Terrorismo: esercizio del potere con altri mezzi

pieczenikIl terrorismo, che cos’è? Perché compare oggi in quantità e forme mai viste? Terrorismo, macchina del consenso, questo il suo obiettivo, al di là delle aspirazioni al paradiso dei manovali. Il Califfato come le Brigate Rosse.

L’ennesimo (e non certo ultimo) attentato, oggi a Dacca domani chissà, avvia la litania di stupidaggini. Da un lato quanti trovano la quadra col mantra “le religioni sono terroriste”, dimenticando che Stalin e Hitler non erano carmelitani. Sull’altro fronte la confraternita della misericordia rilancia il volemmose bbene”, riconducendo il terrore a colonialismo e povertà.
Nelle ultime settimane l’Europa ha ricevuto due lezioni, in Gran Bretagna e in Austria. L’immigrazione accolta secondo il vangelo UE sfalda la coesione europea, già precaria di suo. Inoltre, né povertà né retaggi coloniali muovono i terroristi di Dacca: i “martiri” sono della borghesia agiata, costituitasi grazie al collaborazionismo cogli inglesi. Qualcosa di analogo si era già visto con Osama bin Laden, ma fu presto rimosso.
Oggi è evidente l’analogia sociale tra i fanatici di Dacca e i figli di papà di Lotta Continua, i Giangi Feltrinelli di vituperata memoria, ai borghesi ai tempi delle Brigate Rosse, intenti a far la spola fra banca, università, azienda di famiglia e covo rivoluzionario.
Chi ha già il potere ha necessità di consenso, senza il quale è delegittimato. Per assicurarsi il consenso, il potere ha essenzialmente due leve: le risorse economiche e la forza. Il terrore è manifestazione della forza del potere. Dal 1989 il terrore è usuale e sistematico, allo scopo, ripetiamolo, di creare consenso. La manovalanza non manca e le risorse economiche scarseggiano: è quindi più agevole ingannare le masse con un pericolo pretestuoso piuttosto che assicurare dignità di vita a tutti. Il volto nascosto del terrore così sfugge all’osservazione, se ci si sofferma solo sugli aspetti cronachistici delle vittime o degli assassini (le loro storie, i loro affetti, le vicende umane, le sorprendenti agiatezze, ecc.).
Occorre guardare oltre il “colore” delle cronache, senza tuttavia cadere nella dietrologia, rigorosamente attenti quindi a quanto accade oggi e accadde ieri.
“Terrorismo” non è solo bombe o morti ammazzati. Vi è terrorismo demografico, terrorismo ecologico-climatico, terrorismo economico… Vi è anche il terrorismo sperimentale. Abbiamo un esempio recente e uno più remoto. Nel  2010 si sprecavano trasmissioni scientifiche sulla fine del mondo, annunciata dal calendario Maya, niente meno, per il 21 dicembre di quell’anno. La fine del mondo annunciata era una boiata pazzesca, ma fu un test molto serio sulla capacità di controllare il panico di massa in caso di attacco nucleare (distruzione generale), mentre i venti della tensione si levavano fra USA e Russia. Un esperimento simile occorse il 30 ottobre 1938. Ordinarono a Orson Welles: ”Dai, facci capire quanto efficace sia la radio per scatenare il panico, dopo tutto stiamo andando in guerra, dobbiamo sapere cosa farne di queste valvole”. Il grande Wells annunciò “La Guerra dei Mondi”, l’invasione dei marziani. Era la sera di Halloween, dolcetto o scherzetto, quando la popolazione americana fu messa alla prova.
Tutte le forme del moderno terrore, dalle più blande alle più efferate, presentano rilevante e variegata disponibilità di mezzi, unita a incisiva capacità di comunicare. Questo è peculiare a una “direzione strategica” niente affatto improvvisata, ricca di mezzi, assistita da intelligence di alto livello. Tali capacità oggi non appartengono solo agli Stati. Per esempio, Goldmann&Sach, la più clintoniana delle banche internazionali, dispone di forze militari, assistite da centri di comando e intelligence, dotati come quelli di grandi potenze, salvo disporre talvolta di fondi più cospicui e, nello stesso tempo, essere meno noti.
Terrorismo è la prosecuzione della politica con altri mezzi, prosecuzione tuttavia più economica. Come ieri era facile trovare le fanterie per le guerre tradizionali, i fanatismi oggi forniscono carne fresca per altre avventure. Il terrore, più risparmioso della guerra, diventa così politica di tutti i giorni.
Abbiamo già visto qualcosa di simile? Certo, ai tempi delle Brigate Rosse, quelle manovrate da Steve Piekzenic (foto), inviato in Italia da Jimmy Carter, un Obama ante litteram.  
Quanto più le Brigate Rosse attaccavano “lo Stato borghese” tanto più rafforzavano “la solidarietà nazionale”, cioè quanti, nella Dc e nel Pci, avevano salutato la morte di Aldo Moro con un sospiro di sollievo.
Per comprendere dove si possa andare, grazie al terrore di oggidì, immaginiamo uno scenario.
L’Europa è sotto attacco da molti mesi. L’Italia è in ballo da quando va acutizzandosi la voglia di evadere dalla UE. Dopo una serie di colpi mortali, alla vigilia d’un importante appuntamento politico, improvvisamente arriverà un grosso successo contro il terrorismo, magari per mano delle istituzioni europee, nel segno della solidarietà europea, come ieri della solidarietà nazionale. Eccessivo? Le Brigate Rosse fecero apparire giganti politici certuni, tutt’al più adatti a fare il sindaco in provincia di Avellino. 
È un miracolo ripetibile su scala più vasta per mano di martiri islamici, sciocchi e sanguinari almeno quanto i brigatisti.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

