VIRUS FRA DRAGHI E TREMONTI, CINA, USA E UE di L. Prando

Mario Draghi, Giulio Tremonti, UE, Cina e petrodollari. All’orizzonte governo Draghi, poi al Quirinale per acclamazione? Super Mario detta legge dal Monte Sinai della finanza, il Financial Times. Cura o veleno?

Come arrivare alla Terra Promessa?

Mario Draghi propone di distribuire subito, prima che sia troppo tardi, euro a credito senza limiti di cifra e di potenziale solvibilità, garantiti dallo Stato, per consentire alle imprese, piccole e grandi, di non fallire e mantenere il livello occupazionale e quindi dei consumi e delle entrate fiscali.
Il meccanismo? La BCE metterebbe a disposizione delle banche la liquidità necessaria, le banche a loro volta aprirebbero alle imprese linee di credito a tasso zero, lo Stato garantirebbe alle banche la copertura di tali linee di credito.
Per le imprese che, raggiunta la Terra Promessa del dopo Virus, non fossero in grado di ripagare il debito contratto con le banche, questo verrebbe comunque cancellato, rimborsato alle banche dallo Stato, aumentando il debito pubblico.
Verrebbero così salvate imprese, banche, occupazione, PIL, entrate fiscali grazie a debito statale posposto nel tempo, a data da definire.
Draghi non è esplicito, si può tuttavia supporre che lo Stato salderà le banche con BOT a lunga scadenza coi quali, a loro volta, salderanno i debiti verso la BCE.
La formula Draghi è riferita all’Italia, attagliandosi a qualsiasi Stato dell’Eurozona nella medesima situazione critica.
Non è corretto tirare al bersaglio su Draghi quando una persona del suo livello mette in gioco la sua credibilità offrendosi, di fatto, come il Mosè per il popolo italiano e sottolineando la necessità di intervenire immediatamente.
Come in guerra occorre decidere: il vaccino Draghi va bene o no? Se non va bene si spengano le illusioni su “Super Mario Mosè”.

Il Vaccino di Giulio Tremonti

Oppure seguiamo il profeta Giulio Tremonti? Ha la stessa meta di Draghi però è scettico sulla UE: da essa arriveranno briciole – è il suo vaticinio – tardive e inquinate dal Fondo Salva Stati; utile solo a strangolare l’Italia come la Grecia.
Tremonti suggerisce di emettere Buoni del Tesoro a lunga scadenza (50-100 anni?), a rendimento defiscalizzato relativamente basso (2%?) coi quali finanziare subito un programma analogo a quello auspicato da Draghi.
Tremonti spera che questi BOT attirino investitori stranieri e stanino buona parte dei 4.500 miliardi di risparmio privato italiano, tenuto in contante o in beni mobiliari internazionali, suscitando il patriottismo, almeno di alcuni, per la salvezza del proprio paese.
Se il vaccino tremontiano fosse efficace, la politica dovrebbe farne una bandiera, altrimenti proporre un’alternativa.
Sergio Mattarella? Il Governo? L’opposizione? Voci confuse per lamentarsi della UE matrigna, insensibile al nostro disastro, alla perdita dell’anima UE. Insomma chiediamo ad altri di farsi carico delle nostre disgrazie.
Perché mai dovrebbero farlo? Grazie all’euro la Germania ha favorito le sue esportazioni. Noi siamo ostaggi d’una moneta troppo forte per la nostra economia e paghiamo l’arricchimento tedesco.

