uso volgare (perché il popolo “liberato dal potere oppressivo dei dottori” potesse finalmente (a modo suo) “capire”) credo sia superfluo parlare…
    E ricordiamoci che Gesù stesso, per non prestare il fianco a interpretazioni personali, dovette spesso “spiegare” ai suoi discepoli l’autentico significato delle Sue parole, affidando a Pietro la loro custodia e diffusione nello spazio e nel tempo.

  3. David Parrini scrive:

    Sto rimettendo in piedi Radiodgvoice, la web rabio del portale Libero/Virgilio. Ci sarà un programma sulla geopolitica (via telefono o skype) dove Federico e Piero saranno i benvenuti

  4. David Parrini scrive:

    Caro Dezzani, fai delle analisi geopolitiche fenomenali, a volte mi sento veramente un tuo fan, come di Piero. Sulla religione abbiamo idee abbastanza diverse; ti faccio notare che l’Università di Tel Aviv si è data 200 circa per ricostruire la Bibbia originale. In effetti la religione ebraica è mutata tante di quelle volte che non è impossibile che tra un po’ troveremo grandi novità nell’ebraismo. Del resto lo stesso aggettivo ebraico ha uno scarso fondamento storico… se all’epoca di Gesù al parola ebreo era pressoché sconosciuta; costoro erano israeliti, giudei o samaritani. La Bibbia moderna, quella stutgardensia, è una delle tante; del resto la Bibbia è un insieme di libri molto…. liquido…

  5. David Parrini scrive:

    Caro Piero, il tuo modo di pensare, a mio modestissimo parere è biblico e non evangelico… Giobbe lo rispetto ma sta bene dove sta, preferisco Gesù fatto di ben altra pasta, del resto la Bibbia è prima libro di storia e poi tutto il resto e certo la Bibbia tutto è fuorché cristiana.
    Volendo scomodare e dar ragione a Solgenitsin il contrario della pace è la violenza e il contrario del vero pensiero cristiano paolino è la guerra… passi la lotta.
    Cosa sia successo a questi due bimbi non lo so e non ho elementi da quello che ho letto su questa pagina, ma conoscendoti mi fido; personalmente io ho insegnato alle mie figlie che esistono anche gli omosessuali e che vanno per forza rispettati o al massimo compatiti ma non odiati.
    Che la religione e la famiglia siano sotto minaccia è cosa acclarata e questo processo nasce dallo stesso Illuminismo che da un lato ci ha illuminato le menti e dall’altro ci ha oscurato il trascendente, la filosofia e lo stesso istinto, potente forma di sapere.
    Le tue definizioni del Papa sono troppo dure e Kasper non è il demonio, magari saranno altri discorsi che peccano di presunzione se non di ira. Chiedere scusa ai luterani, (un pezzo già lo ha fatto Papa Benedetto), mi troverebbe d’accordo, del resto la protesta di Lutero era ben fondata come era infondata l’assurdità di tenere per secoli ancora la Parola di Dio inaccessibile perché in latino; chiedere scusa a Enrico VIII… mi scannassero prima.
    Chi decide quale sia la Parola di Cristo? Dio, mutando il mondo intorno a noi e mettendoci nella difficile situazione di cambiare senza cambiare, lasciando inalterati i fondamentali della religione e ricordandosi sempre che Cristo non ha costretto nessuno ed è morto sulla Croce perdonando tutti senza se e senza ma; allora il Popolo di Dio dovrebbe rimanere nei ranghi tirando fuori la Spada della Fede rinfoderando le spade dell’odio e della guerra, superando questo ultimo con la forza della Fede, dell’amore e della pazienza; del resto minacciati sono tutti bravi ad arrabbiarsi ma solo Cristo ha avuto la forza di immolarsi e perdonare. Questo fardello è gravosissimo; del resto Hitler aveva, dal suo punto di vista, ragione a odiare i tre ebrei che avevano inventato la coscienza: quella psicologica, Freud; quella di Classe, Marx e la Coscienza con la “c” maiuscola, Cristo.
    In ultimo vogliamo rivalutare l’eugenetica? Le idee di Malthus? Il filonazismo…. Ops… di Russell? A me sta bene; ma costoro non possono trovare ricetto nel Vangelo.

