LA CROCE e l’Illusione dei Cattolici

LA CROCE e l’Illusione dei CattoliciLA CROCE, quotidiano cattolico, sostiene che tutto è cambiato dopo il 20 giugno col milione di manifestanti del Family Day. È così? E se fosse un’illusione?

Mario Adinolfi, direttore de LA CROCE, superlativo fra i promotori della manifestazione, accredita alla piazza San Giovanni tre effetti “che fanno respirare al paese una inaspettata aria di novità”. Vediamo quali sono.
Primo. «Si è prodotto il primo processo di “autocombustione” nella storia delle mobilitazioni popolari italiane.» I cattolici, sottolinea Adinolfi, si sono riuniti senza la macchina organizzatrice dei partiti o della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Secondo. «Una mobilitazione con queste caratteristiche non può non avere l’attenzione della politica […]Un popolo sveglio, non se l’aspettavano. Ora con esso dovranno fare i conti. »
Terzo. «Il comitato “Difendiamo i nostri figli” ha centrato la manifestazione sull’invasione dell’ideologia gender e il terzo frutto positivo della mobilitazione è che ora due milioni di occhi attenti vigileranno nelle scuole italiane sulla diffusione surrettizia di tale ideologia.»

Le tesi di LA CROCE appaiono ragionevoli e concrete. Sarei lieto se Adinolfi avesse ragione. Tali tesi sono purtroppo fondate sull’illusione e irresistibilmente vocate al fallimento, sebbene io speri davvero di sbagliarmi. Vanno a fallire per la stessa strada dalla quale giunse la sconfitta per il divorzio e per l’aborto: non basta mobilitarsi, non basta manifestare, se il potere politico non ne è condizionato. E sorvoliamo sui pontefici dell’epoca della cui grandezza non si può dubitare. Esaminiamo dunque brevemente le tre tesi.
Primo. Il popolo ha colmato piazza e circondario, probabilmente battendo ogni record. Esito tanto più rimarchevole poiché conseguito in solo tre settimane di tam tam, senza alcun aiuto della CEI. Certamente, senza alcun aiuto della CEI, ma Adinolfi trascura di ricordare che la CEI è ostile al Family Day. Non è un dato trascurabile: il nemico resta tale finché non si converte.
Secondo. L’ostilità della CEI spiega perché tivvù e media hanno messo in ombra un milione di manifestanti, così come ha fatto la politica. Renzi, Boschi & C. hanno ricevuto forte e chiaro il messaggio della CEI e di Bergoglio: non ce ne importa nulla. La politica quindi, non solo è rimasta tiepida, ma ha proceduto esattamente nella direzione intrapresa: inoculare il gender nelle scuole e stravolgere la famiglia. La convinzione di Adinolfi «Un popolo sveglio, non se l’aspettavano. Ora con esso dovranno fare i conti» è solo un’illusione. In politica le illusioni fanno più male dei nemici.
Terzo. Lo scontro – oltre che etico, morale e religioso – è politico, cioè attiene al potere. Pertanto, quand’anche accadesse quanto LA CROCE certifica: «due milioni di occhi attenti vigileranno nelle scuole italiane sulla diffusione surrettizia di tale ideologia», il Potere abbaglierà due milioni di occhi e andrà avanti per la sua strada, esattamente come sta facendo – e non da ora – sulla scuola, sulla Cirinnà, sugli immigrati, sulle tasse, sui privilegi della politica, sul portare l’Italia verso in guerra con la NATO, sulla cannibalizzazione del paese…
Quand’anche i partecipanti al Family Day fossero stati cinque milioni, tale manifestazione, senza strumenti politici, non sarebbe in grado di deviare il cammino del potere. Occorre dunque riflettere sulla posta in gioco, ricordando che il premio Nobel della pace distrutta ha imposto in queste ore la perversione del matrimonio omosessuale sebbene lo stesso Obama sia obiettivamente debole e le forze che gli si oppongono sono, con tutto il rispetto, ben più rimarchevoli che il Family Day.
Io mi fermerei qui. Ho osservato un fenomeno, l’ho analizzato, ho detto quanto ne penso. Poi i fatti diranno se ho ragione o torto. L’argomento tuttavia mi coinvolge e trovo doveroso, come dovrebbe esserlo per ciascuno dei partecipanti alla manifestazione, anche per Adinolfi, chiedermi le cose da fare. Eccone tre.
1. Per quanto ho detto in precedenza, il milione di partecipanti sarà un’arma politica se indirizzato a votare e far votare solo quelle formazioni politiche che garantiscano gli obiettivi dei manifestanti. Se nessuno dei partiti sulla scena fosse convincente si deve pensare a fondarne uno che lo sia e abbia il sostegno del milione di partecipanti, delle loro famiglie, di tutti quanti coloro possano essere raggiunti dal messaggio degli stessi partecipanti.
2. Come diceva mio nonno, “il diavolo s’accuccia sotto l’acqua santa”. Il vero nemico non è altrove se non nella Chiesa. Libero ciascuno di pensare che sia una mera coincidenza la contemporaneità della spallata eretica nel sinodo della famiglia e le spinte per le leggi che favoriscono la pedofilia, attraverso il gender e l’omosessualismo. Liberi di pensare che sia una coincidenza, tuttavia l’una spinta moltiplica la forza dell’altra; non tenerne conto è da sciocchi, qualità che va spandendosi nella fila cattoliche. Individuare dov’è il nemico non significa dividersi, ma fare chiarezza, separando grano e gramigna.
3. Non mettiamo la testa sotto la sabbia. Quante sillabe ha speso Bergoglio per incoraggiare la

