Raggi, Serracchiani, Durso, Boldrini, Rutelli, scuote rosa

Renzi-ReginaLitania di Virginia Raggi: “Sarò sindaco di tutti, pure di quel lagnone insopportabile di mio marito”.

Intanto Serracchiani rosica: “In Friuli Venezia Giulia ripartire dalla sconfitta”. Altrimenti, cara, da dove, dalla vittoria avversaria? 

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La parresia postdemocratica, ristrettasi come una mutanda di cattiva qualità, ci lascia un “siam tutti qualcosa”, da rimodellare come pongo a ogni strage o stupidaggine da celebrare. In attesa che maggioranze gaussiane confessino “siamo tutti imbecilli”, continua l’infinito tormentone.
Ferme e zitte un momento, vincitrici trionfanti e perdenti rosicanti. Son settant’anni che si va a votare. Ogni volta, oltre al disturbo di andare al seggio – sempre più spesso brutto, maleodorante e scorticato – dobbiamo pure sorbirci le stupidaggini prima e dopo il voto.
Giachetti, coi Casamonica incazzati fuori dal cancello:”Voglio fuggire”. Comprensibile, ma se fosse stato eletto poteva darsi una variante tipo “Voglio evadere”.
E la sora Barbara? Se la prende coi romani che non hanno votato Giachetti, l’ex capo della segreteria del di lei marito. “Gli hanno fatto pagare le colpe di Marino” dice.
Barbara, a’ Ba’, tu penzi che l’Alzheimer sfracelli da Ostia all’Olgiata. Con rispetto parlando, Marino all’omo tuo, omo omo, nun glie lucida nemmanco le scarpe. Di Marino ricordiamo qualche scontrino e dell’omo tuo invece?
A’ Ba’, non t’arricordi più chi è sto Giachetti? Fra ‘n cannone e ‘n digiuno (piccolo, pe’ carità) fece er miracolo ner feudo dei Casamonica, ner centro comerciale, a’ Romanina e a Tor Veggata.
Che t’o dico a fa’, Ba’, i romani nun so’ riconoscenti: pensano che Giachetti è tornato per rifà n’artro miracolo coi Casamonica pell’olippiadi. Pensa ‘n po’ che marfidati ‘sti romani. E poi so’ pure razzisti che nun glie piaciano li zingari come li Casamonica, valli a capi’, mentre er papa s’arricomanda d’acoglierli tuti, fora dar Vaticano, s’intenne. ‘Nsomma ar Giachetti l’hanno trombato e all’omo tuo pure, pe’ ‘nterposta persona, d’artronde ce lo sa.

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Il fainanscialtaims ammonisce:”M5S protester party is not suitable to restor the wellness of Italy” che si traduce:”Questi son of bich ci fottono l’osso”. Giusto l’osso, vostra maestà s’è fottuta la polpa il 2 giugno 1992, do you remember the Britannia blackmail? Do you remember the in cool eight on the Britannia? Il fainanscialtaims apprezza Her Majesty’s Mattew, e si capisce.

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A Rimediaset nessuno capiva perché la Digos ha diffidato Barbara Durso: ”La signora Boldrini deve partecipare insieme a tre famiglie rom e tre mussulmane, tre cinesi e tre congolesi” poi il commissario doveva leggere “e tre dello Swaziland” ma ha desistito tagliando corto: ”Ce lo chiede l’Europa”, che ci sta sempre bene.
In gran segreto Barbara stava preparando uno speciale col marito della Raggi. Titolo:”Torna con me, sennò vado con la Serracchiani”. È prevista un’intervista esclusiva e in diretta alla podologa di don Sergio Mattarella. Laura Boldrini insiste per partecipare da quando ha saputo. I servizi segreti egiziani hanno svelato il segreto più gelosamente custodito finora, per mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Il complotto lo ha svelato ancora una volta il fainanscialtaims, la grande stampa libera.

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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7 risposte a Raggi, Serracchiani, Durso, Boldrini, Rutelli, scuote rosa

  1. Alessandro Gentili scrive:

    Cari Amici,
    non c’è bisogno che ve lo dica io di cercare su Youtube l’intervista di De Luca contro Di Maio e i 5stelle, L’avrete già vista, anche perché il nostro Crozza la enfatizza ad ogni trasmissione.
    Vero, Di Maio ha una bella faccia pulita, sa di nuovo, appare brillante, oggi è addirittura in visita in Israele, sa parlare, sa dirigere i dibattiti alla Camera: è vero, il ragazzo impara presto. Però veramente vogliamo come premier un 28enne che ha come esperienze l’aver fatto lo steward allo stadio di Napoli, il muratore, il web manager?
    Anche un tredicenne è capace di mettere incinta una donna e diventare giuridicamente padre, ma sarebbe capace di gestire una famiglia ed educare un figlio? Io credo di no . . .

  2. Renzo Romano scrive:

    Concordo con Alessandro Gentili. Tranne che sullo “scherzo”……
    (by the way: “Her Majesty’s Mattew”, please….)

  3. sigmund scrive:

    Si, meno male che qualcuno riesce a strapparci un sorriso.
    Dati i tempi te ne siamo profondamente riconoscenti, in attesa del peggio che verrà.

  4. oscar scrive:

    Bravo Piero, solo l’ironia ci salverà!
    Povera Raggi. Anche Amleto avrebbe “toppato” nel valutare le complessità Capitoline: ” … Orazio, ci sono più cose fra celo e terra … ” Sbagliato!!
    Ci sono più cose in Campidoglio di quante ce ne possano essere fra celo e terra e risultare comprensibili per lo stesso Grillo e Casaleggio J..

  5. Alessandro Gentili scrive:

    Carissimo Piero,
    il quadro ironicamente delineato fa gelare il sangue nelle vene. Mi chiedo come possa fare qualunque eletto sindaco di Roma a normalizzare situazioni che la stragrande maggioranz a dei romani e’ abituata a considerare normali perche’ le cose sono sempre andate cosi. E Roma era cosi pure 2000 anni fa. Quasi quasi vorrei dire forse che sarebbe piu’ facile normalizzare Napoli che Roma: Roma la normalizzi solo se ne deporti la popolazione intera, mettendo la classe impiegatizia e i preti in vagoni piombati. Non vedo altra soluzione se non quella di sostituire ai municipi delle corti marziali con plotoni di esecuzione e al Campidoglio un tribunale supremo che condanni alla fucilazione tutte le corti marziali dei municipi. Scherzo. Pero’ . . .

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