Padre Pio ha altro da fare a Roma

Padre Pio

Padre Pio, fa svettare le presenze del giubileo, additando tuttavia una Chiesa viva nonostante i tradimenti dei vescovi.

Piazza San Pietro oggi e quella nei giorni precedenti l’arrivo di Padre Pio sono due luoghi differenti. Vuota prima, con poche migliaia di fedeli durante le udienze, la piazza s’è colmata incessantemente dopo la traslazione del Santo cappuccino.
Quanti non credono nelle virtù di Padre Pio non sono obbligati a proseguire questa lettura, consigliabile tuttavia per riflettere sugli insulti indirizzati al Santo e ai suoi fedeli. Quella folla non annovera terroristi, bulli, tagliagole, delinquenti di caratura più o meno pesante. La stragrande maggioranza sono persone semplici, la cui unica ambizione è un momento di preghiera davanti al loro Padre Pio. Quantunque sia legittimo essere atei e increduli, perché in queste fila allignano violenza razzista e disgustosa, odio e disprezzo? Non ci si cura di contraddire i canoni del “politicamente corretto”, altrimenti tromboneggiati all’indirizzo di chi si lascia sfuggire un “finocchio” o un “ricchione” nel mezzo d’una partita di calcio o d’una trasmissione televisiva, durante le quali si può tuttavia bestemmiare Iddio ma non si può mancare di rispetto al sedere di lorsignori.
Abbiamo udito molte stupidaggini all’indirizzo di padre Pio, come quella di essersi procurate artificialmente le stigmate. Bastino alcuni fatti. Oggi Padre Pio è entrato in trionfo in Vaticano ma, se non fosse stato per San Giovanni Paolo II, il processo canonico non sarebbe mai andato a buon fine.
Non mancavano i miracoli: ve n’era a iosa e tutti esaminati col microscopio finissimo e la diffidenza più acuta, come usa laicamente fare la chiesa in tali occasioni. In questa poi l’esame è stato ancora più accurato per una ragione molto semplice: Padre Pio aveva e ha tuttora una quantità di nemici nella Chiesa.
Egli non ha predicato la povertà, né si è mai sognato di tesserne le lodi. Egli ha combattuto la povertà, vivendo davvero da povero, in una cella di due metri per tre, senz’altro impegno che pregare, confessare e dire Messa.
Egli è stato aspramente contrastato da quei religiosi che predicano la povertà e vivono da ricchi; ipocriti senza verecondia, pronti a ogni falsità pur di conquistare e serbare il potere. Egli d’altronde fu afflitto – e lo è tuttora – da una quantità di avidi mascalzoni, predatori delle offerte che giungono dai fedeli di tutto il mondo. Nelle stanze da lui edificate con la carità allignano simoniaci, ladri, imbroglioni, truffatori di poveri vecchi, avidi malfattori con gli stipendi gonfiati due, tre, innumerevoli volte rispetto ai meriti effettivi. Inutile illudersi che il Paradiso sia in terra. La carità ha nonostante tutto consentito di edificare e tenere in vita un complesso ospedaliero (clicca qui), di dimensione e concretezza tali da essere un vero, enorme miracolo in un paese nel quale realizzare un ambulatorio richiede decenni, sprechi e furti, spesso senza neppure andare a buon fine.
Padre Pio ha uno spiccato senso dell’umorismo e ancor più acuto quello dell’ironia, sconfinante nel sarcasmo più corrosivo quando si tenta di raggirarlo.
Avrà sorriso entrando trionfante in Vaticano, dove fu ordita una delle più lunghe e crudeli persecuzioni ai suoi danni. Ad accoglierlo non c’era il cardinale Capovilla, fra le prime porpore insignite in questo pontificato, quel monsignor Loris Capovilla, al vertice della cupola di persecutori del santo frate prima e di sabotatori poi del processo di canonizzazione.
Padre Pio, che la misericordia la praticava davvero senza disgiungerla dalla dottrina – come testimoniò Lucio Dalla (clicca qui) – non se l’è certo presa per questa assenza. Anzi è giunto in Vaticano in qualche misura già divertito da un’altra curiosa combinazione. Egli d’altronde amava domandare:”Chi combina le combinazioni?”. Come si sa, al suo arrivo a Roma, la prima sera egli è stato collocato nella basilica di San Lorenzo al Verano, intitolata al martire che attestò la propria fede col supplizio. Quella basilica fu cara a S.S. Pio XII, al quale Padre Pio è devotissimo. In quella basilica vi sono, tra l’altro, le spoglie di santo Stefano e di un gigante come Pio IX. La basilica è affidata all’ordine dei Cappuccini, il medesimo di Padre Pio. Insomma il santo cappuccino si è sentito certamente a casa sua, se non per un piccolo dettaglio, non così importante ma significativo, probabilmente sfuggito a quanti hanno organizzato l’evento. Padre Pio, entrando nella basilica di san Lorenzo, è transitato davanti alla tomba di Alcide De Gasperi, collocata nell’ingresso della chiesa. Accadde più volte, quando i pellegrini dal Trentino giungevano a San Giovanni Rotondo, che essi chiedessero una preghiera a Padre Pio per Alcide De Gasperi, loro corregionale. A tale richiesta Padre Pio insorgeva, con accenti terribili, respingendola aspramente.
C’è un’ironia della Provvidenza che ne rispecchia la misericordia, quella vera. Così Padre Pio, a dispetto di vescovi ipocriti e cardinali traditori, entra in Roma mentre vi si discute la legge sulla famiglia. Inutile ricordare che cosa egli pensava della sacralità della famiglia e quale fosse la sua stima verso i chierici che la tradiscono. Fu perseguitato da quelle cerchie proprio per questo e per la sua difesa degli umili.
P-pioNon si illudano gli ipocriti. Padre Pio non è a Roma per dare man forte a un’ostentazione di potere, piuttosto per pregare accanto a quanti stanno pregando per la famiglia. Quanti non credono possono tacere oppure, se preferiscono, insultare e odiare a loro piacimento. Costoro hanno già ricevuto la fosca benedizione del potere che tradisce tacendo. Padre Pio tuttavia guarda altrove e sorride senza imbrogliare nessuno.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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9 risposte a Padre Pio ha altro da fare a Roma