Le radici dell’ostilità  e della pericolosità del IV Reich

Ad aprile del 1996, l’ex-cancelliere Helmut Schmidt con una lettera aperta al quotidiano Zeit, dette praticamente dell’idiota a Hans Tietmeyer, allora presidente della Bundesbank, contrario a un’eurozona coi paesi “straccioni”, come l’Italia.[1]
Schmidt raccomandava di accogliere questi paesi nell’euro poiché ciò giocava a favore dei tedeschi: «Se l’euro non arrivasse, il marco, inevitabilmente, si rivaluterebbe in modo notevole» ammoniva Schmidt «Conseguentemente ci sarebbe un’ulteriore perdita di posti di lavoro tedeschi, poiché le nostre esportazioni diverrebbero troppo care e, al tempo stesso, in Germania si consumerebbero prodotti finiti importati più convenienti rispetto ai nostri, dall’auto all’elettronica....». Chiaro?
Né Romano Prodi, capo del governo, né altri (Bilancio-tesoro-programmazione economica, Carlo Azeglio Ciampi; finanza, Vincenzo Visco; industria, Pierluigi Bersani; Bankitalia, Antonio Fazio), né i media, né altri prestarono attenzione a Schmidt: tutti impegnati a portare il Bel Paese nell’euro, costi quel che costi. Conseguenze: depauperamento, svendita e delocalizzazione della nostra industria non più competitiva sui mercati europei, proprio come auspicato da Schmidt, pagando di tasca nostra l’arricchimento dei tedeschi.
Ma la UE deve essere salvata, si insiste!
La UE che conta è composta dalla regina scrofa tedesca e dai valvassori: Paesi Bassi e Benelux. Essi hanno unità territoriale senza ostacoli naturali, un sistema di trasporti e comunicazioni integrato, la lingua tedesca usa diffusamente comune. Hanno propri porti (Anversa e Rotterdam) per i traffici extra-europei leciti e illeciti. Il terminale della Via Della Seta è a Duisburg. La BCE è la loro banca; l’Euro è la loro moneta, convertibile col Marco senza limiti di tempo. Hanno i necessari paradisi fiscali nei Paesi Bassi e in Lussemburgo. Hanno infine contatti diretti con Cina, Russia e con l’Islam.
I valvassini: Irlanda, culla di ogni trucco commerciale col mondo anglosassone; Finlandia e Repubbliche Baltiche canale verso la Russia.
Questa Europa “reale” nel breve/medio termine può diventare un vero Stato Federale con una propria Banca Centrale e una propria moneta, non necessariamente BCE ed euro. Il fiorino olandese ha corso legale fino al 2032 ed il marco sine die. Ambedue pronti a sostituire l’euro se necessario, lasciandoci senza Banca Centrale e senza moneta.
Perché mai l’Europa “reale” dovrebbe pagare i nostri costi? Il Covid-19, mettendoci sul lastrico, permetterebbe loro d’impossessarsi per un tozzo di pane del meglio della nostra residua economia, completando la colonizzazione iniziata nel 1991 e proseguita con l’Euro.
Per buon cuore? Per solidarietà? Per riconoscenza degli aiuti e dei regali ricevuti nonostante le nefandezze dell’ultimo conflitto?
Senza evocare complotti o guerre batteriologiche, il Covid-19 è un’opportunità per il IV Reich ed è una nostra peculiare vulnerabilità.

