Venezia, brutta commedia

segatoLa secessione al prosecco di Venezia e dintorni richiama una brutta e vecchia commedia del 1997, replicata in questa repubblica, la quale, come ogni cadavere che si rispetti, tanto più puzza quanto più il funerale tarda. 

Venezia si replica un’altra brillante operazione di polizia, per un analogo disegno cospirativo con un altro “carro armato”, sempre in piazza San Marco, nel 1997. Poco influì che il carro armato fosse più che altro adatto al carnevale; quei rivoluzionari al prosecco presero più galera di tutti i brigatisti rossi.

A lume di naso, ci pare che quei giochini non sono ancora finiti e c’è qualcuno che vuole trarre in inganno la magistratura e l’elettorato, denunciando tentativi bislacchi di secessione e complotti armati con unì’enfasi che non s’ebbe neppure ai tempi del povero Aldo Moro. 

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Matteo Renzi farebbe bene a vigilare. Mentre va in giro per Londra, a Berlino potrebbero avvantaggiarsi del clima di tensione che un’indagine sbagliata potrebbe causare, se una secessione farlocca fosse pretesto d’una repressione vera, scatenando violenze altrimenti inimmaginabili e dando agio ai vecchi tirannosauri di ripresentarsi come salvatori della patria.

L’ANSA – citando il comunicato stampa della procura senza altri riscontri – riferisce che tra gli episodi contestati ai secessionisti c’è anche la “costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un’azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco”. Il mezzo è stato sequestrato, dice l’ANSA che infine ci dice che si tratta di “un trattore agricolo trasformato in una sorta di mezzo corazzato attrezzato con un cannoncino da 12 millimetri, ma durante le fasi di montaggio c’erano stati problemi di calibratura e di recupero dei pezzi per la sua costruzione”.

Le indagini duravano da tre anni… Se costoro erano davvero pericolosi dovevano essere arrestati prima. Se non erano pericolosi, perché le indagini iniziarono? E soprattutto perché gli arresti proprio ora, quando il paese andava normalizzandosi?

Adesso si mostri il cosiddetto carro armato, “fatto in casa”, come le lasagne, figuriamoci. Lo si vivisezioni in tivvù insieme al “cannoncino da 20 millimetri” dopo averlo strombazzato su tutte le tivvù. Se questo non è possibile, tutti a casa i responsabili di questa brillante operazione.

Ci auguriamo che il Parlamento (quasi sovrano) voglia vedere subito chiaro in questa poltiglia di velleitari, politici frustrati e servizi segreti di rito ambrosiano, senza escludere quelli di rito gallicano e gli oramai onnipresenti luterani.

La voglia di mangiarsi l’Italia settentrionale alligna in Germania fin dalle bombe di Capaci e ancor prima. Occorre fare attenzione, signori del Parlamento sovrano (o quasi) che non vi gabellino una secessione falsa per accenderne una vera.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

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