Giacinto Pannella “ci lascia” gli imbecilli in Vaticano

pannella02Giacinto Pannella, difensore dei ricchi, pifferaio dei poveri, svela la deriva idiota del Vaticano

Pannella “era onesto”, si sente dire, “si batteva disinteressatamente per cause nobili”, con ciò spiegando il va e vieni omaggiante al feretro. Neppure Cossiga rubava, ma ha ucciso Aldo Moro insieme a Enrico Berlinguer. Erano complici, poi la consorteria si ruppe, com’è naturale per la “complicità”.

Asinus asinum fricat

Il Vaticano e il suo re s’accodano al coro, santificano Pannella, rimpiangendo «…i suoi scioperi della fame e della sete con cui era solito manifestare il proprio impegno antiproibizionista, contro la pena di morte, a favore dei carcerati, dell’aborto, del divorzio e dell’eutanasia. […] Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati. […] ci lascia una eredità umana e spirituale importante, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà.»

francescano in tv, gesuita con Dio

Se un prete prega per un morto fa il suo mestiere, affinché incontri la misericordia di Dio, nonostante quanto la bonanima abbia fatto in vita.
Le parti, in questo caso si sono invertite. Giacinto Pannella, baciando il Crocefisso, se n’è andato col Rosario fra le mani [leggi qui]. Viceversa, il re dello Stato Vaticano ne celebra le politiche anti famiglia e si spinge oltre: «…ci lascia una eredità umana e spirituale importante». Quella particella pronominale “ci”, anteposta a “lascia”, addita il legato di Giacinto non solo all’ammirazione delle cerchie bergogliesche bensì pure quale eredità del Vaticano. È una tossina premeditatamente inoculata come il famigerato “chi sono io per giudicare”. Verrebbe fatto di rispondere: “Oh, bella si cercherà un papa”. 
Bergoglio, dopo la spallata a S.S. Benedetto XVI, è impegnato a raccattare l’autorità che il mondo gli riconosce, accaparrandola come i rom nei cassonetti della spazzatura, quelli senza curarsi dei danni alla propria salute, quello delle ferite alla Fede, gli uni e glia altri determinati a sopravvivere a dispetto di se stessi.
Bergoglio ha dalla sua le peggiori consorterie internazionali e, grazie a questo, è popolare.
Il fatto è che Giacinto si è santificato sa solo, con quel bacio al Crocefisso. Poco importa se sia una conversione tardiva o l’esito d’una tattica di una vita: negare la propria Fede per incidere su cattolici e per far passare decisioni orride, eppure reputate giuste, in buona fede, proprio grazie a una Chiesa scarsa di Vangelo e piuttosto impegnata nella corsa al potere.

L’imbecillità dilaga, sorella della malvagità

In questo contesto Bergoglio non è una novità, ma piuttosto la conseguenza d’un processo che parte almeno dalle storture del Concilio Vaticano II.
D’altronde, a Bergoglio e alle sue cerchie clintoniane e peroniste (già in lotta fra di loro) va riconosciuto il merito di fare affiorare la schiuma maleodorante che da tempo aggredisce le radici del mondo cattolico. Monsignor Galantino e monsignor Mogavero, coi loro deliri globalisti, con le loro goffagini teologiche, con le loro frequentazioni bancarie, portano a galla le cerchie più coinvolte in tutte le peggiori vicende della Chiesa, non escluso l’attentato a san Giovanni Paolo II e, ai giorni nostri, la costituzione di un paradiso fiscale a Cuba sotto l’ombrello delle peggiori cerchie bancarie e criminali.
La sortita dei gesuiti, a santificare Giacinto Pannella, non deve preoccupare più di tanto. Anzi è la dimostrazione che fra i gesuiti abbondano gli imbecilli, a dispetto delle ostentate superiorità intellettuali.
Malvagità e imbecillità d’altronde sono sorelle e, pur sembrando invincibili, ben presto si riveleranno effimere. Fra i malvagi non esiste solidarietà, legandosi solo per complicità, con un limite: l’interesse reciproco, forte all’inizio e mano a mano sempre più tenue.
I gesuiti a tergo di Bergoglio appaiono onnipotenti; ben presto i legami inconfessabili che li legano diverranno reciprocamente insopportabili e Bergoglio improvvisamente non potrà più affacciarsi a piazza San Pietro.
Quando fu allontanato dall’università tedesca di Gottinga per scarso rendimento, avrebbe fatto bene a ritirarsi in Italia per comprendere che la cultura cattolica è qualcosa che va ben oltre i giochi di potere, ai quali s’è prestato per subentrare a S.S. Benedetto XVI. Ha preferito genuflettersi ai vescovi che lo hanno umiliato a Gottinga. Questo significa che è una marionetta in mano a qualcuno, ben nascosto per ora nei corridoi della Curia ma non tanto da non tradire la propria presenza. Andrà a commemorare Lutero, in ossequio ai padroni dei vescovi tedeschi e illudendosi di dare forza all’Alleanza atlantica, ma lo scisma fra nord e sud ha già spaccato orizzontalmente l’Europa; il sinodo sulla famiglia, manipolato dalle cerchie bergogliesche, ha approfondito la spaccatura. L’imbecillità è sempre più evidente e incontrollabile.
bergognaB20Occorre solo pazienza. Bergoglio se ne andrà con lo stesso applauso che accompagna Giacinto Pannella e dalle stesse mani di coloro strumentalizzano il morto, già illudendosi di sottomettere la Chiesa perché hanno aggiogato il re del Vaticano. Un regno debole e piccolo, tuttavia millenario, come si sa, che si serba, ad onta degli schiaffi della storia e dell’imperatore, quando non si tradisce il giuramento dell’umile sacerdote. Se il re del vaticano passa, il pontefice è altro, tanto più se è francescano in tivvù e gesuita con Dio.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