Gli scenari possibili a breve/medio termine

In questa temperie, ci si prepara alle presidenziali statunitensi. Il Covid-19 indebolisce Donald Trump. Se sconfitto a novembre, il successore si insedierà a nel gennaio 2021. Fra novembre 2020 e gennaio 2021 può accadere di tutto, che vinca o perda Trump.
Covid-19 attacca le regioni industriali di Italia e Spagna, provocando solo danni collaterali altrove.
Le zone industriali sono le più densamente popolate, quindi il contagio vi si diffonde più facilmente e rapidamente? L’Italia è tutta densamente popolata, mediamente 200 abitanti per km2, concentrati lungo le coste e nelle poche pianure, come d’altronde la Spagna.
In Germania e, soprattutto in Francia il tessuto industriale – grande, medio e piccolo – è diffuso sul territorio.
La regione parigina, l’agglomerato altamente urbanizzato dell’Ile de France, è l’area più pesantemente colpita.
Non sappiamo quello che i sevizi abbiano riferito e riferiscano sulla Cina, certo che il mondo intero si è comportato come se l’epidemia a Hubei avesse sorpreso tutti, ridicolmente accusando la Cina di aver tardato qualche settimana a renderla nota. Da tale meraviglia si dedurrebbe che la Cina sia una democrazia trasparente e affidabile.
La Cina ha fatto girare un reality, “Il corona virus nella provincia di Hubei”, ritrasmesso da tutte le TV, pubblicizzato da tutti i media del mondo, protagonisti 60 milioni di cinesi, il 3% della popolazione, meno del 10% del PIL, secondo i dati ufficiali contagiati circa 80.000, morti circa 3.000.
In 4 mesi tutto finito, mentre il contagio si espande nell’intero globo, mentre i contagiati continuano a crescere in ogni paese, il Governo cinese fa sapere che da loro più nessun nuovo contagiato in nessuna parte dell’immenso paese, grazie all’efficienza di Xi. I media mondiali rilanciano come fosse vero.
L’Impero di Xi si prepara alla riconoscenza del mondo intero campionandolo gratuitamente con prodotti sanitari atti alla lotta contro il mostro. Che abbia anche l’antidoto da vendere al momento giusto?
Industrie semiparalizzate, gruppi sociali in rivolta per mancanza di reddito, monete e finanza impazzite per sopperire, commercio internazionale fermo, quale migliore occasione per l’Impero di Xi di chiudere i conti con gli USA su chi sia il vero padrone del mondo? Magari diventando il padrone delle telecomunicazioni? Quale potrebbe essere la risposta  di Trump?

Un attore sottovalutato: i Petrodollari

Nel frattempo i Regni dei Petrodollari – Arabia saudita e Stati del Golfo – stanno a guardare, quasi totalmente immuni al contagio (tranne Iran). I contagiati sono in maggioranza stranieri residenti.
Gli incassi si sono assottigliati con la riduzione dei consumi di petrolio e conseguente riduzione dei prezzi, ma con un vantaggio: buttare fuori mercato il brent del Mare del Nord e, soprattutto lo shale oil che rende gli USA totalmente autosufficienti nell’energia.
Il Governo americano ha comperato petrolio a prezzo fuori mercato dall’industria shale per impedirne il fallimento, ma ora i depositi sono pieni e i consumi scendono, la produzione dovrà fermarsi e le imprese falliranno senza un aiuto statale a fondo perduto.
