SIRIA – Il gas soffoca la verità

morti presunti per gasArticolo di agosto 2013. Ancora attuale. Leggete gli effetti del gas nervino e guardate le foto oggi diffuse dai mendaci. La macchina delle fandonie è di nuovo all’opera sulla Siria, anzi ha solo aumentato il ritmo di produzione visto che non ha mai cessato di sfornare falsità, almeno sin dai primi istanti del colpo di stato in Libia, in Tunisia, in Egitto, in Algeria (tentato ma non riuscito). Oggi tocca nuovamente alla Siria. A maggio pubblicammo quello che i media italiani nascosero accuratamente (leggi qui): i gas li hanno impiegati i cosiddetti ribelli, cioè i prezzolati dei quattro cavalieri della pace: Obama, Hollande, Cameron e Merkel.

Pubblicammo anche la testimonianza d’una giornalista della CNN (leggi qui), costretta a manipolare menzogne contro Siria e Iran.

Le truppe speciali francesi furono pizzicate in Siria, lo scrivemmo oltre un anno fa (leggi qui). Anche le commedie sui bombardamenti e sulle stragi sono state da tempo smascherate. Purtroppo troppi giornalisti italiani hanno la memoria corta.

La prima pagina de La Stampa agli albori del colpo di stato in Libia

La prima pagina de La Stampa agli albori del colpo di stato in Libia

I bombardamenti sulla Libia e l’imposizione della no fly zone seguirono due menzogne grossolane: le stragi perpetrate da Gheddafi sui ribelli e i bombardamenti del Colonnello sui civili.

Un cimitero senza cadaveri

Con Marco Reis di malainformazione.it smascherammo la panzana dei diecimila morti ammazzati da Gheddafi nei primi giorni della guerra civile (leggi qui), una granata tossica sparata sulle prime pagine dei giornali italiani, La Stampa di Mario Calabresi in prima fila. Per accreditare la strage dei 10mila morti diffusero la foto d’un “cimitero”, del quale però si vedevano solo fosse vuote, come fossero state appena scavate ad uso dei fotografi; però mancava la materia prima dei cimiteri, i cadaveri, e dovevano essercene 10mila.

In precedenza avevamo già smontato un filmato diffuso dalla Rai, da Repubblica e dal tiggì di Enrico Mentana su La7, nel quale un morto ammazzato da un killer antigovernativo, a Tirana (gennaio 2001), era invece attribuito dai tiggì alla polizia di Sali Berisha (leggi qui).

In queste ore i quattro cavalieri accusano il presidente siriano Bashar Hafiz al-Asad  di aver bombardato coi gas nervini la popolazione civile, causando 1.300 morti, secondo le solite fonti delle truppe speciali anglo americane, i cosiddetti ribelli.

Non c’è un solo fotogramma, che sia uno, che mostri un morto ammazzato da gas nervino.

Il gas nervino è così pericoloso che una sola goccia può uccidere una moltitudine. Affermare che, a seguito d’un bombardamento su una città, per quanto spopolata essa sia stata, vi siano stati “solo” 1.300 morti, è forte indizio di menzogna poiché se vi fosse stato davvero un bombardamento con ordigni chimici, 1.300 vittime sarebbero state certamente troppo poche. D’altro canto, se avessero dato cifre più consistenti, sarebbe stato facile chiedere, come già si dovrebbe fare sin d’ora: dove sono tutti questi 1.300 morti? La bugia diventa ancora più evidente osservando che manca la proporzione fra i morti e i sopravvissuti intossicati.

Tokio 1995

Aum Shinrikyo

Shoko Asahara

Nel 1995, un quintetto di membri di Aum Shinrikyo – gruppo religioso, guidato da Shoko Asahara, autonominatosi “Sacro Imperatore del Giappone” – attaccarono col gas Sarin i pendolari sulla metropolitana di Tokyo. I cinque, saliti sui treni nell’ora di punta, giunti alla stazione di Kasumigaseki, lo snodo più trafficato, aprirono 11 sacchetti di plastica che contenevano gas Sarin in soluzione liquida, molto pericolosa ma non in concentrazione apocalittica, per fortuna. I cinque bellimbusti, pur avendo assunto un antidoto, erano tuttavia consapevoli che una concentrazione maggiore sarebbe stata sgradevole anche per loro.

