NON VOTIAMO PER I GUINZAGLI-VIVA FRAJESE E CONTE

Il voto s’avvicina. Chi votare? Il vostro servo sarebbe astensionista, non di meno riconosce la necessità di far male a Letta Enrichetto, conosciuto venti anni fa, a cena in un circolo culturale, al guinzaglio di Maccanico Antonio, il manipolatore politico di Sandro Pertini, nell’ombra sinistra dell’Italia dopo l’uccisione di Aldo Moro, per mano dell’arco costituzionale e non. 

Io voterò per Giovanni Frajese oppure per Giuseppe Conte.  Spiego perché.

BASTA TRASFORMISMI

Chiesi chi fosse lo sconosciuto giovanottello, tanto servizievole col vecchio marpione. Enrichetto, mi dissero, è nipote dello zio e, come il Tancredi di lampedusiana memoria, è in offerta speciale nel campo avverso. Se Enrichetto presunse d’imitare Berlinguer Enrichetto più che Tancredi, fu ed è rimasto lontano. Il baronetto sardo, nipote di Stefano Siglienti, gestore del piano Marshall per conto del Dipartimento di Stato, nacque da Mario, cognato del fascistissimo Luigi Pilo, suo protettore.
Mario, noto nella loggia di Sassari, approdò al Partito d’Azione; fu molto ma molto amico di Palmiro Togliatti e commissario per l’epurazione, dopo la caduta del Fascismo, come ben sanno quelli alla Eugenio Scalfari. La matrigna del baronetto, scomparsa dalle biografie ufficiali, fu Corinna Adelaide Augusta Fidelia, vedova Licitra, dispensata Agrifoglio, infine moglie di Mario Berlinguer, dopo la morte del fascistissimo Carmelo Licitra, ucciso(si) con un singolare incidente nella vasca da bagno.
Al confronto, Enrichetto Letta fa ridere, candidato al club “Cado Sempre in Piedi”, solo perché nipote d’un Gianni qualunque.
Chi votare? Giorgia Meloni, affrettatasi a cancellare dai social le intemerate a favore delle siringhe e delle etichettature di fascista memoria? Vagheggia un blocco navale, avendo dimestichezza al più con quello intestinale; canta l’inno ucraino come un tempo Faccetta Nera; s’è lavata col sapone Aspen ma la puzza è tal quale.
Su Salvini Matteo e i suoi viaggi in Corea del Nord abbiamo già scritto. Le foto fra icone, crocifissi e corone del rosario non lo posero al riparo dalle trappole del Viminale, da quelle dei servizi e perfino dei mozzi della Guardia costiera. Affidare l’Italia a uno sciocco ricattabile? Non sarebbe la prima volta, appunto per questo è da evitare.
Berlusconi Silvio, cavaliere disarcionato e fesso incompresoa proposito di sciocchi ricattabili. Ha tradito tutti, a cominciare dalla moglie e dall’amico Bettino Craxi, al quale è dopo tutto andata meglio che al colonnello Gheddafi. Al libico baciò la mano a settembre e poi lo lasciò sodomizzare con una baionetta sei mesi dopo, consegnando l’Italia a Monti Mario e i pozzi petroliferi alla Francia e alla Turchia.
Carlo Calenda e Matteo Renzi, due cagnolini da salotto (sedicenti mastini della guerra), litigarono per le carezze della Hillary Clinton, finché stette bene. Oggi s’accucciano sotto la tavola di Georgy Soros e dell’Anticristo. Insomma ambedue ambirebbero ai coté romani e tosco romagnoli trascoloranti, alla stregua dei Berlinguer, dal Risorgimento all’orbace, dalla Resistenza alla Repubblica, da piazza Venezia a piazzale Loreto e ritorno, senza negarsi adulteri assidui col comunismo sovietico, cubano, venezuelano e nicaraguense, pur di galleggiare con ogni vento, oggi anche nonostante la bonaccia della NATO.
Questifigli delle tenebre non hanno discernimento per capire da quando sia finito il tempo dei trasformismi, non per carenza di casacche, figurarsi, bensì a causa della ricollocazione dei padroni del mondo. I trasformisti ci trascinano sul versante sbagliato, sul versante perdente. Essi non hanno un Francesco Saverio Nitti che predisse la sconfitta a Benito Mussolini il 15 Settembre 1939. Questi figli delle tenebre si fanno ingannare dalle propagande secondo cui Donald Trump soccombe, perché l’FBI ha trovato i segretissimi documenti che i Marshall hanno collocato, in assenza del padrone di casa e per ordine di un giudice collegato a  Jeffrey Epstein. L’FBI, per capirci, è la raffinatissima polizia che non s’accorse che a Capaci l’attentato fu truccato (da loro stessi?)

