SIRIA Pace in vista – Trump e Putin Aprano gli Archivi

#VivaLaSiriaLiberataSIRIA La guerra in Siria volge al termine. Ammaestramento: mai più politiche menzognere e occulte sulla testa dei cittadini, sui cadaveri delle povere vittime. #VivaLaSiriaLiberata 

Siria, le bugie hanno intossicato la verità, la quale ha tuttavia vinto: terroristi cacciati, civili evacuati e gente in festa, ad Aleppo e altrove. Siria verso la pace vera. La coda velenosa di terrorismi, autobombe e Tir del Califfato obamiano-clintoniano non muta lo stato di fatto. La guerra si vince per prevalenza delle truppe e per conquista del territorio. Terrorismo e bugie, fiction televisive e improbabili volontari non ne mutano gli esiti.

Pubblicato con altro titolo su La Verità, diretto da M.Belpietro

Vladimir Putin e Bashar al-Assad hanno vinto a spese del Nobel per la pace Hussein Barak Obama e di Hillary Clinton, coi loro padrini, Goldman&Sachs, J.P. Morgan, Georgy Soros… il “complesso militare industriale”, la cui pericolosità fu additata sin dal 17 gennaio 1961 da Dwight Eisenhower, accomiatandosi dalla Casa Bianca.
Quanti dipingono la Russia a tinte fosche, dimenticano che essa non è un pericolo per la sicurezza dell’Occidente, tanto meno dell’UE, accodatasi tuttavia agli embarghi decisi a Washington. Il pericolo viene palesemente dal terrorismo contiguo ai medesimi denigratori della Russia.
Putin è un presidente autoritario? Certamente. Bashar al-Assad è un dittatore? Certamente. Se così non fosse stato sarebbero stati travolti come lo furono Libia, Tunisia ed Egitto. Magari avessimo avuto anche in Italia un governo autoritario nel 2011, quando i nostri interessi strategici furono calpestati dalla NATO, mentre Silvio Berlusconi si lasciava spodestare dal carrista emerito Giorgio Napolitano, entusiasta sostenitore degli sconfitti in Siria. Il conflitto siriano offre quindi ulteriori ammaestramenti.
I Bush, i Clinton e Barak Obama – mediante la NATO – hanno perseguito disegni imperiali pur non avendo sufficiente disponibilità di truppe combattenti sul terreno e con ancor minore capacità di controllo del territorio conquistato. Ne è prova il fallimento in Afghanistan e in Iraq, dopo le sanguinose guerre per portavi la democrazia.
Gli Stati Uniti sono dunque inaffidabili per la difesa dei propri alleati, proprio in quanto hanno fallito cogli alleati afghani e iraqeni. Anzi, gli eventi del 2011 in Italia rendono tale inaffidabilità ancor più sinistra.
Che cosa cambierebbe, visto che Donald Trump vuole una politica di collaborazione con la Russia? Se fosse vero, una revisione della NATO si imporrebbe. In altri termini, se la NATO non s’è giovata dal 1989 a oggi della collaborazione con la Russia, occorre capire perché le forze politiche europee – in particolare quelle italiane – si sono prestate ad alzare il livello dello scontro con Mosca, proprio quando la sua pericolosità scemava. È quindi da chiarire il ruolo delle sinistre – in Italia, in Francia, in Germania e in Gran Bretagna – passate, dopo la dissoluzione dell’URSS nel 1991, armi e bagagli sul fronte clintoniano, caudatarie entusiaste del complesso militare industriale USA. Chiarimento vitale per la democrazia, per fare pulizia nella politica.

Occorre appurare quale salario d’onore possa guidare da piazza Venezia a piazzale Loreto, dalla piazza Rossa alla Casa Bianca, giovandosi delle fucilazioni di massa in Ungheria, dello stragismo degli anni di piombo, della balcanizzazione delle stragi, dell’islamizzazione del terrore.
Vladimir Putin, autoritario quanto si voglia, ha cancellato l’Unione Sovietica e il famigerato Kgb.
Donald Trump, novizio nell’agone politico, è in tutta evidenza vittima della CIA e dei suoi manutengoli.
Al contrario, quanti accusano Putin e Trump di autoritarismo sono fra i più sospettabili di aver munto sia il Kgb che la Cia, a spese delle rispettive vittime, di milioni di morti, strumentalizzando ideologie e terrorismi.
Insomma, Putin e Trump, grazie all’apertura dei rispettivi archivi, eviterebbero di gettare nelle fognature della storia milioni di cadaveri nei Balcani, in Africa, nel Medio Oriente, nel Caucaso, in Mesopotamia e in Asia. Pulizia in vista della pace, per renderla duratura, affinché anche i più scettici fra i mussulmani comprendano che si vuole davvero una politica nuova. www.pierolaporta.it

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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6 risposte a SIRIA Pace in vista – Trump e Putin Aprano gli Archivi

  1. sigmund dice:

    La mia impressione è che Stati Uniti e Russia si sono fatti la guerra sul suolo degli altri massacrando i popoli che hanno avuto la sventura di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

    In questo modo la prima industria statunitense, quella bellica, può continuare a sopravvivere e tentare di soggiogare il mondo intero mentre la Russia di Putin ci fa sperare che il mondo non sarà globalizzato sulle ceneri della civiltà cristiana.

    • Russia e USA in questo caso non possono stare sullo stesso piano, se non altro perché l’assalto alla Siria è arrivato dagli USA ed è stato spento dalla Russia.

      • sigmund dice:

        Vero. Le responsabilità sono diverse ma, purtroppo, il risultato finale rimane.

        Alla Russia di Putin va anche riconosciuto il merito di aver saputo resistere all’ondata rivoluzionaria che pretende di sradicare l’uomo dalle sue radici biologiche per farne un “prodotto culturale”.

  2. stefano rolando dice:

    ..condivido in toto,ricordavo annch’io l’ammonimento di Eisenhower.Che siamo ad una svolta?
    Prima ci raccontavano che l’URSS era pericolosa perché “comunista”,ma adesso? Sono state più democratiche le elezioni nella federazione Russa o negli Usa?

  3. alessandro gentili dice:

    Caro Piero,
    il guaio è che il governo, i vertici della Difesa e quelli che contano sono totalmente presi dall’esigenza di sopravvivere nelle proprie inutili e miopi funzioni e non leggono ciò che hai scritto su La Verita!
    Se provassero ogni tanto a fermarsi e a ragionare e riflettere, forse riuscirebbero pure a correggere le loro scelte assurde e spesso quasi suicide.
    Ma Berlusconi si è giocato tutto per il solo fatto di aver tentato di risolvere i problemi energetici dell’Italia con Putin e Gheddafi.
    Ma per fortuna Putin è ancora li, vivo, vegeto e potente. Ma noi stiamo sempre dietro a quelli che vogliono mettere le sanzioni alla Russia, anzichè metterle ai francesi, inglesi e americani.

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