Roma, Mafia Capitale – i documenti dei ROS

ignazio marinoMafia Capitale, Roma descritta in tutto il mondo come un covo di mafiosi. Eppure tutti si chiamano fuori.  La “destra” accusa la “sinistra” e viceversa. Non c’è né destra né sinistra nel regime spartitorio che ha dissipato a Roma 1miliardo e 300milioni di euro.
Berlusconi taccia perché sostenne lo squallore di Gianni Alemanno. Renzi taccia: è sconcio il suo cinico istrionismo a sostegno d’un indifendibile Ignazio Marino.

Confisca dei beni dei corrotti sino alla terza generazione: a loro, ai loro figli e ai loro nipoti. 

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La giustizia cominci dal recupero del maltolto

Questo squallore mentre il paese crolla, mentre le tasse sono insopportabili agli onesti, mentre la pubblica amministrazione è un lupanare, una fogna irrecuperabile. Si domandano se sia opportuno sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, Infiltrazioni? Il sindaco Ignazio Marino che dedica il suo primo stipendio alla cooperativa mafiosa è un manifesto politico che da solo dovrebbe indurre a sciogliere la politica nell’acido, altro che sciogliere il consiglio comunale. Roma è caduta a livello d’una capitale centro africana e l’unica scusante per questo sindaco è che la corruzione non è nata con lui, è vero; altrettanto vero tuttavia che né il suo comportamento, per esempio nella faccenda vergognosa delle multe non pagate, né le sue frequentazioni suggeriscono svolte rispetto al passato.  Qui sotto,  col video in cui Ignazio Marino inneggia alla cooperativa mafiosa, un piccolo esempio delle sporcizie emerse dalle indagini dei ROS dei Carabinieri. Buon divertimento.

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A tal proposito, si cita quanto riferito da BUZZI a CAMPENNÍ nel corso del dialogo censurato il 20.4.2013, dove, per rimarcare il potere esercitato da CARMINATI riportava un episodio in cui, nel corso dei lavori presso il campo nomadi (di Castel Romano e di cui si è già ampiamente parlato nelle precedenti richieste, ndr), avendo superato il tetto di spesa inizialmente fissato, quest’ultimo sarebbe intervenuto direttamente sul capo segreteria del sindaco Antonio LUCARELLI per ottenere l’erogazione di un nuovo credito, pari a “trecentomila” euro: “allora praticamente bisognava parlà col suo capo segreteria, quello che ha ammazzato dall’inizio, un Padre Eterno…allora chiamiamo Massimo e faccio “guarda che qui c’ho difficoltà a farmi fa’…i trecentomila euro” me fa< me richiami> visto c’ha il telefono…su quel telefono parla solo lui, me fa dice <va in Campidoglio, alle tre, che scende Lucarelli e viene parlare con te> ho fatto “a Massimo ma io nemmeno salgo su, no.. quello scende giù!?” <vai alle tre lì, tranquillo>, aò alle tre meno cinque scende, dice <ho parlato con Massimo, tutto a posto domani vai..> aò tutto a posto veramente! C’hanno paura de lui c’hanno paura che cazzo devono fare qua..”.
Proprio in relazione al ruolo centrale rivestito in seno all’organizzazione, CARMINATI riforniva TESTA, BUZZI e PUCCI, i suoi collaboratori più stretti, di apposite utenze cosiddette “dedicate”, ovvero intestate a terzi e cambiate periodicamente al fine di eludere eventuali attività di intercettazione nei loro confronti. Le attività investigative hanno inoltre dimostrato come CARMINATI si servisse anche delle cooperative riconducibili a Salvatore BUZZI, per accedere, attraverso un sistema di false fatturazioni emesse da società compiacenti, alla propria parte di guadagno derivante dalle illecite attività condotte dal sodalizio. In particolare, dalle attività tecniche svolte all’interno degli uffici della Cooperativa di via Pomona 63 (RIT 8416/13), è emerso come CARMINATI partecipasse attivamente alle riunioni presiedute da BUZZI, fornendo valutazioni ed indirizzando le decisioni strategiche inerenti alla compagine societaria oggetto dell’indagine. Sono le stesse parole di BUZZI e CARMINATI a corroborare l’ipotesi secondo cui la partecipazione di quest’ultimo alle dinamiche societarie fosse legata ad un tornaconto di carattere economico, in gran parte lasciato in custodia dello stesso BUZZI all’interno delle disponibilità patrimoniali delle società di quest’ultimo allo scopo anche di finanziarne le relative attività imprenditoriali. A titolo esemplificativo, si riportano i contenuti delle intercettazioni maggiormente significative:

