La tivvù oltre la tivvù

I dati digitali viaggeranno con una normale trasmissione video. Così il piccolo schermo torna al centro dell’attenzione.

Fujitsu Laboratories fa sapere che tra breve – il tempo per registrare un brevetto – i dati digitali viaggeranno con una normale trasmissione video. Saremo seduti davanti allo schermo e una quantità di info digitali arriveranno e partiranno. Zero e uno, la base binaria, si otterranno mediante la modifica della luminosità in video. Uno stato di luminosità corrisponderà a 1, un altro a zero.(leggi tutto)

 

Laboratorio Sicilia: fin dove si spingerà l’esperimento?

Il simbolo dell’Esercito Volontari Indipendentisti Siciliani

Mentre scrivo arrivano gli esiti delle elezioni siciliane. La maggioranza, il 52,58% degli elettori, ha rifiutato di votare per l’elezione del governatore e dell’Assemblea regionale. I sondaggi governativi addomesticati fermavano l’astensione fra il 44 e il 48%. Ottimismo ingiustificato: il governo e il parlamento regionale sono legittimati solo dal 47,42% degli elettori, una minoranza.

Disse Leonardo Sciascia che la Sicilia è paradigma dell’Italia. Di certo Sciascia attribuì a “paradigma” lo stringente significato conferitogli da Thomas Kuhn, storico e filosofo della scienza. In altre parole, l’Italia ha un laboratorio sperimentale in Sicilia, i fumi del quale vanno al di là dello Stretto tanto rapidamente quanto energicamente: la sorte di un’intera classe politica è dunque segnata. Staremo a vedere. Nel frattempo è bene ricordare che la Sicilia ha camminato su una strada sempre alquanto discosta da quella della Penisola, talvolta incrociandola, spesso fiancheggiandola, ancora più frequentemente discostandosi in forme più o meno  tragiche. L’ostilità di taluni isolani al ponte sullo Stretto [leggi tutto…]

Si candida, non si candida: non importa nulla a nessuno

Silvio Berlusconi correrà per Palazzo Chigi, dice.

I suoi avversari alzano i calici.  Ovunque egli si candiderà farà perdere pacchi di voti al suo partito, ammesso che non cambi idea fra qualche ora.

Agli inizi degli anni ’90, Forza Italia stava per nascere.

Una delegazione di fedelissimi, recatasi negli Stati Uniti, battezzò il neonato politico nelle acque del Potomac, ottenendo la tiepida benedizione della “piattaforma Rockfeller”, nella quale la famiglia Bush contava qualcosa. Rimase tuttavia intatta l’ostilità della costellazione Rothschild, con l’ammiraglia Goldman&Sachs, le quali avevano appena spennato l’Italia, fra il 1992 e il 1994, e alla quale erano e sono genuflessi i salotti buoni della finanza e vari soggetti della politica, dell’economia e dell’alta dirigenza dello stato, coi giornali e le tivvù a tenere bordone, anche le tivvù del Cavaliere. [leggi tutto…]

Toh, in Libia c’è la guerra civile e vogliono un governo tecnico

Da circa un mese le truppe governative del Consiglio nazionale generale (GNC) vanno all’assalto di Bani Walid e nelle ultime ore sembra che ne abbiano il controllo.

Ali Zeidan, primo ministro libico

Diciamo “sembra” perché l’informazione appare alquanto manipolata sin dagli inizi di questa vicenda. Questa lunga battaglia è stata a lungo giustificata con la necessità di ripulire la zona dai rimasugli dei fedelissimi a Gheddafi.

Qualche dettaglio tuttavia non torna chiaro. La nomina inaspettata di Ali Zeidan, quale primo ministro libico, il 14 ottobre scorso, scalzando Mustafa Abushagur, si offre a differenti letture. [leggi tutto…]

Alla Stazione Tiburtina di Roma, lo Stato offende i viaggiatori

Padova-Roma su Italo, un treno di grande comodità. I servizi a bordo sono confortevoli. Il personale è d’una gentilezza quasi imbarazzante.  I costi sono concorrenziali con quelli di FS.

A bordo di Italo sono accolto da hostess e steward sorridenti e solleciti. Il nitore e la pulizia regnano sovrani. Faccio una gradevole e colazione. Insomma un viaggio che mi rilassa dopo due giorni alquanto movimentati.

Arriviamo nella stazione Tiburtina di Roma con puntualità elvetica. La realtà muta repentinamente.  [leggi tutto…]

L’AQUILA, LA SENTENZA NON CONVINCE

Il corriere.it apre così sulla sentenza del tribunale de L’Aquila: «Storica condanna per i membri della commissione Grandi rischi: sei anni di reclusione per tutti gli imputati, sei esperti e il vice direttore della protezione civile, Bernardo De Bernardinis. È questa la decisione del giudice unico Marco Billi che ha condannato i componenti della commissione Grandi rischi, in carica nel 2009. I sette avevano rassicurato gli aquilani circa l’improbabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del 6 aprile 2009». Che sia una condanna storica non v’è dubbio; un po’ meno certo è se inciderà sulla storia del diritto. Vediamo di capire perché. [leggi tutto…]

Privilegiati e Tartassati

La legge 252/1974 è più nota come “legge Mosca”, dal suo primo firmatario, Giovanni Mosca, di estrazione Psi. Essa ha fatto guasti giganteschi al sistema pensionistico nazionale e finora nessuno ha pensato di porvi mano. Vedremo che una importante interrogazione parlamentare, sugli effetti infami di questa legge, giace senza risposta dal 1998.