I BRICS SPOSTANO GLI EQUILIBRI

La NATO e gli Stati Uniti di Joe Biden non contano più nulla. La Turchia, da sola, pesa più di tutta la NATO e lo dimostra. Se fosse vero il contrario, Joe Biden avrebbe attaccato la Russia almeno due anni fa, come attaccarono la Serbia nel 1999. I Democratici hanno atterrato gli Stati Uniti e se stessi. Non occorrerebbero, non occorsero e non occorrono mandati per la guerra se i Democratici disponessero delle forze necessarie. Gli Stati Uniti e la NATO al più dispongono della Gorgona Pelosi per provocare la Cina, oppure montano subbugli nel Kossovo, per dare a intendere che contano. Sono bulli politici, costretti tuttavia a superare i limiti sempre più spesso. L’uccisione dell’ex premier giapponese Shinzo Abe è infatti inequivocabile. Shinzo Abe era il Trump del Giappone. Il riavvicinamento alla Russia e la condanna della NATO per l’Ucraina, si affiancano alle sue politiche economiche keynesiane. Shinzo Abe dette al Giappone un periodo di vero benessere, beffandosi dell’ossessione neoliberista per il debito pubblico. Un vero sovranista è stato ucciso. Questo e altri omicidi non fermano la tendenza in corso.
Russia e Cina stanno trainando quattro quinti del mondo con loro. L’Algeria ha chiesto l’adesione ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), i quali non sono più disponibili a cedere risorse agli USA e far sfruttare ad altri la propria mano d’opera. Chi scrive non vedrà la fine di questa mutazione ma essa è in atto e non è reversibile, se non tentando l’alea d’una guerra nucleare. Fu minacciata poche settimane fa, la guerra N, senza tuttavia portarla a effetto perché la guerra accelererebbe la fine del sistema Atlantico. Torneranno a minacciarla. Vedremo.
È un cane morto che infetta il mondo. Ha infettato Israele, i cui ossessivi bombardamenti sui povericristi di Gaza fanno il paio con quelli di Volodymyr Zelens’kyj sul Donbass: sperare nella guerra nucleare degli Stati Uniti per salvare la propria poltrona. È ora che Israele, invece di giustificare il nazista Zelens’kyj, faccia politiche inclusive se non vuole l’autodistruzione.
Quanto pesano quindi in questo marasma i Letta, le Meloni e i rimanenti? Nulla, occorre dare tuttavia un voto che agevoli la transizione e ci metta in grado di entrarvi senza conflitti. Il caporalicchio Letta Enrichetto è inadatto, è contro l’Italia, è contro gli italiani: è il nemico principale dell’Italia, è un figlio accecato delle tenebre, incapace di vedere l’abisso verso il quale ci trascina. È indispensabile fermarlo. Oggi ha cambiato guinzaglio, ma è sempre sotto altri a servire, oggi come venti anni fa in quella bettola.

