L’inquisizione della Misericordia sta Bene ai Tangheri – di R.Farina

L’Inquisizione, sempre richiamata a sproposito, oggi è davvero tornata. Renato Farina ne ha scritto su Tempi con altro titolo.

Ci mancava l’agente provocatore bergogliano. Un giornalista, Ersilio Mattioni, ha deciso di denunciare i parroci e i frati che non sono ligi al supposto corso rivoluzionario di Papa Francesco. E’ andato a confessarsi dai curati dei borghi ritenuti più leghisti, dai francescani di Busto Arsizio, e nel Duomo di Milano. Erano finte confessioni. In esse, da penitente fasullo, parlava male del Papa, fingeva schifo per i gay e i migranti per capire che risposta dava il prete. Ha così fornito elementi perché “li superiori” provvedano a dare al curato fuori quadra una strigliata o, come è successo in certe diocesi, sospenderlo a divinis. Non so se il giornalista sia cattolico. Può essere. Deve essersi sentito animato dal fuoco purificatore, disposto a tutto, anche a farsi scomunicare, pur di tenere alta la fiaccola del progressismo teologico, e poi di abbassarla per bruciare la sottana dei dissidenti.
Risultato: nonostante i resoconti odiosamente proposti, molti ministri di Dio ascoltano con pazienza, comprendono, invitano alla serenità, dicono che non è il pensiero del Papa ma dei giornali, e assolvono chi ha dubbi o non capisce. Mattioni elogia i frati francescani – di manica larga secondo la vox populi per i peccati “di braghetta” – inflessibili contro l’omofobia e chi prova a non pagare le tasse.

prestarsi a raccogliere e offrire ai lettori il letame dell’inganno premeditato sotto l’altare, è una operazione indegna


Come si nota, la sto prendendo con molta calma. In realtà si tratta di una cosa spaventosa. Il sacramento della confessione o penitenza o riconciliazione è stato depredato come l’ostia dal tabernacolo per una messa nera. Il tutto al fine di esaltare la figura del Papa regnante, ovviamente ignaro e strumentalizzato ignobilmente dai suoi finti adepti. In questi casi ci sarebbe la scomunica, ma è possibile che si alzi qualcuno a dire “chi sono io per giudicare?”, imitando grossolanamente Francesco che intendeva tutt’altro.
Impressiona che due giornalisti i quali, comunque la si pensi, sono tra i migliori in circolazione – Peter Gomez che ospita l’articolo su Fq-Millennium, da lui diretto, e Marco Travaglio, che ne ha pubblicato l’anticipazione sul “Fatto quotidiano” – si siano prestati a questa infamia. E’ una specie di ricettazione di un furto sacrilego. E’ possibile che uno non creda, oppure ritenga superate e sciocche le norme del diritto canonico. Ma qui c’è la violenza a un uomo che in quel momento è disponibile ad ascoltare e perdonare “in persona Christi”. In buona fede si siede vicino al Crocefisso per aiutare chi corre da lui. La finzione contro quest’uomo è abominevole. E qui non parlo dell’inganno a Dio, che sa tutto e si arrangia Lui, ma dello stupro alla mente e al cuore di chi inerme si piega a caricarsi dei peccati di un altro, così come fece il Nazareno.
Non so di Gomez, ma Travaglio è un cattolico di educazione e pratica sacramentale. Gli chiedo: perché fai così? Finché impali l’agente Betulla ogni due per tre, questo fa parte dei tic professionali, e forse è persino un’opera di misericordia. Ma prestarsi a raccogliere e offrire ai tuoi lettori il letame dell’inganno premeditato sotto l’altare, è una operazione indegna. Spero solo tu fossi in ferie.

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
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