Genova: Esigiamo la Testa e i Soldi dei Responsabili

Dopo il crollo del ponte Morandi non bastano le chiacchiere. Esigiamo provvedimenti operativi e vigilanza incessante del governo sulla magistratura e sugli organi investigativi. Esigiamo risultati concreti.

Esigiamo soprattutto garanzie di risarcimento: alle vittime e alla Pubblica Amministrazione, turlupinata e raggirata da chi doveva difenderne gli interessi.

Esigiamo che siano vagliati gli atti di:

  •  Graziano Del Rio, ex ministro delle Infrastrutture
  •  Consiglio di Amministrazione della Società Autostrade
  •  Componenti del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici
  •  Capo Dipartimento Infrastrutture del ministero delle Infrastrutture
  •  Provveditore generale per le opere pubbliche
  •  Provveditore generale del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria
  •  Direttore della Direzione generale territoriale del Nord-Ovest, del Ministero delle Infrastrutture

Esigiamo che i beni personali di costoro siano congelati cautelativamente in attesa della conclusione delle inchieste, della magistratura e del Parlamento.

Esigiamo che Governo, Regione Liguria, Comune di Genova si costituiscano parte civile.

Esigiamo che la magistratura genovese sia estromessa dall’inchiesta in quanto parte in causa e da sempre ben consapevole della situazione del ponte Morandi.

Esigiamo che si costituisca immediatamente una commissione parlamentare di inchiesta che vigili sull’operato della magistratura (nel passato e nel futuro) e vagli gli atti sinora compiuti dagli organi elencati in precedenza.

Esigiamo che il governo renda noto immediatamente quali siano state – negli ultimi dieci anni – le operazioni di «manutenzione ordinaria» e quelle di  «manutenzione straordinaria» sul ponte Morandi di Genova; quali miglioramenti abbiano conferito alla stabilità della struttura; quali incrementi di stabilità alla porzione interessata dal crollo.

Esigiamo conoscere immediatamente a quanto ammontano gli investimenti per le manutenzioni strordinarie e per le manutenzioni ordinarie negli ultimi dieci anni, nonché l’elenco delle imprese che hanno realizzato tali manutenzioni, ordinarie e straordinarie, i lavori eseguiti da ciascuna impresa, la durata e le somme percepite.

Esigiamo che il governo renda noti immediatamente i documenti interni del Ministero delle Infrastrutture mediante i quali l’allora ministro Graziano Del Rio decise di non rispondere alle due interrogazioni dell’ex senatore Maurizio Rossi, nel 2015 e nel 2016, il quale additò i gravi problemi di sicurezza del ponte Morandi.

Esigiamo che il governo renda noti immediatamente gli atti dell’ex ministro Del Rio in conseguenza delle interrogazioni del senatore Rossi.

Esigiamo che il governo renda noti immediatamente gli eventuali avvertimenti che il ministro uscente, Graziano Del Rio, abbia lasciato al subentrante, Danilo Toninelli, in merito alla situazione del ponte Morandi, nonché le iniziative poste conseguentemente in essere da Toninelli.  

Esigiamo che tacciano i giornalisti collaborazionisti, impegnati a dare la responsabilità a qualche incauto imbecille, lanciatosi in profezie di indistruttibilità del ponte. Il ponte Morandi non è crollato a causa di questi imbecilli ma a causa di negligenze criminali.

Esigiamo che tacciano gli imbecilli e criminali da decenni impegnati a tessere le lodi dell’austerità e del “privato è bello e conveniente”.

Esigiamo giustizia e risarcimento danni, a carico dei responsabili, senza finzioni.

 

 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

4 risposte a Genova: Esigiamo la Testa e i Soldi dei Responsabili

  1. Gianfranco Amerigo dice:

    il problema è che le colpe sono proprio di TUTTI !!! persino chi non è mai entrato in autostrada !!!io sono rimasto schioccato nel lontano 1982 quando ” il processo del Lunedì” ha visto la luce e nessun magistrato ha trovato destabilizzante la cosa! un Processo, lo aspetti per le stragi, la mafia, i delitti, i furti, insomma per i problemi che gli uomini portano nei tribunali per amministrare/trovare Giustizia insomma una cosa Molto Molto seria ed invece ha certificato il “pallone” come unica preoccupazione degli Italiani.scusate !

  2. Alessandro gentili dice:

    Caro Piero,
    anche io non sono tenero nelle valutazione delle responsabilità per le ricorrenti tragedie che si abbattono su un paese che vive alla come capita, dove le colpe sono sempre degli altri e dove ci si rimette sempre alle ridicole, tardive ed inutili sentenze di una magistratura e di un sistema giustizia da terzo mondo o forse anche peggio. Una giustizia che fa ridere, meglio che non fa paura a nessuno; anzi, che alimenta e incoraggia malaffare e disonestà.
    Bene impedire alla magistratura genovese di indagare su una situazione assurda e straconosciuta e che poteva arrivare a tanto solo con la compiacenza di politica e procura.
    Bene chiedere conto al ministro delle infrastrutture protempore e ai vertici amministrativi. Opportunità e concretezza esigerebbero il loro stato di arresto o di fermo perché non inquinino le prove ed il sequestro cautelare dei loro beni e di quelli di congiunti e affini: questa sarebbe serietà e severo monito per gli altri. Solo le sbarre di una cella sono garanzia di serieta’. Il resto sono solo chiacchiere, anzi cazzate!
    Caro Piero,
    che dire? Io non ho alcuna fiducia neppure nel nuovo che avanza (solo un modo di dire).
    Vedremo…
    Ma io, te e tanti come noi due sono più di 45 anni che sono costretti a dirsi “vedremo”. E abbiamo visto solo schifezze su schifezze. Eppure per questo paese, per questa Italia noi due siamo di quelli che ci hanno “buttato il sangue’ e ci hanno creduto nonostante tutto.
    Pero’ in due cose non credo piú e da tempo: una schifezza di costituzione, causa di 70 di non governo (ne abbiamo cambiati con questo credo 65) e una magistratura assurda (ordinaria e amministrativa).
    Alessandro Gentili

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