    • Piero Laporta scrive:

      La Bibbia messa da parte? Perché è ebraica? Non sei il primo a voler snaturare le radici del cristianesimo accantonando la Bibbia.
      Odio per gli omosessuali? E dove l’hai letto nelle mie pagine? Semmai sull’altro fronte vedrei un po’ di insofferenza per noi, miseri etero, ma non mi tocca più di tanto.
      Kasper è un eretico. Se le parole hanno un significato, Kasper è un eretico.
      Ancora una volta, lo ripeto, la dottrina non appartiene a nessuno di noi, non è fungibile oppure non è. Se tu, al pari di insigni vescovi eretici, preferisci stare al di là, padronissimo; non puoi tuttavia esigere di adattare la dottrina, dopo duemila anni, alle ubbie dei pseudocattolici.
      In quanto al pacifismo, alle tue esortazioni sentimentali a rinfoderare spade e sfoderare amore, danne prova andando incontro all’Isis, magari tenendo per mano le tue bambine. E’ bello fare i buoni, come Bergoglio, mentre gli altri muoiono. Bergogna!

  6. Nic scrive:

    Federico Dezzani
    ” Non si capisce francamente come sia stato possibile già solo l’abolizione della liturgia in latino, che era la messa di Pietro.”

    Premesso che sono agnostico/quasi ateo.
    Quando da piccolo mi portavano in chiesa e sentivo parole incomprensibili, mi chiedevo: “Ma perchè mi portano a sentire cose che non capisco” ?

    • Federico Dezzani scrive:

      La risposta te la sei data da solo: “perché eri piccolo”. Era possibile leggere la traduzione e la stessa messa era celebrata dal Giappone al Portogallo, più “cattolico” (cioè universale) di così era impossibile.

      • Nic scrive:

        Troppo semplicistico.
        E tutti i partecipanti alla messa, contadini analfabeti (ti parlo degli anni ’50) che partecipavano “bovinamente” ?

        “Agnello di Dio che ‘togli'” i peccati del mondo…
        è una traduzione.

        “Agnello di Dio che ti ‘accolli'” i peccati del mondo…
        è un’altra traduzione.

        Quale delle due è quella propinata….?

    • Piero Laporta scrive:

      Vede il problema è proprio lì. Ho il ricordo di una quantità di contadini analfabeti che comprendevano il latino della messa. Oggi vi sono frotte di laureati che non comprendono l’italiano, tanto meno sanno scriverlo. C’era un’identità, c’era una cultura. Oggi ci accorgiamo, chi vuole avvedersene, che quelle cosiddette riforme preludevano a qualcos’altro per impoverirci. Bergoglio genuflesso alle politiche statunitensi è di questa partita. La dottrina tuttavia non gli appartiene, se la tocca non è più il papa.

    • roberto buffagni scrive:

      Diceva un luterano molto intelligente (Clausewitz) che fare la pace è facilissimo: basta non resistere all’aggressore, che non chiede di meglio.
      Le guerre sono tutte colpa degli aggrediti che non porgono l’altra guancia.

  7. Federico Dezzani scrive:

    Religione aristrocratica??? Ma tu credi che gli ebrei “aggiorneranno” mai la Torah per renderla più compresibile?? Ahahahahahha!!!!!
    Solo i deficienti prendono a picconate la propria casa.

  8. Federico Dezzani scrive:

    Parrini, leggiti la Bibbia, c’è un pezzo dedicato a Sodoma e Gomorra.

  9. Federico Dezzani scrive:

    Se qualche cristiano crede che la sodomia non è più peccato, passi con i pentecostali e si porti con sè Bergoglio. Non si capisce perché deve essere la Chiesa di Roma a piegarsi al credo dei pentecostali e massoni vari.