9 risposte a Terrorismo: esercizio del potere con altri mezzi

  1. lucia morelli dice:

    Piero, grazie per quello che scrivi.

    Il terrorismo multiforme è… invincibile.

    E’ la rivoluzione dei servi della gleba del 2000…espansa in tutto il mondo che – per motivi religiosi (trono+altare) – non interviene sulla bomba demografica. Adesso vivo in un luogo meraviglioso che stanno corrodendo, inquinando devastando con piccoli ed enormi orrori. Oltre all’inquinamento delle falde acquifere, e dell’aria…
    Quindi l’impegno alla laicizzazione di questa Repubblica chi la sta portando avanti, seriamente??? NESSUNO!!!

  2. Angelo dice:

    L’umanità non riesce a strarsene ferma (in motu vita) e il terrorismo altro non è che una dinamica dell’esistenza che ci induce a una specie di ballo di San Vito per non farci sentire troppo l’astinenza dalle guerre tradizionali.

  3. Pierpaolo Piras dice:

    Il terrorismo : guerra di pochi contro molti.
    È una guerra asimmetrica, esiste dalla nascita dell’umanità.
    È praticata anche da animali come le vespe ecc ecc .
    Quando la sproporzione di mezzi militari, finanziari e forze civili e’ enorme , al più debole non rimane che ricorrere a piccoli gruppi o ,a maggior tutela della sicurezza, singoli individui, tutti votati alla causa, religiosa o politica che sia,
    per compiere atti dimostrativi eclatanti , in circostanze cariche di grande simbolismo e/o affluenza di popolo, arrecando il massimo del danno, ieri col pugnale dei sicari oggi con gli esplosivi ma sempre col medesimo cliché.
    La storia è zeppa di episodi terroristici, dai servi della dea Kali’ ai devoti di alcune sette giudaiche.
    Notoriamente il terrorismo non ottiene mai risultati duraturi nel tempo.

