Bertinotti: viva il Papa… e il cachemire

Fausto-Bertinotti_fondo-magazine00000Bertinotti gabella per pentitismo politico la fifa per l’Aldilà? #fifaecachemire

I vecchi mangiapreti, approssimandosi l’Inesorabile, indotti a frettolosi lavacri d’acqua santa,  un po’ fanno tenerezza e più ancora ridere. Bertinotti, il compagno Cachemire, è più grottesco ancora, mentre parla a suo modo di grandi temi con l’alito che sa dello champagne libato a Caprarola, ospite in agosto di noti industriali dell’abbigliamento extralusso.
Chiuse la carriera politica da presidente della Camera, intitolando un’aula al Carlo Giuliani, morto dando l’assalto a un gippone dei carabinieri a Genova, durante il G8 di luglio 2001. Egli tenta ora l’assalto a una sacrestia compiacente: «Papa Francesco si sta guadagnando consenso e attenzione di mondi lontani» ha detto durante un’intervista alquanto ruffiana a Libero [leggi qui].
Ecco alcune perle. Il comunismo? «Ha fallito». La cultura politica da cui ripartire? «Quella liberale, che ha difeso i diritti dell’individuo». Il gesto più rivoluzionario di questi anni? «Le dimissioni da Papa di Joseph Ratzinger». L’unica delle tre grandi culture del Novecento che è in vita oggi? «Quella cattolica, che è stata rivitalizzata da papa Francesco che si sta guadagnando consenso e attenzione di mondi lontani».
Bertinotti, il comunismo ha fallito? Semmai sono falliti quelli come te. Il capitalismo oggi imperante dimostra che il comunismo non fu sufficientemente violento verso l’occidente e comunque usò la violenza proletaria verso i comunisti piuttosto che verso i capitalisti. Si potrebbe ricominciare, insomma; non pochi sono convinti che si dovrebbe, mentre guardano il compagno Putin che gli fa un cachemire così al cioccolataio di Chicago, passando agosto al posto di combattimento, mica nella tiepida piscina di Caprarola.
Bertinotti, la cultura liberale ha difeso i diritti dell’individuo? Qualcuno spieghi al compagno Cachemire che la disoccupazione e la povertà dilagano in occidente mentre la libera cultura liberale genera guerre a raffica e ci vuole trascinare in un conflitto mondiale.
Bertinotti, cattolica è l’unica delle tre grandi culture del Novecento in vita? Allora perché ripartire da quella liberale, come flatuleggi, compagno Cachemire?
Bertinotti, le dimissioni di Joseph Ratzinger, il gesto più rivoluzionario di questi anni? Con tutto il rispetto per il grandissimo papa tedesco, compagno Cachemire, tu, lui e noi tutti non saremmo neppure vivi senza l’immenso Giovanni Paolo II, che quelli come te e di gran lunga più bravi di te relegò nelle fognature della storia, da cui tu tenti di riaffiorare.
Se sei davvero pentito, Bertinotti, va’ in un’isola deserta, non confortevole come Caprarola, vestiti di juta, prega e taci, ché di stupidaggini ne hai già fatte e dette a iosa, a spese d’una montagna di poveracci e morti ammazzati. Va’ all’inferno tu e le tue cerebrali flatulenze di microborghese.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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11 risposte a Bertinotti: viva il Papa… e il cachemire

  1. Seby Midolo scrive:

    UNIONE ECONOMICA EURASIATICA, UN ALTRO CAPOLAVORO DI INTELLIGENCE PORTATO A SEGNO DAL COLONNELLO VLADIMIR PUTIN

    PUTIN DIMOSTRA LA PROPRIA ABILITà DI AGENTE DEL KGB CON BRILLANTI OPERAZIONI DI INTELLIGENCE FINALIZZATE ALLA DEMOLIZIONE DELL’EUROPA DEI BANCHIERI CHE OPPRIME I POPOLI E CANCELLA LA SOVRANITà DEGLI STATI ASSOGGETTATI NELL’EURO ZONA E NELLA NATO

    Attualmente negli Stati nell’UEE c’è stato una spazio reale di miglioramento graduale e progressivo delle condizioni di vita delle classi subalterne con conseguente redistribuzione della ricchezza.