  10. David Parrini scrive:

    In ogni caso mi vergono e mi dispiace questo astio verso questo Papa, non lo merita. L’ottusità fa molto più danno alla Chiesa di atei e bestemmiatori. Del resto il mio Faro, Gesù, si avvicinava e parlava con mignotte e peccatori sporcandosi le mani con il fango di questo mondo. La chiesa “aristocratica” è solo un sepolcro imbiancato.

    • Piero Laporta scrive:

      Caro Davide è inaccettabile che possa pensare di liquidare i fatti che richiamo, sia pure sotto una forma che dà fastidio, con generiche espressioni denigranti, oppure menzionando una dottrina che si adatta (quando è successo? la stai confondendo con la liturgia? E’ tuttavia altra cosa) oppure denunciando astio per il papa. Sono invece parole chiare, come dice il vangelo “sì, sì… no, no, il resto è del diavolo”. Il Credo è immutabile e chi gli si accosta per cangiarlo è satanico.
      Quale astio? Rileggi, per favore:”Il primo libro di Giobbe ammonisce dalle prime righe:”Vita hominis militia est super terram”, la vita degli uomini sulla terra è una battaglia. In questi giorni ne abbiamo un esempio. Come voi sapete – e se taluni fanno finta di non saperlo, ora sono avvertiti – due bambini della nostra parrocchia hanno subito gravi discriminazioni nella scuola, poiché i loro genitori non si sono piegati alle decisioni di due cosiddette maestre e d’un dirigente che avrebbero voluto imporre lezioni, chiamiamole così, che entrano nella sfera intima dei bambini, li violentano nel profondo, ne mettono in discussione l’identità sessuale, aggirano e annullano l’autorità della famiglia. I due padri e le due madri delle bambine sono come tanti, due operai, una contadina e una casalinga, la cui capacità di reagire non si esprime facilmente. Non se ne vuole tenere conto e si manca gravemente di rispetto verso questi genitori, onorati e affettuosi, dipingendoli come oscurantisti, bigotti, ignoranti. Disse Solgenitsin: «Il contrario della pace non è la guerra, bensì la violenza». La violenza delle due maestre e del loro degno direttore ha tolto la pace a queste due famiglie.
      Come rispondere a questi violentatori?

      A proposito, secondo voi ai nipotini della regina fanno fare i giochini che le due ineffabili maestre e il loro direttore vorrebbero imporre alle famiglie della nostra parrocchia? Perché assumono delle governanti/prostitute per svezzare sessualmente i rampolli reali? Sarebbe superfluo se davvero non avesse alcuna importanza essere uomo o donna. Visto che ci sono, assumano le nostre due maestrine e il loro direttore.

      il potere ha deciso – al modo di Caligola che nominò senatore il suo cavallo – il potere ha prepotentemente deciso che i lemma “famiglia”, “sesso”, “matrimonio” significhino altro, diversamente da quanto hanno significato fin da milioni di anni. La banca americana Goldman&Sachs che affama milioni di famiglie, che causa enormi danni materiali e morali, è in prima fila fra le avide organizzazioni che vogliono demolire la famiglia. Il premio Nobel per la fine della pace, sparsa la guerra in ogni angolo del mondo, vuole demolire la famiglia. La grande maggioranza di politici ladri sono fra quanti vogliono demolire la famiglia. Le fabbriche di armi sostengono la demolizione della famiglia. La Nestlé, che nega il diritto dell’uomo a generare figli, accedere liberamente al cibo e all’acqua, sostiene la demolizione della famiglia. Vi paiono coincidenze casuali? Eresie, volgarità, carestie e guerre provengono dai medesimi gironi.

      I farisei cattolici vanno salmodiando pace e perdono quando le offese cadono sugli altri, poi si svelano vendicativi e accaniti quando essi ne sono lambiti. Il pacifismo è strumento di potere, cui sono genuflessi i preti predicatori proprio di quel pacifismo farisaico per disarmare il popolo, renderlo inerme ai soprusi dei potenti. Il pacifismo è l’oppio dei popoli. La violenza, come ogni altro elemento umano, è un dono di Dio; la bontà o malvagità a essa correlate sono determinate unicamente dal fine per il quale la violenza è esercitata. D’altronde così è per la guerra.