Il fermo del commercio internazionale potrebbe migliorare la bilancia import-export USA, finora in profondo rosso a favore della Cina, ma la pandemia permetterà alle fabbriche americane di sostituire quelle cinesi e fronteggiare globalmente la cinese Huawei?
Intanto i Regni dei Petrodollari, dal disastro economico economico europeo, potrebbero trarne vantaggi decisivi per la loro sopravvivenza a medio termine.
La green energy è risibile, dipendendo da alimentazione discontinua, non programmabile, limitata geograficamente, inquinante acusticamente (l’eolico) e chimicamente nella fabbricazione e smaltimento dei pannelli solari. Una volta prodotta, come per tutta l’energia elettrica, è ancora lontana la possibilità di stoccarla in quantità.
Quindi petrolio e gas avranno ancora lunga vita. Anche l’Islam Sunnita costituisce un punto di forza, essendo, nel concreto, la religione più estesa e coesa al mondo, quella che meglio risponde ai desideri di rivincita della sua popolazione più povera.
Nonostante questi vantaggi, la struttura politico-economica dei Petrodollari è inconsistente, poiché non è in grado di produrre niente, neanche una spilla da balia….e non lo sarà mai poiché, già oggi, funziona solo grazie ad una popolazione composta, per oltre la metà, di residenti stranieri sia con ruoli dirigenziali che di mano d’opera, soglia non superabile e fra le cause della migrazione africana verso l’Europa.
Per contare geo-politicamente, un sistema di potere deve contare su una propria capacità produttiva consistente.
Alla fine della pandemia, i Fondi Sovrani dei Petrodollari avranno a disposizione un’economia “fallita”, in particolare la nostra e quella spagnola: facile impossessarsene saldandone i debiti, diventando una potenza industriale a tutti gli effetti e immediatamente.
I Regni dei Petrodollari avrebbero in mano fabbriche funzionanti, dirigenti, personale tecnico, knowhow, quote di mercato globali, imprese strategiche anche militari, politici sottomessi e alcuni milioni di islamici tra residenti stranieri e naturalizzati.
Dalla padella alla brace: o cotti dalla Germania o bruciati dai Petrodollari Islamici.
Un mostruoso caso a parte è la Francia: la nazione più indebitata dell’Europa, oltre diecimila miliardi di euro tra debito pubblico (più del 100% il rapporto debito Pil), quasi sempre sopra il fatidico limite del 3%. Finanza, imprese e privati i più indebitati in Europa.
Ciò nonostante la Francia nutre ambizioni politiche globali, ha un budget militare sproporzionato rispetto alle proprie possibilità, pretende di trattare alla pari col IV Reich, vorrebbe impadronirsi di tutto il petrolio dell’area mediterranea, esere nume tutelare dell’economa italiana e spagnola.
Venti anni or sono si poteva prevedere che la forte presenza islamica in Francia (nei capitali, nei servizi e nel controllo delle banlieu) avrebbe determinato una conquista di potere politico. Lo scatenarsi dell’estremismo islamico ne ha rallentato il processo; difficile prevedere il prossimo futuro, ma i Regni dei Petrodollari potrebbero avere buon gioco anche nell’acquisto a prezzi di liquidazione dell’economia francese con l’industria militare e la tecnologia nucleare.