    Il Presidente russo Vladimir Putin oggi ha detto che il processo di integrazione eurasiatica si sta evolvendo, anche se vi è ancora molto da fare.

    “Vorrei sottolineare che il processo di integrazione eurasiatica sta raggiungendo un nuovo livello, anche se abbiamo ancora molto da fare per garantire che la recente creazione dell’Unione Economica Eurasiatica raggiunga la piena capacità di funzionamento e di contrasto all’Unione Europea diretta dagli Stati Uniti d’America”, ha detto Putin.

    Putin ha spiegato inoltre che il progetto per l’integrazione eurasiatica sta già dando risultati concreti. In particolare, egli ha osservato che il fatturato delle materie prime tra Russia, Bielorussia e Kazakistan è aumentato del 50%, raggiungendo e passando i 64 miliardi (espressi in dollari) dal 1° luglio 2011.

    Seby Midolo

  2. Roberto Buffagni scrive:

    Grazie, Piero, di questo bell’epitaffio per Fausto Bertinotti, memorabile personaggio della Commedia dell’Arte italiana.
    Grazie anche a Seby Midolo: con il suo commento dimostra, se ce ne fosse bisogno, che il comunismo era (mi scuso con lui per l’imperfetto) una cosa seria.
    Aggiungo un link al saggio di un altro comunista sui generis, Costanzo Preve, del quale mi onoro di essere stato amico.

    “L’ultima transizione:

    La tragicomica storia romanzata dei rapporti di Fausto Bertinotti con il comunismo ed i veri problemi che ci stanno dietro”

    http://www.kelebekler.com/occ/bertinotti.htm

  3. Seby Midolo scrive:

    Per rilanciare il progetto del Socialismo reale, della rivoluzione, del cambiamento, del rovescio del malato sistema capitalista, occorre anche evitare di ripetere i soliti dogmi e le consuete “liturgie”; al contrario, bisogna innanzitutto compiere una analisi critica e profonda del nostro passato, purchè tale analisi non sia liquidatoria (cosa che già hanno fatto e continuano a fare in molti, anche tra coloro che si professano Comunisti), dato che non è possibile cancellare decenni di storia che hanno fortemente influenzato gli eventi del secolo da poco concluso.

    Come è stato liquidato il Socialismo reale durante la “monarchia bertinottiana”? In occasione di un convegno tenutosi a Livorno intorno alla prima metà degli anni ’90, Bertinotti presentò un temino ginnasiale in cui cancellò l’intera storia del ‘900.
    Togliatti – che pur essendo stato leninista ebbe le sue responsabilità sia sul revisionismo storico relativamente al movimento Comunista in Italia, sia sulla stessa demolizione Comunista nel nostro Stato – aveva affrontato la stessa questione in modo eccellente nel memoriale di Jalta.
    Le sue risposte, per quanto revisioniste, sono da considerarsi profonde ed ancora attuali, notevolmente differenti dal suddetto temino ginnasiale attraverso il quale Bertinotti e i suoi complici hanno dato fuoco al Comunismo, finendo così per ricadere in una ambigua e generica moderazione di sinistra che oggi si colloca al fianco delle potenze mondiali NATO, come lo stesso Tsipras ha dichiarato pubblicamente in una intervista televisiva.

    E’ possibile avviare un’analisi critica (anche se non esaustiva, perchè non del tutto storicizzata) sul Comunismo realizzato, che si pone il problema del mancato sviluppo delle forze produttive da parte della democrazia Comunista.
    Il problema non è banale e non può essere spiegato con superficialità, bensì va approfondito, per via della sua vastità, ma anche per via del fatto che la storia va letta tramite il metodo scientifico marxista: la storia del Comunismo non deve essere liquidatoria, ma deve servire a ricostruire un pensiero attuale partendo dalla nostra gloriosa storia: una storia vasta, che resiste agli incessanti tentativi di demonizzazione da parte delle classi dominanti.
    Nessun Comunista può e deve dimenticare la Rivoluzione d’Ottobre, la vittoria dell’Armata Rossa sul Nazional Socialismo, la Rivoluzione Cinese, la Rivoluzione Vietnamita, la Rivoluzione Cubana. Nessuno può e potrà mai dimenticarle!
    Il Comunismo ha il merito di aver contribuito ad una espansione universale dei Valori del Socialismo reale: questi fervidi Ideali hanno avuto la forza di infondere nelle masse proletarie la politicizzazione necessaria alla liberazione di interi continenti e di interi Popoli!
    Non si deve quindi essere nè revisionisti o liquidazionisti, nè teorici, ma semplicemente Comunisti: occorre leggere e studiare, come il Compagno Gramsci ci raccomandò.