      Oggi sono nel mirino del potere la famiglia, i bambini, la libertà. I preti che fino a ieri strologavano di teologia della liberazione oggi plaudono a un eretico come il cardinale Kasper e si genuflettono agli idoli a lui cari che vogliono divorare la famiglia, i bambini, la nostra libertà.
      L’eresia di Kasper è satanica; chi gli professa pubblica amicizia è nel suo progetto.

      Miei cari parrocchiani, se le tesi dell’eretico Kasper passassero, la Chiesa dovrebbe chiedere scusa agli anglicani e a Lutero – questo è il punto tenuto accuratamente nascosto – la Chiesa dovrebbe rivedere il processo di canonizzazione di Tommaso Moro, il quale fu decapitato da Enrico VIII proprio perché difese il proprio credo contro l’eccezione pastorale che avrebbe voluto imporre l’apostata monarca, anticipando di cinque secoli l’eresia di Kasper.
      Ecco perché, miei cari parrocchiani, con tutto lo strazio che ho nel cuore mi devo allontanare dalla parrocchia e riflettere, ma anche agire.
      Mi devo allontanare perché il solo fatto che la Chiesa sia piegata a discutere le tesi eretiche di Kasper è un oltraggio a chi, Nostro Signore, dette un insegnamento incontrovertibile proprio sul matrimonio e la famiglia. Chiunque mette in forse la parola di Cristo è satanico; chi gli professa amicizia lo è del pari.
      Il diavolo, diceva mio nonno, s’accuccia sotto l’acqua benedetta. I nemici della Chiesa sanno bene che noi siamo così subordinati all’autorità papale da sentirci in difficoltà se la legge di Cristo è violata da chi è preposto a difenderla, il papa; il nostro Credo rende impossibile resistere alla parola del papa. D’altronde non avremmo altra Chiesa dove andare.
      In realtà, cari fratelli, se il papa violasse la parola di Cristo non sarebbe più il papa e non gli dovremmo più alcuna obbedienza.
      La parola di Cristo non appartiene neppure a Cristo: è di Dio padre; chi la tocca pecca contro lo Spirito Santo ed è morto davanti a Lui.

      • David Parrini scrive:

        Caro Piero, il tuo modo di pensare, a mio modestissimo parere è biblico e non evangelico… Giobbe lo rispetto ma sta bene dove sta, preferisco Gesù fatto di ben altra pasta, del resto la Bibbia è prima libro di storia e poi tutto il resto e certo la Bibbia tutto è fuorché cristiana.
        Volendo scomodare e dar ragione a Solgenitsin il contrario della pace è la violenza e il contrario del vero pensiero cristiano paolino è la guerra… passi la lotta.
        Cosa sia successo a questi due bimbi non lo so e non ho elementi da quello che ho letto su questa pagina, ma conoscendoti mi fido; personalmente io ho insegnato alle mie figlie che esistono anche gli omosessuali e che vanno per forza rispettati o al massimo compatiti ma non odiati.
        Che la religione e la famiglia siano sotto minaccia è cosa acclarata e questo processo nasce dallo stesso Illuminismo che da un lato ci ha illuminato le menti e dall’altro ci ha oscurato il trascendente, la filosofia e lo stesso istinto, potente forma di sapere.
        Le tue definizioni del Papa sono troppo dure e Kasper non è il demonio, magari saranno altri discorsi che peccano di presunzione se non di ira. Chiedere scusa ai luterani, (un pezzo già lo ha fatto Papa Benedetto), mi troverebbe d’accordo, del resto la protesta di Lutero era ben fondata come era infondata l’assurdità di tenere per secoli ancora la Parola di Dio inaccessibile perché in latino; chiedere scusa a Enrico VIII… mi scannassero prima.
        Chi decide quale sia la Parola di Cristo? Dio, mutando il mondo intorno a noi e mettendoci nella difficile situazione di cambiare senza cambiare, lasciando inalterati i fondamentali della religione e ricordandosi sempre che Cristo non ha costretto nessuno ed è morto sulla Croce perdonando tutti senza se e senza ma; allora il Popolo di Dio dovrebbe rimanere nei ranghi tirando fuori la Spada della Fede rinfoderando le spade dell’odio e della guerra, superando questo ultimo con la forza della Fede, dell’amore e della pazienza; del resto minacciati sono tutti bravi ad arrabbiarsi ma solo Cristo ha avuto la forza di immolarsi e perdonare. Questo fardello è gravosissimo; del resto Hitler aveva, dal suo punto di vista, ragione a odiare i tre ebrei che avevano inventato la coscienza: quella psicologica, Freud; quella di Classe, Marx e la Coscienza con la “c” maiuscola, Cristo.
        In ultimo vogliamo rivalutare l’eugenetica? Le idee di Malthus? Il filonazismo…. Ops… di Russell? A me sta bene; ma costoro non possono trovare ricetto nel Vangelo.