16 risposte a Giacinto Pannella “ci lascia” gli imbecilli in Vaticano

  1. GIANNI dice:

    vorrei aggiungere una cosa a quanto scritto il 25 scorso su MP, oltre che “parce sepulto” e “de mortuis nihli nisi bonum”…
    per essere stato il principe dei pacifisti gandhiani nel nostro Paese non ha fatto altro che combattere “battaglie”….

  2. gianni dice:

    Per essere stato ciò che è stato mi pare che MP abbia dimenticato Mazzini: “il diritto nasce dal dovere compiuto”, cioè diritti senza doveri, diritti senz’altro, dove assenti, negati, avviliti. ma certo no quando costruiti per avere licenza e – invece della riflessione – il permesso garantito, e con la componente innegabile della egolatria e la ipertrofia dell’EGO!

  3. oscar dice:

    Sicuramente un personaggio. Ok accordato!
    Altri meriti?
    Vediamo un po’:
    – passava da posizioni di destra a quelle di sinistra con insolita destrezza. Uno dei più veraci qualunquisti e opportunisti del panorama politico italiano;
    – le battaglie civili alle quali viene solitamente associato il suo nome non avrebbero mai potuto avere il successo che hanno fatto registrare senza l’impegno dell’allora partito socialista e di Loris Fortuna;
    – quasi sempre (dopo l’avventura con i socialisti e con il resto dell’arco costituzionale) le sue furono posizioni libertine (radicali?), più che libertarie, liberali e/o liberiste, fino al triste episodio di Cicciolina, della droga, delle famiglie XXXL (sta per “allargatissime”) e di altri simili artefatti politici;
    – grande affabulatore, aveva l’abilità di difendere una qualsivoglia idea, senza mai inquadrarla nel suo contesto sociale, economico e politico;
    – grande arma ad effetto:gli scioperi della fame, che (per quanti ne ha fatti) hanno contribuito non poco a fargli raggiungere la nota, rispettabile età di dipartita;
    – l’ultima grande battaglia per l’amnistia con il Papa. E’ vero le carceri fanno schifo! La vita da carcerati è una vita da bestie (per qualcuno no, ma è un discorso che ci porterebbe troppo lontano)! Ma certo non si può risolvere tutto con un atto di clemenza che, comunque, andrebbe valutato caso per caso.
    Di mezzo a questa storia c’è il problema dell’edilizia carceraria, dei delitti efferati già scarsamente puniti, della custodia cautelare dei tempi della giustizia, dell’indipendenza dei magistrati, dei mafiosi, dei terroristi …..
    E’ un mare magnum.
    Troppo facile dire: svuotiamo le carceri.
    Requiem per Pannella come per tutti i defunti!