  1. il 20 aprile 2013, BUZZI, rivolgendosi a Giovanni CAMPENNI’, spiegava il contributo economico elargito da CARMINATI per i lavori eseguiti presso il campo nomadi di Castel Romano: “… perché a me ‘na grande mano me l’ha data… per quel campo nomadi me l’ha data Massimo perché un milione e due, seicento per uno chi cazzo ce l’ha un milione e due… cash”;
  2. il 20 giugno 2013, BUZZI, commentando con la GARRONE i lavori del “campo F” di Castel Romano, le spiegava: “Ottantanove iva inclusa…metti ottantacinque…trentacinque se li pija Massimoquindi Massimo s’è ripreso trenta per cinque…trentaci…no…trentacinque per nove quattrocentodiecimila euro Massimo…e noi nove mesi se semo ripresi cinque per nove…cinque per nove?”;
  3. il 20 dicembre 2013, rivolgendosi a Paolo DI NINNO e Sandro COLTELLACCI, BUZZI affermava: “ma i soldi di Massimo sono quelli del campo nomadi”;
  4. l’ammontare degli illeciti profitti accumulati che, stando sempre alle affermazioni di BUZZI del 28 marzo 2014 (RIT 8416-13

    S:  aoh (inc, si sovrappongono più voci) ma sai noi a Massimo quanto gli dovemo da’? tu non c’hai idea!
    CC: si ma dandoglieli…
    PD: non c’hai idea
    S: non c’hai idea
    CC: ma diamoglieli!
    S: non c’hai idea
    CC: me l’hai detto l’altro giorno
    S:   Un milione!

    Legenda:
    S:Salvatore BUZZI,  AG: Alessandra GARRONE, CB: Claudio BOLLA, CC: Claudio CALDARELLI, EB: Emanuela BUGITTI

    Pr.3294-A-5), era pari ad un milione e mezzo di euro che lo stesso CARMINATI generalmente lascerebbe, con accordi precisi per la restituzione anche in caso di sua morte, nelle disponibilità finanziarie delle società cooperative in parola; in tal modo, ovvero non ritirando regolarmente i profitti illeciti nella loro totalità, lo stesso gruppo BUZZI verrebbe anche finanziato facendo quindi ricorso al credito bancario in misura inferiore rispetto all’entità effettivamente necessaria:
    …omissis…

il 16.6.2014, nella conversazione intercettata[5] all’interno degli uffici di via Pomona n. 63, il commercialista XXXXX, rapportando a BUZZI e CARMINATI la contabilità relativa alle cooperative, riferiva a quest’ultimo che “141” (141.000 euro, ndr) ce l’aveva “dentro” e BUZZI specificava “dentro la cooperativa”. Quanto asserito trovava riscontro dagli accertamenti bancari svolti, dai quali si evinceva come a favore della COOPERATIVA SERVIZI MANUTENZIONE SCARL la Cooperativa 29 Giugno avesse effettuato cinque bonifici  per un totale di 141.274,05 euro, trasferiti nell’arco temporale compreso tra il 18.11.2013 e l’1.4.2014.

La regola ‘aggiungi un posto a tavola’ non sempre è sinonimo di ospitalità: può anche essere fonte di imbarazzo. E’ successo per la cena di autofinanziamento del Pd a Roma il 7 ottobre scorso. A furia di aggiungere, è capitato che tra i commensali ci fosse anche Salvatore Buzzi, l’uomo delle coop romane da 60 milioni di fatturato, arrestato nell’inchiesta su ‘mafia capitale’, accusato di essere colui che pagava le mazzette ai politici per conto della cupola del boss Massimo Carminati, ex Nar, ex Banda della Magliana. C’era anche lui tra i commensali del Salone delle Feste dell’Eur, ospite del Pd romano [huffingtonpost 05.12.2014]

