NO NO NO per cacciare Smargiasso dalla storia dell’Italia

no-1NO NO NO Smargiasso  e il suo governo dovrebbero andare via quale che sia l’esito del referendum. Questo non accadrà perché Smargiasso ubbidisce agli ordini dei padroni.

NO NO NO Il Fainanscialtaims pesa più della Gazzetta Ufficiale; un peto della Merkel grava sul nostro destino più d’una dotta allocuzione di don Sergio Mattarella. Un paese che ha alla guida della Camera la Boldrini, non dovrebbe preoccuparsi solo delle sorti del Senato. Un paese che s’accuccia ai piedi d’un B€rgoglio, imbonitore straricco per centinaia di miliardi di dollari nascosti, il quale non di meno predica la povertà e agita il vessillo dell’immigrazione incontrollata, ha problemi che vanno ben oltre il referendum, spaventosamente oltre.
referendumNO NO NO Smargiasso ha esaurito tutte le riserve per favorire l’accoglienza indiscriminata dei migranti, obbedendo a Merkel e Hollande, i quali a loro volta prendono ordini da Obama. Questi, contro ogni previsione è stato sconfitto da Trump. Il progetto autoritario che essi hanno costruito anche a danno degli interessi italiani, oggi traballa. Hollande se ne va “per il bene della Francia”, guarda un po’. Per il bene dell’Italia se ne dovrebbe andare via anche il suo cameriere fiorentino, il quale tuttavia s’aggrappa al referendum come un moribondo alla maschera d’ossigeno. Egli sa che senza i suoi padroni d’Oltreatlantico e della UE può solo confidare nelle urne del 4 dicembre per arrivare a fine legislatura, se le piazze non lo spazzeranno via.
NO NO NO Smargiasso agita soldi che non ci sono davanti al naso degli statali affamati da lui e dai suoi padroni. Smargiasso ha esaurito tutte le riserve per favorire l’accoglienza indiscriminata dei migranti. Smargiasso non ha una lira per soccorrere i terremotati, per dare loro un rifugio dignitoso, caldo bastanza da fronteggiare il gelo che cala dall’Europa Settentrionale, ancora una volta. L’Unione Europea ha stanziato –pensate un po’ – trenta milioni per i terremotati: neppure un decimo dei soldi rubati da banca Etruria, una briciola rispetto al saccheggio di Monte dei Paschi o di Banco Veneto, e via svaligiando.
NO NO NO Le case di legno a Natale? È Natale, buffoni. Mentre andiamo a prendere sotto le coste libiche i migranti finanziati dalle diocesi tedesche e da Soros, mentre riempiamo le tasche della Carita$ e delle coop$ bianche rosse e nere, lasciamo nella stalla – proprio come accadde alla Sacra Famiglia – decine di migliaia di italiani, unicamente colpevoli di patire un governo di ladri, di incompetenti di inetti, diretti dal cinico Smargiasso, il quale è nel panico all’ipotesi che lo si cancelli definitivamente.NO NO NO Smargiasso, vittima del suo delirio di onnipotenza, disse che sarebbe andato via in caso di vittoria del NO. Oggi rinnega se stesso – poco male, consideratone il valore – e ricorre a ogni espediente.
NO NO NO A Smargiasso stanno dando forza coloro che non intendono votare NO, lo ricordino, contro ogni interesse nazionale, lo ricordino. La vittoria del NO è oggi l’unica speranza per questo paese di ricomporsi pacificamente e cercare una via d’uscita parlamentare.
NO NO NO Smargiasso ha fretta. È interesse quindi del Paese fare con calma e cacciarlo con democratiche pedate. NO NO NO

Dispostissimo a votare SI’, purché Smargiasso citi UNO, UNO SOLO, dei meravigliosi provvedimenti che intendeva prendere per salvare l’Italia e che il Senato cattivo gli ha bloccato.

 


 

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi). Ha scritto oltre 4mila articoli. Cura le rubriche “Tripwire” per il Corriere delle Comunicazioni (dal 2004) e “Il Deserto dei Barbari” per il mensile Arbiter (in precedenza Monsieur, dal 2003); ha collaborato col settimanale Il Mondo (gruppo Corriere della Sera) sino alla sua chiusura. Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015 [leggi qui] Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
Taggato , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