  4. Giorgio Rapanelli dice:

    Seguendo le valutazioni sulla personalità sociale di L. Ron Hubbard, il fondatore di Scientology (religione psicomagica che mi ha portato fuori dal materialismo storico, per continuare con i Rosacrice e la Teosofia verso il Cattolicesimo) direi che Marco Pannella è stato uno che ha lavorato e proposto azioni distruttive…
    Il divorzio, l’aborto, la droga, in futuro l’eutanasia e così via hanno distrutto la famiglia, l’individuo indifeso e assassinato nel ventre della madre, la mente dell’individuo (ho ancora gli incubi per essere stato favorevole a queste pratiche distruttive e per averle praticate) e domani la vita dell’individuo nella sua fase finale. Se a prima vista potrebbero esserci giustificazioni, nella prassi sono diventate licenze, che potrebbero diventare regole per una nuova civiltà controllata, innaturale, e subumana.
    Se Marco Pannella è stato ciò, coadiuvato da Emma Bonino, che avrebbe procurato una grossa quantità di aborti con una pompa di bicicletta, è comprensibile che abbia l’applauso e la considerazione di individui in “affinità, realtà e comunicazione” con le sue posizioni e quindi con lui (e la Bonino). Il Papa gesuita ha dimostrastrato “comunicazione e affinità” con i due. Gli manca di accettare la “realtà” dei due per avere la sicurezza che anche egli è un tipo “soppressivo” e “antisociale”, secondo le valutazione di L. Ron Hubbard.
    A me basta e avanza che questo papa gesuita stia cercando consensi nel mondo laicista e anticristiano, perdendo nel contempo i veri Cattolici e determinando già uno scisma sottotraccia.

  5. Frank dice:

    Poichè avete detto un cumulo di stupidate tutte in una volta, troverete altri argomenti e tempo per scrivere cose serie?

  6. Francesco BRUNO dice:

    E’ possibile che come divulgatore, amplificatore agitatore si possa dargli un lasciapassare per andare a riposare in luoghi belli.
    Crocifisso a parte però, perché sarebbe bene tenere fuori queste cose dalle miserie e soprattutto meschinità umane.

    Gli contesto legittimazioni poco spiegate, soprattutto ai giovani, come droga (ancorché leggera), costumi facili, licenze varie ecc che, proprio perché male o non bene spiegate e digerite, a mio parere non hanno giovato ed introdotto illusioni e vizi sociali.

    Per il solo fatto di aver appoggiato Scalfaro credo dovrà avere, se giudizio ci sarà, tutta la comprensione del più alto collegio del Paradiso.
    Io se penso a Scalfaro, come italiano, sto male.
    E poi che dire di Cicciolina, Sofri, e molto altro. Tuttavia, in questi contesti, gli fa da contraltare, di aver azzeccato l’innocenza di Tortora e glie lo dobbiamo riconoscere.

    Concluderei dicendo che non lo porterei come esempio di coerenza e concretezza, ma di impegno divulgativo, di energia, di vivacità, di colore senza le quali la concretezza è difficile tantopiù se vogliamo che sia partecipata dal basso. .

    Ricordo che sapeva mettere nel sacco molti oratori al confronto diretto come pure, per contro, ricordo che con il più grande degli oratori che l’italia probabilmente ha avuto in politica, Giorgio ALMIRANTE, è rimasto sempre battuto.

    Infine direi che ha cavalcato molto rumorosamente situazioni che gli hanno anche tanto giovato personalmente. Atteso comunque, che tenere caldi e sotto una lente sociale dei temi importanti come la vivibilità delle carceri ed altro, non sia cosa poco meritoria.

    Dunque, per questo e per qualche altra cosetta, lo ringrazierei, anzi lo ringrazio con rispetto. Dunque, in ogni caso, l’ eterno riposo dona, Signore a Giacinto, Marco PANNELLA, rendigli la luce perpetua. Amen.

    • Noi non imputiamo al Vaticano e al suo re l’aver riconosciuto una certa grandezza a Pannella, bensì d’averne esaltati gli errori senza sfoderare la Misericordia divina, altrimenti usata, dagli stessi chierici traditori, a mo’ di clava contro i propri confratelli discordi.
      Non facciamo un errore uguale e contrario a quello del re vaticano.

      • Vincenzo Luigi Gullace dice:

        Noi chi ???
        Ma cosa scrive ???
        Occorre concentrarsi molto per avere almeno un’idea di quello che pensa e che riporta a lettere.
        Una certezza però viene facilmente a formarsi, ossia lei, nella migliore delle ipotesi, è un frenetico confuso che merita comunque rispetto, ma che non sa, o non vuole, rispettare gli altri specialmente quelli che non la pensano come lei.
        Nella maggior parte dei suoi scritti lei propone ovvietà e ragionamenti personali dettati più dall’impeto che dalla conoscenza dell’argomento, come nel caso delle vicende legate al cristianesimo e al papa in particolare, che con disprezzo lei definisce re del vaticano, salvo usare il plurale maiestatis a suo uso e consumo evidentemente.
        Caro signore spero di non leggere alcun commento al mio commento, perchè ciò significherebbe che forse ha capito di non aver capito. Questo antico gioco di parole aiuta le buone menti a purificarsi da contaminazioni e a scrutare meglio quel che è difficile vedere.