PER CHI VOTARE

Dicono: il voto dei cattolici non deve cedere sui “valori non negoziabili” e deve contrastare il satanismo a tergo del nuovo ordine mondiale. Divorzio e aborto non sono da ieri nel nostro ordinamento. Il satanismo è nelle cerchie romane, milanesi, londinesi, newyorkesi e d’ogni dove dai tempi dei Malaparte e dei Rattazzi. Un voto nelle urne di Scurcola Marsicana determina la fine di aborto, divorzio e satanismo solo nella fantasia dei manichei, pronti a tagliare il mondo in due: buoni e cattivi. No, il mondo non gira così. Contro il male il cattolico ha un’arma, la preghiera, dalla quale non deve scostarsi. Il cattolico deve anche essere d’un realismo spietato nel dare il proprio voto. I figli della luce, se hanno conoscenze personali affidabili, nelle liste avverse agli addomesticati da Mario Draghi, votino per quelle persone. Io, se potrò, voterò per il medico professor Giovanni Frajese, che fronteggia i kapò di sua eccellenza virale, l’eccellentissimo ed eminentissimo Speranza Roberto e del suo generale siringa. Gli altri lettori che cosa possono fare? State lontani dai valletti di Klaus Schwab e del suo consulente Noah Harari, stare lontani dall’Anticristo.
Due anni fa iniziò la pandemia. Il virus del premio Nobel per la pace, Hussein Barak Obama, ebbe due punti iniziali di diffusione: Wuhan in Cina e Bergamo, la città italiana in vetta all’interscambio con Russia e Cina. Se l’epidemia si fosse diffusa in Russia e in Cina (dell’Italia non importa a nessuno), Mosca non avrebbe avuto soldati per attaccare l’Ucraina e la Cina per attaccare Taiwan, che è da sempre suolo cinese. Nessuna delle due avrebbe mai più potuto impiegare i propri soldati, né in Ucraina né a Taiwan o altrove. La NATO (leggi gli USA) avrebbero vinto la terza guerra mondiale con “armi non convenzionali”.
La Cina rispose cinturando un territorio con 60milioni di abitanti. Tutti consegnati in casa. Chi mise il naso fuori fu abbattuto. Con 1 miliardo e 300milioni di anime, non fu difficile. Fu un vaccino atipico e funzionò.
Vladimir Putin aveva un più grosso e differente problema. Se la popolazione è di 144milioni non puoi adottare il “vaccino cinese”. D’altronde era inevitabile attaccare l’Ucraina prima che questa, diventando membro della NATO, ospitasse missili a cinque minuti cinque da Mosca. Se però una pandemia taglia le gambe alla popolazione e con essa all’Armata, non vai da nessuna parte. Questo fu il problema di Putin: tenere l’Armata e la popolazione al sicuro dal contagio.
Putin telefonò a Giuseppe Conte. Seduta stante fu autorizzato a mandare a Bergamo un battaglione di “guerra biologica”, per aiutare la popolazione della bergamasca. I russi aiutarono effettivamente la popolazione (cosa che la NATO non fece) e raccolsero plasma, col quale i laboratori di Mosca e dell’Avana realizzarono un vero  vaccino e senza effetti collaterali, tale da consentire di mobilitare le forze militari e invadere l’Ucraina, com’è sotto gli occhi di tutti. Il piano globalista di Joe Biden e dei suoi padroni miseramente fallì.

