Il tanguero – di E.Paoloni

tangueroCi si aspettava un Papa, è arrivato un tanguero. Speriamo di non dover sostituire la u con un’acca.

L’ho difeso strenuamente, il mio dinoccolato Don Camillo dalle scarpacce nere (anche se assomiglia più a Stanlio che a Fernandel). Se mi sento vicino alla Chiesa è perché credo nel Magistero. Non sono cattolico, sono Papista. E mi incaponisco a sostenere che gli insegnamenti e le esortazioni della Chiesa sono validi e opportuni per chiunque, per qualsiasi individuo, per qualsiasi comunità, in qualsiasi epoca. La coscienza non ha tempo, non conosce evoluzione. Solo la Chiesa, nella sua bimillenaria elaborazione, nella prospettiva dei secoli, sa cosa è bene per l’uomo. I Comandamenti non hanno scadenze elettorali. E se non capiamo qualcosa, a impedircelo è la nostra vista corta di uomini ancorati alla furia del contemporaneo, al respiro corto della giornata. Anche il più scandaloso e sanguinario dei Papi, nel computo finale del dare e dell’avere, ha svolto il compito che lo Spirito gli ha assegnato. E voi volete mettere le parole in bocca al Pontefice? Ma che ponti avete costruito, voi Come osate!?

