Grecia, MES, il Potere, il Sangue

MES http://www.pierolaporta.it/?p=11142La Grecia vive una crisi con se stessa, con l’Europa e col MES. La soluzione migliore? Una guerra civile che stermini una delle due fazioni. Com’è usuale nelle competizioni referendarie, vi sono due fronti opposti; in Grecia sono in una qualche misura antecedenti il referendum.

MES (Meccanismo Europeo di Stabilità. Organismo permanente. Capitale sociale, garantito dagli Stati membri, 700 miliardi di euro, di cui 500 prestabili, rinnovabile all’infinito con decisione del MES, non sindacabile dai parlamenti nazionali, con l’eccezione di quello tedesco, a seguito della sentenza del 12 settembre del 2012 della sua Corte costituzionale di Berlino.
Diritto di voto. Ogni stato membro “pesa” col variare della quota versata. Il MES è nelle mani dei governi nazionali. La Germania, maggior contribuente, ha il voto più pesante.
Immunità. Il MES ha piena personalità e capacità giuridica. Acquista e aliena beni immobiliari e mobili, stipula contratti. I suoi organismi, beni, fondi, averi e lo staff sono immuni da qualsiasi procedimento legale, così come i documenti, i locali e gli archivi sono inviolabili: non è previsto alcun meccanismo d’accesso. Il direttore generale del MES è intoccabile: può revocare l’immunità di qualsiasi membro del personale del MES eccetto la propria.
Prestiti. Gli Stati che chiedono prestiti al MES devono rispettare il Patto di stabilità e i criteri di convergenza. I creditori internazionali della Troika subentrano nella politica economica del paese debitore, il quale sottoscrive un Memorandum con cui accetta tali condizioni, sottostando a un programma di aggiustamento macroeconomico e di progressivo rientro del suo debito pubblico (cessione della sovranità). Il MES e il Fiscal Compact operano in sincronia. La sovranità dei singoli Stati membri è subordinata alla governance economica privata del MES. 
I finanziatori privati (p.e.Nomura, Goldman Sachs, Merril Lynch e tutti i principali istituti di investimento mondiali) sono ammessi come osservatori alle riunioni per la concessione del credito nonché per la definizione delle rigorose prescrizioni da imporre al paese richiedente.
Governance. 1) Consiglio dei governatori formato dai ministri delle finanze della zona euro; 2) Consiglio d’Amministrazione (nominato dal Consiglio dei governatori); 2) Direttore generale, responsabile dell’intera organizzazione, nominato a maggioranza qualificata dal Consiglio dei Governatori.

L’elettorato ellenico vota Sì o No per approvare o respingere il piano proposto dai creditori. Per forza di cose è una la scelta sulla permanenza nella UE.
Comunque finisca il referendum, la Grecia è spaccata e, più che l’alternativa tra Euro e Dracma, oppure fra Tsipras e l’opposizione, è in gioco quello che nessuno vuole dire: dispiegherà nella sua onnipotenza il potere degli organismi UE; soprattutto si manifesterà al di sopra di ogni altro il potere autoreferenziale e assoluto del MES – Meccanismo Europeo di Stabilità (vedi riquadro), un moderno Caligola, le cui capacità di uccidere la democrazia in Europa non potranno più essere dissimulate. Intendiamoci, guardandoci intorno possiamo dirci sicuri che della democrazia non importa nulla alla grandissima maggioranza degli europei e degli italiani, a condizione che la UE assicuri benessere, stabilità e pace. Resta il fatto che benessere e stabilità sono crollati; in quanto alla pace, stiamo da tempo appiattiti sulle follie del

