Il nemico

bersaniUltim’ora. Pierluigi Bersani: “Il nemico è Grillo”. Ollalà! Dopo tutte le mobilitazioni antiBerl, all’ultimo momento ci dite di girare i cannoni di 180 gradi. Berl, a sua volta, risparmiato dal fuoco d’interdizione della classe operaia, ammicca a Mario Monti, come pochi giorni fa dava di piedino a Massimo Dalema. Mario Monti che aveva già marcato il territorio attorno a Bersani, salvo poi mandarlo a quel paese, eseguendo gli ordini di Michael Slaby, guru di Obama per la campagna elettorale, adesso si dichiara, con le mani ad artiglio, pronto a un governissimo.

Tutta questa improvvisata pagliacciata perché il nemico è Grillo, va bene, un comico, tuttavia sulla scena da anni.

Nessuno si chiede invece come ha fatto il “tecnico” Mario Monti  a fondare un partito povero, tuttavia ben organizzato, diffuso sul territorio e ricco di propaganda; tutto questo, impiegando poco più d’un mese.

Berlusconi, con una grande azienda alle spalle, spese quasi un anno e montagne di quattrini. Non pochi malignarono, sospettando chissà quali esotici aiutini.

Nessuno s’interroga sul record di Mario Monti: in un mese da capo di governo tecnico a leader d’un partito povero, efficiente, diffuso e spendaccione; così diffuso da avere radici anche nella segreteria di stato vaticana.

Poiché siamo certi che tutto questo non può essere assolutamente un capolavoro dei servizi segreti tedeschi insieme a quelli statunitensi, certamente è un miracolo delle preghiere di Tarcisio Bertone, Angelo Bagnasco e Maria Vian. Amen.

In questo profumato quadro politico arriva l’ultima parola d’ordine dal Palazzo: “no all’antipolitica”. Che cosa è per costoro l’antipolitica? È tutto ciò che mette in discussione il loro dorato tenore di vita mentre portano il paese al declino. Messi di fronte alle loro responsabilità tirano fuori la parola magica “qualunquista”, più o meno l’equivalente di “indemoniato” ai tempi della caccia alle streghe.

Osservate i telegiornali senza distinzione di rete, per capire che la spinta più forte all’antipolitica arriva dall’informazione, ammaestrata come foche al circo equestre.

I tiggì sono strutturati tutti così: evento politico del giorno, usualmente una cazzata che neppure sfiora l’interesse reale dei cittadini, intorno alla quale tuttavia si fanno i consueti siparietti a colpi di “Berlusconi ha dichiarato”, “Monti ha detto”, “Bersani ha precisato” e il cittadino paga.

Poi passa la cronaca nera con risvolto morboso; nei giorni fortunati c’è pure terrorismo e guerra in Siria. Dopo di che arrivano le notizie importanti: lo spettacolo, le previsioni metereologiche e lo sport. Cominciamo dall’ultimo, il calcio, trattato in tutte le sue forme: giocato, parlato e corrotto. Lo spettacolo è soprattutto pettegolezzo, sbirciatina dalla serratura e corna. Ma il piatto forte sono le previsioni meteorologiche: se è estate, fa troppo caldo; se è inverno, fa troppo freddo; se nevica; è emergenza; se piove, è diluvio; se non piove, è castigo biblico. Per dirti queste stupidaggini impiegano anche quindici minuti. Quando sei alla fine, non hai capito se domani per andare al lavoro ti servirà l’ombrello o il soprabito. Grazie, ci vediamo domani alla stessa ora.

La signora Teresa guarda questo telegiornale, non compera un quotidiano neppure se levecchi al mercato punti un revolver fra gli occhi, e si domanda fino a quando violenteranno la sua pazienza. Ha pagato il pane quattro euro al chilo, il latte un euro e mezzo al litro e i pomidoro a due euro e cinquanta; un carciofo, uno solo, costa un euro e mezzo. Ha esaurito e superato la sua disponibilità giornaliera di denaro. Di queste cose o non se ne parla o si dà la responsabilità “alla crisi”, nascondendo che le banche francesi e tedesche scoppiano di derivati e noi, grazie alle tasse, colmiamo il trogolo di Parigi e Berlino, per mano di governanti che volentieri s’adattano a fare da porcai di Frau Merkel e Monsieur Hollande.

E Grillo è il nemico?

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

3 risposte a Il nemico

  1. Monti, ha partecipato alle elezioni, pur essendo un senatore a vita, adesso quali siano le regole e quanti i trucchi e gli inganni non lo so, ma come fa a far politica per sé stesso e allo stesso tempo rimanere un senatore a vita? Mi appare fuori da ogni regola.

    • Tutte le regole sono saltate al fine di preservare il privilegio, il potere e l’immunità di un’oligarchia di criminali di varia fatta, al servizio di poteri a-politici, a-costituzionali e a-nazionali, tutti riconducibili a una cupola finanziaria. Non è la c.d. “casta”, ma la casta fa velo a questa oligarchia.
      Questo materializza una satanica dittatura senza volto, la cui presenza è avvertibile solo dal 2008 (quando è scoppiata la bolla finanziaria statunitense) sebbene operi da numerosi decenni; ben dissimulata in precedenza, non per questo tuttavia meno efficace nei suoi criminali effetti.

  2. oscar dice:

    Purtroppo è proprio così!

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