Dalla Turchia un monito alla Chiesa sull’Islam

ISLAMMONS BERNARDINI: mons. Germano Bernardini, arcivescovo di Smirne, in Turchia, mise in guardia la Chiesa e il mondo sin dal 1999. Riascoltiamolo in queste ore.

L’Arcivescovo di Smirne, in Turchia, mons. Germano Bernardini, pronunciò un intervento sul problema dell’Islam, al Secondo Sinodo di Vescovi d’Europa, il 13 ottobre 1999.

Il testo scritto fu consegnato alla segreteria del Sinodo. Lo si può leggere qui.

Articolo pubblicato a giugno 2014. OltreLaNotizia lo ripropone mentre la Turchia tenta di riconquistare la libertà

“Santo Padre, Eminenze, Eccellenze,
vivo da 42 anni in Turchia, paese musulmano al 99,9%, e sono arcivescovo di Izmir – Asia Minore – da 16 anni. L’argomento del mio intervento è quindi scontato: il problema dell’Islam in Europa ora e nel prossimo futuro. Ringrazio Mons. Pelatre e chi ha già parlato sull’argomento in questo prestigioso consesso, dispensandomi così da lunghi esami e dalle relative interpretazioni.

Il mio intervento è fatto soprattutto per rivolgere al S. Padre un’umile richiesta. Per essere breve e chiaro, prima riferirò tre casi che, data la loro provenienza, reputo realmente accaduti.
1° – Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano [ndR, secondo fonti attendibili era Sadat Anwar (1918-1981), presidente della repubblica egiziana dopo la morte di Nasser-1970. Sadat venne assassinato dalla corrente integralista dei Fratelli musulmani, che pensavano invece ad una lotta armata], rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse ad un certo punto con calma e sicurezza: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo».
C’è da crederci perché il “dominio” è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa o del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi cristiani dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista?

Dialogo, giustizia, reciprocità, diritto dell’uomo, democrazia, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro


2° – In occasione di un altro incontro islamo-cristiano, organizzato come sempre dai cristiani, un partecipante cristiano chiese pubblicamente ai musulmani presenti perché non organizzassero almeno una volta anche loro incontri del genere. L’immancabile autorevole musulmano presente rispose testualmente: «Perché dovremmo farlo? Voi non avete nulla da insegnarci e noi non abbiamo nulla da imparare».
Un dialogo tra sordi? E’ un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, “reciprocità”, o concetti come “diritto dell’uomo”, “democrazia”, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro.
Ma questo credo che sia ormai riconosciuto e ammesso da tutti.
3° – In un monastero cattolico di Gerusalemme c’era – e forse c’è ancora – un domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato dai religiosi che ne erano ricambiati. Un giorno con aria triste egli dice loro: «I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire».
Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, a un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. Del resto la storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre a imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose.

«I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli “infedeli” debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perché vi ucciderò io senza farvi soffrire»


Sarebbe ingenuo sottovalutare o, peggio ancora, sorridere sui tre esempi che ho riferito; a me pare che si dovrebbe riflettere seriamente sul loro drammatico insegnamento.
Non è pessimismo il mio, nonostante l’apparenza. Il cristiano non può essere pessimista perché Cristo risorto e vivente; Egli è Dio, a differenza di ogni altro profeta o preteso tale. La vittoria finale sarà di Cristo, ma i tempi di Dio possono essere molto lunghi, e di solito lo sono. Egli è paziente e aspetta la conversione dei peccatori: nel frattempo invita però la Chiesa a organizzarsi e a lavorare per affrettare l’avvento del suo Regno.
E ora vorrei fare al Santo Padre una proposta seria: organizzare quanto prima se non un Sinodo, almeno un Simposio di vescovi e operatori della pastorale fra gli immigrati, con particolare riferimento agli islamici, allargandolo ai rappresentanti della chiesa riformata e agli ortodossi. La sua organizzazione potrebbe essere affidata alla CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, ndR) che ha in materia una lunga e collaudata esperienza, in collaborazione con la KEK (Conferenza delle Chiese europee, ndR).
Il Simposio dovrebbe servire per approfondire insieme il problema degli islamici nei paesi cristiani, e trovare così una strategia comune per affrontarlo e risolverlo in maniera cristiana e obiettiva. E’ indispensabile trovarsi d’accordo sui principi, ance se poi la loro applicazione varierà secondo i luoghi e le persone. Nulla è dannoso come il disaccordo sui principi!
Termino con un’esortazione che mi è suggerita dall’esperienza: non si conceda mai ai musulmani una chiesa cattolica per il loro culto, perché questo ai loro occhi è la prova più certa della nostra apostasia.
Grazie. Dixi.”

Mons. Germano Bernardini, al termine del Sinodo tornò a Smirne. All’età di 75 anni si ritirò a vita privata.

