DE BELLO QUIRINALI – di L.Prando

Il tricinium mascherpum (trio mascherpa) dell’osteria Centro Maldestro, munito di un’ancia (becco da prendere in bocca per far vibrare lo strumento), una corda (per impiccarsi) e un mantice (per soffiare sul fuoco oppure gonfiarsi), venuto per suonare è stato suonato.


Matthew il Barbaro gens Salvini, il patrizio bosino Silvius gens Berluscones e l’agricoltrice Georgia gens Meloni, tribuna della suburra burina, sono riusciti nel doppio tafazzismo di far venire le bave verdi a Gaius Marius gens Draghi e “vidi un [molti] col capo si di merda lordo
che non parea sera laico o cherco” (Dante, Inferno, XVIII 116-117)
Gaius Marius era sì disposto, come Cincinnato, ad essere spes unica imperii populi romani, ma non, dopo un’indispensabile breve dittatura, per tornarsene ai suoi campi: Gaius Marius si era fatto promettere una serena pensione presso la casa protetta “al Quirinale”, così, per lasciare sicuramente libero il posto, Celestino della gens Mattarella promise il gran rifiuto.
Tutto ciò era nei piani di Henrie Lettà gens Franco-Sarda e del suo ex-datore di lavoro Deus Nobiscum Est (Immanuel) Vercingetorige duemila Macron: Gaius Marius doveva venir impastoiato dal cerimoniale diplomatico della casa protetta ottenuta per il rotto della cuffia, quindi anche anatra zoppa dimezzata nell’immagine, mentre Deus Noobiscum Est sarebbe diventato, con quella testa fina da sovranista francese che ha, il miglior fico nel bigoncio europeo, ruolo finora affidato a Gaius Marius.
Henrie Lettà avrebbe spaccato il Governo dei consoli tra di loro nemici e, raffazzonata una maggioranza giallo-rossa di terrorizzati per l’inevitabile perdita degli emolumenti necessari all’acquisto di lingerie firmata, tirare a campare fino a che il covid desse un poco di respire e si riuscisse a mettere in campo qualche presunto successo da spendere mediaticamente, zac elezioni.
Tutto ciò avrebbe permesso (francesi permettendo in aprile) a Deus Nobiscum Est Vercingetorige Macron di diventare il miglior fico del bigoncio europeo, ruolo oggi riservato a Gaius Marius.
Grande imbarazzante marasma per le tribù anglo-americane perdere Gaius Marius l’unico fedele sicuro rimasto in Europa mentre si sta organizzando un’eventuale  caccia all’orso: arriva Mercurio con un invito non declinabile di Giove “tutto deve restare com’è, Gaius Marius Dittatore pro tempore in Italia e pro-console in Europa,  Celestino obbediente in riga nella casa protetta, faremo eleggere Vercingetorice Macron per il rotto della cuffia, togliendogli l’aureola del Deus Nobiscum Est, dopo le Olimpiadi a Pekino e le Idi di Marzo decideremo che pesce d’aprile pescare per voi”.  
Francofoni impantanati, un uomo solo anglofono al comando, i consoli sistemati con qualche briciola di potere, la tribuna della suburra monopolista dell’opposizione, acquisti di lingerie firmata salvati per un anno più pensioncina futura….ma andrà proprio così? per gli àuguri del tempio il volo degli uccelli non è chiaro, anzi confuso.
Anche per il destino del Bel Paese gli uccelli svolazzano senza capo ne coda un poco di quà, un poco di là.
Il primo anno della dittatura di Gaius Marius ha sì portato a casa, grazie al su figliuolo logistico, il primato mondiale di vaccinati, ma nell’indifferenza del virus che impazza senza freni, ma con serrande  greenabbassate, ha silenziato la commissione europea degli impreparati a tutto, persa tra sogni di prati verdi, mucche e auto non speteggianti e venti impetuosi a far girare le pa[l]le. ma per il resto ha prevalso l’imprevidenza.
Insieme ai vari [ir]responsabili europei non ha previsto le prevedibili crisi nelle forniture di farmaci indispensabili, di materie prime indispensabili, di energia indispensabile, di agroalimentari indispensabili, guardando con occhi assenti i prevedibili, insostenibili aumenti dei costi, ignorando il patetico invito dell’erede Bonomi Bolchini Presidente Confindustria a mostrar coraggio nel tagliare il cuneo fiscale per rendere competitive le nostre imprese e calmierare i prezzi della produzione italiana, ma, al contrario, lasciando sostanzialmente inalterato il bilancio 2022 previsto dall’arconte giallo-rosso, zeppo di spese inutili, redditi di cittadinanza e bonus incontrollabili contenitori di ogni possibile truffa, per non citare le autostrade all’immigrazione clandestina.
Chissà se Gaius Marius dittatore pro tempore riuscirà a far volare gli uccelli dalla parte giusta? Chissà se da qualche parte si nasconde un Silla?                     

Informazioni su Piero Laporta

Dal 1994, osservate le ambiguità del giornalismo italiano (nel frattempo degenerate) Piero Laporta s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come d'altronde sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico, non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.
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