Pio IX, Ignoranza e Identità Nazionale

PIO IXIl richiamo a Pio IX per l’identità nazionale, indusse un mio fraterno amico non cattolico ad additarmi una pagina di Facebook.

I tenutari di quell’angolo di social network muovono accuse infamanti a PIO IX, fra le quali la giustificazione della schiavitù. Questo amico, come ho detto, non è cattolico ma ha ben compreso che cosa si nasconde dietro quella pagina e quali siano le implicazioni negative per l’identità nazionale.
A dire la verità, ho trovato più d’uno impegnato a lanciare letame nel web. Va bene, ci si fa una ragione. Resta tuttavia l’amaro in bocca, osservando come i portatori sani di crassa ignoranza dissertino sul nulla, anzi, ancor peggio, mediante menzogna, come vedremo.
Il temerario predicatore dopo una serie di farneticazioni sull’Opus Dei, svela la ragione della sua ostilità per José María Escrivá de Balaguer, niente di meno «amico e consigliere del dittatore fascista – stragista Francisco Franco». Nell’anno 2014 vi è ancora chi spaccia ideologia, par di capire. Bisogna aspettare che la natura faccia il suo corso e, con esso, la dovuta pulizia.
Non è sicuro tuttavia che sia sufficiente poiché l’ideologia, come l’idiozia, è virulentemente infettiva. Il calunniatore di Pio IX biascica infatti una sorta di simmetrico dei “Protocolli dei Saggi di Sion” in chiave anticattolica. Ecco dunque i funambolismi su “Edgardo Mortara” e sui cattolici convinti che «il giudaismo prescriveva sacrifici rituali di cristiani». E visto che c’era, mette nel mazzo pure gli «assassinii di patrioti italiani che lottarono per l’unità d’Italia» .

Don Edgardo Mortara, ultimo di sei figli d’una famiglia ebrea, divenne prete dopo essere stato sottratto ai genitori ed educato da cattolico, secondo le leggi del tempo nel Regno pontificio, perché battezzato dalla domestica cattolica. Può dispiacere, è legittimo, ma le leggi del tempo prescrivevano esattamente quanto avvenne. Oggi non potrebbe più accadere nulla del genere, mentre invece accade di peggio, per mano di assistenti sociali e tribunali dei minori che impazzano laicamente a man salva sulla famiglia, grazie a ideologie paragiuridiche affini a quanto ispira il nostro intemerato.
In quanto ai «sacrifici rituali di cristiani», chi ne blatera ancora dovrebbe sapere che almeno dal 2008, dopo un brutto libro di Ariel Toaff, “Pasque di Sangue”, le persone intelligenti nelle chiese e nelle sinagoghe non discutono sulla memoria delle reciproche fobie, ma piuttosto guardano avanti. Perché? Ebrei e cattolici sono destinati a camminare insieme, sebbene questo dia l’orticaria ai seminatori di odio di tutte le tendenze, ma tant’è.
A proposito di “patrioti che volevano l’unità d’Italia” morti ammazzati dalle truppe pontificie, vi furono – e sono ancora tantissimi – quelli che avrebbero voluto stripparli personalmente i cosiddetti patrioti, in massima parte terroristi antesignani delle stupide Brigate Rosse. La perfezione tuttavia non è di questo mondo e anche in tal caso meglio guardare avanti, piuttosto che ostinarsi a essere statue di sale nella Storia.
Non è tutto. Il compitino del nostro intemerato comincia con una vera calunnia: S.S. Pio IX di venerata memoria avrebbe caldeggiato la schiavitù, scrivendone nel suo celebre Sillabo [NdR, un elenco di errori che il Papa additò ai fedeli a conclusione della sua enciclica Quanta Cura]. Abbiamo chiesto al calunniatore quale fosse la fonte; l’intemerato tace.
La Chiesa cattolica, luce della civiltà, condannò la schiavitù sin dal 1495, con una bolla di Alessandro VI, quel Papa Borgia calunniato a sua volta e sottostimato nelle fiction di provenienza britannica. Papa Borgia intervenne solo tre anni dopo la scoperta delle Americhe, ovvero mentre la piaga della schiavitù si stava aprendo. Chi caldeggiò la schiavitù? Certamente anche autorevoli e potenti cattolici, ma costoro non poterono farsi mantello né del Papa né della dottrina della Chiesa; piuttosto s’avvalsero appena poterono delle molte e dotte giustificazioni provenienti dai circoli calvinisti e, in seguito, dai liberali inglesi e dai giacobini che altrove predicavano la libertà. Tuttora le colonie dove sono passati luterani, calvinisti, orangisti e francesi sono segnate dolorosamente da sfruttamento, tortura e brutalità d’ogni segno.
E’ appena il caso di osservare che S.S. Pio IX di venerata memoria nel suo eccelso Sillabo non si è mai sognato di scrivere gli orrori attribuitigli dall’intemerato calunniatore. Potete leggere qui l’enciclica “Quanta Cura” e il “Sillabo”.
Qual è la lezione? L’intemerato calunniatore non è solo nel web, tutt’altro. Egli è una piccola monade e, come una petecchia, egli non è il male in sé, tuttavia ne è sintomo certo ed è insieme a una moltitudine di petecchie, ciascuna sineddoche d’una pestilenza che affligge italiani d’ogni età: ignoranza crassa, essa, sì, il peggiore e principale ostacolo a una identità nazionale. Proprio per questo abbiamo bisogno d’un miracolo: che S.S. Pio IX di venerata memoria interceda con fulminante efficacia.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

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