E’ il secolo dell’orecchio, quello che stiamo vivendo, un orecchio che uccide, qualunque panzana racconti Obama, premio Nobel per la Pace che ha fatto più morti in sette anni di quanti ne abbia ammazzati Pinochet in venticinque.
Obama è pure un killer della democrazia e Prism, il suo orecchio killer, è la pistola fumante. La nostra democrazia è più in crisi delle altre solo perché più fragile, stiamo tuttavia anticipando quello che accadrà presto in ogni dove: la concentrazione incontrollabile del potere: politica, economia, forza, giustizia, terrore e cyber saranno in un unico direttorio.
Determinante per mutare gli imperi in dittature, nel secolo scorso, fu la capacità di concentrare la forza più velocemente di quanto avesse consentito in precedenza il trasporto animale. La radio, il telefono e la stampa operarono manipolazione/controllo del consenso. Il degrado sociale fece il resto, rendendo l’ “ordine”, quantunque violento, preferibile alla democrazia. Non sono certo che oggi siamo al sicuro da tali degenerazioni. Non è tuttavia la concentrazione della forza e la sua trasportabilità (peraltro altissime) a presentare pericoli più acuti che nel passato, sebbene non sia affatto da sottovalutare.
La capacità di colpire un singolo individuo con un drone in volo a 16mila metri è così ampiamente sperimentata sui teatri di guerra da potersi trasferire subito nel cielo di qualunque villaggio/metropoli, per fungere da punizione divina: un fulmine a protezione del Palazzo, della Banca o d’altri spazi istituzionali, altro che vigilantes.
Il rapido silenziarsi del dibattito sulle intercettazioni globale, il sistema Prism, la scorsa estate, è significativo e dovrebbe far preoccupare. Bastò gabellare una minaccia terroristica globale, tutti gonzi abboccarono, Obama mise a tacere chi chiedeva spiegazioni sulle intercettazioni indiscriminate; la lotta al terrorismo esige qualche compromesso, non vi pare?
In queste ore l’attenzione sulle intercettazioni si è risvegliata grazie ai francesi, ma noi continuiamo a discutere di decreti di grazia e di Rosina Bindi, discutiamo di calli mentre l’ammalato muore di asfissia. Facciamo finta di non capire che le intercettazioni sono state uno degli strumenti principali della crisi economica che viviamo, un’arma con la quale hanno condizionato, ricattato, anticipato le mosse e stravolto il quadro politico ed economico.
La questione sollevata dai francesi, cioé le intercettazioni massive e indiscriminate, sarà presto messa a tacere, ma il problema c’è e i nostri servizi di sicurezza non solo non ci tutelano, ma sono complici. Il resto sono balle per i gonzi.
Ho scritto da tempo che il sistema Palantir (leggi qui), il clone quasi smilitarizzato di Prism, alligna da tempo nella macchina statale italiana. E’ stato introdotto per la “lotta all’evasione fiscale”, versione casalinga della “lotta al terrorismo” che consente ogni porcheria.
Palantir (nome della pietra veggente nel Signore degli Anelli) spia e governa la gestione di problemi a infinite e mutevolissime variabili, fornendo dati in tempo reale agli analisti umani, per scomporre, parzializzare e risolvere qualunque esigenza informativa, fronteggiandone qualunque mutazione, scegliendo tra una moltitudine di dati quelli appropriati, istante per istante, confrontandoli con quelli di altri scenari o di altri innumerevoli data base, senza limitazioni di quantità e qualità, né di fonti né di stoccaggio, autocorreggendo errori, dati e procedure, alla massima velocità possibile. Egli sa di voi più di quanto voi stessi sapete.
Dieci milioni di euro sono sufficienti per stoccare tutte le comunicazioni, proprio tutte, della popolazione italiana. Chi s’illuda che la crescita demografica potrebbe essere un rimedio, magari attraverso l’immigrazione massiccia, ricordi che la popolazione raddoppia ogni 25 anni, la capacità di sorveglianza di massa per ora si raddoppia ogni 18 mesi, in futuro sarà sempre più rapida. Qual è la velocità di reazione della politica?
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Informazioni su Piero Laporta
Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista.
Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile.
Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste.
Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango.
La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978,
A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici.
Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione.
Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione.
Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi.
Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano.
È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978.
Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia.
Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano.
È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
Leggo soltanto ora a quasi quattro mesi di stanza questa mail. condivido pienamente ciò che esprimete. Datemi per favore, nuovamente il vostro sito, in modo che possa corrispondere e ricevere. Grazie, Normanno Malaguti Bologna
Condividere serve a poco se non c’e’ con noi un certo numero che ne sia prima cosciente e poi pronto a reagire. Purtroppo noto sempre piu’ che le masse sono i famosi ignavi di Dante, grandi in quantita’ e fuori dai gironi, ma una buona minoranza intelligente e forte basterebbe. C’e’?, dove?!
Condivido. Noi minoranza d’Informati culturalmente,ci limitiamo alla sola informazione,omettendo l’azione che SOLO noi pochi possiamo attuare.
Chiunque con po’ di spirito di osservazione non può che condividere l’articolo.