Grande Sergio Marchionne

In un paese ridottosi a ladri, froci, puttane e cuochi, c’è pure chi svillaneggia un grande italiano, Sergio Marchionne, sul letto di morte.

 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

15 risposte a Grande Sergio Marchionne

  1. Pino dice:

    Leggo ora l’articolo e i commenti…

    Marchionne per me è stato un ottimo manager finanziario e industriale !
    Sig. Giandoja, ma davvero crede che oggi la grande industria viva ancora di solo lavoro operaio. E’ solo una componente, benchè importante !
    Marchionne ha avuto, oltre che immense capacità, l’onestà di usare i soldi della finanza e metterli al posto giusto, creando altra ricchezza e salvando posti di lavoro anche con il lavoro degli operai, giustamente motivati. Ora che sia più italiano e meno svizzero o canadese non ha assolutamente importanza ma, a suo dispetto, ha voluto bene all’Italia perchè nelle sue vene scorreva anche sangue italiano. Ha poco a che fare con la sua bravura. Che sia italiano è un fatto genetico appurato, a meno che i padri non contino più nulla com’è usuale oggi, visto che si fa fatica ad essere (ancora ) considerati normali secondo natura. Sig. Giandoja è evidente che Lei ragiona su cose e persone molto più grandi di Lei.
    Persone come Marchionne appartengono a realtà molto più grandi, anche di Lei.

    • In tutto questo nessuno si ricorda che le vendite che Marchionne ha propiziato in FIAT esprimono la soddisfazione del consumatore, la persona che paga lo stipendio a operai, manager e sindacalisti. Il consumatore non lo vogliamo tenere in conto?

  2. Enrico dice:

    Lettera inviata da Marchionne ai dipendenti all’atto dell’assunzione. Una lezione per tutti.

    Cara Collega,
    Esiste un mondo in cui le persone non lasciano che le cose accadano. Le fanno accadere. Non dimenticano i propri sogni nel cassetto, li tengono stretti in pugno. Si gettano nella mischia, assaporano il rischio, lasciano la propria impronta. È un mondo in cui ogni nuovo giorno e ogni nuova sfida regalano l’opportunità di creare un futuro migliore. Chi abita in quel luogo, non vive mai lo stesso giorno due volte, perché sa che è sempre possibile migliorare qualcosa.
    Le persone, là, sentono di appartenere a quel mondo eccezionale almeno quanto esso appartiene loro. Lo portano in vita con il loro lavoro, lo modellano con il loro talento. V’imprimono, in modo indelebile, i propri valori. Forse non sarò un mondo perfetto e di sicuro non è facile. Nessuno sta seduto in disparte e il ritmo può essere frenetico, perché questa gente è appassionata – intensamente appassionata – a quello che fa. Chi sceglie di abitare là è perché crede che assumersi delle responsabilità dia un significato più profondo al proprio lavoro e alla propria vita.
    Benvenuta in quel mondo
    Benvenuta in Fiat Chrysler Automobiles
    Sergio Marchionne
    Chief Executive Officer

  3. Alessandro gentili dice:

    È vero che alcuni commenti apparsi sui media e sui social su Marchionne sembrerebbero qualcosa di inumano, di incomprensibile, di profondamente scorretto. Ma è altrettanto vero che questo è il destino dei grandi uomini, di coloro che non sono come gli altri, come la massa, il popolo bue, normalmente corroso da profondi e facili sentimenti di invidia e di odio gratuito. Anche se la vita del popolo bue è quasi sempre resa possibile solo dalle attività di quei grandi uomini che producono ricchezza, creano lavoro, consentono il benessere ad individui che sono predisposti per ignavia, o incapacità a condizioni di vita miserande.
    Io non ho elementi né speciali competenze per giudicare Marchionne, ma ho abbastanza buon senso per capire che è un grande uomo.
    Ho invece molta compassione per chi giudica, imbevuto da anacronistiche convinzioni comunistoidi. Poveretti…

    • Caro Sandro, non confondiamo i comunisti con gli sciocchi. Un mio caro amico, ultraottantenne, comunista da sempre, non scriverebbe mai le infamie diffuse in questi giorni dalle prefiche impazzite.

  4. Egr. Sig. Giandoja, sull’italianità di Marchionne basterebbe solo leggere quanto lui, con grande determinazione, la rivendicava. Ma non le sfugga, per cortesia, la storia della sua famiglia. La madre istriana ha avuto in padre (quindi nonno di Sergio) infoibato dai partigiani di Tito perché “italiano”: il figlio maggiore (quindi zio di Sergio) fu fermato dai tedeschi mentre cercava la foiba dove avevano gettato il padre e, ritenuto un partigiano, fu fucilato sul posto. La madre di Sergio scappò dall’Istria con il fidanzato, un carabiniere di Chieti di stanza a Rovigo, che divenne poi suo marito e padre di Sergio. Se la sua formazione intellettuale è avvenuta all’estero è un altro paio di maniche che non ne minano la sua italianità. Vivo in Friuli tra migliaia di profughi istriani e dalmati (ormai tre generazioni) che considerano giustamente Sergio Marchionne uno di loro. Ma, ripeto, è sufficiente tenere presente ciò che lo stesso Marchionne si è sempre considerato.

