Caso Regeni: sciogliere i nodi italiani

caso RegeniCaso Regeni: il governo di Renzi protesta da un mese quanto non ha mai protestato da tre anni per i due Marò. Perché? 

Caso Regeni: utile a questo governo allogeno per mettersi di traverso fra ENI ed Egitto, dove la nostra compagnia petrolifera (promessa in vendita alla Francia?) ha scoperto un enorme giacimento che consentirebbe all’Egitto (e all’Italia) di uscire dalle strozze dei ricatti internazionali.
Che vi sia una rete (dis)informativa in Egitto è palese sin dai primi istanti della “primavera” che deliziò le piazze di quel paese, portandolo a un passo dal caos che tutti oggi possono osservare in altri numerosi paesi mussulmani, a cominciare dalle “capitali” libiche.

Come si organizza il caos nelle piazze per portarlo verso gli scopi delle reti disinformative prezzolate dai signori del petrolio e della finanza, lo abbiamo denunciato fin dai primi istanti delle “primavere” nel 2011. Qui vi è la nostra indagine sulle nefandezze tentate a suo tempo a Tirana [clicca] e qui quella su Tunisi [clicca].
Il governo  di Renzi ha ceduto alla Francia vasto territorio italiano di pesca [clicca], senza contropartite apparenti. Il governo Renzi ha favoreggiato la Total e le sue trivelle senza contropartite apparenti. Il governo di Renzi ha favoreggiato la penetrazione dell’olio tunisino, controllato dai francesi, Carrefour intesta, senza contropartite apparenti [clicca].
Senza contropartite? O è un  governo di fessi o una masnada di ladri, faccia il lettore.
Ciò detto, questo governo non apparirà credibile sul caso Regeni fin quando non si daranno risposte chiare e inequivocabili alle seguenti domande:
Ha telefonato ad altri, il prof. Gervasio, fra le 20.25 (ultima telefonata a Regeni) e le 22.30, quando ha chiamato l’ambasciatore? Se era allarmato e aveva il cell dell’ambasciatore, perché il prof. Gervasio ha atteso tanto?
Il numero dell’ambasciatore era già noto al prof. Gervasio oppure è stato fornito da qualcuno fra le 20.25 e le 22.30? Da chi?
L’ambasciatore, attivandosi, ha comunicato con l’Italia? Con la Farnesina? Con chi altri?   
Visto che il prof. Gervasio non è più al Il Cairo e l’ambasciatore è stato richiamato in Italia, è propizia l’occasione per chiedere ad ambedue le risposte necessarie e fornirle alla pubblica opinione di contribuenti oltre che all’Egitto.
È inutile menare il can per l’aia, con l’aiuto di Repubblica e dei suoi dossier tossici, probabilmente tradotti in arabo dall’inglese. Prima di esigere ogni spiegazione da Il Cairo, la posizione italiana sul caso Regeni deve essere cristallina.
Siamo diventati campo di battaglia dei servizi francesi e inglesi, che combattono per le rispettive compagnie petroliferee le proprie banche. Questo non ci fa onore. Ancor meno giova l’atteggiamento scopertamente filo francese di questo governo che favorisce le trivelle Total e fa la voce grossa per un colpo sotto la cintura da parte di Londra, ma senza davvero perseguire un interesse nazionale pulito.
È un governo palesemente di corrotti e di ladri, incapace oramai di barcamenarsi fra le forze criminali internazionali dalle quali promana.
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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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10 risposte a Caso Regeni: sciogliere i nodi italiani

  1. mauro marchionni scrive:

    scusate ma o gli arabi sono totalmente cretini o qui qualcosa non torna.
    Se i servizi egiziani hanno fatto fuori Regeni… perchè non hanno fatto sparire il cadavere così come è avvenuto per centinaia di altri oppositori del regime? di deserto e di sabbia ne hanno quanto ne vogliono.
    Ma lo stesso discorso vale per chiunque altro lo abbia torturato e ucciso a meno che, come dicevo all’inizio, gli arabi non siano del tutto cretini.
    E allora, miei cari “investigatori italiani” non sarebbe il caso di farsi questa semplicissima domanda e di cercare di dare a noi una risposta plausibile?