Potere autoreferenziale e assoluto del MES – Meccanismo Europeo di Stabilità

premio Nobel della Pace distrutta e manca pochissimo per trovarci entro un conflitto armato globale.  Detto questo, non dimentichiamo che il MES fu approvato acriticamente dal governo, scusate il termine, di Mario Monti e da un un Parlamento sonnacchioso, distratto e in offerta speciale. Tanto per ricordare a chi dire grazie.
Si vanno dicendo molte sciocchezze, come «Tsipras mette sul piatto la sua leadership». Oltre tutto è una banale e stupida ovvietà: della faccia di Tsipras non importerà a nessuno di fronte a scelte che condizioneranno la vita di almeno tre generazioni di greci; oppure si dice «Con la vittoria del No la Grexit non sarebbe impossibile». La domanda è sempre la stessa: quanto peserebbe sul benessere, stabilità e pace? Oppure dobbiamo aspettarci un’ondata di profughi greci? 
Domandiamoci piuttosto quale sia la vera posta in gioco. La Grecia? Non diciamo sciocchezze e non indulgiamo in romanticherie. Della Grecia non frega nulla a nessuno, nemmeno a molti greci. La posta in gioco è l’affermazione del potere del MES, non altro.
Il potere del MES è enorme (vedi riquadro) e ha ucciso la democrazia in Europa. Il referendum greco dirà se tale potere autoreferenziale è possibile oppure lo si può mettere in discussione.
Corollario: il potere si conquista per ampliarlo e conservarlo; di certo non si conquista per cederlo, condividerlo o ridurlo. Il potere si conquista per via pacifica, se possibile. Lo si difende in qualunque modo: anche con le sanzioni, col terrorismo, con la destabilizzazione finanziaria o con la guerra, se necessario; con tutto quanto insieme e in varia mistura, se è remunerativo.
Le prerogative e le immunità autoreferenziali del MES ne fanno un sovrano assoluto sull’Europa. Poco importa che sia un “direttorio” e non una persona fisica. I suoi funzionari e il suo vertice sono la crema d’una nuova nobiltà al di sotto della quale, a vari gradi di lignaggio si collocano, le rimanenti frazioni della corte, coi burocrati della commissione e degli organismi UE. La Nomenklatura sovietica, al confronto, fu una confraternita di penitenti.
Qual è dunque il significato del referendum greco?
Se vince il No, la Grecia sarà messa in ginocchio quand’anche uscisse dalla zona euro e anche dalla UE. Non le sarà risparmiata alcuna misura che possa farle rimpiangere i bei tempi – si fa per dire – della sua appartenenza all’Unione.
Se vince il Sì ci renderemo conto, ancor prima che nel caso precedente, che il potere del MES (e di rifleso della Commissione) è tale da far impallidire il ricordo di quello del sovietico Politburo come fosse stato il CdA d’una bocciofila.
Il combinato disposto di Commissione UE, Troika e MES può mettere in ginocchio qualunque paese UE, eccetto – chissà perché – la Germania e la Gran Bretagna. 
Il referendum greco finirà verosimilmente con uno zero virgola a favore d’una parte, con accuse di brogli e imbrogli reciproci.
Non è qui il punto.
Le cerchie dominanti hanno da tempo scelto la morte della democrazia e la gestione del potere politico e amministrativo attraverso il potere finanziario.
I nostri presidenti della repubblica, i presidenti del consiglio, i capi dei partiti e dei sindacati, la Chiesa e gran parte del popolo hanno abdicato i loro doveri morali e costituzionali, consegnando la sovranità del paese alle banche internazionali.
Da tempo viviamo in un limbo fetido che non è dittatura e non è democrazia.

Immaginate di schiaffeggiare Mario Monti e comprenderete quanto importante sarebbe rivalutare la violenza popolare

Per uscirne e fare chiarezza una volta per tutte, non sarebbe male se i greci, quale che sia la parte vittoriosa, domani sera scatenassero una guerra civile con la quale una delle due parti annienti l’altra. Questo evento non potrebbe essere trattato dai cicisbei della stampa con le usuali contraffazioni. L’Europa e il MES sarebbero davanti alle loro responsabilità: scegliere la democrazia o la dittatura. Suvvia, non sarebbe male come soluzione. Intanto sdoganiamo la violenza, che ai miti finanzieri dà qualche orticaria. Immaginate di dare un ceffone a Mario Monti e comprenderete quanto importante sarebbe rivalutare la violenza popolare. Dopo tutto si dimezzerebbe la popolazione greca e il peso delle pensioni che presto o tardi il MES riverserà nelle tasse di tutta l’Europa, o meglio dei paesi più deboli o (è lo stesso) più acquiescenti e peggio tutelai dai suoi politici, come l’Italia.
Auguriamoci dunque che domenica sera la Grecia si infiammi e cominci la mattanza, sangue a fiumi, altro che le stupidaggini su feisbuk.
Come dite? Sono cinico? Forse sì; e voi, anime belle, pacifisti, borghesucci, cattocodardi, pensate forse che questo esito sia estraneo ai disegni, ai pensieri e ai piani di quei maiali di finanzieri che trogolano nel MES? Se tuttavia c’è qualcuno tra voi miserabili che sappia darci la certezza che possiamo liberarci con le elezioni dai tentacoli del MES, si faccia avanti; uno alla volta e senza spingere. 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