In queste ore Barak Obama e Angela Merkel danno sostegno a Recep Tayyip Erdoğan.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

11 risposte a Dalla Turchia un monito alla Chiesa sull’Islam

  1. Patrizio dice:

    Questo scambio di opinioni molto covile, in realtà è fin troppo civile.”Can che abbaia non morde” recita il proverbio. Tutti siamo diventati opinionisti, saggisti, scrittori col solo esito di affondare sempre più in un mare di luoghi comuni, di essere travolti dall’onda sempre più lunga della nostra stessa retorica, di rimanere incagliati nelle secche della parola fine a se stessa. Segni,questi, inconfondibili di senescenza, se non di perdita di contatto con la realtà o di un contatto conservato solo sentimentalmente, ma non effettivamente esercitato Ciò che manca è la vita, la forza, la potenza, l’audacia, insomma, l’incontenibile movimento della vita. Stiamo diventando un popolo troppo vecchio e stanco. Privo di spina dorsale, completamente svuotato di linfa vitale. La riprova ne è il fatto che, ancor prima che davanti alla minaccia islamista, siamo totalmente succubi e imbelli difronte alla minaccia mille volte più grave, perché quotidiana e implacabile dei nostri politici italiani ed europei. Buona fortuna! (E scusate l’ennesimo luogo comune).

  2. giorgio rapanelli dice:

    Il Compagno Togliatti diceva sempre: “Compagni, studiate. La Cultura non è mai troppa”…
    Se le anime belle della fu-Sinistra e del clero “volemose bene tutti insieme appassionatamente” studiassero il Corano, si accorgerebbero che non esiste un musulmano buono e uno cattivo. Sono tutti uniformati al Corano. Altrimenti non sono musulmani.
    Proprio due giorni fa dicevo ad un monaco cistercense che siamo ritornati al tempo di San Bernardi di Chiaravalle, quando, per la difesa della fede, dovevano fare le Crociate… Confessavo pure che io non avrei accettato di fare il martire non violento per la mia difesa, per quella di figli e nipoti e di altri miei concittadini… Quindi, avrei usato le armi. Quindi, caro Padre, dopo questa dichiarazione, può anche non darmi l’assoluzione… Invece, il Padre mi ha assolto e ho potuto fare la Comunione.
    Il nemico vero non sono i Musulmani, ma coloro che in casa nostra, sono italiani a parole, ma in effetti stanno subdolamente distruggendo la nostra civiltà. Ancora hanno in mente l’Ordine Nuovo, a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo. Pure vendendo l’Italia all’Islam. Un tempo ero d’accordo con costoro. Ora, molti della mia epoca sono morti. I Compagni rimasti, in molti hanno abbandonato la Sinistra e si riconoscono nella Lega di Salvini… Il cialtronesco colpo di Stato di Erdogan servirà per capire come sarebbe il Califfato a Roma, a Milano, a Parigi, e così via… I musulmani non hanno Primavere Democratiche, né forme di democrazia. L’unica forma è il Califfato, che racchiude il potere religioso, politico e militare: Erdogan, appunto…
    Non avendo più i Franchi e Carlo Magno a difenderci, con Lepanto e Vienna e il suo Marco d’Aviano, dobbiamo metterci in testa che dovremo prima o poi contarci elettoralmente e pure come fedeli cristiani. Stando bene attenti, perché il partito filoarabo in Vaticano esiste ancora, come esistono quei preti che non perdono occasione di sparare contro il “razzismo”, come è avvenuto a Fermo, senza poi avere l’onestà di riconoscere che l’assalto razzista con sprangate dell’estremista se l’era inventato la “migrante” nigeriana, fuggita da guerre e carestie e da Boko Haram.

  3. Oscar dice:

    Caro Piero, bella e forte testimonianza. Ma questo paese ha letto Oriana Fallaci e non ha inteso. Uno dei tuoi lettori ha fatto riferimento al: si vis pacem para belllum. Penso che la cosa sia da porre all’attenzione e vada debitamente soppesata. L’accordo con i musulmani? Se non ricordo male ci fu una certa comunione d’intenti, che la storia registra, solo fra Hitler e il gran Mufti’ di Gerusalemme a proposito di un certo popolo da contenere. Come è finita lo sanno tutti.

  4. Pierpaolo Piras dice:

    Non illudiamoci. Non è mai stato possibile un accordo politico-militare con uno Stato o popolo mussulmano. La loro ostilità verso la cristianità è stata una costante da Maometto in poi.
    Nonostante le numerose sconfitte, prima i Selgiucidi e poi gli Ottomani (Lepanto 1571, fallito assedio di Malta 1565) le guerre (tutte perse) russo-ottomane ed austro-ottomane , mai si è sopito l’odio verso l’Occidente e la sua chiesa cristiana. Tutto ,invece , è cambiato con la prima guerra mondiale che ha profondamente smembrato l’impero ottomano , fino ad allora l’unica superpotenza mussulmana.
    Da un punto di vista strategico questa è e sarà un elemento che renderà irrealizzabile la possibilità di abbeverare i destrieri di Medina alle fontane di San Pietro o di Trafalgar Square !!