    • Piero Laporta scrive:

      Prima ancora tuttavia che ci dicano:
      – con chi ha parlato il prof. Gervasio fra l’ultima telefonata fatta a Regeni alle 20.25 e le 22.30 quando ha chiamato l’ambasciatore
      – chi ha dato il numero dell’ambasciatore Massari al prof Gervasio
      – se l’ambasciatore Massari dà il suo numero a tutti gli italiani che sono in Egitto e quanti sono costo (la magistratura romana appuri anche chi sono)
      Quando abbiamo risposto a queste, solo allora facciamo domande agli egiziani.
      E adesso basta con questa storia.

    • Piero Laporta scrive:

      Direi proprio di sì

  2. bruno scrive:

    Come presumibilmente stanno le cose l’ho detto nel precedente commento. Temo che le successive notizie tendano a confermare quell’ipotesi. Ahimè. Renzi e Gentiloni agiscono su istruzioni scritte da washinghton, tramite ambasciatore/proconsole a Roma. Il capataz dei servizi è uomo d’Oltreatlantico, voluto da loro. L’obiettivo concomitante è il giacimento dell’ENI, il principale, quello strategico, è la destabilizzazione dell’Egitto, in quanto non totalmente e supinamente allineato. E deve iniziare con il suo isolamento politico internazionale. Mi aspetto una presa di posizione forte dell’europa in tal senso.

  3. RINUS scrive:

    Le notizie rimbalzano, se dopo Parmalat, pezzi di mare, vendiamo l’ENI a Total, siamo pronti per rincorrere con i forconi, l’ebete sino a casa sua.

  4. renato scrive:

    Non so chi sia o chi è stato questo povero giovane, ma una cosa mi sento di dire.
    Innanzi tutto cosa è andato A FARE IN Egitto, io ho girato mezzo Mondo ma mai e dico mai ho avuto degli inconvenienti ho avuto noie dalla polizia dato che non mi sono mai interessato di fare politica nei paesi altrui o filmare posti proibiti e allora di questo caso il Governo ne sta facendo una questione politica per nascondere il suo fallimento sulla situazione italiana con dei dati economici disastrosi.
    Renato

  5. giorgio rapanelli scrive:

    Gli organi di informazione dovrebbero andare giù duri. Però, per ciò che rappresenta oggi l’Egitto (col Canale di Suez, i grossi rapporti di affari, insieme al governo laico di Tobruk e ad Israele, eccetera) la politica governativa dovrebbe non lasciarsi andare a smargiassate. Deve avere la pazienza necessaria affinché Al Sisi abbia il tempo necessario di scoprire tutte le carte che ancora gli sono state occluse. Non è stato Al Sisi ad ordinare quel massacro: sarebbe un imbecille. Mentre, chi ha organizzato il fattaccio imbecille non è… Con Regeni a perderci la faccia è il regime di Al Sisi. A favore di chi? La politica non ce lo dice ed è giusto che gli organi di informazione tentino spiegazioni e richiedano chiarezza. Come sta facendo “Oltrelanotizia”.
    Coraggio, Piero, continua così: noi ti leggiamo e ti sosteniamo…

  6. Oscar scrive:

    I dubbi sono certamente tanti e fondati.
    Intanto, come mai Gentiloni fa la voce grossa con l’Egitto (lasciando intendere che non siamo un Paese di Pulcinella), mentre con l’India siamo ad un livello di prostrazione che ha dell’incredibile?
    Siamo certi che chi sa non ha già riferito?
    Bah! Problematiche troppo grandi e complesse per i miei poveri neuroni.
    Probabilmente la storia sarà lunga e finora e ingarbugliata. Per qualcuno: Pas de nouvelles, bonnes nouvelles.

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