Che cosa dobbiamo fare

Torniamo in Italia. Questa pandemia ci potrebbe offrirci il destro per riscrivere il nostro rapporto col IV Reich e col resto del mondo riacquistando, con la nostra indipendenza, il ruolo da dragomanni – mediatori tra Occidente e Oriente)- grazie alla nostra posizione geografica.
Arlecchino servitore di due padroni? Perché no, se permette di incassare due stipendi?
Secondo taluni, più d’un secolo or sono, Mayer Amscel Rothschild disse: “Datemi il controllo dell’offerta di moneta in una nazione e non mi interessa chi è che scrive le sue leggi”.
Vera o falsa che sia l’attribuzione a Rothschild, il suo contenuto è incontrovertibile, alla prova dei fatti dell’ultimo secolo.
Ricominciamo quindi dalla moneta, gradualmente. Restituiamo allo Stato il diritto di emettere una propria moneta alternativa a quella delle banche private (come la BCE o i sedicenti “investitori” del mercato), invece di pietirne i prestiti.
Lo voleva fare Kennedy, lo voleva fare Moro, assassinato alla vigilia dell’eliminazione della nostra sovranità monetaria, togliendo alla Banca d’Italia il ruolo di prestatore di ultima istanza, obbligandoci ad indebitarci con il “mercato” dello strozzinaggio o spread che ha quadruplicato il nostro debito.
La pandemia ci obbliga a distribuire centinaia di miliardi alle imprese per salvare il salvabile e alle persone affinché non muoiano di fame.
Che siano Eurobond, che siano nostri Buoni del Tesoro a 10 o, come propone Tremonti, a 100 anni, un minimo di realismo suggerisce che ben pochi investirebbero nelle scialuppe di salvataggio di una nave arenata.
Per quanto si possa capire, il Governo Conte vorrebbe stanare la liquidità depositata nelle banche dai privati, liquidità che le banche, al momento, non “prestano” per timore di insolvenze. Il Governo obbligherebbe le banche ad “imprestare” alle imprese, a tasso zero per compensare entrate e profitti mancati a causa della crisi pandemia. A sua volta, il Governo si impegnerebbe a farsi carico di eventuali future insolvenze.
È un placebo che non cura la crisi economica, la crisi di domanda, l’aumento della disoccupazione con conseguente cassa integrazione. È una legge economica inderogabile: si esce dalle crisi stimolando la domanda, cioè finanziando i consumi non i mancati profitti per scarsità di domanda.
L’operazione è a forte rischio di pesante bancarotta poiché rende conveniente inquattare i prestiti delle banche e poi portare i libri in tribunale o svendere le imprese. Non c’è limite all’inventiva dei delinquenti. Oppure c’è già una schiera di imprese vicine ai partiti di maggioranza, pronte a un do ut des reciprocamente conveniente?
Il Governo è talmente cosciente della scalabilità delle imprese da stilare una lista di aziende “strategiche” sulle quali esercitare il golden power.
Se assumessimo il vaccino di Draghi, la BCE dovrebbe stampare e distribuire, subito, prima che sia troppo tardi, a tutta l’eurozona, tutti gli euro che necessiterebbero per tirar fuori la nave dalle secche.
L’Euro si svaluterebbe nel confronto di tutte le altre monete, anche se anch’esse obbligate a mettere in moto le macchine delle rispettive zecche.
Le certezze di risparmio sicuro comprando debito tedesco o olandese in euro si incrinerebbero, dato che dietro l’euro non esiste stato, non esiste un’economia. L’Euro è da sempre una moneta virtuale, emessa da una banca posseduta da banche con interessi contrastanti, una barca senza scafo, col timone in mano ad una ciurma in preda a risse intestine.
La logica suggerisce che il IV Reich, in testa la grande scrofa tedesca, dopo gli interventi urgenti di emergenza, non permetterà alla BCE di stampare euro. Essa inoltre per aiutare la propria economia non userà euro, ma marchi in libera circolazione solo in Germania e, quindi, validi solo per acquistare beni di consumo in Germania.
Per l’Italia si tratta di anticipare la mossa tedesca emettendo una moneta di Stato spendibile solo in Italia e solo per comperare beni di consumo, merci e servizi. Dobbiamo inoltre riconsentire la convertibilità Lira-Euro senza limiti di tempo, com’è ora per la convertibilità Marco-Euro.
Tale moneta potrebbe, temporaneamente, venir utilizzata per pagare parte dei costi statali, delle pensioni, del reddito di cittadinanza, degli aiuti sociali, degli stipendi sia pubblici che privati.
Una moneta “temporanea” per l’emergenza pandemia, ma propedeutica al diritto dello Stato di gestire il circolante nazionale senza ricorrere al debito.
La Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe a sua volta trasformarsi in un nuovo IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), come holding finanziaria fuori dall’area euro, che “ricostruisca” un’industria di stato.
Se fosse ancora tra noi, questo sarebbe il suggerimento del monaco Guglielmo da Occam, cioè scegliere la soluzione più semplice, smettendo di causare inutili sofferenze, povertà e lutti all’umanità.
Abbiamo tempo fino alla conferma di Trump o all’elezione di un nuovo presidente USA, dopi di che altri decideranno per noi.

[1] G. Sapelli; Chi Comanda in Italia, ed. Guerini e Associati 2013

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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1 risposta a VIRUS FRA DRAGHI E TREMONTI, CINA, USA E UE di L. Prando

  1. Maria Cristina Tagliabue scrive:

    Si ritorni alla lira interna. Ovvio.
    DUISBURG : crocevia degli scambi cinesi, anche virali? Luogo dove lavorano lavanderie calabra.
    Già molto tempo fa la Cina ammoniva, l’ Europa e l’ euro sono a due velocità. La tenaglia si sta formando e ha colpito il cuore dell’ Italia, la Lombardia. Non siamo scemi, anche se continuiamo a sopportare una linea di comando poco democratica dal presidente a Conte. Poi si lamentano che cova odio…

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