UE Contro Extravergine?

olio10San Giovanni Rotondo, celebre per Padre Pio e i suoi miracoli, offrirebbe anche prelibatezze, olio d’oliva in prima fila, UE permettendo. Ne dubito tuttavia da quando in pizzeria, sotto l’onnipresente immagine del frate santo, per condire l’insalata mi porsero un’orrida vescichetta monouso di plastica verde, dalla quale spremere un liquame spacciato per olio extra vergine d’oliva.

Protesto, voglio olio di buona famiglia. Il pizzaiolo, irremovibile, evoca multe catastrofiche negandomi l’oliera.

I gendarmi preposti all’igiene pubblica locale – egli asserisce – vogliono certezza e intangibilità del prodotto. Vogliono? E perché? E’ una questione di igiene – risponde – assicurabile esclusivamente con le vescichette oleose, imposte a tutti i ristoratori locali. Lo pretendono – conclude il pizzaiolo – i ferrei regolamenti di Bruxelles.

Calmatesi le acque, ordino provolone podolico; me ne recano due fette. Faccio osservare che, per le medesime ragioni di igiene per le quali mi si rifiuta un’ampolla d’olio, non si dovrebbero servire due fette di formaggio sguarnite di sigilli.

La stessa pizza, aggiungo, è fuori dai canoni, manipolata a sua volta senza sigilli, persino condita con olio differente (per fortuna) da quello vescicato. Il pizzaiolo tace, finalmente.

Tiriamo le somme.

Se la regola riferita dal pizzaiolo è davvero legittima e operante, cinquanta ristoranti del luogo abdicano da ambasciatori del sapore verace per consegnarsi ai livelli infimi di MacDonald. In tal caso è legittimo sospettare che qualcuno stia facendo seriamente male all’economia locale e alla salute di tutti.

Non voglio neppure pensare che la regola sia imposta arbitrariamente dai burocrati locali.

Se la regola riferita fosse invece una panzana, sarebbe stupefacente che un tale pizzaiolo possa continuare a esercitare.

In un caso o nell’altro le cosiddette autorità competenti sono avvertite e speriamo non rimangano in attesa del pur probabile miracolo del Santo.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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2 risposte a UE Contro Extravergine?

  1. Stefano scrive:

    la seconda,.altrove non succede..per fortuna!

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