  11. David Parrini scrive:

    Nel senso che la dottrina ha forma umana quindi non può essere perfetta e quindi immutabile. Anche la Parola di Dio prendendo forma umana si “contamina” con la nostra imperfezione quindi solo Dio, nella sua essenza, è perfetto ed immutabile. Nessuno, quindi, può mettersi in cattedra (solo il Papa) per giudicare. La Chiesa nei secoli è sempre mutata, più lentamente di una società malata, ma è sempre cambiata. Nei secoli ci sono sempre stati quei fedeli che non conoscono il loro posto e provano sempre a ergersi sopra tutti. Premesso il fatto che nessuno può “imprigionare” Dio solo in un libro, qualunque esso sia. Una chiesa sorda e un vaticano sporco è ciò che portò al più grande danno della Chiesa, il Protestantesimo. Bastava che la chiesa di allora avesse provato solo anche a far finta di ascoltare per scongiurare questa immane emorragia di fedeli; e anche allora c’era gente granitica che non accettava che tutto cambia per volontà del Signore, che ci piaccia o no.

  12. David Parrini scrive:

    ….. proporrei, invece della messa in latino, la messa in aramaico… come la lingua di Gesù…. ma dai… la messa in latino è bellissima ma bisognerà pur spiegare alla gente la Parola di Dio…. del resto né Gesù, né Pietro né Paolo stabilirono mai la lingua della liturgia

  13. David Parrini scrive:

    Personalmente avete sbagliato, non secolo, ma millennio. Desiderare una dottrina perfetta, del resto ha forma umana, è desiderabile ma pretenderlo è bestemmia. Dio ci cambia continuamente le cose sotto la sedia, siamo noi che dobbiamo adattarci cercando di rimanere sulla posizione.

  14. David Parrini scrive:

    Iddio ha creato tutto e tutti, quindi anche i finocchi… Evidentemente, pur non potendo considerarli al livello di una coppia normale, quindi etero, dovrò pur rispettarli e spiegare ai bambini che, purtroppo, esistono anche loro. Finocchi si nasce né più né meno di un handicappato…

  15. Federico Dezzani scrive:

    La chiesa cattolica ha un indubbio punto di forza: la Parola è stata data un volta, è scritta, e persino la parola del papa è subordinata alla scritture. La tendenza in atto dal concilio Vaticano II, che ha toccato l’apice con Bergoglio, è attribuire al papa un’inesistente possibilità di modificare la dottrina. Non si capisce francamente come sia stato possibile già solo l’abolizione della liturgia in latino, che era la messa di Pietro.

  16. Armando Stavole scrive:

    Senza essere un cattolico osservante, riconosco che quanto egli sostiene e’ giusto. Purtroppo l’umanita’ non impara e ciclicamente cade nel disordine, nella pazzia creati da un’esasperata presunzione di sapienza superiore.

I commenti sono chiusi.