15 risposte a NO NO NO per cacciare Smargiasso dalla storia dell’Italia

  1. Alessandro Gentili dice:

    Piero, Ti chiedo scusa, solo ora ho visto la Tua replica del pomeriggio dell’8 dicembre.
    In primis, vorrei dire che l’azione, il magistero di un Papa, può essere valutata solo molti anni dopo che il pontefice ci ha lasciati. Ora come ora, non ci è difficile essere scettici su ciò che Bergoglio fa e dice.
    Successe lo stesso ad un certo Gesù di Nazareth, per il quale la questione finì in modo tragico. Però, dopo 2000 anni, il giudizio dei suoi contemporanei è piuttosto cambiato.
    Tu sai che spesso mi sono irritato per ciò che questo Papa ha fatto o detto. Però non mi sento di esprimere un giudizio definitivo sul suo operato: si vedrà. Dobbiamo riconoscere che ciò di cui si occupa Lui è un po’ più al di là di quello di cui ci occupiamo noi, o la Raggi, o Trump. Non c’è niente da fare, il Papa è sempre il Papa . . . con o senza lo IOR.

  2. alessandro gentili dice:

    Mi sono espresso più volte al riguardo. Noi tutti quando parliamo di papi, cardinali e consimili facciamo molta confusione. Vi sono tre soggetti che operano dietro questi signori: la Chiesa Cattolica, La Santa Sede e lo Stato Città del Vaticano. La Chiesa Cattolica è una cosa, gli altri due soggetti sono istituzioni terrene con i piedi per terra e funzionano (o non funzionano)
    come le altre istituzioni: usano la politica, le banche, gli investimenti, ecc ecc.
    Quindi è meglio non generalizzare.
    La Chiesa cattolica è un’altra cosa. Lì possiamo avere da ridire e criticare su come vada praticato e zelato il messaggio evangelico.
    In questa ottica ho trovato molto risibili e discutibili le critiche che da molti ambiti si sono levate contro il Cardinale Bertone e il suo super attico: beh! sono sciocchezze e accuse spesso al limite del ridicolo. Ricordo che i preti, così i cardinali, se non provenienti da ordini monastici, non hanno fatto voto di povertà!
    E noi non abbiam alcun titolo per essere i loro censori!

    • Caro Sandro, Bergoglio ogni giorno lancia omelie per cantare la virtù della povertà. Bergoglio lancia quotidiane omelie per cantare la virtù dell’accoglienza. Il super attico di 700mq in cui vive Bertone è proprietà dello Stato Città del Vaticano. Quanti profughi potrebbero esservi ospitati? Quanti profughi ospita Bergoglio?
      L’APSA è una holding dello Stato Ciità del Vaticano, perché non pubblica i bilanci e non traccia i propri capitali? E’ sufficiente che tu risponda a queste tre domande.
      E’ superfluo ricordare che il vertice della Santa Sede, del Vaticano e della Chiesa coincidono. Dobbiamo dunque attenderci che parlino tre lingue differenti? Così per capire…
      E’ superfluo ricordare che neppure il popolo italiano ha fatto voto di povertà, sebbene lo si costringa per ora in proporzione di un quarto, mentre chi vive di donazioni per le sante opere, sciala e inquatta denari, Bergoglio incluso. E’ tutto normale?

  3. massimo trevia dice:

    caro la porta e cari”amici di penna”,non solo i cardinali…..a ridosso del referendum,i salesiani di alassio(sv),il mio paese,hanno ospitato la boschi.don bosco-boschi……ma don bosco ,fosse diventato mai un prete ricco,era stato minacciato da mamma margherita come saprete.essi non saranno ricchi personalmente…….ma ……vedete voi.io li considero traditori con le chiappe al caldo,che se ne fottono,della gente,dell’Italia!che schifo!

  4. Pierpaolo Piras dice:

    Renzi ha condotto la campagna referendaria in perfetta solitudine rendendo gli elettori del SI omogenei nelle motivazioni di voto e quindi nel sostegno politico al premier. Sono suoi elettori!
    Il cosiddetto frontedelno è AL CONTRARIO quanto di più plurimo e frantumato: si estende dai leghisti/padanisti ai centri sociali ed anarchici , i senza patria dei consigli sindacali , una grossa parte di pubblica opinione di che ha votato senza conoscere il contenuto della riforma e per finire i coscienti e motivati (un’esigua minoranza) del NO .
    Valenza politica prossima allo zero.
    La domanda è una sola : E MO’ , CHE SI FA…??!!
    Dalema s’è gia dileguato. Ieri ha detto di essere in procinto di partire per Londra presso una congrega non specificata di emigrati , classico comportamento di chi prima avvelena i pozzi e poi scappa a bere altrove.
    La Riforma Renzi non si fa, ok ! Quali sono le proposte del frontedelno ? NESSUNA. Brunetta ha comunicato in tv di NON avere un piano sostitutivo di proposte. Gli altri parrucconi del frontedelno (Fini, Monti, ecc.), spariti . Bersani sembra estinto, non si fa vedere. Non ci sono sue dichiarazioni. Dai grillini il solito populismo alla Masaniello.
    Insomma , Vuoto cosmico sul piano politico/propositivo !
    Era davvero questo che volevano i sostenitori del NO !?
    La cosa più grave, che non mi fa sperare in un futuro migliore, è che questo popolo chenonesiste ovvero questi elettori di oggi voteranno anche in futuro ribadendo di NON voler essere governati da chicchessia. Bravo solo a accettare le soluzioni obblique !
    Poi a lamentarsi dei “politici”. I nostri politici sono così perché il loro popolo è così.
    Un popolo di “laudatores atque questuantes” !

