Greta e Vanessa rapite da ISIS: riscatto?

ISIS GRETA VANESSAVietare per legge il pagamento del riscatto all’estero. Intanto che fare con ISIS, Greta e Vanessa?

Se il sequestro avviene in Italia, la magistratura blocca i beni del sequestrato: cioè gli uomini dello Stato si frappongono fra l’interesse dei rapitori a incassare denari e quello della famiglia del rapito a liberare l’ostaggio, privilegiando il superiore interesse dello Stato ad affermare la legalità e la propria dignità.

Il  Palazzo decide, opera, perpetra. Mentre vi preoccupate per il piccolo peculato d’uso d’un aereo di Stato (piccolo per i loro appetiti) volano riscatti milionari e voi cittadini, gonzi e cretini ve la prendete con Greta e Vanessa

Se invece il sequestro avviene all’estero, ISIS o non ISIS, si va affermando dai tempi del primo governo Berlusconi, una perversa consuetudine: l’affermazione della legalità e della dignità dello Stato passano in secondo piano e gli stessi uomini dello Stato, che sul suolo patrio stroncherebbero ogni mercato umanitario, pagano il riscatto milionario coi soldi dell’erario, cioè coi nostri. Gli uomini dello Stato quindi, accantonando il superiore interesse dello Stato, tra l’altro violano anche il principio costituzionale di uguaglianza, poiché mentre i cittadini rapiti in Italia non possono neppure pagarsi il riscatto coi propri soldi (così rischiando la vita e in tantissimi casi perdendola), i cittadini rapiti all’estero – spesso imputabili di colpevole leggerezza – vengono liberati con soldi pubblici. Il contrasto e l’illogicità fra la seconda e la prima situazione brillano senza possibilità di giustificazione.
Se gli uomini dello Stato hanno due comportamenti così platealmente in contrasto, la spiegazione è una sola: nel primo caso la difesa del superiore interesse dello Stato è conveniente garantirla poiché ci rimette il rapito e ci rimette il rapitore; nel secondo caso la difesa del superiore interesse dello Stato non è garantita e occorre domandarsi perché. Non è pensabile che gli uomini dello Stato vogliano fare l’interesse del rapitore terrorista. Sussiste dunque un interesse ulteriore, assente nel primo caso – positivo, concreto e inconfessato – il quale non riguarda né il rapito né il rapitore. Tale interesse è dunque entro le pieghe più oscure dello Stato e della politica che ne regola le azioni.

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Chi sono gli interessati alla compravendita? Quanti maneggiano il denaro al di fuori di ogni controllo contabile, di merito e di metodo.
Le cifre che si sussurrano per i pagamenti dei riscatti precedenti e le larghe chiazze d’ombra nelle spiegazioni ufficiali di tutti i rapimenti giustificano i peggiori sospetti. D’altronde, un paese i cui partiti speculano anche sulle case di riposo e sui centri di accoglienza, appare quanto meno ingenuo presumerlo al riparo dalle ghiotte occasioni come i riscatti, pagati in contanti e fuori da ogni controllo. Osservate le facce della politica mentre concionano dalla tivvù o mentre sciano beatamente a nostre spese, chiedetevi se sia inverosimile che si facciano sfuggire la possibilità di arrotondare il salario con una cresta sui riscatti. Non bisogna stupirsi: come stiamo spesso osservando negli ultimi tempi, il Palazzo considera stupidi i cittadini. Il Palazzo è incline al mistero proprio come fosse una divinità. Il Palazzo decide, opera, perpetra mentre vi preoccupate magari per il piccolo peculato d’uso d’un aereo di Stato (piccolo per i loro appetiti) volano riscatti milionari e voi cittadini, gonzi e cretini, ve la prendete con ISIS, Greta e Vanessa. Nulla è megglio che metterci gli uni contro gli altri, dopo tutto.
Non basta. Le fangose cronache della corruzione insegnano che quanti rubano per i partiti raramente, molto raramente trascurano di rubare per se stessi e per i padroni dei partiti. Un dettaglio non trascurabile: ogni volta che si paga un riscatto, l’ammontare di esso è tenuto segretissimo. Perché? una spiegazione apparentemente plausibile è che, così facendo, si tiene nascosta la cifra su  cui si è negoziato evitando che cresca di volta in volta. E se fosse lievitata comunque?
Conclusione? In attesa di una legge che, ISIS o non ISIS, vieti il pagamento di riscatti all’estero, se proprio questa volta si deve pagare il riscatto per le due giulive, lo si faccia alla luce del sole. Visto che qualcuno s’affrettò a mettere su Youtube un filmato col chiaro scopo di spingere per il pagamento – e non sono stati i terroristi –  un’elementare e onesta prudenza suggerisce d’affidare la trattativa a un nucleo di Carabinieri e a Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, conducendo il negoziato in piena trasparenza. Sembrerà probabilmente di pagare più delle volte precedenti – e non mancheranno i soliti “esperti” a sottolinearlo – ma se si andasse a controllare davvero il denaro contante fluito in precedenza fra Roma e i terroristi, forse ci si e ho detto tuttorenderebbe conto di poter fare risparmi a sei zeri. Si dirà: che cosa c’entra l’Autorità Nazionale Anticorruzione se la corruzione non è provata ancora? Suvvia, meglio portarsi avanti col lavoro.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

7 risposte a Greta e Vanessa rapite da ISIS: riscatto?

  1. Federico Dezzani. dice:

    I milioni arrivati all’ISIS sarebbero 12 e non 30…… I casi sono due: 18 sono spariti fra Roma e Aleppo oppure, egregio Piero, i tagli lineari ai ministeri hanno colpito pure i riscatti dello Stato!

  2. Federico Dezzani dice:

    I milioni arrivati all’ISIS sarebbero 12 e non 30…… I casi sono due: 18 sono spariti fra Roma e Aleppo oppure, egregio Piero, i tagli lineari ai ministeri hanno colpito pure i riscatti dello Stato!

  3. Enrico Ceotto dice:

    Toh, Greta e Vanessa libere, e mistero sulla somma pagata per il riscatto. Tutto ciò nel periodo di vacanza del Presidente della Repubblica. Congratulazioni Piero, sei stato un ottimo profeta!!
    La cosa sarebbe perfino divertente, se non fosse per il fatto che un paese disastrato economicamente come il nostro si svena per portare a casa due imprudenti ragazzotte, assicurando nel contempo lucrosa cresta a chi non rinuncia a mangiare.
    Intanto il popolo bue continua a pagare le tasse, e magari si compiace per il successo del governo Renzi nelle trattative con i terroristi. Noi italiani si che ci sappiamo fare.
    Continuiamo così, facciamoci del male….

  4. Federico Dezzani dice:

    Non pagare il riscatto.
    Non aiutare gente che si ficca nel pericolo di propria sponte.
    Non sovvenziare onlus e ong che supportano l’immigrazione clandestina ed il terrorismo islamico.
    Non ospitare le organizzazioni con cui NATO ed Israele tentano di rovesciare i regimi laici.

  5. carmelo dice:

    non sono d’accordo di finanziare i terroristi con denaro pubblico per salvare persone che vanno all’estero consapevoli dei rischi che possono incorrere mi dispiace veramente ma il governo deve trovare un’altra strada che possa funzionare lo stesso

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