    Analizziamo il Socialismo reale dell’URSS (o se preferite il Comunismo, cioè il paradiso terrestre creato dal Compagno Segretario Stalin). Perchè in Unione Sovietica si costruivano poche merci leggere, ma parecchie merci pesanti? Perchè il popolo in Unione Sovietica non poteva possedere una lavatrice o un qualsiasi altro elettrodomestico?
    In Italia negli anni ’60 si verificò un boom nella produzione delle merci leggere e, con la diffusione della lavatrice anche nel nostro Stato, le donne vennero liberate da un faticoso e ripetuto adempimento (scrivo “le donne” perchè negli anni ’60, il lavaggio dei panni spettava esclusivamente ad esse). L’avvento della lavatrice ha contribuito alla liberazione delle donne, ma in URSS questo non avvenne perchè occorreva investire obbligatoriamente sulla fabbricazione di merci pesanti (trattori, carri armati, armi): tale scelta produttiva fu naturalmente operata anche in funzione di fornire supporto all’intero “movimento industriale mondiale”.
    Che Guevara – con un’affermazione semplicistica dei fatti – sostenne che le armi non erano merci, ma occorre ricordare che l’Unione Sovietica regalava le armi a tutti i Popoli oppressi e forniva aiuto a tutti i Partiti Comunisti ed Operai del mondo, dissanguando le proprie finanze e rinunciando alla fabbricazione di merci leggere per il Popolo sovietico.

    Ci sono elementi di grande attualità da poter analizzare relativamente alla condizione politica ed economica generale. Se si affronta la questione della mondializzazione cambiandone analisi e terminologia, la responsabilità non è della mondializzazione, bensì della violenta competizione globale imposta dai poli imperialisti (USA, Israele, Unione Europea) per accaparrarsi i mercati! Questo è il vero punto da analizzare: una feroce competizione imperialista che vede come propri naturali nemici i nuovi Stati emergenti tipicamente indicati con la sigla BRICS, vere e proprie potenze mondiali coinvolte nei progetti UEE, ALBA e SCO.

    Analizziamo l’Unione Europea (UE) dei banchieri: non è altro che il capitale, il grande capitale nazionale transeuropeo che si è unito utilizzando in maniera meschina le false istituzioni democratiche dell’UE, dapprima in modo da accreditarsi come nuovo grande polo imperialista al servizio degli USA, in seguito per competere con USA ed Israele nella conquista dei mercati mondiali.
    Questo polo imperialista/capitalista/neoliberista che si è formato e che si espande verso l’Est pensa di accaparrarsi i mercati abbattendo il costo delle merci (un esempio limpido sono i costi dell’elettronica digitale contenuta nei superflui dispositivi che il consumismo impone), ma c’è un punto che merita una profonda ed attenta analisi: come si abbatte il costo delle merci? Certamente abbattendo i salari, i diritti dei Lavoratori e lo Stato Sociale!
    L’UE delle banche abbatte e demolisce la Costituzione interna e la democrazia di ogni singolo Stato che entra nell’inferno dell’Unione stessa, elimina la politica e le decisioni del governo di ogni Stato membro e, al posto dei politici, colloca gli uomini della Banca Centrale Europea (gli esempi più eclatanti li abbiamo visti in Grecia con Lucas Papademos ed in Italia con Barbara Spinelli, moglie di Tommaso Padoa-Schioppa).

