Italia, con le unghie e coi denti

Smargiasso https://www.pierolaporta.it/?p=11490Italia di Smargiasso: arretrano cultura e hitech, avanzano dentisti e manicure 

Cercate un’edicola nei due più importanti centri commerciali di Roma? Chiuse, travolte dalla concorrenza del supermercato che vende pannolini, riso, carciofi, lucido da scarpe, triglie di scoglio e Corsera, che incarta le bufale di Smargiasso come un tempo usava al mercato ittico il pescivendolo. Il cartoccio coi pesci, arrivato in cucina, si tagliava in accurati quadrati d’una spanna, trasferendosi nel cesso, precedendovi il cibo custodito poc’anzi.
Scacciammo il pensiero e chiedemmo alla commessa volenterosa e gentile di farci arrivare la medesima rivista che l’edicolante ci serbava ogni bimestre. Le dico il nome, quella scuote il capo: «Mi spiace non è compresa nella piattaforma» si stringe nelle spalle e mi previene «Ci dicono da Milano che cosa mettere sugli scaffali.»
«Vale per tutti gli articoli?» chiedo «Dalle semole alle riviste?»
«Sì, per tutti: la direzione di Milano decide.»
«Non potrebbe chiedere di inserire la mia rivista? Se un prodotto è richiesto, è opportuno venderlo, non le pare?»
La commessa ha una risposta disarmante: «Questa non è un’edicola normale…»
Già, lo sospettavo. A Milano, un misterioso ufficio decide che cosa si mangia e che cosa si legge a Roma. Curioso, vero? Per molti aspetti è più grave delle gaie trascuratezze dell’incapace Ignazio Marino. In fondo non importa a nessuno, ammetiamolo: una capitale millenaria, ridotta a megafono di stupidaggini d’un tanghero pauperista, discarica di rifiuti d’ogni sorta e d’ogni dove, ricettacolo di bande politico mafiose. Che cosa volete che importi se da Milano impongono l’aglio di Provenza e impediscono la lettura della rivista scomoda?
Rubo qualche notizia dai quotidiani esposti come pezzi di pizza. Marcella Panucci cede il passo a Monica Maggioni al vertice Rai. Ai tempi delle trasmissioni fatte in Italia con una smutandata, un omosessuale e un cuoco, vien da congratularsi con la tosta DG di Confindustria.

Chiediamo al Parlamento di respingere il ddl Cirinnà, che dà alle unioni omosessuali più diritti della famiglia padre, madre e figli abbandonata a se stessa e iper tassata. Clicca qui per: NO ddl Cirinnà

Esci dal supermercato; incroci lo studio odontoiatrico con dieci dentisti – saranno davvero tali? – che promettono otturazioni, capsule e pulizie dentali a saldo di stracci. La segretaria smania di catturarti mentre dialoga impaziente con tre manicure sculettanti che s’informano sulla possibilità d’aprire un laboratorio di nail art.
È l’Italia di Smargiasso, che avanza con le unghie e coi denti, al ritmo dei suoi berci.
Difficile dissentire dal mio amico Pietrangelo Buttafuoco che aspetta ISIS per pulire Roma e l’Italia.
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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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12 risposte a Italia, con le unghie e coi denti

  1. oscar scrive:

    Ha ragione il tuo amico Buttafuoco. E penso non ci sarà molto da attendere perché l’IS arrivi a Roma. Si dice che stiano ingrossando le file in Bosnia, per poi risalire Croazia e Slovenia per calare giù da Trieste. Gli Americani non sembrano molto preoccupati (loro sono distanti 10.000 Km).
    Intanto abbiamo visto quello che gli USA stanno facendo con i Turki. Li trattano da buoni alleati NATO, mentre questi asfaltano il PKK, unico vero baluardo contro il Califfo. Anche in Bosnia dettero una bella mano ai musulmani. La strategia è sempre quella: armare la mano … nemica. O sbaglio?