  4. Alessandro Gentili dice:

    Peccato che la miopia e il modestissimo livello dei cd grandi del mondo debbano delineare un futuro così gramo! Anziché mettere a fuoco le vere cause dei dissesti che scuotono le varie parti del mondo, continuiamo a rompere le palle a Putin e alla Russia, rafforzando le truppe NATO in Polonia e nelle repubbliche Baltiche (si fa per dire) . Il carrozzone della NATO è il gemello di quella schifezza, agglomerato di truffatori, che è l’UE.
    Dicevamo, il terrorismo. Esso lo conosciamo bene e ci conviviamo altrettanto bene nella speranza che i suoi tragici effetti interessino sempre e solo gli altri. Le scelte scriteriate di USA e GB, tutte mascherate da sporchi interessi economici, hanno creato le premesse per farci ballare sui carboni roventi per chissà quanti anni. Eppure basterebbe pochissimo per cancellare le roccaforti dell’ISIS; ma non gliene frega niente a nessuno. Basterebbe poco per mettere fine all’indegna tratta degli schiavi rappresentata dall’immigrazione epocale in atto: si, questo è l’immigrazione in corso. Una nuova tratta degli schiavi organizzata da mussulmani a vantaggio del mondo occidentale, che però non lo ha ben capito, anche a causa di qualche illustre fessacchiotto che anziché invitare gli occidentali allo sfruttamento più bieco chiede invece di aiutarli!?
    Eh si!Tra questa tratta degli schiavi e quella organizzata nel XVI, XVII, XVIII e XIX secolo non c’è nessuna differenza; anche allora erano arabi e neri musulmani che predavano gli africani e li vendevano ai portoghesi e agli spagnoli che li rivendevano alle colonie britanniche e francesi nel nord America! Colonizzatori che, non essendo tenuti al political correct, sapevano bene come usare gli immigrati-schiavi. Poi, quando il giocattolo stava per rompersi, inglesi e francesi sono tornati nelle loro case e hanno lasciato il cerino acceso ai cosidetti americani che ancora oggi non accettano di trattare alla pari con quegli immigrati che arrivarono in America, non esattamente di loro volontà.

  5. oscar dice:

    Concordo pienamente!
    Oggi scandali a tutta manetta con Cantone che delira: ” … figuratevi se non ci fossi stato io!”.
    Terrorismo che miete vittime.
    Brexit che ci “costringe” ad “Atlante 2” e nessuno ha spiegato perché e quale dovrebbe essere il nesso fra le due cose. Come dire: a Parigi fanno le baguette integrali e il Monte dei Paschi crolla in borsa.
    Ma sarete pazzi a insistere per il voto?!
    Ma vogliamo far vincere la voglia di cambiamento e legalità che – come un anelito carbonaro – va vieppiù rafforzandosi nel bel paese?
    Giammai!
    Dice Renzi o chi per lui: après moi le déluge!
    Intanto tutti i paesi fuori dall’area euro continuano a crescere (USA, Svezia. Australia …) mentre da noi cresce solo la Germania. E tanto ci basti!
    Sai Piero, c’è chi dice che questo paese non ancora annovera stragi terroristiche in loco (e quindi trucidano i nostri connazionali all’estero), perché la delinquenza organizzata che da noi è molto efficiente, controlla capillarmente il traffico di armi ed esplosivi e non ha nessuna intenzione di farsi sfilare il business vendendo armi a quattro pulciosi straccioni con la voglia di mettere le proprie ed altrui budella al sole.
    Dopodiché, Alfano può andare a casa ad aiutare il papà ottantenne.

  6. stefano rolando dice:

    ..è sempre un piacere leggere qualcosa di logico e consequenziale,da la forza di continuare a guardare quei fogli dei giornali asserviti..!Riguardo al terrorismo, qualcuno è andato a scoperchiare il vaso di Pandora per interessi inconfessabili e ora viene processato;ricordo che quando Blair terminò il suo mandato venne delegato ai rapporti col Medio Oriente e ne è venuto fuori questa situazione..forse non conosceva la mitologia greca e pensava di far fuori quei due o tre piccoli Napoleoni locali come Nelson a Trafalgar

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