7 risposte a Grecia, MES, il Potere, il Sangue

  1. oscar dice:

    Prendetela come volete, ma io a mettere in campo una provocazione ci provo.
    Non sembra ci sia rimasto altro, considerato quante interpretazioni/soluzioni circolano sulla questione, tutte valide e tutte chimeriche.
    La mia proposta? Impugnare presso La Corte internazionale di giustizia, principale organo giudiziario delle Nazioni Unite con sede all’Aia, tutti i trattati come quello di Lisbona, il MES e similari porcate, per violazione del principio “Patto leonino” ex art. 2265 cc. – in sede di trattato internazionale – da parte di Inghilterra, Francia e Germania. Ricordo in proposito che la Corte dirime le dispute fra Stati membri delle Nazioni Unite che hanno accettato la sua giurisdizione. Essa esercita una funzione giurisdizionale riguardo all’applicazione e l’interpretazione del diritto internazionale che deriva anche dalla applicazione dei principi giuridici dei singoli stati firmatari di trattati.
    Come ha fatto l’Italia a sottoscrivere clausole UE in contraddizione di quanto disposto nel proprio cc (il MES funziona, cosa aberrante, con i criteri tipici di un c.d’a di una spa)?
    Possono essere sottoscritte in sede internazionale norme di natura pattizia e quindi contrattuale, che confliggono con quanto il legislatore nazionale ha ritenuto di dover porre a garanzia dei patti sociali e parasociali nel proprio Paese?
    Non penso proprio che la natura privatistica di quanto all’2265 e – di contro – quella pubblicistica dei trattati, possano far passare in second’ordine il principio etico e giuridico che il legislatore italiano ha inteso difendere e quindi mettere a base di una norma specifica, a tal punto da potersi, lo stesso principio, stravolgere ed ammettere invece in sede di trattati internazionali, ancorché stipulati fra nazioni.
    Si potrebbe eccepire una deficienza causale del contratto sociale (il trattato, in questo caso) in quanto i vantaggi delle scelte di politica economica e finanziaria (“gli utili”) sono solo a panaggio di chi ha la maggioranza relativa. Mentre le penalità (“le perdite”) sono suddivise e richieste in modo ineguale dalla troika nei confronti dei soci di maggioranza(vedi Gran Bretagna e Francia che se ne fregano altamente di ogni pretesa sanzionatoria nei propri riguardi) .
    La questione meriterebbe un maggiore e più serio approfondimento anche alla luce del fatto che l’auspicato accordo Israele/Palestinesi non ha mai fatto progressi proprio perché lo si riteneva viziato di patto leonino.
    Comunque, fra Gentiloni e la Mogherini vedrete che qualcosa salterà fuori! Vedi la sorte dei nostri fucilieri!!

  2. Renzo Romano dice:

    Condivido ogni parola del commento di Giuseppe. Detto questo, non mi risulta che sia obbligatorio chiedere l’intervento del MES; farsi prestare soldi, perché di questo si tratta, è soggetto a condizioni sotto tutte le latitudini. Se poi si tratta di strozzini, ancora peggio. quindi, conoscendo le condizioni ed i rischi, chi si fa prestare i soldi dal MES non penso abbia poi ragione a lamentarsi. Nel caso della Grecia, quando è entrata nell’€ truccando i conti non sono sicuro che lo abbia fatto in nome del retaggio culturale panellenico o del sentimento di comune identità europea, ma piuttosto perché l’appartenenza ad Eurolandia sembrava potesse consentire di continuare a vivere a sbafo. Adesso, come diceva la formica, non mi fa pena.

    • Tutto vero. Io non ho ricette. Osservo che la democrazia è morta. Non importa a molti se non in sterili proteste sul web. La piazza di Atene, quantunque celebrata come chissà cosa per la libertà, cambia le cose molto meno e molto peggio di quella del Cairo. Dei conti truccati lo sapevano tutti e passarono per lo stesso motivo per cui oggi la UE negozia a oltranza: la posizione strategica della Grecia nel Mediterraneo. E chi pagherà per la tranquillità di Obama?

  3. Antonio Spinola dice:

    Ci sono molte persone avide e/o malvagie, e alcune possono anche accedere a posizioni di prestigio o di potere nel mondo degli affari e della finanza. Ma non ritengo probabile l’esistenza di piani criminali orchestrati a livello globale per causare crisi economiche di proporzioni gigantesche.

