Frau Großarsch vuole il Colle

merkelLa flotta russa davanti alle banche cipriote favorì una positiva riflessione nel parlamento di Nicosia. E’ rimandato il prelievo usuraio del 15 per cento. Ohibò, ci tocca plaudire il colonnello Vladimir Putin, agente del fu Kgb, presente a Berlino Est mentre la Stasi annacquava le tracce della mano bulgara nell’attentato a Giovanni Paolo II.

Scomparse Stasi e Gestapo, imperversa una Gestasi non meno micidiale quanto impalpabile.

Per Cipro, nonostante la momentanea marcia indietro dei rapinatori, conviene esaminare gli aspetti tecnici che sovente sfuggono all’occhio del lettore/elettore, fuorviato dagli organi di (dis)informazione. La tentata rapina cipriota, del resto, prima d’approdare alle pagine della stampa, s’è fatta strada sul web e solo quando i blog rumoreggiavano da un paio di giorni, i venerati maestri della (dis)informazione si sono decisi a darne notizia.

Il modus operandi degli usurai bancari di Cipro è noto a noi italiani, anche se la rapina ai nostri danni fu limitata al 6 per mille; suvvia, non ricordate? Quasi una laica elemosingiulianoa: sei per mille allo Stato, otto per mille alla Chiesa. Vi fu chi disse: date le circostanze, è una rivincita. Tutti sanno che la tentata rapina a Cipro viene dalla famelica Germania e gli organi di (dis)informazione dimenticano che le legali rapine bancarie sono un’invenzione dell’illustre  consigliere di  Deutche gang, Giuliano 3pensioni Amato, quando si dice la coincidenza, quello del 6 per mille che ebbe tuttavia un ruolo anche nell’otto per mille.

Torniamo sotto il sole di Cipro, il cui parlamento ha solo tre dozzine di parlamentari (beati loro), eppure ne han trovato uno il cui disegno di legge gli impedirà di ricandidarsi, ammesso che oggi possa ancora andarsene in giro per le viuzze di Nicosia. Come si realizza una situazione del genere? A occhio e croce Frau Großarsch e la sua Gestasi ne sanno qualcosa.

Frau Großarsch tiene d’occhio il Colle; lo sa Giorgio Napolitano e lo sa anche quel fesso di Berl, che oggi strepita a vuoto. Doveva pensarci quando s’è fatto sloggiare, non dai magistrati comunisti, com’egli conciona, bensì dalla sua inarrivabile imbecillità politica.

Il Colle andrà a una sinistra gradita alla Gestasi, che tiene per le palle tutti quelli che possono mettersi di traverso. È come nel 1992: devono trovare un presidente della repubblica affidabile. Nel 1992 ne furono Capaci, oggi lo sarebbero altrettanto.

Intanto Giuliano trepensioni Amato si tiene nell’ombra in questo giardino degli orrori.

Frau Großarsch non può fare a meno di lui, da quando è consigliere della Deutche Gang, la quale speculò, quando si dicono le coincidenze, contro i Btp italiani. Insomma, Giuliano è candidato, si crede amato, e il vizietto lo adatta ma non lo perde.

Frau Großarsch ha tuttavia un doppio problema: come trovare i voti nel Parlamento italiano  e come impedire che le piazze italiane si scatenino all’annuncio che Giuliano 3pensioni Amato quadruplicherà le prebende. La perfezione non è di questo mondo, si sa. E noi confidiamo che quanti ne sono assetati in questa temperie, vadano a trovarla al più presto.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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12 risposte a Frau Großarsch vuole il Colle

  1. Umberto Saraceni scrive:

    La storia ci dice che le imprese della Germania cominciano con strabilianti successi e finiscono con immani tragedie, per sé stessa e per coloro che si sono messi al suo fianco… Siccome pure i Tedeschi studiano la storia, non riesco a capire come mai non se ne rendano conto… Allora mi chiedo se stiano davvero cercando 1 “revanche” (usando l’arma economica), non facendo tesoro dell’esperienza, oppure i massimi dirigenti siano in realtà burattini di chi (gli Anglo-americani, che hanno permesso la riunificazione) vuole arrivare ad 1 guerra, come lei ritiene… Certo è tutto molto complicato e le relazioni internazionali attuali mi ricordano tanto il periodo precedente la I Guerra Mondiale, con l’Italia (ultima delle Grandi Potenze) sbeffeggiata e bistrattata

  2. Federico scrive:

    Egregio Laporta,
    ogni giorno che passa si crede di aver toccato il fondo, per poi scoprire che si può cadere più in basso: la riconsegna dei marò all’Italia è il punto più basso della nostra dignità nazionale dall’8 settembre 1943.
    Giuliano Amato al Colle? Ogni scintilla può essere quella che deflagra l’incendio.

  3. Fedro scrive:

    Non solo il genio dell’analisi…ma lo stile!… Le risate!…la culona resa Grossarsch!… È così che li si mette a nudo. Hai voglia tanti anni di scuola Zio Misha a Berlino!… Per loro serve un Kraus. E lei, grande Piero, e’ di quella scuola la!

