Caro Senatore Nicola Morra

Caro Senatore Nicola Morra,

su Facebook lei evidenzia i successi antimafia delle nostre strabordanti polizie. Come lei sa, io rispondo puntualmente ai suoi post, invitandola a desegretare gli atti del c.d. Comitato Tecnico Scientifico.

I fascicoli di tale c.d. Comitato, come lei molto bene sa, sono solo parzialmente noti. Quel poco reso noto, dopo tante insistenze, è tuttavia sconcertante per le contraddizioni e le illogicità. Capisco quindi la necessità di nascondere gli altri verbali.
Nella sua ultima foto su Facebook lei ostenta la mascherina, quale esempio di osservanza delle norme, in opposizione alle esibizioni smascherate del suo collega Matteo Salvini. Ancora una volta, quando è apparso il suo post, l’ho invitata a desegretare gli atti del c.d. Comitato Tecnico Scientifico prima di dare agli italiani – i cui interessi lei è chiamato a difendere – superflue lezioni di educazione civica. Insisto con lei per la desegretazione perché avendo lei dimestichezza con la Mafia, sa bene che Segreto è padre di Falso e fratello di Sconcio ed Efferato. Corre dunque l’obbligo di ricordarle che Segreto, Falso, Sconcio ed Efferato sono colonne portanti della Mafia. La sua competenza sul caso dunque è di primaria importanza, in quanto lei è presidente della Commissione parlamentare antimafia. Lei quindi combatte la Mafia i suoi segreti e le sue sconcezze. Noi non avendo motivo di dubitarne della sua valentia, le chiediamo e le abbiamo chiesto più volte di spendersi perché gli strumenti della Mafia – il segreto fra i più ferali – non  inquinino la politica.
Ho tuttavia un’ulteriore perplessità. Dopo il mio ultimo ed ennesimo invito a desegretare gli atti, quando lei s’è mostrato con la maschera, sono stato assalito da una muta di suoi sostenitori, alquanto e inutilmente rabbiosi con me, come fossero intenzionati a intimidirmi; proprio come accadrebbe in un brutto caso di Mafia. E’ certamente una sfortunata coincidenza, ne sono certo. Le suggerisco tuttavia di chetare i latranti e invitarli a dedicarsi ad altre attività. Essi potrebbero per esempio aiutare il sindaco Virginia Raggi a tenere pulita Roma. Sarebbero così certamente meglio e più proficuamente impiegati, piuttosto che dissiparsi come dilettanti della comunicazione e dell’intimidazione.
In attesa di capire se l’Italia ha ricevuto più danni dalla Mafia o da quanti si avvalgono dei suoi metodi in politica, le rinnovo, caro Senatore Nicola Morra, l’invito a desegretare tutti gli atti del c.d. Comitato Tecnico Scientifico perché, glielo ripeto, Segreto è padre di Falso e fratello di Sconcio ed Efferato. Sono, costoro, personaggi che non avrebbero titolo a entrare né in Parlamento, né a palazzo Chigi e neppure al Quirinale, se davvero fossimo una democrazia.
Saluto lei, caro Senatore Morra, insieme ai suoi furenti sostenitori con tutto il rispetto che loro meritano
Piero Laporta

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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1 risposta a Caro Senatore Nicola Morra

  1. Oscar scrive:

    Ottimo e convincente l’invitoa desegretare tutto.
    Rimane il fatto che Morra dovrà convincere Conte della necessità di fare luce e uscire dalla palude.

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