“è capitato che tra i commensali ci fosse anche Salvatore Buzzi” ecco una difesa d’ufficio subliminale, quindi ancora più sconcia

La presente indagine ha inoltre evidenziato come CARMINATI, in qualità di regista del sodalizio in parola, dettasse gli espedienti necessari ad eludere eventuali attività d’intercettazione nei propri confronti. Era proprio CARMINATI, infatti, a rifornire i suoi collaboratori più stretti delle già citate utenze dedicate, stabilendone i tempi e le modalità di sostituzione, ed era sempre lui a disporre l’adozione di apparecchiature atte ad interferire con eventuali attività d’intercettazione in loco, ciò a seguito della verifica fiscale svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza il 12.11.2013 presso gli uffici della Cooperativa 29 giugno siti in via Pomona n.63. Sono stati raccolti elementi sostanziali a certificare che per le illecite attività di cui è stato promotore, CARMINATI abbia ricevuto cospicui guadagni, parte dei quali in denaro contante, oltre a quelli, ammontanti almeno ad un milione di euro, lasciati in custodia presso le stesse cooperative di BUZZI. A fondamento di tale ipotesi si citano le conversazioni registrate all’interno degli uffici IMEG (RIT 1676/13), testimonianti l’acquisto di una villa a Sacrofano, per la quale CARMINATI avrebbe elargito la somma di circa 120.000 euro[7] non dichiarati a contratto, nonché l’affermazione che BUZZI, il 15.11.2013, rivolgeva ai presenti nell’ufficio della cooperativa, spiegando che la Guardia di Finanza, nel corso della nota verifica fiscale, non aveva rinvenuto denaro contante in cassaforte perché i soldi consegnatigli da “Marco” (CLEMENZI, ndr) se li era portati a casa e “Massimo” (CARMINATI, ndr) era poi passato a prenderli il lunedì successivo in cooperativa. Infine, il finanziamento di “600.000” euro accordato dallo stesso a BUZZI, per sostenere economicamente i lavori di ampliamento del campo nomadi (di cui quest’ultimo riferiva nella conversazione del 20 febbraio 2012) non poteva che configurare il reimpiego di proventi illecitamente accumulati, considerato che, dalla consultazione dell’anagrafe tributaria, CARMINATI dal 1997 al 2013 risulta aver percepito redditi per un totale di 5.710 euro. 

 

 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

6 risposte a Roma, Mafia Capitale – i documenti dei ROS

  1. Armando Stavole dice:

    Ma mi fu insegnato che se ti dai da fare Dio ti aiuta, non il contrario.

  2. oscar dice:

    Notizia del giorno (… si fa per dire): la mafia ha pervaso tutti i più delicati e remoti gangli dello Stato! Siamo allo sfascio!
    Invece, secondo il mio sommesso avviso, allo sfascio – oramai – è proprio la mafia, che – incautamente – si è fatta infiltrare dallo Stato.
    Che leggerezza accettare che politici vagabondi e cialtroni, senza arte e ne parte, gente dedita al meretricio e al ladrocinio, nella migliore delle ipotesi: braccia sottratte all’agricoltura, si potessero mettere in affari con loro. Ben gli sta!
    Coraggio: questa è la volta buona che il Paese si libera delle organizzazioni mafiose.
    E’ stato detto: una risata vi seppellirà!
    Per loro può valere: un politico vi seppellirà!

  3. Enrico Ceotto dice:

    Scriveva Giuseppe Gioacchino Belli:”Bast’a sapé ch’ogni donna è puttana, e l’ommini una manica de ladri, ecco imparata l’istoria romana.”

  4. Fedro dice:

    Senza la Fede, l’uomo è perduto nelle sue bassezze. In Lussemburgo organizzano una off-shore dentro la UE. E banchettano tutti; sempre molto eleganti. A Roma, in romanesco.
    E a Siena? E a Berlino: E’ vero o no come dice Giulio Tremonti, la distruzione della Grecia l’hanno deliberata? E’ Roma, da S. Pietro, che deve farsi viatico di salvezza. Usare, come ci ricordi sempre, i poteri conferiti dal Cielo.

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