    Lenin spiega benissimo quello che avverrà durante l’implosione del malato sistema capitalista: la fase moderna del capitalismo è segnata da una profonda contraddizione intercapitalistica, cioè dalla lotta tra i tre poli capitalisti di cui si è detto sopra, che ovviamente coesistono; nello stesso tempo, però, ognuno di essi cerca di accaparrarsi una maggiore fetta di mercato a discapito degli altri due.
    Dentro l’Europa delle banche questo fenomeno si vede palesemente: ad esempio, si pensi all’egemonia tedesca sull’intera Unione Europea, oppure all’asse franco-tedesco quale alleanza di aggressione imperialista ai danni dei Popoli liberi. Oggi vediamo chiaramente un’Europa capitalista e “germanizzata”: ciò che il Terzo Reich non riuscì a compiere sotto il comando di Hitler, oggi i Popoli lo subiscono dal comando della Merkel!
    Oggi il denaro ha molto più potere dei carri armati, infatti possiamo considerare l’attuale Europa dei banchieri come “controllata” dai carri armati tedeschi, dalle loro Panzer-Division sparse su tutti i territori assoggettati dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
    Ci ricordiamo tutti l’esito delle elezioni in Grecia che vedevano l’avanzata del KKE al 40% (risultato modificato dal capitalismo dell’UE e dalla Merkel).
    L’Unione Europea è dunque un’organizzazione che, pur di imporsi come capitale europeo e come polo capitalista ed imperialista per accaparrarsi i mercati, massacra i Popoli liberi.

    Ricordiamo la lunga intervista rilasciata al Financial Times da Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia ed attuale presidente della Banca Centrale Europea: un’intervista dai contenuti orribili, che mette paura per le asserzioni in essa contenute e mette paura nella sua essenza stessa. Mario Draghi dice chiaramente che l’Europa che conoscevamo un tempo, quella che prevedeva lo Stato Sociale, è morta e sepolta, finita per sempre e non tornerà mai più nell’Europa della BCE.
    Lo scenario che ci aspetta è tutta un’altra cosa: è l’Europa dei capitalisti, l’Europa nella quali gli Stati sovrani vengono demoliti, anche grazie alla messa in pratica delle ricette massoniche, con le quali il grande capitale economico e finanziario della UE convive. Quella che ci attende sarà l’Europa dei licenziamenti, della miseria, del lavoro precario, della distruzione della Pubblica istruzione, della sanità Pubblica e dei servizi televisivi Pubblici.

    Occorre soffermarsi su chi nello Stato italiano incarna il progetto della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, collaborando attivamente con i signori della guerra imperialisti di stampo statunitense e sionista: la persona che attualmente in Italia tutela gli interessi dei capitalisti è Matteo Renzi, sostenuto da tutti gli attuali partiti politici presenti nel Parlamento italiano, uniti in un unico “governissimo” al servizio dei banchieri.

    Nella prima Repubblica abbiamo avuto una classe dominante dalla natura cattolica e conservatrice, non liberista, ma soprattutto abbiamo avuto il più grande partito Comunista dell'”occidente” che non fosse al governo e che, nella lotta contro i democristiani, ha saputo conquistare lo Stato Sociale e lo statuto dei Lavoratori, con il supporto di una grande CGIL (ovviamente mi riferisco a quella guidata dapprima da Giuseppe Di Vittorio ed in seguito da pochi altri). Il P.C.I. e quella CGIL hanno svolto un lavoro enorme che fondamentalmente portò alla nascita di un’Italia socialdemocratica, che purtroppo oggi non esiste più.

    Alla Prima Repubblica è seguito il ventennio del berlusconismo voluto dagli USA, che ha tentato di trasformare completamente lo Stato italiano in uno Stato liberista servo della BCE, ma fortunatamente c’è riuscito soltanto parzialmente, dato che non è arrivato a completare la mansione politico-economica per la quale era stato creato dalle regie estere che operano sull’Italia.
    Il successivo governo Monti, al contrario, è stato molto più violento ed aggressivo e, appena insediatosi, ha prefigurato un repentino cambiamento di marcia. La situazione politica italiana ha continuato a degenerare con i governi Letta e con l’attuale governo Renzi.
    In particolare quest’ultimo rappresenta una terza fase, quella di un liberismo strutturato, quindi una fase particolarmente pericolosa e drammatica (oltre ad essere terribilmente inquietante). Abbiamo assistito all’estromissione del sindacato FIOM da parte della FIAT perchè non si è piegato al volere dei padroni e non ha firmato il contratto che hanno invece firmato i consociati CGIL, CISL e UIL. La FIOM è stata letteralmente buttata fuori: un episodio unico che nello Stato italiano non era mai accaduto dai tempi del dopoguerra.