La ruota della storia da quel momento ha cominciato a deviare, dopo 30 anni di guerre accese dall’occidente in ogni angolo della Terra. Questo è stato possibile grazie a Giuseppe Conte, il quale, contro ogni procedura della NATO, consentì l’ingresso a tamburo battente d’un reparto russo in Italia.
Chi scrive fu alquanto aspro con Conte circa la gestione trallallera della crisi sanitaria. D’altronde tutti ricordano don Sergio Mattarella abbracciato ai bambini cinesi e i manifesti delle cene organizzate dal PD al grido “non abbiamo paura”. Conte insomma non poté che fare poco, anzi pochissimo, se pezzi importanti dello Stato furono per l’espansione piuttosto che per il contenimento del contagio. La diffusione del contagio nella bergamasca e in Italia non è ascrivibile a Giuseppe Conte, bensì a quanti sottovalutarono consapevolmente il pericolo, ad altissimo livello, pur disponendo dell’esperienza e delle informazioni necessarie. Chiunque conosca la macchina dello Stato sa bene che le responsabilità di Giuseppe Conte non possono essere accresciute dalla latitanza del Consiglio Supremo di Difesa. Per dirla tutta, sua eccellenza l’eccellentissimo ed eminentissimo ministro virale Speranza Roberto è un pupillo di don Sergio Mattarella, niente affatto di Conte. L’eccellentissimo ed eminentissimo ministro virale Speranza Roberto è stato infatti “proposto” anche al governo del banchiere dei banchieri di Satana.
Dopo la decisione di Giuseppe Conte di consentire ai russi di entrare in Italia, di andare a Bergamo e quindi prelevare plasma per i propri laboratori, il governo Conte cadde per mano di Salvini Matteo, interventista in Ucraina al pari di Meloni Giorgia e Berlusconi Silvio, quest’ultimo dimentico dei soldi fatti grazie ai rubli di Putin, tradito quindi a sua volta.
Oggi vediamo Giuseppe Conte, dopo aver abbattuto il governo Draghi, fermo su due punti: distanza da Letta Enrico e no alle armi all’Ucraina. Egli, non altri, ha fatto cadere il banchiere dei banchieri di Satana, Mario Draghi. Se mantenesse le distanze da Kiev e da Letta sino alla fine della campagna elettorale, significherebbe poter schierare l’Italia davvero per la pace, all’interno della NATO. In prospettiva, se l’Italia fosse guidata da saggi, potrebbe favorire un negoziato globale come quello promosso da Aldo Moro a Helsinki nel 1975. Se quindi non potessi votare per il professor Giovanni Frajese, voterei per Giuseppe Conte, per indebolire Letta Enrico. La linea di demarcazione è l’Ucraina non la Costituzione né le promesse di riforme, impossibili coi padroni che tirano i guinzagli di maggioranza e opposizione. Io voterò Giovanni Frajese (se la sua lista sarà ripulita da taluni figuri impresentabili), cui mi lega l’affettuoso ricordo del padre, indimenticabile Gaetano, altrimenti voterò Giuseppe Conte. Con questi chiari di luna, è quanto possiamo permetterci. Facciamo attenzione, lo ripeto come Nitti lo disse a Mussolini per la Germania, a mettere la nostra vita nelle mani di un’Alleanza fasulla. La Turchia pesa più di tutta la NATO, ripetiamolo.
Nessuno pensi, nessuno speri in una soluzione rapida di questa crisi. Sarà una strada lunga e dolorosa. Non rendiamola più aspra votando per i guinzagli di Letta Enrichetto & C. oppure per quanti fingono di essergli avversari. Cristo Vince.
www.pierolaporta.it

Informazioni su Piero Laporta

Dal 1994, osservate le ambiguità del giornalismo italiano (nel frattempo degenerate) Piero Laporta s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come d'altronde sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico, non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.
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12 risposte a NON VOTIAMO PER I GUINZAGLI-VIVA FRAJESE E CONTE

  1. VS scrive:

    Generale, la seguo – non da moltissimo – grazie ai suoi articoli pubblicati su Stilum Curiae; ora scopro che ha un blog. Leggerla è sempre proficuo: vengo edotta su temi che ho trascurato e al contempo resto sempre edificata dalla sua fede. Da ultimo, ha la mia fiducia.
    Sto cercando, allora, anche per le motivazioni che le ho appena esposto, di addivenire al suo consiglio di votare Conte ma nulla: non sono persuasa e, anzi, mi ripugna l’idea nonostante le sue lineari deduzioni. A frenarmi, in primis, è che non posso togliermi dalla testa il calvario subito per non aver ceduto all’inoculazione. Espropriati i nostri corpi, privati del lavoro e di ogni riconoscimento sociale, ingannati subdolamente: come votare Conte solo per frenare Letta? O per riagganciarci alla Russia? Possibile non ci siano alternative più “cattoliche”?

    Grazie per tutto quanto fa: il suo contributo trovo che sia molto prezioso, anche se comprendo di non capire sempre. Ma la sua esemplarità mi arriva sempre forte e chiara.

    • Piero Laporta scrive:

      Attenzione: il direttore d’orchestra è stato don Sergio Mattarella, avvalsosi del sottopanza di fiducia, Speranza Roberto, passato infatti senza difficoltà da Conte a Draghi Mario. Il mio ragionamento è il seguente. 1) Chiunque perda queste elezioni non cambia nulla. 2) Il nostro nemico principale sono gli usurai del debito pubblico. 3) Giuseppe Conte è stato l’unico, fornendo il sangue degli infetti bergamaschi ai russi, a consentire a Vladimir Putin di attaccare gli ususrai del debito pubblico.
      Lei ricorderà che Donald Trump si congratulò pubblicamente con Conte. Caduto Trump, è caduto Conte. Questi ha fatto fuoco con la legna che aveva e da questo punto di vista non poteva fare di più. Grazie e buona serata.

  2. luc scrive:

    Caro Generale, mi scusi ma lei che scrive su Stilum Curiae ha notizie del motivo per cui il sito resta irragiungibile??
    molte grazie

  3. luciano prando scrive:

    ma insomma sto’ conte sarebbe un cocoricò o in organico a tempo pieno? allora siccome il cdx arriverà primo ma senza maggioranza in parlamento, quindi faranno un governo atlantista 5stelle, pd, calenda-renzi nel nome del santissimo draghi benedetto dal suo rappresentante in terra mattarella, dobbiamo considerare il conte la quinta colonna all’insaputa di tutti?

  4. luciano prando scrive:

    ma dai piero, o stai scrivendo il romanzo di fantasia lo spaventapasseri contro le aquile, o pensi che il conte multicolore l’abbiano trovato sotto un grappolo d’uva di casteldelnonte apulico e messo lì, là, qui, quà perché organico ai russi, allora lo erano anche grillo e casalegno che hanno salvato i governi tecnosinistri congelando il dissenso, itillante ipotesi

  5. luciano prando scrive:

    caro generale piero laporta questo invito strampalato a disperdere il voto sul conte da te non me l’aspettavo proprio, giustificandolo poi con ragioni di politica estera che estera non è e neanche politica ma solo recita per l’impresario disposto a scritturare il comico e a pagargli il caché…..questo voto italiano di fine estate non conta nulla sul futuro del mondo, sarà quel che sarà, ci adatteremo al vincitore di turno, come al solito, ma i danni del trio letta-conte-lamorgese vanno eliminati: tasse sui patrimoni, jus culturae, de zan, lgbt, reddito per cittadini e stranieri truffatori a promozione del lavoro nero, bonus per truffatori basati sul principio che più alta è la fattura meno paghi e se sei furbo arraffi l’intero piatto, spazzatura per strada o nelle discariche già piene non nei termovalorizzatori, energia col giro delle pal(l)e senza vento, dei pannelli solari made in cina così passiamo da dipendenza russa a dipendenza cinese, auto elettriche con batterie made in cina, niente nostro gas, nostro petrolio, nostro nucleare, transatlantici di clandestini ad ingrassare l’industria dell’accoglenza, niente nuove leggi a contrasto della delinquenza di strada, delle mafie straniere…..e devo aver dimenticato parecchio…..tu dici che il guitto conte in puglia ha fatto bene, hai dimenticato “del”: proprio in puglia interi paesi hanno montato impalcature per (non ) rifare facciate o coibentazioni, incassando malloppi di fatture gonfiate….chi dice conte dice danno

    • Piero Laporta scrive:

      uhm sei umorale, divertente, ma umorale. Va bene.

    • Piero Laporta scrive:

      Caro Luciano, occorre capire che siamo nella Terza Guerra Mondiale, tutto il rimanente è secondario, incluso il super bonus. Nessuno metterà mano riforme favorevoli a qualunque strato dell’elettorato: non ci sono denari. Noi dobbiamo parteggiare per i nemici dei nostri creditori e sperare siano distrutti. Occorre quindi votare Conte che ha aiutato i russi.

  6. Stefano Rolando scrive:

    Colpito e affondato

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