  5. alessandro gentili dice:

    Cari Amici di penna,
    alla luce delle ultimissime news sono certo che siano tutti, Renzi in testa, degli irresponsabili.
    Ancora questa scemenza di andare al voto subito, dopo, mai?
    Basta con queste scemita’ (non ricordo di chi sia questa parola che mi piace molto).
    Renzi ha anteposto i suoi interessi personali a quello del paese. Ma quali dimissioni per far vedere che e’ diverso dagli altri. No, con le dimissioni e’ come gli altri e pure peggio.
    Lui deve continuare, a muso duro, tirando calci sui denti ai suoi nemici nel partito. Mattarella gli ha congelato le dimissioni e lui le ritira. Semplice.
    Ma veramente ci vogliamo ritrovare degli imbecilli (=invalidi mentali) o dei farabutti incapaci a giocare con nostro destino e quei pochi risparmi che abbiamo in banca o alle poste?
    Ma siamo matti? Nuove elezioni? Una follia. Ma gli ultimi 70 anni non ci hanno insegnato nulla?
    Renzi ha avuto da solo contro tutti il 40% dei voti, l’altro 60%, quello dell’accozzaglia non conta niente.
    Renzi e’ uscito da questo referendum vincitore assoluto. Non perdente! E lui si e’ dimesso. E’ un cretino o e’ un farabutto peggiore dei suoi avversari?
    Io non lo so.

  6. Enrico dice:

    E’ fatta, le proiezioni indícano il NO tra il 57 ed il 60 per cento.
    Speriamo che Mattarella non día un nuovo incarico a Smargiasso.

  7. Mauro dice:

    Piero, temo che il tuo amico Gentili abbia perfettamente ragione: ha scritto in larga misura ciò che penso anch’io. Solo un differenza con lui: io sarò più consequenziale e voterò SÌ. Il personaggio non mi piace, ma l’alternativa quale sarebbe? Salvini? La Meloni? Magari Di Maio e altri che non sono nemmeno stati capaci di prendere uno straccetto di laurea o se pronunciano due parole in inglese – parlando, non scrivendo, che è tutt’altra cosa – finiscono sulle prima pagine dei quotidiani in questo paese provincialissimo? Tu vivi a Roma e sai di chi parlo. Magari il redivivo Berlusconi, al quale molta borghesia lombarda (quella seria che lavora dodici ore al giorno senza pausa nelle sue fabbriche e nei suoi uffici e parte ogni giorno per cercarti clienti in giro per il mondo) non perdona di non aver tagliato il debito pubblico quando l’economia cresceva e sarebbe stato facile farlo, invece di farlo crescere a manetta.
    L’ultima chance di evitare un rivolgimento violento? Sai perché rischiamo sul serio un rivolgimento violento? Perché nord e sud d’Italia stanno divaricandosi sempre più e la storia, e prima ancora il buon senso, insegnano che questo alla lunga è insostenibile. Indipendentemente da SÌ e NO, ma forse più probabilmente con la stasi e la reazione (stessa matrice di reazionario, tanto per essere chiari) impliciti nel NO. Poi è ovvio che la mia scelta domani, così come quella di larga parte del nord, sarà fatta turandosi il naso. E poi, se vuoi saperla tutta, tra Salvini/Meloni e patetica compagnia cantante e la Markell e il suo ministro delle finanze, io, da buon milanese, preferisco mille volte la Merkel e il suo ministro delle finanze. E preferirei mille volte essere in una confederazione con la Germania e l’Olanda dove studia mia figlia, in sostanza governata dalla iperpotenza scientifica, ingegneristica e industriale della Germania, piuttosto che sopportare ancora Salvini.

    • Se un cardinale, ricchissimo e ladro, sta facendo il giro (è il caso di dirlo) delle sette chiese per perorare il SI’, non c’è Salvini o Meloni che tenga per fare un confronto tra farabutti.