    Non è l’economia la causa della crisi dei debiti europea, ma un progetto che nascondeva un segreto.
    Infatti il progetto alla base dell’Unione Europea celava un programma segreto: sminuire da subito – per distruggere nel lungo periodo – il sentimento di identità nazionale con tutto il suo bagaglio di cultura, ritenuto un ostacolo alla realizzazione di un'”unione sempre più stretta”.
    Alle radicate culture nazionali andava sostituita la neo-cultura del governo transnazionale elaborata da esperti e imposta per mezzo dell’economia. Si è voluto ignorare l’insegnamento di Weber, sposando la visione marxista della cultura come sovrastruttura, mettendo insieme Paesi sociologicamente agli antipodi. Non a caso sarcasticamente Sartori dice che “solo uno come Romano Prodi poteva pensare che allargando l’ Unione a Paesi inconsistenti sotto il profilo economico e politico si potesse vedere edificato il mondo nuovo”.

    E’ sempre quell’ostinata brama progressista di abbattere ogni sopravvivenza inattuale nei costumi e nelle tradizioni, per costruire un’utopico mondo nuovo libero egualitario e non-violento, che ha inchiodato i popoli su una croce fatta di debiti insostenibili, corruzione spirituale e individualismo.
    I governi Greci (e non solo), con varie astuzie, hanno nascosto queste verità per paura di perdere consenso, cioè voti, all’interno, insieme a prestigio e denaro facile dall’esterno.
    E ora che il giocattolo s’è rotto…

  4. Sigmund dice:

    Qualunque cosa accada in Grecia non possiamo chiamarci fuori perché il risultato inciderà pesantemente sulla vita di tutti quanti.
    E’ vero abbiamo perso la sovranità monetaria e con essa la sovranità tout cour, fintanto che le cose sono andate bene a nessuno è importato niente, adesso che le cose volgono al peggio ci si rende conto che il vecchio sistema di svalutare la moneta, che è andato benissimo per 50 anni, non è più nelle nostre mani. Adesso svalutano l’Euro, ma solo per tenerlo in piedi e con quello togliere quello che resta di dignità di tutti i popoli che l’hanno adottato. Speriamo che la Grecia esca e tracci la strada di come si fa a riprenderci la nostra capacità di decidere del nostro futuro.

  5. Casonato Maurizio dice:

    Buon giorno.
    Chiedersi cosa decideranno i Greci e: SEMPLICE .
    Decidere cosa possiamo fare Noi e’piu’ DIFFICILE ma INDISPENSABILE
    Una veccia canzone diceva: BASTA CON LE PAROLE IO VOGLIO VIVERE ORA e’ chiaro come il sole BASTA CON LE PAROLE.

  6. Giuseppe dice:

    Caro Piero, ognuno di noi pensa e parla sulla base della propria esperienza di vita e lavorativa, quindi io non posso sicuramente parlar bene di questa italia o meglio di questi italiani. L’Italia ha una grande cultura e un retaggio storico pregnante di significato, ma spiace moltissimo asserire che questi italiani sono degli “indegni”. Scorgo nel tuo finale un amaro e una delusione di una persona, come il sottoscritto, che ama l’Italia e vorrebbe che il vivere quotidiano si svolgesse in modo differente. Sono giocoforza PESSIMISTA. Non credo che la Grecia o qualche entità astratta possa cambiare il decorso degli infausti eventi. Al di là della tecnicalità con cui si estrinseca il MES sugli stati nazionali, credo che la colpa sia sempre delle persone, del popolo, credo anche che l’italiano sia infimo e di poco spessore, consentendo questo scempio per il tramite del suo voto. È ovvio che questa classe politica, ancor di più, questo Matteo Renzi sono a garanzia del MES e di tutte le sue sciagurate conseguenze. La colpa non è di quei 4 o 5 banchieri che decidono le sorti della popolazione mondiale per il tramite di eventi ben pianificati che sembrano casuali, come questa crisi economica, ma la colpa è solo e soltanto nostra. Un paese senza giustizia, non è un paese: provate a frequentare le aule di tribunale. Uno dei tanti problemi. Faccio il tifo per la Grecia che possa uscire dall’euro e non succederà nulla di così irreparabile, CREDIMI!! Le dinamiche economiche sono lunghe da spiegare. ONORE, ORGOGLIO e DIGNITÀ

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