Italia, Sii Caritatevole Non Stupida – di A. Bellizzi di San Lorenzo

Italia, un paese senza democrazia e afflitto da stupidità istituzionale. Un paese senza obiettivi, sia nelle politiche interne sia nelle sfide che il mondo impone.

Antonio Bellizzi di San Lorenzo, 48 anni, avvocato, Dottore di ricerca nell’Università di Pisa, è attualmente Ricercatore confermato-Professore aggregato nell’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa [CV istituzionale]

 

I media da tempo allietano l’Italia degli interminabili ponti sacri e profani con la surreale vicenda delle “Primarie” del PD, che mi ricorda i salatini al profumo di pizza di certi aperitivi senza fantasia.

Com’è noto, queste “Primarie” non sono disciplinate da alcuna legge: sono un fatto privato strutturalmente e funzionalmente e – come fatto privato – sono un ‘open party’, al quale possono partecipare non solo i non iscritti al partito ma anche persone che non hanno il diritto d’elettorato attivo per le elezioni politiche o amministrative: sedicenni, stranieri comunitari ed extra con carta di soggiorno. Si immagini l’attendibilità d’un risultato di tal genere, per la rappresentatività di un partito, candidato a governare la realtà del paese.

Questa pantomima – in concreto funzionale a rilegittimare l’enfant prodige della Politica italiana, con un simulacro di contrapposizione di altri due candidati civetta – dà agli italiani il profumo di pizza, a surrogare la “Democrazia”, pane e companatico, che manca davvero!

Italia sempre suddita della domanda di Totò e Peppino al Vigile di Milano: “Per dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare”? Non abbiamo idea di quale strada prendere perché non sappiamo dove vogliamo andare!

L’Italia può vedere, nella vicina e ‘cugina’ Francia, quanto le cose possano essere molto più semplici: il popolo vota per alcune persone in carne ed ossa, con le proprie idee, supposte virtù e difetti, e dunque poi si saprà chi è al vertice dell’esecutivo. Poi vi saranno altre elezioni e se il presidente eletto avrà la maggioranza pure nell’Assemblea si avrà in effetti una repubblica presidenziale; se tale maggioranza l’avrà invece la formazione avversaria, avremo la famosa cohabitation, con un Primo ministro e con un Assemblea legiferante di segno diverso da quello presidenziale.

Gli USA hanno scelto, piaccia o meno, un Presidente dal ciuffo infinito: vedremo nel lungo periodo che cosa riuscirà a fare. D’altronde per un presidente USA, un bombardamento è come per il neo Pontefice la presa di possesso della Cattedra di S. Giovanni in Laterano: è un rituale consacrativo.

Il Regno unito dopo aver optato per il ‘leave UE’, subito vede indette elezioni per i Comuni, per dar legittimazione confermativa alla gestione del distacco da parte della distintissima Teresa May.

E l’Italia? Sempre suddita della domanda di Totò e Peppino al Vigile di Milano: “Per dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare”? Non abbiamo idea di quale strada prendere perché non sappiamo dove vogliamo andare! In tutti questi anni, in Italia, mai un briciolo di proposta di riforma semplice all’americana/francese (Presidenzialismo) o tedesca/inglese (Premierato), che ci traghettasse fuori dal mondo dell’eterno intrallazzo, dove ogni semi-potente è in grado di comandare per sé e dove non uno è in grado di fare in modo compiuto l’interesse della Nazione.

Cosa ci vorrebbe ad andare nella civile direzione francese, per esempio? E gli altri mentori della democrazia diretta al comando del ‘Comoedus politicus’, se non l’idea unificatrice in senso crociano, hanno almeno una – dico una – idea strutturale e non demagogica? Essi discettano di pseudo-morale, di vitalizi da abbassare, di reddito di cittadinanza nel paese dei finti poveri con ricchezze al nero e di masse di immigrati in attesa di legittimazione.

Ora ci si è accorti che forse qualche punto di contatto esiste tra mondo dei cattivi (scafisti) e mondo dei buoni (ONG): si assiste allo scempio del diritto, con la politica PD che prontamente avvia fascicoli al CSM, sul responsabile di una procura in trincea migratoria (Catania), sol perché mostratosi non in linea col mantra ‘Politicamente corretto’.

