Francescano con la TV Gesuita col Popolo

Il terrorista tunisino clandestino fa strage a Berlino. A sorpresa, Bergoglio esce dal Vaticano per comperare un paio di scarpe.   #BergoglioCorresponsabileDelleStragi

Qualcosa d’analogo accadde circa un anno fa. Il bimbo, Aylan Kurdi, giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde, sulla spiaggia turca, nella sua t-shirt rossa e nei suoi pantaloncini blu scuro, piegati all’altezza della vita. La foto dilagava.
Bergoglio uscì a sorpresa dal Vaticano per andare a via del Babuino a comperarsi un paio di occhiali.

Il gesuita anticipa – mediante una forte e artefatta immagine positiva – i contraccolpi per le sue personali responsabilità, avendo incoraggiato costantemente l’ingresso di clandestini in Europa.

Che cosa unisce questi due fatti? Scarpe e occhiali?
La foto del bambino affogato nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e quella del papa che andava a comperarsi gli occhiali come un cittadino qualunque, il 3 settembre 2015 si collocarono una accanto all’altra sulle prime pagine, facendo il giro del mondo. L’una rilanciava l’altra. L’una era il male, l’altra il bene.
L’ufficio stampa del Vaticano non spiegò come mai fotografi e telecamere fossero già lì nei pressi dell’ottico in via del Babuino. Tenne però a far sapere che Bergoglio aveva pagato l’acquisto, “risparmiando ben 70 euro”. Tacquero tuttavia dettagli altrettanto importanti. L’improvvisata del papa costrinse a bloccare il traffico per ore intorno a piazza di Spagna, riversandovi in fretta e furia centinaia di carabinieri, polizia e vigili urbani. Fu calcolato dopo alcune settimane un costo di 400mila euro, ma ormai importava a pochi.

L’altro ieri un tunisino fa strage col camion a Berlino. Bergoglio esce “a sorpresa” dal Vaticano per comperare un paio di scarpe. A seguire la solita diffusione di notizie sui risparmi ottenuti da Bergoglio con la sua sortita. Silenzio assoluto sul caos subito dai cittadini della zona di via Gregorio VII a causa di quest’altra improvvisata. Ad abundantiam, ieri mattina il Pontefice telefona alla trasmissione pop Unomattina.
Lo scopo, nel 2015 come oggi, è anticipare mediante un’artefatta e forte immagine positiva eventuali contraccolpi su Bergoglio, il quale sin dal celebre e ben studiato grido “Vergogna!”, lanciato a Lampedusa nel 2013, ha incoraggiato costantemente l’ingresso di clandestini in Europa.
In Germania d’altronde è ben noto il forte legame che unisce Bergoglio ai vescovi tedeschi, suoi grandi elettori e finanziatori occulti, mediante le enormi riserve finanziarie a loro disposizione. Qualunque vulnus che coinvolga Bergoglio, a causa dell’immigrazione fuori controllo in Germania, coinvolgerebbe immediatamente le diocesi tedesche.
Da qui l’estrema attenzione e la tempestività delle risposte mediatiche che partono dal Vaticano, con uno staff interdisciplinare di gesuiti – messi a disposizione dalla curia generalizia della Compagnia – a consigliarlo costantemente sul da farsi per tutelare la sua immagine e la Compagnia.
Andrzej Majewski, gesuita, nominato da Bergoglio direttore dei programmi della Radio Vaticana a settembre del 2015, è il motore della macchina mediatica, a capo dell’équipe di oltre venti gesuiti impegnati in tali operazioni.

