Il metano ti dà una mano?

metanoPorgo ai lettori di OltreLaNotizia uno studio  [leggilo quidavvero interessante di Cesare Marchetti, scienziato italiano, analista di sistemi dello IIASA (International Institute for Applied Systems Analysis), mentre mi chiedo perché lungo le autostrade non vi siano distributori di metano, sovrabbondando invece le pompe francesi di benzina e gasolio.

Il saggio di Marchetti (firmato con Carlo Rinaldini e Albert Schneiders ) è del dicembre 1973.  Pochi oramai ricordano quanto cruciale fosse quel momento del 1973, non solo per la politica energetica, ma anche per le politiche finanziarie, economiche, industriali, insomma per la POLITICA.

A ottobre del 1973 si verificarono due fatti che avrebbero inciso profondamente sulla vita nazionale così come sulla politica e sull’economia. Cominciamo dal secondo: la guerra dello Yom Kippur, combattuta dal 6 al 24 ottobre 1973, tra Israele e una coalizione composta da Egitto e Siria.

La guerra finì dopo tre settimane. Fu una turpe sceneggiata con morti veri per giungere all’unico risultato strategico che si proponevano USA e URSS: i paesi Arabi appartenenti all’Opec bloccarono le esportazioni di petrolio verso l’Europa fino a gennaio 1975. Questo triplicò il costo del greggio, portando valuta fresca nelle casse di Stati Uniti e Unione Sovietica.

Il Dollaro, sganciato dall’oro due anni prima e reso inesigibile, si agganciò al costo del petrolio, non altrimenti acquistabile se non con dollari. Da quel momento ogni guerra o scaramuccia nel Vicino Oriente  fece schizzare in alto il valore del barile di greggio e con esso quello dell’unica moneta riconosciuta per gli scambi energetici.

Il governo presieduto da Mariano Rumor nel 1973 varò un piano nazionale di “austerity economica” per il risparmio energetico: no auto la domenica, la fine anticipata dei programmi tivvù, spente le luci stradali e commerciali.  Tutto inutile: l’inflazione galoppò su due cifre, il potere d’acquisto degli stipendi si ridusse di due terzi; fu una stagione molto simile a quella corrente. Questo fu il fatto economico.

Ve ne fu un altro, più marcatamente politico, che segnò un’acuta omertà politico criminale: il 3 ottobre 1973, al termine di una visita ufficiale a Sofia (Bulgaria), l’auto su cui viaggiava il segretario generale del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer, fu investita da un camion militare. Berlinguer, benché ferito fravemente, si salvò miracolosamente; l’interprete morì; altri due passeggeri (dissidenti del Partito Comunista Bulgaro) rimasero gravemente feriti. Il fatto fu tenuto segreto e portato alle cronache da Emanuele Macaluso solo nel 1991, benché lo sapesse dal primo istante.

Aldo Moro era ministro degli esteri e fu tenuto all’oscuro di quell’attentato, svelato solo nel 1991 come s’è detto. Macaluso, divenuto nel frattempo direttore dell’Unità., non se ne ricordò neppure all’indomani dell’attentato a Giovanni Paolo II, quando la pista bulgara fu insabbiata – in stretto rito di Yalta – dalla DC di Andreotti-Cossiga- DeMita e dal Pci di Berlinguer.

Dal 1973, da quell’attentato a Sofia iniziò l’isolamento progressivo di Aldo Moro, che sarebbe stato rapito di lì a meno di cinque anni, per essere ucciso, in un quadro di intransigenza politica e di incredibile inefficienza investigativa, ambedue facenti capo alla DC e al Partito Comunista Italiano.

A partire da quegli eventi apparentemente lontani del 1973, è sempre più manifesta la malleabilità della sinistra italiana, genuflessa alla finanza internazionale. Tale subalternità è oramai un dato incontrovertibile dal 2001, mentre si avviava la c.d. Primavera mussulmana che seguiva lo scoppio della bolla finanziaria statunitenze.

Esaminiamo questo documento quindi tenendo conto di quanto sta avvenendo in Siria e quali siano gli interessi in gioco nel Mediterraneo

 

 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

4 risposte a Il metano ti dà una mano?

  1. stefano rolando dice:

    ..continueremo a far bollire l’acqua per ottenere energia ancora per molti anni..Quando Beppe Grillo era solo un comico,durante uno spettacolo alla Fiera del Mare a Genova,parlò di Fleichman e Pons,gli scopritori della fusione fredda,e fece notare che erano spariti dalle cronache e non solo: “sono su un’isola contornati di bellissime ragazze che li distruggono di mussa(dialetto ligure)

  2. Pingback:Conflitti e Strategie » Blog Archive » Il metano ti dà una mano? (di P. Laporta)

  3. Paolo dice:

    Complimenti per l’articolo. Solo una nota di colore. Europa è un nome che arriva dalla Siria, era una fanciulla rapita da Zeus e nascosta a Creta. Suo padre sua madre e il fratello Cadmo giurarono guerra e coloro che l’avevano rapita.
    Quella fanciulla diede il nome all’odierna Europa.
    Singolare la situazione attuale tra Europa e Siria.

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