  1. mauro marchionni scrive:

    scusami Fedro ma non ho capito due cose:
    – perchè dici che Francesco è un finto papa? a me sembra una bravissima persona e quindi mi sorge il dubbio di essermi perso qualcosa
    – perchè Padre Pio ce la aveva con De Gasperi?
    grazie
    mauro marchionni

  2. vittoria scrive:

    W PADRE PIO.
    ALTER CRISTO: IMMAGINE STAMPATA DI CRISTO.che attraverso P.Pio è tornato sulla Terra.

  3. vittoria scrive:

    W Padre Pio…W Padre Pio come spesso esclamavano le anime liberate dal Purgatorio, e che ( per permesso di Dio) tornavano sulla Terra a ringraziare il Santo.
    Affidiamo anche noi all’amore di S. PIO…senza MAI dubitare della Sua intercessione per noi presso Dio.

  4. giorgio rapanelli scrive:

    La mia famiglia inviava un’offerta ogni mese per l’0spedale di San Giovanni Rotondo. Ricordo che mio padre ebbe una visita di Padre Pio una settimana prima di morire presso l’ospedale militare di Taranto. Era una notte estiva, afosa e piena di zanzare che non lasciavano riposare mio padre. Fu allora che egli si rivolse a Padre Pio, chiedendogli un aiuto… Dopo qualche attimo la porta della camera si aprì ed entrò un frate cappuccino con il volto coperto dal cappuccio del saio. Senza rivolgersi verso mio padre, il frate fece, in silenzio, per tre volte un gesto con le braccia come per allontanare “qualcosa” dalla stanza. Poi uscì da dove era entrato. La stanza era diventata fresca e senza più zanzare. E’ ciò che raccontò mio padre a mia madre il mattino dopo.
    Torniamo ad oggi: di sicuro Padre Pio sta combattendo nei piani invisibili più sottili la stessa battaglia che noi stiamo combattendo sul piano fisico per la difesa della nostra civiltà cristiana naturale e le nostre identità personali, familiari e sociali, che i soliti nemici dell’umanità (in Alto e in Basso) vogliono cambiare con puerili giustificazioni innaturali. Seppure con grande sforzo e sacrificio individuale e collettivo vinceremo la guerra. Magari entro i prossimi 2 o 300 anni.
    Intanto ci stiamo riunendo. Non sapevo dell’esistenza di “Oltre la notizia”. Questo benemerito foglio on line mi orienta giornalmente, come un tempo mi orientavo con l’Unità.
    Mi piace molto “Segreto è padre di Falso”. Infatti, il “segreto” mette la mente dell’individuo su “mistero”. E’ il “mistero” che intrappola l’individuo. Il “mistero” proietta ombre sulla parete, che sembrano reali, ma sono solo ombre – come ricordava Platone…

  5. Enrico scrive:

    Da Ateo cristiano mi limito a costatare che uno come Padre Pio ha un carisma molto superiore a quello ti tutti i recenti Pontefici messi assieme. Da vivo e soprattutto da morto. L’afflusso a Roma di questi giorni ne costituisce prova tangibile. Un uomo come Padre Pio non si discute.

  6. massimo trevia scrive:

    grazie,la porta!io non sono,pur ammirandolo,un vero devoto di padre pio:altri meritano questo titolo,non io.pero’ogni volta che penso a lui lo collego all’esistenza del vero popolo cristiano italiano,perché voglio sperare che la fede del nostro popolo,pur nell’attuale contesto,come un fiume carsico ci sia ancora.anche se esso ha purtroppo(aborto,divorzio…)fatto scelte anti-cristiane!ma spero che ci riconvertiamo!

  7. Fedro scrive:

    Santo immenso.
    A Roma per ammonire questo finto Papa, e tutti i suoi.
    Sorride a De Gasperi, cui forse rimproverava di non sapere tenere a distanza gli stessi che hanno voluto l’attuale anti Papa.

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