Bergoglio microfono del suo IO

Bergoglio microfono di IOBergoglio ondivago più che mai. Cancellate con un “pugno in faccia” le omelie sulla Misericordia

Bergoglio ondivago più che mai. Cancellate con un “pugno in faccia” le omelie sulla Misericordia, nessuno ha compreso, probabilmente neppure lui, quando e come la morale cattolica debba lasciare il passo alla boxe da strada e a che punto “fermarsi” davanti alle stragi. La passività predicata da Bergoglio fra le nuvole, poco tempo addietro, mentre sorvolava giulivo il gregge scannato nel deserto di Ninive, è repentinamente mutata in azione dopo la strage di Parigi: «Qualunque possa esserne la motivazione, la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile» esortando tutti a «opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, religione e cultura».

Non Praevalebunt” sacra profezia non vanificabile da un tango


Violenza omicida abominevole? Fermarla con ogni mezzo? Come mai l’improvvisa tempesta di testosterone per pochi morti ammazzati nel cuore laicista dell’Europa, dopo aver asperso cloroformio nelle coscienze cristiane per migliaia e migliaia di fedeli scannati? 
Da Facebook :«Dopo i pugni, i conigli e i calci nel sedere, parrebbe confermato che il problema è l’aereo. Forse è una banale questione di fuso orario, o di ossigenazione del sangue in alta quota. Comunque è proprio qui che dovrebbe emergere il ruolo e la secolare importanza della Curia, di padre Lombardi, dei medici pontifici. Basterebbe un po’ di attenzione nella gestione dei viaggi. Altrimenti davvero rischiamo che alla prossima ci si ritrovi a dover gestire il discorso della lepre marzolina e della gatta in calore».
Forse l’aereo è la causa scatenante, la vulnerabilità lecitamente sospettabile è tuttavia un narcisismo istrionico e senza freni, che fa di Bergoglio il microfono del suo io.
Va bene, nessuno è perfetto. Non vale tuttavia preoccuparsi più del dovuto. Questo è il Papa che meritiamo, dopo aver trattato come ben sappiamo giganti della Chiesa del calibro di S.S. Pio XII di venerata memoria, San Giovanni Paolo II, infine il mite e straordinario Benedetto XVI.
Fino all’ultimo conclave la Chiesa poteva vantare l’eccellenza della sua leadership, tale da farla svettare su ogni altra istituzione terrena; oggi essa scivola verso l’ordinarietà del mondo.
Inutile darsi pena. I cattolici che sinceramente trepidano per la Chiesa, sanno che non è obbligatorio che il Papa sia una vetta della Fede, della politica e neppure nel novero dei governanti. Anzi, vi furono pontefici che potrebbero ben figurare nella storia del malaffare, eppure il loro pontificato si risolse in un vantaggio per il Sacro Soglio. “Non Praevalebunt” è una sacra profezia non vanificabile da un tango.
Nel 1801, Ercole Consalvi, cardinale segretario di Stato, concluse un concordato con Napoleone, il quale, illudendosi di piegare il porporato durante i negoziati alquanto duri, minacciò di distruggere la Chiesa, per sentirsi rispondere con serafica leggerezza: «Maestà imperiale, non ci siamo riusciti noi…» Neppure Bergoglio e i suoi fratelli ci riusciranno.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante della carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

9 risposte a Bergoglio microfono del suo IO

  1. oscar dice:

    Non posso che sottoscrivere tutto delle tue riflessioni!
    Per quante flebo di fede un cristiano si possa fare “il soglio” ha da sempre (come giustamente hai sottolineato) evidenziato la sua schietta secolarità e storicità, contro il suo stesso esistere come pretesa trascendente. Non penso che sia la modernità, e “chi” si sforza di interpretarla, la causa della decadenza dei valori religiosi. Tuttavia i papi hanno fatto e fanno la storia, non solo della chiesa. Che ci piaccia o no.
    Dunque è vero: non prevarranno perché la vera forza della Chiesa rimangono i fedeli.

  2. Fedro dice:

    Certo, Antonio (grazie, Piero). Sai come diceva e faceva scrivere Don Orione?

    “Ave Maria. E avanti!”

  3. Fedro dice:

    Che ti dico sempre? In alto i cuori.
    Il Papa e’ più o meno come il Giacinto detto Marco?
    Facciano penitenza i signori cardinali che lo hanno votato.
    La Provvidenza saprà trovare la strada per far tornare la Chiesa a prima che, col Vaticano II, i “falsi miti di progresso”‘ (e i loro falsi profeti), la invadessero.

  4. massimo trevia dice:

    grazie soprattutto per questo articolo.per sdrammatizzare:”le porte degli inferi non prevarranno….anche grazie a piero la porta”!

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