    • Questa è una risposta molto bella e vera, ma inutile se il soggetto che l’ha provocata non si libera dell’odio. Grazie, davvero.

    • Fulvio Gandoja dice:

      Cari signori, iniziamo con la genealogia: non sono un giovinetto, sono piemontese di Torino ma ho parenti in Istria mio zio Ivo, buonanima, era di Fiume fuggito in barca a remi, lui e suo fratello su un’altra barca che però fu intercettata e mitragliata dai comunisti jugoslavi, morì, lo zio visti i moti pre-sessantottini prese un aereo ed emigrò oltreoceano. Per quel che mi riguarda, a differenza del Sig La Porta amo l’Italia e non considero gli italiani dei cuochi ladri e froci ne considero le italiane delle puttane, semmai questo è il parere (discutibile) del Sig La Porta che ODIA gli italiani ed accusate me di di “odio” (?!) ma vi siete trasfusi il plasma della boldrina?!
      L’odio anti italiano del Sig LaPorta mi ha spinto a scrivere il post, per il quale da perfetti COMPAGNI quali siete (siete compagni senza compagnismo) vi siete scagliati come cani a cui si lancia un giandujotto… ma nessuno ha criticato nel merito il mio post e ciò è tipico degl’ottusi: la Lancia che vinse per 10 anni o più di fila i rally mondiali battendo sempre i tedeschi è stata buttata nella spazzatura insieme allo stabilimento ed agli operai
      Quasi tutte le automobili FIAT sono costruite all’estero, (la 500 dove credete che la costruiscano?…e dove credete che ne paghino le tasse sui guadagni?) quasi tutti gli utili, i guadagni, finiscono all’estero, l’Alfa che fu REGALATA alla FIAT è stata cancellata da Milano… i modelli nuovi quali sarebbero? La freemont, un vecchio catorcio crysler? Insomma che Marchionne non capisse nulla di automobili, che non gliene fregasse nulla di automobili, ne degli operai della FIAT, ne dell’Italia è nei fatti, le dichiarazioni o le letterine per bambini scemi le lascio a voialtri a me interessano i fatti e NEI FATTI Marchionne non era italiano ed era un OTTIMO banchiere, un amministratore di una finanziaria straniera a cui non frega nulla di automobili, di produzione, di Torino, della FIAT degl’italiani e dell’Italia… ma se preferite le storielle e sopratutto vi ritenete puttane, froci e ladri… buon per voi, vado a cucinare.
      PS
      Comunque continuerò a leggere questo sito, il Sig La Porta ha il pregio di non essere prolisso ed ogni tanto scrive cose interessanti, a parte questa caduta di stile circa gli italiani, le italiane e chi cucina…

      • Che vuole farci? Nessuno è perfetto, ma anche lei… 🙂 Grazie, tuttavia.

      • Ho dimenticato di dirle – e me ne scuso – che non c’è alcun odio antitaliano in me, tutt’altro. Vedo un paese di genuflessi e me ne dolgo, nient’altro, magari con una punta di sarcasmo, ma non me ne voglia. Grazie ancora per il suo contributo alla discussione.

  5. Calogero dice:

    Sergio Marchionne è un grande italiano fiero di esserlo ed è un patriota .Inoltre è un grande capitano di industria che ha risollevato due aziende decotte; Fiat e Chrysler. Salvando molti posti di lavoro. Ci è nvidiato da tutto il mondo del business. Questi pregi lo portano automaticamente ad essere invidiato, vilipeso, ingiuriato da persone non obiettive e non informate.Ho sempre detto che se avessimo avuto 3 Marchionne per la politica italiana saremmo stati i nr 2 al mondo.

  6. Fulvio Giandoja dice:

    Marchionne italiano? Ma se è SVIZZERO (ancora per poco) forse per non pagare le tasse, ma questa è una mia malignità, che al cospetto di cotanta Santità Marchionnica risulta infinitesimale, colui che dileggiava gli italiani, colui che ha accompagnato la FIAT a diventare un finanziaria, non una fabbrica di auto.
    Tra le altre cose l’ottuso svizzero ha cancellato il marchio Lancia, regalando alla (bmw) Mini l’intero segmento di mercato della Delta, ma ripeto Marchionne non capiva niente di auto, ne agli Elkan interessa l’automobile o l’Italia, la FIAT è ora un finanziaria globalista.
    Chi svillaneggia gli italiani definendoli popolo di ladri froci, puttane,cuochi, nonchè svillaneggiatori di uno stron## che disprezzava gli italiani e che non era italiano, mi colloco tra gli svillaneggiatori di Marchionne e lei signor Piero in che categoria si colloca… sa per caso cucinare?

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