Pubblicato con altro titolo su La Verità, diretto da M.Belpietro

Quando si palesa il pericolo d’essere chiamato in causa per le tragedie conseguenti all’immigrazione da lui incoraggiata, di concerto con gli indirizzi lanciati a suo tempo da Obama e dalle massime autorità finanziarie mondiali, Bergoglio occupa gli spazi mediatici con operazioni preventive, come quella degli occhiali e delle scarpe. Che cosa andrà a comperare alla prossima tragedia? Alla prossima catastrofe causata dall’immigrazione, che cosa farà, Bergoglio, per far dimenticare di essere fra i massimi corresponsabili mondiali di questi morti? www.pierolaporta.it 

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi). Ha scritto oltre 4mila articoli. Cura le rubriche “Tripwire” per il Corriere delle Comunicazioni (dal 2004) e “Il Deserto dei Barbari” per il mensile Arbiter (in precedenza Monsieur, dal 2003); ha collaborato col settimanale Il Mondo (gruppo Corriere della Sera) sino alla sua chiusura. Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015 [leggi qui] Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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4 risposte a Francescano con la TV Gesuita col Popolo

  1. Enrico dice:

    Diceva il saggio Epicuro:
    Dio vuole impedire il male, ma non può? (Dio non risulterebbe onnipotente, e ciò non è possibile).
    Dio può evitare il male, ma non vuole? (Dio risulterebbe cattivo, e ciò non è possibile).
    Dio non può e non vuole evitare il male? (Dio risulterebbe cattivo e impotente, e ciò non è possibile).
    Dio può e vuole; ma poiché il male esiste allora Dio esiste ma non si interessa dell’uomo, e tantomeno al Papa.

  2. alessandro gentili dice:

    Beh! Certamente, caro Piero, se le cose dovessero essere proprio così dovremmo trasecolare e non solo. Eppure, quantunque io non abbia approvato molte iniziative di questo pontefice, devo dirTi che parlando con “gli addetti ai lavori” in giro per l’Italia, e non solo, c’è molto entusiasmo e molta speranza, specie nei veri apostoli della fede e della carita’.
    Le vicende del nostro mondo affondano le loro ragioni nella arroganza e dello spirito di sopraffazione di molti suoi interpreti qualificati e le organizzazioni internazionali non assolvono efficacemente nessuna funzione risolutiva, tanto è complesso e nebuloso l’intreccio di interessi che domina ogni evento che viene presentato come sociale, o politico, o morale, ecc.
    Le Tue ipotesi, le Tue considerazioni sono accattivanti, ma siamo sicuri che le cose stanno così.
    Siamo veramente sicuri che questo ottantenne non sia veramente illuminato dallo Spirito Santo? Lui viene da un passato nel quale ha appreso che i cambiamenti richiedono tempi e metodi mutevoli. Lui non è vissuto nel lusso sfarzoso dei palazzi della Curia romana e anche oggi se ne tiene a distanza. A volte, poveraccio, mi ricorda le difficoltà in cui si dibatte la Raggi! Scegliere chi deve aiutarti senza conoscerli bene è veramente problematico. Come la Raggi, infatti, è inciampato malamente sulla Chaochi, sul prelato spagnolo gay, sul cardinale australiano discutibile e spendaccione, ecc. ecc.
    Ma Bergoglio non è la Raggi; reagisce agli eventi e corregge gli errori.
    Mi ripete, il giudizio su Papa Francesco è cosa che dovrà arrivare, un giorno.

    • Calogero dice:

      Ottimo articolo. L’iporisia di questo personaggio, la sua demagogia, (questa sì populista), intristisce molti cattolici. Ha un notevole apparato che cerca di coprire i suoi evidenti limiti, ma la sua ignoranza, la sua teologia eterodossa, il suo essere boorish anche nelle cose di Chiesa, travolgono ogni tentativo di accomodamento/camuffamento da parte del suo entourage. Non per nulla il suo portavoce o ex? portavoce Lombardi ha fatto di tutto per eclissarsi dal ruolo. Non riuscendo più a sopportare di essere universamente indicato come erede della miglior tradizione circense nel ruolo di equilibrista di fama mondiale.

      • Grazie per il cortese apprezzamento. Ho messo in grassetto le “qualità” di Bergoglio, fra le quali, a mio avviso, manca la più importante: narcisismo compulsivo, che ne fa un autoidolatra e, allo stesso tempo, facile preda di chi voglia influenzarne le gesta.

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