Pensioni e vampiri

downloadL’indignazione dei sindacati per pensioni e stipendi vampirizzati dallo Stato, è un’ipocrisia.

Nel 1973, il sistema imperante (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Unione Sovietica) operò un devastante salasso (ricordate l’austerity? Le città al buio? Le domeniche a piedi?) grazie alla guerra dello Yom Kippur. Fu una sceneggiata con morti veri, egiziani e israeliani, poveracci d’ambo le parti, sacrificati alle banche e ai petrolieri, per moltiplicare il costo dei carburanti e dimezzare, dalla sera alla mattina, il potere d’acquisto degli stipendi e delle pensioni. L’Italia fu tra le vittime più salassate dai vampiri.

Quanto accadde in quei giorni anticipò i tempi correnti: la cupola mondiale gradiva spremerci senza tuttavia ucciderci, per conservarci sino alla spremitura successiva.

La vera differenza fra allora e i tempi correnti è nello svelamento dei ruoli. Allora tutto sembrò un esito fortuito della guerra. Oggi è evidente il ruolo direttivo delle cupole bancarie e altrettanto chiaro è l’ossequio servile ai vampiri dai nostri politici da quattro soldi, corrotti, ladri, strapagati e genuflessi.

Un’altra differenza rispetto al ’73 è data dai “governi tecnici” cioé governi fantoccio, deputati a tradurre in leggi le decisioni operative prese altrove. Il parlamento da sovrano è scaduto a notaio.

Chiunque si sia messo contro tale sistema è emarginato, diffamato e infine ucciso, se non s’è arreso nel frattempo, a cominciare dal presidente Aldo Moro.

Nel 1973 – esattamente come oggi – si arresero senza condizioni alla rapina dello Yom Kippur tutti i partiti politici – Pci, Cgil, Cisl e Uil, Dc e Partito socialista italiano – tutti quelli al potere. Si arresero pure i partiti minori, Msi, Pli e via saccheggiando.

Certo si arresero senza condizionie tradendo il paese, ma esigendo un compenso, pensando al futuro proprio e dei loro figli.

Lo strumento fu la legge 252 del 1974, detta “legge Mosca”, da Gaetano Mosca, sindacalista in quota Cgil, fedelissimo di Francesco De Martino, benestante segretario generale del Psi. Mosca e i suoi capoccia confezionarono una legge iperprotettiva per le pensioni e il futuro dei gerarchi dei partiti, dei sindacati e, non dimentichiamolo, delle cooperative e dei manutengoli, pochissimi dei quali assunti più o meno legalmente, la gran parte pagati in nero. La legge Mosca assicurò a costoro effetti retroattivi pluridecennali, laute e plurime pensioni, anche senza aver mai pagato allo Stato una lira di contributi.

Fra i milioni di beneficiari di questo furto legalizzato vi sono fior di mascalzoni e ladri, non appagati di quanto già ricevuto dall’erario. Blaterano di fare «sacrifici» come se non fossero stati loro, in prima persona, a depauperare l’erario.

L’esiguità degli stipendi italiani è causata dal debito pubblico, in notevole parte determinato dalla famigerata legge Mosca: per pagare doppie e le triple pensioni alla Nomenklatura, indebitatosi l’erario, tutti i rimanenti italiani si sono impoveriti. Oggi siamo a limite. E già pianificano di saccheggiare le pensioni di chi ha lavorato una vita.

Prima d’ogni altro provvedimento, eliminare i cumuli fra pensioni e vitalizi. A ciascuno un solo assegno, scelga quello che crede, ma che sia uno solo. Sinora invece si sono depauperate le pensioni delle famiglie, penalizzando i cumuli fra coniugi, come fosse un furto aver lavorato per una vita. Oggi questa nefandezza è palese in tutta la sua insopportabile dimensione. 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

2 risposte a Pensioni e vampiri

  1. Armando Stavole dice:

    La verita’ e’ che una gran parte di noi e’ un gregge di pecore mosse da invidia e livore, incapace di distinguere il giusto dall’ingiusto, poiche’ per loro e’ importante avere e non l’essere. Chi parla di etica non fa la fatica di seguirla e le pecore si chiedono se e’ qualcosa che se magna. Ci fa piacere essere e rimanere sudditi fino alla morte, quindi, finche’ non ci faremo uomini, facili prede dei lupi. Forse siamo degli eterni pinocchietti.

  2. giuliana tofani dice:

    Tutti i lavoratori italiani iscritti all’INPS SONO VITTIME DELLA LEGGE MOSCA. Le pensioni delle persone vedove però sono quelle che hanno subito il danno maggiore: fino al dimezzamento del dovuto. Ci troviamo di fronte a uno STATO DEBOLE CON I FORTI E FORTE CON I DEBOLI. Alla categoria dei coniugi superstiti appartengono persone che si trovano nelle case di riposo con malattie come la DEMENZA SENILE, il PARKINSON, ecc. Si sarebbe potuto scegliere di tagliare tutte le pensioni e la cosa sarebbe state quasi indolore. Invece hanno voluto colpire una fascia debole della popolazione certi che questa categoria non avrebbe avuto la forza di ribellarsi, come in effetti è stato.

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