    Se sul piano sociale la BCE e il governo Renzi strutturano in chiave iperliberista lo Stato italiano, sul piano politico accade già da alcuni anni che la Banca Centrale Europea, l’Unione Europea, gli USA, la NATO ed Israele cercano il proprio partito di riferimento in Italia.
    Questo partito non è più il PDL, ma il PD di Matteo Renzi, servo di tutti i padroni e nemico delle masse proletarie. L’attuale PD è un partito politico filo-atlantico, cattolico, vaticanista, liberale e liberista, subordinato alla NATO e agli USA, ai poteri forti internazionali, alle lobbies, alla massoneria ed alla mafia.
    In Italia il PD distrugge le pensioni e lo Stato Sociale, ma nello stesso tempo permette che il Vaticano rimanga totalmente esente da tasse sulle innumerevoli attività di lucro svolte sul territorio italiano.

    Da non trascurare la pericolosa avanzata delle destre neo-fasciste in Europa e la soldataglia mercenaria nazifascista che, al soldo della CIA, ha consegnato l’Ucraina libera all’Unione Europea. Un quadro veramente drammatico nel quale i Comunisti devono operare una scelta di carattere, così come già fanno ed hanno fatto i Compagni di tutti i Partiti Comunisti ed Operai dell’intero pianeta, schierandosi con Putin e con la Cina.

    I veri Comunisti hanno nel proprio DNA l’unità: senza tale concezione non si può essere leninisti/gramsciani.
    Nell’era post-fascista, Stalin, Dimitrov ed altri, posero la questione dei “fronti popolari”: la parola d’ordine era l’Unità Comunista a carattere mondiale (Pietro Secchia insegna!). Alcuni anni prima, Antonio Gramsci fondò il proprio giornale Comunista e non a caso lo denominò “L’Unità”.
    Il fisiologico compito di noi Comunisti è quello di impedire che il sistema capitalista prosegua la propria azione di massacro dei Popoli, lottando ed opponendoci concretamente ad esso con l’unica alternativa scientificamente praticabile: l’attuazione del Socialismo reale.

    In Italia i Comunisti dobbiamo essere il cuore di un polo attivo che tuteli la classe operaia e distrugga il capitalismo. Noi Comunisti, per la nostra storia, la nostra cultura e la scienza marxista che ci contraddistingue, abbiamo la consapevolezza di poter disporre degli strumenti necessari per divenire una concreta opposizione al malato sistema capitalista.
    E’ fondamentale la costruzione del Partito Comunista in Italia: esso deve essere il cuore della politica italiana, nonchè la tutela dei deboli, dei disoccupati, dei precari, dei Lavoratori, dei pensionati e degli studenti. E quale potrebbe essere la collocazione di un partito comunista in Italia, se non al fianco della Russia anti-imperialista governata dal già Colonnello del KGB Vladimir Putin e della Cina Socialista governata dal Partito Comunista Cinese?

    Chi oggi si pone in chiave revisionista contro i blocchi Comunisti/anti-imperialisti/anti-capitalisti (costituiti da ALBA, UEE, BRICS e SCO) si assume davanti al mondo una responsabilità gravissima e si pone quale servo dei padroni, dei signori della guerra, degli imperialisti, dei capitalisti, dei vaticanisti, della massoneria e della mafia.

    Seby Midolo

    • Piero Laporta scrive:

      Grazie, molto interessante davvero. Tutto quanto da lei adombralo fa tuttavia meglio il Cattolicesimo, disperdendo minori risorse e senza uccidere nessuno. D’altronde un fallimento è un fallimento e, pur riconoscendo attenuanti storiche e buone intenzioni, fallimento rimane.
      Dovremmo invece riflettere tutti sul terribile paradosso per cui la difesa dei cristiani oggi passa per Mosca ben prima e meglio che per Roma. e in un certo senso almeno una parte della spiegazione la vedo nelle sue argomentazioni.

  4. Antonio scrive:

    …… grande. Non ho parole che questa. Ciao Piero.

  5. Fedro scrive:

    Re Piero!

  6. oscar scrive:

    Piero, su Bertinotti è come sparare sulla croce rossa. Anzi di cachemire!

  7. stefano rolando scrive:

    ..ho riso da solo(e questo è pericoloso) e mi si è allargato il cuore perché condivido completamente l’articolo; spero che questo commento non sembri limitativo e/o irriverente..

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