      • Mauro dice:

        Nemmeno i cardinali possono cambiare quello che è il dato di fondo, che da Milano si vede forse meglio che da Roma: il nord e il sud sono su rotte di sviluppo sociale ed economico divergenti e questo alla luna avrà le sue (tragiche, soprattutto per il sud) conseguenze. Anche di violenza. È questo il vero problema perché la storia trova sempre gli uomini che risolvono le sue crisi, di solito nel sangue: cardinali, Renzi, Meloni sono myricae. L’economia lombarda e padana in genere è integratissima con quella tedesca e dell’area dell’ex-marco: siamo in pratica una stessa enorme area economica integrata di spaventosa forza economica. Nel sud (sono un medico, lo sai) sta addirittura riducendosi la speranza di vita, come in Russia e in Ucraina per il problema dell’alcolismo di massa, mentre in Lombardia siamo a livelli svedesi. Quanto potrà durare la situazione attuale? Altro che NO e Smargiasso.

        • Milano comprende la situazione meglio di Roma? Mah, la tua è un’ipotesi rispettabile e niente di più. Io non ho mai detto, tenendo in conto Roma, che i cardinali sistemeranno l’Italia e, se solo leggessi quanto ho scritto delle finanze vaticane, troveresti conferma proprio del contrario. Anzi, sostengo che, caduta la banda clintoniana, sono rimasti due leccapiedi col cerino in mano: Bergoglio e Smargiasso. Questi pur di rimanere in sella s’attacca al referendum voluto Oltreatlantico.
          Il risultato – se mai vincesse il Sì – sarebbe uno scontro sociale senza precedenti, a meno che non venga fuori un leader in grado di unire il paese e, introducendo la pena di morte (sì proprio così) ghigliottinare una intera classe politica. Lo so, è più facile che una margherita diventi un carciofo. Inutile dire che il leader non dovrà essere milanese: Berlusconi, Monti, Salvini, Bossi… dovrebbero bastare, per non parlare dei fiorentini. I milanesi van bene per lavorare, ma in quanto a governare sono un disastro sperimentato. Meglio un nuovo Giolitti, dopo tutto, anzi in questo frangente possiamo persino rimpiangere De Mita, per non parlare di Aldo Moro.
          Allora cominciamo davvero a spaccare l’Italia. La borghesia milanese (e di conserva quelle torinese ed emiliane) non è un modello di Madonna pellegrina da ostentare per scongiurare ogni calamità. La vocazione al tradimento di costoro è smagliante sin dal Risorgimento, attraverso il Fascismo e mantenedo il sacco alla Brigate Rosse. Se oggi si genuflette a Goldman&Sachs (e cominciò nel 1992) non vedo novità né rimedi alle viste sotto la Madonnina.
          Come ho scritto sul mio sito, dispostissimo a votare SI’, purché tu citi UNO, UNO SOLO, dei meravigliosi provvedimenti che Smargiasso intendeva prendere per salvare l’Italia e che il Senato cattivo gli ha bloccato. Coraggio, hai tempo fino a oggi pomeriggio, quando altrimenti voterò NO.

  8. alessandro gentili dice:

    Caro Piero,
    Tu sai bene che i nostri punti di vista e le nostre idealita’ sono comuni.E’ veramente difficile non condividere le Tue amare considerazioni. Viviamo in un contesto nazionale e internazionale sgradevole oltre che caotico. Aspettiamo tutti che qualcuno o qualcosa raddrizzi la prua di questa nave in tempesta. Pero’ non abbiamo idea di cosa bisogna fare, da dove occorre cominciare per invertire la rotta. tu sai che io ritengo il SI preferibile al NO come sai bene che non andro’ a votare. E sai che sono convinto che sia che vinca l’uno o l’altro non cambiera’ nulla. Quello che non capisco e ‘ perche’ pensiamo di risolvere tutto cacciando Renzi. Ma Renzi e’ un prodotto nostro, della nostra politica, della nostra cultura. Piace persino a Berlusconi. Vedi, caro Piero, io non vedo ne’ intravedo in giro niente di meglio. Assolutamente niente, nessuno, nulla! Questo almeno decide, e’ spregiudicato abbastanza per i furboni con cui si interfaccia, sa parlare, non balbetta, ha energia per star dieyro a tutte le dinamiche di un paese in perenne stato confusionale. Credimi, oggi come oggi, non e’ poco. Io penso che con una camera dei deputati che lo appoggia senza batter ciglio potrebbe fare belle cose. Appena arrivato da Firenze a palazzo Chigi disse che voleva far sparire i Tar e il Consiglio di Stato, ritenuti nemici dell’Italia. Conquisto’ subito la mia fiducia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *