Toh, in Libia c’è la guerra civile e vogliono un governo tecnico

Da circa un mese le truppe governative del Consiglio nazionale generale (GNC) vanno all’assalto di Bani Walid e nelle ultime ore sembra che ne abbiano il controllo.

Ali Zeidan, primo ministro libico

Diciamo “sembra” perché l’informazione appare alquanto manipolata sin dagli inizi di questa vicenda. Questa lunga battaglia è stata a lungo giustificata con la necessità di ripulire la zona dai rimasugli dei fedelissimi a Gheddafi.

Qualche dettaglio tuttavia non torna chiaro. La nomina inaspettata di Ali Zeidan, quale primo ministro libico, il 14 ottobre scorso, scalzando Mustafa Abushagur, si offre a differenti letture.

La più elementare è che la Libia è tuttora instabile, ma non è una grossa novità. La lettura più importante tuttavia la fornisce la collocazione del figlio 29enne del premier,  Zeidan Ali Zeidan, che vive a Garchling, presso Monaco di Baviera. Il ragazzo è un abile quanto tutelato uomo d’affari e viaggia d’amore e d’accordo col governo berlinese, sin dagli albori della “primavera libica”, fornendo alle fazione anti Gheddafi sostegni logistici e massmediatici attraverso la Gesellschaft Libyschen, l’associazione di libici residenti in Germania, sotto l’occhio ammiccante dei servizi tedeschi.

Tutto questo significa che la Germania – che durante le operazioni anti Gheddafi mantenne un profilo bassissimo – è penetrata nelle stanze del governo libico ben più di quanto sia riuscito a Usa, Gran Bretagna e Francia, che hanno profuso energie militari, finanziarie e diplomatiche.

Dietro la battaglia di Bani Walid c’è la questione irrisolta dell’ostilità fra la tribù Ourfella e il distretto di Misurata. L’ingresso nell’area di governo di Ali Zeidan ha determinato la recrudescenza degli assalti a Bani Walid.

Mahmoud Jibril

Ali Zeidan deve scegliere se allearsi con l’ANF (Alleanza delle Forze nazionali), guidata Mahmoud Jibril (della tribù Orfella)  o con la Fratellanza mussulmana – dietro la quale vi è Washington – che è l’anima di Misurata e delle operazioni contro Bani Walid.

Le truppe che hanno assaltato Bani Walid sono in  buona parte controllate da Salem Al Dabnoun Wa’er, che gode appoggi delle tribù Oursheffana e Jmil oltre che di fazioni della Ourfella.

Salem Al Dabnoun Wa’er è stato a lungo esiliato negli Stati Uniti dopo aver tentato di spodestare Gheddafi nel 1993, con altri congiurati provenienti proprio da Bani Walid, della tribù Ourfella.

È significativo che questo ex esule negli Usa oggi si sia alleato con  Abdul Rahman Al Swehli e Hassan, dei Fratelli Mussulmani, tradendo il suo antico legame con Bani Walid.

Ogni tribù chiede di essere significativamente influente nel governo di Ali Zeidan; sarà dunque difficile trovare la quadra. Anche in Libia quindi va facendosi strada l’idea di un governo tecnico. Nel frattempo – come accade in Italia in diversa misura e differente maniera – la Germania e gli Usa se le danno di santa ragione per interposte persone.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

5 risposte a Toh, in Libia c’è la guerra civile e vogliono un governo tecnico

  1. I’m gone to convey my little brother, that he should also go to see this webpage on regular basis to take updated from
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  2. In sintesi, l’articolo termina scrivendo: che come accade in Italia in diversa misura e differente maniera – la Germania e gli Usa se le danno di santa ragione per interposte persone.
    Alla luce di quanto letto, viene da chiedersi:
    – è facile cambiare la realtà politica in Italia?

  3. ugo dice:

    Nulla di nuovo sotto il sole. Le dinamiche politiche sono sempre le stesse!
    Atteso che hanno bisogno di un governo tecnico, non potremmo dargli il nostro?

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