  7. PIERPAOLO PIRAS dice:

    A me non è mai piaciuto, neanche da ragazzo.
    Faceva colpo perché trasgressivo, urlava costantemente, populista di rara dimensione.
    Credergli era facile perché parlava di verità scontatamente gradite ai più.
    Un demagogo che però malediceva i partiti , oratoria alluvionale, sapeva ammaliare folle e teatri .
    Non ha mai ha voluto ricoprire incarichi di governo dove c’è da bruciarsi mani, piedi e quant’altro.
    Viveva in Italia e si ostinava a pensarsi in Europa.
    Solo le sigarette potevano tappargli la bocca. Era bisessuale ma difendeva la famiglia tradizionale.
    In Inghilterra sarebbe stato un liberal ma qui, dove il liberalismo lo si fraintende alla grande e volentieri, e dove una certa sinistra, intellettualmente radical shick ed ignorante, pensa che laico sia il contrario di credente , non gli è rimasto che farsi radicale. Che confusione !!
    Per molti faceva una politica d’avanguardia sapendo in tale modo di attirare lo sguardo degli italiani che sempre di meno studiano ed apprezzano il Mondo Classico.
    Ora lo osannano come un grande eroe. Ipocrisia allo stato puro !
    Gli eroi greci avevano la “ ARETE” (valore , forza fisica e d’animo) e la “TIME’ cioè senso dell’ onore.
    Qui non mi sembra il caso di paragonarlo a Patroclo o Aiace Telamonio ..!
    Avvicinandosi alla morte, lui non credente, ha chiesto ed abbracciato un crocefisso dimostrando
    la naturale semplicità e fragilità umana e pertanto la sua grandezza di fronte a Dio.
    Per il resto nessuno è legittimato a tranciare giudizi .
    Per noi invece ricomincia la fatica d’essere italiani !
    SIC VOLVERE PARCAS !!

  8. Enrico dice:

    Si, l’elezione di Ilona Staller ha contribuito non poco a gettare discredito sul nostro paese, ricordo che quando ero negli Stati Uniti mi hanno fatto nero, nei paesi anglosassoni queste cose sono inconcepibili.
    Non trascurerei nemmeno il fatto che fu proprio Giacinto il promotore della elezione al Quirinale di Oscar Luigi Scalfaro, un pallone gonfiato di retorica del quale avrei fatto volentieri a meno.
    Per il resto aveva carisma da vendere, da questo punto di vista servirebbe un Papa che gli assomigli almeno un pò.

  9. massimo trevia dice:

    e anche assurde:altrimenti o ratzinger rinnega il suo magistero o bergoglio, cosa che non fa, lo proseguirebbe! ma molti ci cascano…..
    grazie la porta per le parole che un po’ sollevano!ma chi sarà allora il “padrone” di bergoglio? se si può avere un’indizio…..vuol dire forse che fisicamente risiede in vaticano?

  10. Alessandro Gentili dice:

    Caro Piero,
    Marco Pannella fa certo parte della nostra storia contemporanea anche in modo molto rilevante, però la sua è una storia piena di ombre e di comportamenti censurabilissimi, che hanno influenzato negativamente la vita del paese, talora condizionandola con scelte sciagurate, portarte all’esasperazione da quei suoi discepoli che sono poi stati gli ambientalisti, ecologisti et similia.
    Ha dissacrato -insieme a Emma Bonino- molti dei valori fondanti della nostra società, della nostra cultura. Ha messo in essere situazioni abnormi (Cicciolina e Toni Negri in parlamento, ad es.), ha indebolito l’autorevolezza dello Stato, ha prodotto seguaci che si sono inseriti in gangli vitali del paese perseguendo finalità effimere e che spesso si sono coperti di ridicolo o, peggio ancora, si sono rivelati peggiori e più attaccati al soldo di coloro che dicono di voler combattere. Inquietante, a volte sovversiva la sua maniacale difesa dei carcerati per i quali è riuscito a rivendicare garanzie talora assurde e soprattutto, con la favola che nelle carceri non c’è spazio vitale, ha ottenuto che la stragrande maggioranza dei delinquenti professionali stiano perpetuamente in libertà, liberi di delinquere tutti i giorni.
    E questo è troppo per chiunque!
    Quanto al papa, tutto dejà vu, appare sempre più spesso come un alter Pannella. Solo che Pannella si diceva laico e non credente, quell’altro . . . pure?
    Inquietanti le dichiarazioni che mons Georg Gaenswein ha rilasciato venerdi scorso sul magistero papale condiviso dai due pontefici!

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