Il ministro degli Esteri giustamente interviene a difesa del Procuratore, le cui dichiarazioni erano state prima strumentalizzate dai Pentastellati che, furbescamente, tolgon terreno battuto alla Destra. Ma nessuno che affronti il problema alla radice, che non è né giuridica (regolari/irregolari), né economica, né religiosa, né razzista ovvero multiculturalista. A monte di tutto e con riverberi su ogni suo aspetto, la questione è «quantitativa».

Non è possibile che il flusso migratorio da interi continenti (Africa e Asia) trovi la sua soluzione-imbuto nella piccola Italia per un semplice problema di rapporto tra Geometria (spazio) e Aritmetica (numero). Il resto sono vaniloqui. Chi non tiene conto di tale realtà manca di rispetto – per carenza di logica – anche alle masse di disperati che ripongono affidamento in un ‘Bengodi’ che non esiste purtroppo, come in questi giorni dimostra il paventato spostamento degli sfollati italiani del Terremoto dagli alberghi del litorale marchigiano-abruzzese.

In Italia, si sa, il DNA imperiale romano rimane nella mania di far le cose ‘in grande’. Da un balcone fu dichiarata guerra a Francia, Inghilterra e Stati Uniti, minacciate le reni della povera Grecia, eppure furono mandati cavalieri e fanti con scarpe di cartone in Russia.

Tale grottesca eredità oggi è onorata dal contemporaneo macro-superficial-buonismo, convinto di poter risolvere con una parola magica, «accoglienza», i problemi del mondo; eppure dimenticando che San Martino al povero regalò dopo tutto non più della metà del suo mantello: anche la Carità ha una sua logica applicativa, cui non si sfugge.

Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi). Ha scritto oltre 4mila articoli. Cura le rubriche “Tripwire” per il Corriere delle Comunicazioni (dal 2004) e “Il Deserto dei Barbari” per il mensile Arbiter (in precedenza Monsieur, dal 2003); ha collaborato col settimanale Il Mondo (gruppo Corriere della Sera) sino alla sua chiusura. Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015 [leggi qui] Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.
Taggato , , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Una risposta a Italia, Sii Caritatevole Non Stupida – di A. Bellizzi di San Lorenzo

  1. Alessandro Gentili dice:

    Caro Antonio,
    hai toccato tanti tasti, tutti molto dolenti, tutti destinati, temo, a restare senza risposta e senza soluzione!
    L’Italia repubblicana non è mai stata governata dai governi (67 in 70 anni). E’ stata gestita di emergenza in emergenza con provvedimenti e misure istintive, improvvisate, irrazionali, senza alcuna pianificazione, senza un filo logico, all’insegna del vogliamoci bene e non scontentiamo gli elettori!Le leggi elettorali: le abbiamo fatte e cambiate continuamente perché nell’incessante gara a tirarsi fregature reciproche ci accorgiamo, sempre dopo, che quella tale legge avvantaggia quelli e svantaggia quegli altri! E siamo ancora a fare leggi elettorali inseguendo le scemenze che la corte costituzionale (meglio la corte dei miracoli, composta da miracolati con trattamenti dorati) continuamente ci racconta. Lo so Antonio che Tu hai un’altra considerazione della Corte Costituzionale, ma io sto ai fatti. La Costituzione è un grosso imbroglio e la Corte ci sguazza nello sbrogliarlo infinitamente e inutilmente. Ma se il Presidente della Repubblica è il garante dell’ordinamento e il Parlamento rappresenta il popolo sovrano, mi spieghi Tu perchè una legge approvata dai due rami del Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica (Parlamento e Presidenza della Repubblica si avvalgono di un corpo di giuristi e funzionari qualificatissimi e pagatissimi)debba essere tacciata di incostituzionalità?
    E’ UNA SCEMENZA! E’ UNA TRUFFA!
    Insomma, mi ripeto: la prima causa dei nostri problemi è una costituzione orribile, redatta da manigoldi costituitisi, con criteri improvvisati e caserecci, in Assemblea costituente, composta da alcune persone,poche, sicuramente perbene, circondate però da una pletora di gentaglia macchiatasi di ogni sorta di nefandezze prima, durante e dopo la guerra.
    Che fare? Onestamente non lo so.
    So una cosa: il problema del paese non è la politica o Renzi. Il problema sono gli italiani, che non sono un popolo vero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *