Il Complotto favorisce la vittima, Bergoglio

Bergoglio microfono di IO          http://www.pierolaporta.it/?p=11848Bergoglio, la presunta vittima, favorito dal presunto complotto. Due libri a favore di Bergoglio, chi fa Vatileaks

Intorno a Bergoglio volteggiano influenti personaggi, connessi con la massoneria argentina, quattro dei quali omosessuali. A latere opera l’ermeneuta ufficiale di Bergoglio e cancelliere d’ogni iniziativa importante: il gesuita padre Antonio Spadaro.
Tali cerchie non appartengono alla “vecchia guardia”, diciamo così, di prelati omosessuali, facente capo al porporato rimosso qualche mese fa dal suo alto ufficio. Costui, pur favorendo i pupilli, non si sognava di mettere mano alla dottrina e tanto meno stabilire alleanze operative con le consorterie politico economiche che da sempre insidiano l’autorità morale e civile della Chiesa. Tanto per fare un esempio, ricordiamo la pesante compromissione di Bergoglio con la questione cubana i cui contorni sono oscuri, caratterizzati da attenzioni massoniche proprio delle frange più ostili alla Chiesa.

Una regia occulta, sapiente e attenta al duplice scopo di rafforzare la popolarità di Bergoglio e quindi utilizzarla per indirizzarne le scelte di governo e dottrinali: una manipolazione.

L’intervista di monsignor Krzystof Caharamsa, segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale e officiale della Congregazione della Dottrina della Fede, dichiaratosi omosessuale e convivente, fu una bomba pubblicitaria, fatta scoppiare il 2 Ottobre 2015, mentre il Sinodo sulla famiglia volgeva al termine, per metterne in discussione gli equilibri, mentre i porporati africani mettevano nell’angolo le tesi eretiche dei cardinali tedeschi. 
Di pari passo, un importante prelato, connesso agli agenti USA, andava dichiarando: «La sofferenza di tanti giustificherebbe la revisione della dottrina.» Dalle stesse scrivanie partì la bufala del cancro al cervello, veicolata attraverso un giornalista massone e destinata ad attirare simpatia su Bergoglio comunque si risolvesse.
Il portavoce del Vaticano, il gesuita Federico Lombardi esecrò Caharamsa: «La scelta di operare una manifestazione così clamorosa alla vigilia del Sinodo appare molto grave e non responsabile, poiché mira a sottoporre l’assemblea sinodale a una indebita oppressione mediatica.» Rimane tuttora inspiegato perché quel monsignore sia arrivato così in alto nonostante fosse largamente nota la sua condizione e soprattutto perché non sia stato sospeso a divinis, quantunque abbia violato dozzine di articoli del codice di diritto canonico. [Un lettore mi assicura che la sospensione a divinis è poi giunta, per mano del vescovo di Caharamsa. Bene. Rimane tuttavia la domanda: com’è giunto fino a quel punto? Chi lo ha coperto? NdA]i Vien da chiedersi se si tratti di un’applicazione  più avanzata del famigerato “Chi sono io per giudicare?”
bergoglio bergoglio bergoglio bergoglioD’altronde le dichiarazioni del  monsignore connesso agli agenti USA non hanno trovato alcun contrasto ufficiale.
Tutti questi indizi evocano una regia occulta che sovrasta Bergoglio e quanti gli ruotano intorno. Chi la impersoni lo dirà il tempo. Da molti anni è tuttavia tangibile la presenza di quanti lavorano a favore di interessi contrari alla Chiesa e pericolosi anche per la sicurezza del pontefice se egli si oppone alle cerchie internazionali fra le più ostili al Papato e al Cattolicesimo.
La regia è condotta con sapienza e attenzione, al duplice scopo di rafforzare la popolarità di Bergoglio e quindi utilizzarla per indirizzarne le scelte di governo e dottrinali: una manipolazione.                         Complotto Vatileaks
Ricordiamo il celeberrimo episodio dell’ottico di via del Babuino.
Il giorno precedente le agenzie internazionali avevano diffuso l’immagine di Aylan, il bambino di tre anni, morto, messo in posa e fotografato dalla fotoreporter Nilufer Demir sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia.
Quella foto avrebbe potuto proiettare una luce sfavorevole su Bergoglio in quanto egli aveva incoraggiato le migrazioni via mare, sin dai primi istanti del suo pontificato e a gran voce. Quella foto avrebbe potuto chiamare in causa le responsabilità di Bergoglio.
La spin doctor di Bergoglio, Francesca Immacolata Chaouqui, con l’aiuto di uno dei collaboratori più stretti di Bergoglio, fece in modo che il convoglio papale trovasse fotografi e telecamere quando giunse in via Condotti “senza preavviso”. In tal modo il risparmio sbandierato di “70 euro” per l’acquisto delle lenti di Bergoglio si risolse in uno scialo a insaputa del beneficiato. Basti pensare alle centinaia di agenti confluiti precipitosamente in piazza di Spagna, agli straordinari da pagare loro e ai costi per il blocco del traffico: migliaia e migliaia di euro.
Lo scopo fu comunque ottenuto. Bergoglio occupò le prime pagine e le telecronache con un’immagine forte e positiva: l’uomo semplice, che ama stare fra la gente, ama la povertà, è attento alle spese e risparmia.       Complotto Vatileaks
Scopo analogo ha la disinformazione fatta circolare ad arte – grazie anche alle dichiarazioni di eminenti massoni – circa “i frequenti incontri” fra Benedetto XVI e Bergoglio. Lo scopo è rassicurare i fedeli più diffidenti verso Bergoglio, riverberando su questi l’autorevolezza del predecessore, sebbene gli incontri siano tanto rari quanto limitati alle occasioni ufficiali.
Dalle stesse sorgenti di confusione si ribadisce ripetutamente l’immagine del papa povero che vive in cinquanta metri quadri, mentre altri cardinali sguazzano in attici vasti come campi di calcio.
L’appartamento papale rifiutato da Bergoglio fu allestito da Sisto V, un monaco, che concepì la sua casa come una “cella” di 350 metri quadri, dotata dell’essenziale e attrezzata per sostenere il lavoro del pontefice e del suo staff, ma nulla di più.
Bergoglio occupa l’intero secondo piano del complesso Santa Marta, costando alle casse del Vaticano non meno di 2.500,00 euro al giorno.
Difficile capire dov’è il risparmio e la semplicità, mentre gli appartamenti apostolici rimangono vuoti, inutilizzati e tuttavia gravati dai costi di gestione.

Due libri a favore di Bergoglio, chi fa Vatileaks?

Mentre si avviava la seconda parte del Sinodo sulla famiglia, due importanti gruppi editoriali – Chiarelettere ed Espresso – posero mano alla pubblicazione di due libri. La loro pubblicazione è coincisa “programmaticamente” con la conclusione del Sinodo, proprio allo scopo di influenzarlo. Grazie soprattutto ai prelati africani e asiatici il Sinodo è invece andato nella direzione giusta per i fedeli, a dispetto dei manipolatori in porpora. Questo ha un po’ spiazzato la manovra. Gli attentati di Parigi hanno infine distolto l’attenzione. Una disdetta soprattutto per i prelati tedeschi, fra i più accaniti sostenitori della necessità di stravolgere la dottrina della Chiesa.
Bergoglio ha un profondo complesso di inferiorità verso i cardinali teutonici, da quando frequentò l’università di Dubinga e dopo due anni ne fu allontanato per scarso rendimento.
Il suo asservimento psicologico ai tedeschi lo induce in profonde contraddizioni. Mentre da un canto predica la povertà e grava i parroci italiani di “esortazioni” che mettono in crisi le contabilità dei più poveri, egli dimentica che le diocesi tedesche scoppiano di ricchezza.
La congrua d’un parroco tedesco è di poco inferiore a 5mila euro al mese. La liquidità della diocesi di Colonia – la liquidità oltre le proprietà – è di 500miliardi di euro, senza menzionare le rimanenti diocesi. Gran parte di tale liquidità è di origine speculativa, anche ai danni della Lira e delle finanze italiane, sin dal 1992.
Di questo Bergoglio non fa mai parola e reagisce male se gli viene accennato.
Tornando ai libri dello “scandalo”, essi sono stati possibili grazie soprattutto alla fuoriuscita di documenti riservati. Fra gli imputati del processo che si apre oggi presso il tribunale Vaticano, vi sono quella Francesca Immacolata Chaouqui già menzionata e monsignor Lucio Vallejo Balda. Quest’ultimo fu l’officiante del festino da 18mila euro, sul terrazzo vaticano mentre si canonizzavano Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII nella sottostante piazza san Pietro.
Monsignor Balda, secondo i canoni di comportamento frequentemente richiamati da Bergoglio, sarebbe dovuto essere rimosso immediatamente. Non è accaduto ed egli ha potuto, secondo l’accusa mossagli davanti al tribunale vaticano, diffondere i documenti “segretissimi”. Appare singolare d’altronde che in Vaticano si sapesse della imminente pubblicazione dei libri e della fuga dei documenti poi citati nei famigerati libri.
Famigerati? Più che altro famosi e tale fama si poggia sull’inchiesta, sullo scandalo e ora sul processo. Tutto sommato, se fossimo maliziosi la definiremmo una campagna come difficilmente potrebbe organizzare la più raffinata e abile delle agenzie pubblicitarie. Le vie del principe del mondo non sono infinite ma poco ci manca, si direbbe.
A proposito di coincidenze, i due gruppi editoriali sotto processo sono stati fra quelli più accaniti contro Benedetto XVI e altrettanto zelanti a favore di Bergoglio, ancor prima che fosse eletto.
D’altronde, se i due libri sono, come si afferma, la prova d’un complotto contro Bergoglio, è ben strana la tesi d’ambedue: «Quanto è bravo Bergoglio. Quanto è umile. Ama la povertà. Vive in cinquanta metri quadrati. Risparmia. Cerca di riformare la Chiesa. Potrebbe fare molto meglio se non lo ostacolasse la Curia. Ancora meglio sarebbe se eliminasse tutti i prelati italiani dai corridoi vaticani.» Si direbbe quasi una riedizione di Mani Pulite in veste vaticana. D’altronde da quelle parti non sono estranei i miracoli e così il complotto contro Bergoglio si è miracolosamente risolto a favore della vittima. Chissà se l’ermeneuta padre Spadaro potrà spiegarci anche il miracolo di questo Complotto Vatileaks.
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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

6 risposte a Il Complotto favorisce la vittima, Bergoglio

  1. massimo trevia dice:

    p.s.:errata corrige: “spero che la risposta….le sia giunta.un augurio di buon avvento”.

  2. massimo trevia dice:

    Ottimo articolo!io nel mio piccolo l’altro giorno ho detto ad un rinfresco per la festa patronale ,davanti ad alcuni sacerdoti,che bergoglio dice menzogne quando afferma,ad esempio in un filmato)che Dio ed allah sono la stessa cosa.un prete entusiasta mi ha dato ragione,uno che conosco meglio taceva ma so che la pensa così ed il parroco mi ha detto”come ti permetti”?io ho detto che menzogna resta anche detta dal papa,anzi…e poi stamattina l’ho detto in diretta anche a radio Padania.magari,visto che sono un organista,mi cacceranno dalla chiesa?p.s.:spero che la mia risposta ovviamente positiva su linkedin le sia giunta:un augurio di buon avvento!!

  3. Luca dice:

    non era via Condotti, era via del Babuino.

  4. oscar dice:

    Penso sia opportuno astenersi dal “tifare” per uno dei due papi (il terzo sta tornando su alla grande). Tuttavia, mi trovo assolutamente d’accordo con te quando evidenzi che Vatileaks giova certamente a Francesco. Finalmente qualcuno l’ha detto! I giornalisti di regime non ci hanno capito una mazza, ovvero non osavano avanzare l’ipotesi. Bravo Piero.
    Dunque, si è mai visto un complotto che giova alla vittima? Ad essere malpensanti si potrebbe azzardare l’ipotesi che i documenti (…segreti di pulcinella!) siano stati gentilmente concessi per dare dignità di “libro” a quanto – fino ad allora – era stato soltanto anticipato con qualche indiscrezione giornalistica, senza eccessivo clamore.
    Bene cosa dobbiamo concludere dalla vicenda? La curia – o almeno una parte di essa – non vive in povertà (cosa che le fa schifo) ed è una fogna!
    Penso che Francesco non potrà esimersi dal concedere la grazia ai rei. … mica è un giustizialista!

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