  5. alessandro gentili dice:

    Tanta e’ la mia rabbia nel vedere che non solo un qualsiasi Renzi ripeta un giorno si e l’altro pure che “oggi e’ il giorno del dolore e del pianto”, ma anche il papa si ritrova ogni mercoledi e ogni domenica a dirsi addolorato per la follia degli uomini; proprio come la gallina di Leopardi, che “tornata sulla via ripete il suo verso” !!
    Anche i francesi sono la stessa cosa, Hollande sa fare solo la gallina di leopardiana memoria. Quando si e’ trattato di mettere in moto la primavera araba, tutti leoni, adesso tutti. . . tutti coglioni.
    Beh! Sapete che vi dico: questi 70 anni di pace ci hanno rimbecillito. Forse era meglio quando bastava un semplice sgarbo tra stati per fare una bella guerra; cosa che aveva anche dei pregi, tutto sommato. Anche i duelli erano un bel freno a tanti eccessi. Purtroppo il progredire della cd civilta’ ha fatto sparire questi strumenti di risoluzioni delle dispute e ci ha regalato l’invasione musulmana e il terrorismo islamico. Si pone concreto il dubbio: ma forse era meglio prima quando con orgoglio ci piaceva sentirci dire: “si buana, no buana. . “

  6. alessandro gentili dice:

    Grazie, caro Piero, per questa testimonianza importantissima. Come fa l’Europa a dimenticare la dominazione araba in Spagna, Francia e Sicilia e il sangue sparso per rigettare gli invasori nel loro mondo? A dimenticare la battaglia di Lepanto? A dimenticare le incursioni saracene sulle nostre coste per razziare i nostri giovani da vendere come schiavi protrattesi sino alla fine del XIX secolo? A dimenticare la tratta degli schiavi rappresentata oggi dalle immigrazioni che dal nord Africa giungono sulle nostre coste? Come fa la Chiesa di Bergoglio a cercare un dialogo con chi vede la nostra inconsistenza totale, che ci fa apparire tremebondi e disorientati, ormai totalmente e stupidamente sottomessi alla violenza del terrorismo islamico. Stiamo addirittura gioendo della ripresa di potere di Erdogan. Ci meritiamo ogni possibile sventura! Siamo veramente dei poveri disgraziati in mano ad una banda di eunuchi; questo sono quelli che ci governano!

  7. massimo trevia dice:

    da anni dico ai miei amici che semplicemente non è amore a Cristo dare un solo millimetro a chi lo odia in quanto figlio di Dio.ma noi siamo più innamorati della nostra falsa bontà.e allora,avendo spalancato le porte al nemico,la pagheremo cara!!!!!

  8. Giuseppe Laporta dice:

    Per altre vie ed in altre occasioni abbiamo avuto nella sostanza anche noi la stessa esperienza con gli immigrati, i quali nella gran maggioranza “appaiono” non religiosi, pur proveniendo da zone dove l’islamismo é molto diffuso. Si condividono nella pratica le preoccupazioni espresse in quella sede ufficiale dal monsignore. L’apparente bonomia dei molti immigrati, prevalentemente ignoranti sul piano culturale, contrasta con altri immigrati di minor numero ma culturalmente molto rafforzati che non esitano a mostrarsi fortemente islamici, i quali pretendono in nome dei nostri principi democratici ( da noi ospitanti non sempre apprezzati e condivisi, vedi il marciume e i molti episodi di corruttela che emergono nella storia di tutti i giorni), “pretendono con strumenti democratici” di esercitare il loro “diritto” alla visibilità sociale, con il pretesto invece di penetrarla intenzionalmente conservando l’idea di condizionarla appena possibile e far valere i loro diritti di “islamici”.… Sono anch’io convinto, fra l’altro, che mancando le condizioni di reciprocità e di accettazione tranquilla e senza condizioni della presenza di cristiani nei loro Paesi islamici, il loro arrivo ( quello dei veri poveri) é intenzionalmente utilizzato e strumentalizzato dalle menti islamiche pensanti come “penetrazione per il dominio culturale-religioso”. Negli affari vi é l’esempio tutto italiano dell’Alitalia penetrata e conquistata dalla compagnia aerea araba ( l’incapacità della nostra classe dirigente ha addirittura provocato la richiesta di essere salvati dai loro petrodollari… e sono prontamente arrivati). A loro basta il 49% per essere i nuovi padroni senza apparenti scossoni , così noi ci salvano e loro penetrano condizionando la nostra finanza e le nostre politiche industriali di “infedeli”.

    • C’è un vasto settore della società, sordo ad ogni avvertimento, che rimanda al futuro ogni tentativo di soluzione, un tira a campare simile a quello adottato col debito pubblico.

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