Diffusosi il gas nell’aria, seguì il caos. Dodici persone morirono e ben 5mila ebbero necessità di soccorsi. Non fu un bombardamento come quello avvenuto a Damasco, secondo le fonti anglo americane e sunnite. Per ogni deceduto a Tokyo, con una concentrazione modesta, si ebbero oltre 400 lesionati. Nel caso di Damasco, su oltre 1000 deceduti, dovremmo avere almeno un 100mila persone con gravi lesioni oculari, polmonari, cerebrali e cardiache, a causa del cosiddetto bombardamento. Dove sono queste centinaia di migliaia di sfortunati cittadini siriani?

Quando  Saddam Hussein impiegò il gas nervino contro i Curdi nel 1988, fra i sopravvissuti in centinaia persero la vista e fu difficile nascondere l’evidenza di fronte a lesioni come quelle osservabili cliccando su questo [cryout-button-dark url=”https://pierolaporta.it/wp-content/uploads/2013/08/gas-halabja.jpg”]effetti gas nervino[/cryout-button-dark] per far comparire un’immagine, la cui visione è davvero sconsigliabile alle persone sensibili.

I manutengoli dei quattro cavalieri della pace tentano di intossicare la verità col gas nervino: mettono in fila qualche decina di cadaveri, ben composti, coi lineamenti e le pose di cadaveri qualsiasi, dai coloriti normali (ma sono davvero morti quanti sono ritratti in quelle foto?), spacciandoli per vittime dei gas nervini.

Solo degli imbecilli e dei cosiddetti giornalisti sottratti ai lavori nelle stalle possono bere una simile fandonia, poiché il gas nervino causa spasmi cardiaci e muscolari terribili, soffocamenti inarrestabili, contratture muscolari ed emissioni dal profondo dei polmoni di schiuma sanguinolenta, lasciando sul terreno  migliaia e migliaia di cadaveri tormentati, incomponibili, devastati nel sembiante, nelle posture, nel colore della pelle. 
Chi sopravvive ai gas nervini, patisce danni neurologici permanenti anche se colpito da quantità infinitesimali. Il filmato diffuso dal Corriere della Sera, “Siria, ragazzina si sveglia dopo attacco con gas”, (guardalo qui), dopo un’appetitosa pubblicità, mostra una bambina urlante, apparentemente terrorizzata per essere appena scampata al bombardamento col gas nervino. Peccato che la ragazzina sia perfettamente coordinata nei movimenti e priva di qualunque sintomo, anche uno minimo, che possa farla credibilmente sembrare una vittima del gas nervino piuttosto che di un abile regista di menzogne che si spaccia per “dottore” e “soccorritore” davanti alla telecamera compiacente.I ragazzi e le ragazze che s’agitano e piangono, presunte vittime di gas nervino, hanno tutt’al più patito una dose di gas lacrimogeno, tale da consentire anche ai generosi soccorritori di stare loro accanto senza alcuna protezione. Il gas Sarin esigerebbe una tuta integrale e stagna, per avvicinarsi a chi è stato vittima di un bombardamento  chimico.

Il premio Nobel per la pace, Hussein barak Obama e gli altri tre cavalieri della pace ci vogliono portare verso la guerra, con la complicità di giornalisti gonzi, a dir poco.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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Una risposta a SIRIA – Il gas soffoca la verità

  1. Alessandro Gentili scrive:

    Caro Piero,
    Ti meriti una medaglia al valore della verità!
    Queste spudorate menzogne, queste sporche falsità destinate ad un pubblico di imbecilli riescono comunque a fare danni enormi. Quelle falsità a buon mercato condensate in qualche titolo di giornale a caratteri cubitali, raggiungono tutti. Una dotta, documentata e competente analisi come la Tua, non raggiunge quasi nessuno perché la gran parte dei nostri connazionali non legge più di cinque righe di qualsiasi comunicato o documento. Nessuno ha tempo per leggere, per documentarsi, ma la gran parte degli italiani ha la presunzione di sapere e capire tutto; poveretti, gli italiani erano molto più coscienti della loro condizione durante il fascismo -una dittatura dichiarata e nota a tutti- che oggi in cui soggiacciono senza alcuna garanzia alla dittatura subdola dei giudici e di uno Stato avido e corrotto, in mano a banditi e gangster (riporto con piacere una espressione che mi venne attribuita quando comandavo un corpo di polizia di un paese estero).

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