Ponevo innanzi tutto, come farebbe ogni cattolico avveduto, l’evidenza dei frutti: in poche settimane ha spezzato l’assedio al Vaticano; i giornali
hanno smesso di cavalcare ogni scandalo fino allo sfinimento; le stesse persone che ieri ingiuriavano i preti e deploravano l’esistenza stessa della Chiesa, ora sono incantate; tutte, in famiglia, al bar, in ufficio. Eccoli lì che attendono, comprendono e approvano le sue parole!
Non è lui che sbaglia nel parlare – mi affannavo: sono i media che volutamente distorcono, decontestualizzano, provocano. Lo hanno sempre fatto, anche con la mente più lucida del pianeta,  il Papa Emerito. Sono riusciti a distorcere persino un discorso erudito, sottile, nobile, come quello di Ratisbona!
L’assenza di parole per decine di migliaia di cristiani massacrati scientemente da farabutti utili alla strategia del caos dei padroni del mondo? Mah, il Papa è anche un Capo di Stato, fa Politica. Non sempre l’opposizione frontale è saggia e ottiene il meglio. Ricordate Pio XII che sembrava pavido di fronte al nazismo? Diverse personalità ebraiche hanno chiesto per lui la nomina ufficiale di Giusto tra le nazioni perché  ha evitato massacri peggiori e salvato migliaia di ebrei. Prudenti – è l’esortazione del Signore. Prudenti e astuti. E i Gesuiti sono intelligenti e astuti. Padroni della dialettica, formatori delle migliori menti. Egli è gesuita e pure assistito dallo Spirito. Lasciate fare.
Sì, vabbè, astuti. Se si lanciano ogni momento battute da twitter, cosa pensate che faranno i media? Il successore di Pietro ha il dovere di pesare ogni parola. Chiarezza. Sempre. Per fraintendere dovranno fare i salti mortali, censurare, inventare. Non limitarsi al copia e incolla.
Così, per ogni ateo che si è acquietato di fronte a una Chiesa ormai depotenziata, centinaia di migliaia di bravi cattolici sono allo sbando. Non capiscono più cosa sia giusto e perché, come se decenni di correttezza fossero stati un equivoco. Da quando in qua crescete e moltiplicatevi vuol dire fatene tre? Da quando in qua i malthusiani comandano in Vaticano? E se sei il Vicario, devi anche giudicare. Perdonare e accogliere vengono dopo il giudizio sul peccato, sulle azioni; sulle azioni deliberate,  perpetuate, è necessario manifestare riprovazione. Il bene e il male sono evidenti. Le distinzioni nette. Ogni Tua azione ha – deve avere – un senso. Pure Hitler era capace di abbracciare i bambini e dare buffetti ai festanti, ma quando ricevi qualcuno, lo ricevi per un motivo. Se un giorno insulti le famiglie vecchio stampo e il giorno dopo ricevi un trans, che stai manifestando? Un corsivo de La Croce stigmatizza il mio stupore: il Papa non ha fatto altro che rendere evidente la missione millenaria della Chiesa, che accoglie tutti, e chi si scandalizza è un nemico della Chiesa oppure le vuole male.
Certo che la Chiesa accoglie tutti, ma nella penombra dei confessionali. Invece si sceglie questo momento per lasciar trapelare l’udienza al trans; proprio dopo aver insultato le famiglie prolifiche, proprio mentre i bravi cattolici – e ogni uomo di buon senso – lottano contro l’aggressione alla famiglia. Comprendo perfettamente, anche se non ho studiato da gesuita, cosa si vorrebbe manifestare: che la lotta è contro pratiche e norme inumane e liberticide, non contro la persona e le sue angosce; non si avversano orientamenti e debolezze. Ineccepibile. Ma esistono le regole della Comunicazione, quelle che i gesuiti insegnavano. Ci sono modi e tempi. E per mancanza di misura e di tempismo, il Pastore lancia segnali incomprensibili al suo gregge.
Sciocchezze, insorgono da Tempi.it: per comprendere cosa pensa davvero dell’omosessualità “basta studiarsi la propositio numero 64 dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, dove si parla di una memoria “Deuteronomica”. Manuel di Casoli spiega anche che «Chi sono io per giudicare?» non è una frase nuova: l’aveva detta un Tizio duemila anni fa a una prostituta.
Se qualcuno nutrisse ancora dubbi sul fatto – prosegue di Casoli – potrà leggere la nota (59): United States Conference of Catholic Bishops, Ministry to persons with a Homosexual Inclination: Guidelines for Pastoral Care (2006). Il testo in lingua originale è chiaro perfino per coloro che masticano poco l’inglese: «Consequently, the Catholic Church has consistently taught that homosexual acts “are contrary to the natural law… Under no circumstances can they be approved”».
Questo è scemo. La parrocchiana media che si studia la propositio numero 64? E si illumina trovandoci la memoria deuteronomica? Ci mancherebbe poi che non masticasse l’inglese!
In quanto alla ovvietà del Chi sono io per giudicare, il Tizio aveva anche aggiunto: «Va’ e non peccare più».  Quest’ultima frase oggi non si è proprio sentita. Ogni credente è tenuto a sapere che quella frase esiste? Forse. Di certo non lo sanno tutti i tiepidi e gli agnostici e gli atei militanti ai quali il Pontefice ama tanto rivolgersi. Gente che non ha nessuna intenzione di leggersi la propositio 64 e la nota 59. A tutti bastano e avanzano le incaute parole dei discorsi a braccio. 

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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3 risposte a Il tanguero – di E.Paoloni

  1. Elio Paoloni scrive:

    Sì, la Verità. Ci si vergogna anche a usare quel termine, sia pure con la minuscola.

  2. Sigmund scrive:

    Eh si, è proprio così, periodicamente la Chiesa cerca di rompere l’assedio per prendere un pò di respiro….
    Ad ogni buon conto, qualunque sia la posizione del momento, le verità che vengono dalle leggi naturali non cambiano, anche se, da qualche tempo, anche in chiesa non si recita più l’antica formula: “Dov’è Verità e Amore, lì c’é Dio” la nuova formula è diventata: “Dov’è Carità e Amore lì c’è Dio”.
    Tanto i i fedeli sono talmente stupidi che non si accorgono che Carità e Amore sono la stessa cosa…. mentre non si sa più che fine ha fatto la Verità.
    Anche se nelle chiese la Verità è scomparsa, la Chiesa è fondata sulla roccia della legge naturale e nessuno la può intaccare, nemmeno un Papa.

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