  4. Roberto Buffagni scrive:

    Ringraziando il nostro padron di casa per l’articolo, che come al solito va al punto, segnalo il commento di Jacques Sapir:

    “Le « blocus monétaire » de Chypre qui vient d’être mis en œuvre par la BCE est un acte d’une extraordinaire gravité, dont les conséquences doivent être soigneusement étudiées. La décision de M. Mario Draghi porte sur deux aspects : tout d’abord la BCE n’alimente plus la Banque Centrale de Chypre en billets (point qui n’est semble-t-il pas essentiel car les réserves de « cash » semblent importantes) et ensuite elle interrompt les transactions entre les banques chypriotes et le reste du système bancaire de la zone Euro. C’est cette dernière mesure qui est de loin la plus grave. D’une part, elle condamne à court terme les banques chypriotes (mais aussi les entreprises basées à Chypre, qu’elles soient chypriotes ou non) car désormais elles ne peuvent plus faire de transactions avec le reste de la zone Euro. D’autre part, elle équivaut à un « blocus » économique, c’est-à-dire dans les termes du droit international à une action qui équivaut « acte de guerre ». C’est donc dire la gravité de la décision prise par Mario Draghi. Elle pourrait d’ailleurs se prêter à contestation devant les cours internationales. C’est donc dire la responsabilité prise par Mario Draghi qui pourrait, à ce compte, se retrouver un jour devant un tribunal, international ou non.[..]”

    http://russeurope.hypotheses.org/1065

    • Piero Laporta scrive:

      Caro Buffagni, ho scritto più volte che stiamo andando verso la guerra. Qualche amico mi ha preso amabilmente in giro per questo. Eppure ogni volta che si presentano eventi analoghi a quello di Cipro non mi sento pessimista. La Germania vuole otttenere attraverso la finanza la ricchezza che si rapina con la guerra. Non avrà la ricchezza e otterrà la guerra. Prima ce ne distacchiamo e meglio è. Oltre tutto sull’altra sponda dell’Atlantico c’è un’altra grossa trappola mortale.

      • Roberto Buffagni scrive:

        Concordo pienamente con lei, sillaba per sillaba. La cecità prodigiosa della Germania mi lascia sbalordito, e mi fa tornare alla mente quanto accadde in Ucraina nella IIGM, quando l’esercito tedesco fu accolto con il pane e il sale come liberatore dal pesante giogo staliniano. Gli ucraini si spinsero fino a levare armate in appoggio al Terzo Reich, per poi esserne trattati come schiavi e bestiame da macello e dover preferire la tirannia staliniana allo sterminio tedesco. A quanto pare, appena la Germania comincia a pensare politicamente il mondo qualcosa di molto profondo nella sua storia la travolge, la acceca e la perde.
        Nella vicenda cipriota, dove si mescolano stupidità pura e volontà maligna di testare sul più debole le capacità di resistenza dei popoli alla tirannia amministrativa, questa cecità criminale si manifesta con una chiarezza abbagliante. Tra l’altro, a Cipro sono ancora freschi i ricordi della resistenza agli inglesi, condotta con metodi di guerriglia tutt’altro che delicati; e se il parlamento cipriota si piegherà all’ukase, non so se il suo popolo se ne starà zitto e buono. Un uccellino mi dice, inoltre, che in Grecia i dirigenti di Alba Dorata staranno seriamente pensando a una campagna di attacchi armati a tutti gli obiettivi UE; temo anche che rammentino la svolta che Michael Collins impose, con successo, alla resistenza irlandese: come ricorderà, Collins fece recapitare a tutti i poliziotti della squadra politica di Dublino, che collaboravano con il governo occupante inglese, una lettera circolare che annunciava, a chi continuasse a svolgere le sue mansioni, la condanna a morte (e poi le eseguì).
        Termino con un accenno all’ultima notizia del ritorno in India dei due fanti di marina, ancor più inqualificabile della precedente furberia del mancato rientro. I massimi gradi delle FFAA tacciono, meditando forse sulle prospettive post pensionistiche. Per altri motivi, tacerò anche io.

      • Federico scrive:

        Sono d’accordo sul fatto che si stia andando verso la guerra, o meglio, verso un assetto globale che favorisce il ritorno della guerra come strumento politico: un mondo regionalizzato guidato da potenze autocratiche.
        La partita per l’Italia è complessa. La prima mossa necessaria è senza dubbio sottrarsi al giogo della UE-tedesca, per poi mantenere una difficile politica di neutralità/indipendenza, dialogando con USA, Cina e Russia

        • Piero Laporta scrive:

          No. Noi siamo Nord e Sud perché siamo sotto una doppia occupazione. Non c’è dialogo che tenga: abbiamo bisogno di un miracoloso terremoto. Quale? Non lo so.

          • Federico scrive:

            La doppia occupazione (USA&Germania) si smonta un pezzo alla volta: prima si ci libera da uno (Germania), poi si aprono gli investimenti a cinesi e russi per tenere buoni i secondi (USA). Ci vorrebbero uomini politici spietati e preparati come i capitani di ventura del ‘400

            • Piero Laporta scrive:

              Ci vorrebbero uomini politici spietati e preparati… Berlusconi? Grillo? Bersani? Renzi? Monti di pietà? Bertone? Bagnasco? Il parroco di Scurcola Marsicana? Prodi e Amato, Draghi?

      • Sono d’accordissimo, via da ogni vicinanza e futura responsabilità di Berlino. A parte che mi sembra che Bruxelles, è diventata una sorta di recupero crediti della Germania, ma son convinto che per colpa di questi tedeschi, si riscatena qualche guerra, e sarebbe veramente una bestemmia vedere anche un’unica goccia di sangue italiano, versato per un tedesco. Ma come liberarci di questa situazione con la politica che abbiamo? non ci sono uomini in grado di farlo e sopratutto anche di volerlo fare. E poi veramente la gente mi sembra instupidita, intronata, no si rendono conto, sono alienati, e chi ci fai con un popolo così.

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