diamo l’8xmille ai valdesi a mo’ di risarcimento operoso 😆

manifestazione romana? Neppure una. L’ostilità non era dunque peculiare al gaio Bergantino, ma s’irradia da Bergoglio. Né può considerarsi una coincidenza che a due giorni dal “Family Day” la Santa Sede ratifichi la nomina di Johan Bonny, arcivescovo di Anversa, unico padre sinodale nominato per la chiesa del Belgio, un eretico se possibile peggiore di Walter Kasper, col quale ha collaborato nel Pontificio Consiglio per l’Unità dei pagliaCristiani. Bonny pretende che la Chiesa riconosca le unioni gay e manipoli la dottrina sul matrimonio. Toh, che coincidenza. Perché allora pagare l’8xmille a questa chiesa? È più appropriato incoraggiare i cattolici a indirizzare le proprie offerte direttamente ai parroci, ai religiosi e alle organizzazioni che lo meritano, non certo ai Kasper, ai Bonny e ai loro manutengoli. Anzi, diamo l’8xmille ai valdesi a mo’ di risarcimento operoso. 😀  😀  😀  😀  😀  
Conclusione. Bergoglio e i vescovi sanno la promessa di Cristo: «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» I complici dei pedofili, per ignavia o per tornaconto, non sono meno colpevoli, tanto più se autorevoli.
Presumo che il popolo di piazza San Giovanni non dubiti in proposito.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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6 risposte a LA CROCE e l’Illusione dei Cattolici

  1. massimo trevia scrive:

    egregio la porta,io sono sempre più convinto che questo papa sia un modernista,anche perché le sue posizioni ricalcano ciò che ho letto su “mistero di iniquità”di p.virion(edizioni effedieffe).le chiedo ,però:perché egli sarebbe non indifferente ma ostile ai laici che hanno partecipato a s.giovanni?io credo che egli ,forse,sia semplicemente ostile alla presenza dello spirito santo che anima i cristiani.infatti il modernismo parla di un generico”divino”che “entra nell’umano”,e di cui Cristo sarebbe solo “simbolo”(di questo),e non il Dio incarnato!
    ma il problema,anche con i miei amici ,è che loro si fermano a qualche parola “giusta”di bergoglio,per illudersi che tutto sia a posto.Lei che ne pensa?cordiali saluti.

  2. Antonio Spinola scrive:

    Che l’Italia rimanga, tra le nazioni occidentali, ormai la sola a opporre una timida resistenza alla rivoluzione omosessuale, mi rattrista e insieme mi riempie d’orgoglio; e fino a quando l’Italia non capitolerà, sarò fiero di essere italiano.
    Purtroppo il nostro Paese merita la cattiva fama di unire scarsa grinta e tendenza al compromesso, e solo un miracolo potrebbe darci un governo “giusto” in grado di “salvare i nostri figli” dal disordine etico e sessuale di una civiltà che mostra tutti i segni di una rapida decomposizione.

    • Piero Laporta scrive:

      Invece di gridare ai complotti massonici e a nemici oltre Atlantico, dobbiamo riconoscere che il nemico lo abbiamo in casa, accanto ai nostri figli e nipoti. Qui e ora è la battaglia prima che altrove.

  3. francesco stentella scrive:

    realisticamente, riconosco che battaglia sia oramai perduta, anche se va egualmente combattuta con sagacia e coraggio. La reazione è tardiva e il nemico utilizza armi di persuasione tanto raffinatissime quanto pericolose. Un po’ di indulgenza per la Chiesa, sempre colta impreparata e in affanno e su posizioni che alle masse appaiono decrepite e obsolete. Occorrono ben altre argomentazioni che il richiamo alla legge naturale. L’uomo, nato libero, è votato per sua natura a superarla. Del resto non attendiamo cieli nuovi e terra nuova?
    ciao e complimenti

    • Sigmund scrive:

      “Occorrono ben altre argomentazioni che il richiamo alla legge naturale. L’uomo, nato libero, è votato per sua natura a superarla”.
      Ecco in poche righe sciorinato il peggiore dei peccati: il peccato d’orgoglio.
      Egregio Francesco Stentella, che l’uomo sia nato non libero, ma ribelle, è un fatto dimostrato nella storia del mondo a incominciare da Adamo ed Eva in poi, quello che ancora non ha imparato è il fatto che dalla sua ribellione nascono molte delle tragedie che gli sarebbero state risparmiate se fosse stato più saggio.
      Dice un antico detto: Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere tra le due.
      L’ideologia gender che sta alla base di questa “modernità” non è la nuova frontiera dell’uomo nato libero, è la nuova catena che ci stanno mettendo al collo! L’uomo non è libero di scegliere il sesso di appartenenza perché i suoi geni glielo impediscono, può certamente scegliere l’amore omosessuale sapendo però che c’è un prezzo da pagare quando si va contro la fisiologia del corpo.
      I nuovi cieli e la nuova terra non sono quelli di Sodoma e Gomorra che sono cose di memoria biblica, ma quelli in cui l’uomo sia padrone delle sue azioni che non sono più dettate dal’istinto animale ma dal raziocinio che gli deriva da Dio.

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