Per comprenderne la portata leggiamone sino in fondo l’articolo 1:

« I periodi di lavoro o di attività politico-sindacale, antecedenti alla data di entrata in vigore della presente legge, prestati alle dipendenze dei partiti politici rappresentati in Parlamento, delle organizzazioni sindacali, degli istituti di patronato e di assistenza sociale e delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo riconosciute con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, possono essere regolarizzati nella assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e superstiti e nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria e nell’assicurazione contro la tubercolosi, secondo le norme stabilite dalla presente legge. A detta regolarizzazione si procede, sempreché trattisi di attività lavorativa retribuita e prestata con carattere di continuità e prevalenza, e i periodi interessati non risultino già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria nella medesima assicurazione generale ovvero in forme di previdenza sostitutive o che abbiano dato luogo ad esclusione ed esonero dall’assicurazione medesima o in altro trattamento obbligatorio di previdenza in virtu’ della stessa o di altra contemporanea attività lavorativa. Il versamento dei contributi a regolarizzazione dei periodi arretrati secondo le norme della presente legge è possibile, a seconda dei casi, a partire dalla data dell’8 settembre 1943, o, se successiva, dalla data di liberazione delle singole province, o dalla data della ricostituzione nelle stesse dei partiti politici suddetti, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, o dalla data dei decreti ministeriali di riconoscimento giuridico degli istituti di patronato e di assistenza sociale, sino alla data di entrata in vigore della presente legge».

Una stima ottimistica porta a quasi 40mila i beneficiati dalla legge, il 60% dei quali dirigenti, funzionari e impiegati dei partiti – da destra a sinistra, senza distinzione – le cui istanze pensionistiche furono valutate da una commissione ministeriale alquanto compiacente. [leggi tutto…]

Libia Bombardata di Bugie

nato-bombs-convoy-libiaLa guerra contro la Libia di Gheddafi a colpi di foto e di bugie.

Gheddafi bombarda i civili! È il 3 marzo 2011. Hussein Barak Obama fa sentire la sua voce: «Sono disgustato. Gheddafi deve andarsene». La notizia è partita da un filmato del giorno precedente della Cnn (http://www.youtube.com/watch?v=3redRom9_6s) che documenta il bombardamento di Brega, sulla costa orientale della Libia, nel Golfo della Sirte. L’evento è rilanciato da una foto dell’inglese Reuters, la cui didascalia recita: «Un ribelle protegge le orecchie mentre esplode una bomba lanciata da un aereo delle forze aeree libiche fedeli a Gheddafi – deserto di Brega, 2 marzo 2011».

LIBIAIl Corriere della Sera pubblica a pagina 5 del 3 Marzo, riferendo sulla Libia, avvalora pienamente la didascalia di Reuters/Joel Silva/Fholapress. Siccome siamo diventati alquanto diffidenti vista la quantità di panzane che le agenzie Usa fanno circolare in queste ore, siamo andati a vederci il filmato della CNN. La telecamera punta sul cielo della Libia, si sente un rombo di aereo, ma l’aereo non si vede. Il cameraman, pur avendo mancato l’aereo, e quindi non sa da dove è partita la bomba, filma l’esplosione dal primo istante. Avete un dubbio? Ve lo rimuove lo speaker: «La bomba lanciata dall’aereo esplode al di là della strada». Bum. I dubbi passano davvero: è tutto artefatto. La nuvola esplosiva è tipica del tritolo interrato e fatto brillare con un telecomando.

[mantra-pullquote align=”left” textalign=”giustify” width=”25%”]clicca sulle immagini per ingrandirle[/mantra-pullquote]

Se fosse una bomba d’aereo si vedrebbe il fuoco dell’esplosione e la nuvola di sabbia farebbe corona a distanza ben maggiore invece di essere risucchiata verso l’alto. La nera nuvola esplosiva, invece, è chiaramente soffocata e priva di fiammata perché è un’esplosione interrata. Una sceneggiata per gli allocchi che vogliono cascarci. E il bombardamento di bugie sulla Libia continua.

Guardate infine l’omino che si «protegge le orecchie». È così sciocco che, pur avendo previsto lo scoppio, come certifica il fatto che ha il tempo di proteggersi le orecchie, invece di buttarsi a terra o correre per allontanarsi, corre parallelo all’esplosione. La foto è tagliata così non si vede l’ombra. È inverosimile? E’ taroccata. Infatti, se vedete il filmato per intero, l’omino non c’è affatto, cioè è stato montato nella foto per renderla più verosimile dell’inverosimile filmato, i cui ulteriori fotogrammi ostentano un gruppo di sedicenti ribelli sparacchianti in aria mentre protestano, neanche a dirlo, contro i bombardamenti aerei di Gheddafi.

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