  2. Enrico scrive:

    A proposito dei quotidiani confesso che da almeno due anni non ne compro più uno. Con Panorama avevo smesso molto prima. Leggo invece quando posso la Free-press di Metro. Per il resto mi abbevero alla fonte di internet per le notizie.
    Eppure ieri ho letto l’editoria le di Belpietro su Libero che aveva comprato mio padre. Articolo interessante, secondo il quale il governo di smargiasso potrebbe cadere in autunno a causa del suo immobilismo sulle problematiche dell’immigrazione. In buona sostanza alla maggioranza degli italiani importa pochissimo della riforma del senato e molto di più di problemi di sostanza che riguardano la vita quotidiana. Questo starebbe facendo crollare i consensi di Smargiasso.
    Difficile dissentire nella sostanza, vedremo se e quando la politica si farà interprete del malcontento diffuso.

  3. Antonio Spinola scrive:

    Le Nazioni hanno sempre difeso la loro indipendenza con metodi più o meno aggressivi, secondo le circostanze. Gli eserciti servivano a questo.
    Oggi è con l’aggressività del potere finanziario, dell’innovazione tecnologica e della colonizzazione commerciale che gli Stati proteggono gli standards di vita e l’interesse economico dei loro cittadini.
    La concorrenza e la libertà economica rappresentano diritti socialmente vantaggiosi solamente all’interno di un sistema economico-politico stabile e omogeneo.
    L’esempio riportato nel post, è emblematico dello spettacolo illusionista messo in scena da un’Italia che non distingue tra primo piatto e contorno, che non è più in grado di difendere l’interesse nazionale in nessun settore strategico (vedi l’ultimo caso Italcementi), che scatena la concorrenza in presenza di elevati livelli di disoccupazione e di un’immigrazione incontrollata.
    Con le unghie e coi denti non si va da nessuna parte.

  4. Mauro scrive:

    “…sotto l’influenza di forze economiche che possono SOLO essere ritardate, MA NON FERMATE A LUNGO TERMINE…” Sorry

    • Piero Laporta scrive:

      Caro Mauro, Londra è piena di edicole, tenute per lo più da orientali che spesso offrono anche bibite e altri generi; così accade nelle altre grandi capitali. Il senso del mio pezzo mi pare debba sottolinearlo: le edicole italiane chiudono perché non vendono più giornali. Non ha colpe l’elettronica ma l’inattendibilità d’un giornalismo che annovera servi, meretrici e prosseneti. La carta stampata non serve più neppure a incartare il pesce. Conosco professionisti della stampa che non leggono neppure il proprio giornale dall’I-Pad, quello cartaceo non lo comprano da decenni. Per quanto mi riguarda mi concedo il piacere di leggere una o due testate, non di più e non tutti i giorni, seduto al bar con un espresso rigorosamente italiano. Il giornalaio mi assicura che in certi giorni il reso dei quotidiani sfiora l’80%.
      La forbice fra governanti e governati fu dissimulata fino ad Aldo Moro; mano a mano è affiorata; oggi è palese che le elezioni sono superflue e la corruzione si irradia dall’alto da un potere proconsolare.

      La tua visione romantica del mercato esiste solo per sentito dire. Quando Tremonti ha rifiutato di soccorrere le banche tedesche e francesi, esposte con la Grecia nel 2011, che cosa è successo? Lo chiediamo a Gheddafi o a Napolitano? È la forza, è il cannone, non il mercato che regola i nostri destini. E per quanto la borghesia italiana si sia intossicata di pacifismo, solo un’esplosione di violenza potrà redimerci per salvarci. Quando e come non lo so, ma certo è una gara con la guerra all’orizzonte. Ricordi? Tu dicevi – con l’Economist – che la Russia sarebbe scomparsa. Ti dissi che le energie morali di quel popolo non erano state computate. Nel nostro caso non so a quali energie appellarmi.
      A proposito di Napolitano. Un orrore politico prima che altro. In queste ore vaticinia dall’oltretomba politico, S’approssima il grande silenzio e non si rassegna.
      Che s’affretti a morire per quanti s’affrettarono a cagione sua: dal Fascismo a Budapest, dai morti nei gulag ad Aldo Moro, fino alla guerra del 2011. Tutti lo chiamano a gran voce. il gorgo lo attende.

      • Mauro scrive:

        Sai che la penso come te, suppergiù, sui grandi temi; ma sui piccoli temi, per esempio i dentisti di strada, la forza del mercato funziona anche in Italia. Almeno qui nel nord, e su “piccoli” temi come la guida di una media azienda a confronto con la competizione mondiale, vallo a dire al primo imprenditore che incontri, che lotta per la sua impresa fino a notte inoltrata, che la mia visione del mercato è romantica. Per lui la concorrenza e la distruzione creatrice del capitalismo sono problemi molto molto reali, ti assicuro, perché rischiano di distrugegrlo ogni giorno. E anche per me lo sono, combattendo ogni giorno per portare i nostri prodotti italiani (farmaci, in questo caso) in giro per il mondo e i soldi degli stranieri in Italia. La concorrenza nel mio mondo high tech aumenta sempre: a parte gli eterni formidabili tedeschi, cinesi e indiani sfornano ogni anno legioni di Ph.D. iperpreparati; e si vede nel livello costantemente in aumento, anno dopo anno, della loro offerta scientifico-industriale.
        Sul fatto che la nostra stampa sia nulla, non ci sono dubbi: io non compro più il giornale da anni. L’enorme bubbone (colpevole) che c’è alle spalle di questa decadenza sono i contributi pubblici alla stampa: se accetti di non affrontare i rischi del mercato ma accetti i soldini del potere, è ovvio che non sarai più un giornalista, e un giornale, libero. Non credo che a direttori e giornalisti importi poi molto, purché restino stipendi e prebende.
        Non so se il nostro mondo finirà nella guerra come tu vaticini da tempo perché (li conosco bene e sono d’accordo con te) gli USA sono ormai solo una sbalorditiva montagna di debiti, che esploderà prima o poi come sempre fanno i debiti, e un gigantesco apparato militar-industriale che vive di debiti. È possibile. È per questo che io vorrei il più rapidamente possibile l’unificazione, in primis militare, dell’Europa. I tedeschi, centro di questa Europa, sapranno resistere agli USA con l’aiuto delle risorse naturali russe. Per inciso, mai detto che la Russia scomparirà: l’alcolismo sta devastando la loro popolazione e la loro speranza di vita media (anche in Ucraina), ma sono spiritualmente un grande popolo e lo si vede, come per noi, nelle catastrofi. In questo momento sono solo terribilmente poveri e la corruzione dilaga, ma è ovvio che la Russia non scomparirà. È anzi l’alleato naturale dell’Europa unificata.
        Se non ci unificheremo scompariremo semplicemente: i nostri migliori ragazzi stanno già emigrando in massa (anche nella mia famiglia un fresco dottorato in bioingegneria resterà in Germania dove ha appena preso il dottorato, dopo la laurea in ingegneria a Pavia, a spese del lungimirante contribuente tedesco) e temo, o mi auguro, che mia figlia (finito il terzo anno alla Bocconi con il terzo anno in Canada) farà lo stesso. Certamente la nostra attuale classe politica, di destra o di sinistra, significa la fine. Per non parlare della Chiesa italiana, che da troppo tempo non sa parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo: basta sentire, si fa per dire, una qualsiasi predica domenicale.

      • Mauro scrive:

        Già, ma di chi è la colpa di tutto questo? La classe politica e una gerarchia ecclesiastica (italiana) che è quello che è, sono solo lo specchio della nostra terribile decadenza spirituale. Che non è un problema religioso: è proprio un problema di fibra morale. Che s’esprime, non a caso, anche nell’orrore sostanziale di moltissimi di noi per le regole della concorrenza e i rischi della mano invisibile di Adam Smith.

        • Piero Laporta scrive:

          Non mi sono spiegato. A parte il fatto che la mano invisibile di Adam Smith l’hanno mozzata e non da ora [leggi qui], proprio quanto è avvenuto nell’estate del 2011 doveva imporre di impugnare le armi per difendere i nostri interessi nazionali, soccorrendo Gheddafi e non bombardandolo come abbiamo fatto, su ordine illegittimo e gravato di alto tradimento di Giorgio Napolitano. Il mercato funziona se tutti rispettano le regole, ma questo avviene solo sui modelli teorici dei prof.

    • Armando Stavole scrive:

      Anche in questo non si puo’ discordare, specialmente se l’Europa rimarra’ disunita. Attendevo una sua precisazione su quel libro che mi ha gentilmente citato.

  5. Mauro scrive:

    E poi non è vero che lo hightech arretri: sempre grazie alle sparute eccellenze delle quali parlava Alfieri – in questo caso imprenditori capitalisti che affrontano coraggiosamente la concorrenza mondiale e non dormono la notte per inventare nuovi prodotti e perfezionare qualli esistenti senza fare lobbying – siamo sempre la seconda la seconda potenza industriale d’Europa. Malgovernati, ma fortissimi.
    In quanto ai dentisti di strada, sono semplicemente un segno della forza della mano invisibile di Adam Smith e della concorrenza capitalista. I dentisti un tempo erano rari e avevano redditi scandalosi: oggi sono molti di più mentre la popolazione è suppergiù sempre quella: ergo, le fettine di reddito sono diventate molto più piccole rispetto a un tempo. La fine del professionista isolato, salvo rari casi, e la nascita di società di professionisti (non solo odontoiatri, ma anche avvocati, commercialisti, ecc.) è un destino inevitabile della diffusione dell’educazione di alto livello di massa, già evidentissimo all’estero da molti anni. E non temere per la competenza: se quelle società assumeranno inetti, saranno travolte in men che non si dica dalla distruzione creatrice capitalistica.

  6. Mauro scrive:

    Piero, la scomparsa dei piccoli negozi e delle edicole, quantomeno nelle grandi città, è un evento inevitabile sotto l’influenza di forze economiche che possono essere ritardate: come è fin troppo spesso il caso dell’Italia, paese che odia il cittadino, e di conseguenza odia la concorrenza sorgente di libertà, e rispetta solo i gruppi di pressione, tassisti, farmacisti e compagnia cantante. La tua rivista la puoi tranquillamente leggerla sull’iPad o quello che hai; e se proprio ami la carta – una debolezza demodé di noi che abbiamo iniziato la parabola discendente per quanto in apparenza ultramoderni – puoi sempre abbonarti. A compenso di questi disagi, oggi il numero di riviste è moltiplicato rispetto a quando eravamo giovani e i prezzi, persino nell’Italia che odia la concorrenza e adora le lobby (vedi il patetico caso Uber o i bottegai farmacisti), sono schiacciati verso il basso. Dovrei dire cose ovvie…
    In quanto al livello dei politici, siamo proprio sicuri che il loro devastante livello, a destra e a sinistra, non sia lo specchio di un popolo di livello mediamente modestissimo, che ha perso (mediamente) ogni orgoglio di se stesso quantomeno dai tempi della battaglia di Fornovo? Ho detto mediamente: certamente con numerosissime punte di eccellenza in tutti i campi – in nessun angolo del mondo la pianta uomo cresce come in Italia, diceva Alfieri – ma il livello medio…

  7. Armando Stavole scrive:

    Basta leggere i commenti dei nostri connazionali in fondo ad un qualsiasi articolo delle varie testate nazionali e blogs per capire che purtroppo non c’e’ gran che da illudersi.

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