Genocidio: Francesco svela chi è Erdogan

donne armene crocifisse dai turchi2Genocidio: perché Francesco pronuncia la parola fatale. Perché Erdogan si innervosisce. Francesco in pericolo?

Numerose dietrologie sulle origini di ISIS, il sedicente califfato islamico. Il web pone sul banco degli imputati USA, Israele, Qatar, Iran, Siria e buon ultima la Turchia. I servizi informativi del Vaticano sono certi: la Turchia, è Erdogan a ispirare, finanziare e dirigere le orde del califfato. Tutti gli altri accusati sono lambiti in diversa misura dal sospetto perché in diversa misura entrati in contatto con ISIS per iniziativa propria o, più spesso, degli agenti di ISIS, mossi proprio dallo scopo di “compromettere” quanti più “complici” possibili, proprio per fare velo alla direzione strategica di ISIS, cioè Erdogan.

La Turchia gioca su molti tavoli. Nella NATO fa la sentinella a oriente. Si gabella baluardo verso al Qaida, le cui formazioni vanno confluendo tuttavia in ISIS. Contro la Siria la dà a intendere agli USA. Nel frattempo la Turchia/ISIS ha aperto un secondo fronte alle spalle dei “crociati” in Afghanistan, con prospettive inquietanti. 

Secondo una nostra fonte vaticana, lo scopo di Erdogan è duplice: tattico e strategico. Col primo si prefigge di neutralizzare le aspirazioni curde a una patria indipendente, tanto più perché ovviamente antiturca. Lo scopo strategico è costituire una poderosa e vasta area d’influenza turca, in qualche modo una riedizione dell’impero ottomano, utile quanto meno ad affermare la Turchia come potenza egemone nell’area, senza escludere gli sconfinamenti annunciati per portare la Mezzaluna sulle capitali europee, a cominciare da Roma.

Odio contro ebrei e cristiani

I nemici principali di questo disegno, nella visione di Erdogan, sono gli ebrei e i cristiani, segnatamente i cattolici, le cui radici contrastano nettamente coi costumi mussulmani, necessariamente quelli più radicali – la sharia, la schiavitù, i matrimoni pedofili, la violenza efferata. Eliminare i cristiani è per ISIS/Erdogan un imperativo imprescindibile, per avere mano libera politicamente, religiosamente e culturalmente nell’area di interesse strategico, coincidente col vecchio impero ottomano.
La Turchia predica incessantemente odio contro ebrei e cristiani attraverso gli agenti operanti in tutte le realtà mussulmane, imputando a ebrei e cristiani tutti i mali delle società islamiche, come la povertà di larghi strati della popolazione, l’arretramento culturale e scientifico, la carenza di controllo sulle fonti energetiche.
L’Arabia Saudita è a sua volta nel mirino sia perché non potrebbe gradire una qualsivoglia riedizione dell’Impero ottomano sia perché presenta vulnerabilità obiettivamente ghiotte per quanti vogliano – come Erdogan – appropriarsi delle ricchezze di Ryhad.

La foto di apertura di questo articolo, tratta da un film, l’ho erroneamente accreditata come “vera”, dopo peraltro essermi consultato con un esperto che evidentemente sbagliava. La responsabilità è comunque mia. Grazie alle indicazioni di un altro amico ho appurato che è il fotogramma d’un film del 1919, RAVISHED ARMENIA, peraltro fedele alla realtà dei fatti raccontati. Il web molto spesso inganna però, come in questo caso, consente di emendarsi, non di meno mi scuso.

Due sono le vulnerabilità più sensibili dell’Arabia Saudita. La prima è il progressivo scollegamento da Washington, causato dalla politica energetica statunitense che da un lato ha spinto per l’autosufficienza (privando l’Arabia saudita degli introiti conseguenti) e, allo stesso tempo, è stata incapace di elevare il costo del barile al di là della soglia dei 100dollari, per compensare le perdite di Ryhad. Anzi, il petrolio in realtà è crollato persino sotto i 50dollari, dando a intendere che fosse una manovra strategica contro Putin, preconizzando la rapida fine del presidente russo. Putin è ancora al suo posto e, per comprendere quanto pesi la crisi di mercato petrolifero sulla dinastia saudita, basti pensare che un barile sotto i 75dollari per essi è una iattura in quanto non in grado di compensare le innumerevoli dissipazioni della casa reale, delle migliaia di discendenti, della corte, dei funzionari e della farraginosa e avida macchina dello Stato.
La guerra in Iraq prima, poi le cosiddette “primavere mussulmane” sono state un’eccellente occasione per la Turchia di giocare su molti tavoli. Sfrutta il suo ruolo nella NATO di sentinella verso oriente. Si gabellata baluardo verso al Qaida, le cui formazioni vanno confluendo tuttavia in ISIS. Gioca contro la Siria, dando intenderla agli USA. Solo oggi al pentagono s’avvedono che un negoziato con la Siria potrebbe aprire un spiraglio di soluzione politica. Nel frattempo però la Turchia/ISIS ha aperto un secondo fronte alle spalle dei “crociati” in Afghanistan con prospettive inquietanti. 
Francesco, benissimo informato delle responsabilità turche per quanto andava accadendo contro i cristiani e le chiese cattoliche di oriente, ha cercato di stimolare un’iniziativa politica internazionale, possibilmente sotto egida ONU, allo scopo di fermare il disegno strategico turco. “Fermare non bombardare” disse Francesco, sorvolando la piana di Ninive dove ISIS ha trucidato decine di migliaia di cristiani e di curdi, riducendone in schiavitù donne e bambini per usi abominevoli e trucidi. Il papa esortava gli USA ad assumersi un ruolo e una responsabilità per “fermare” il disegno di Erdogan.
Purtroppo Obama e il Dipartimento di Stato non sono più in grado di fermare nulla e quando in qualche misura hanno tentato di riassumere un ruolo, gli esiti si sono rivelati disastrosi, come si è visto in Libia, Siria e Afghanistan almeno.

Turchia genocida al pari di Germania nazista e Urss

LA QUESTIONE ARMENA  VOLUME III

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Dopo innumerevoli tentativi ufficiosi e segreti di ottenere dalla Turchia un’azione che smorzasse la ferocia di ISIS, domenica 12 aprile, durante l’omelia Francesco ha ricordato: «La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come “il primo genocidio del XX secolo”; essa ha colpito il vostro popolo armeno – prima nazione cristiana –, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi. Le altre due furono quelle perpetrate dal nazismo e dallo stalinismo. E più recentemente altri stermini di massa, come quelli in Cambogia, in Ruanda, in Burundi, in Bosnia.»
Non era la prima volta, contrariamente a quanto affermato dalla stampa, che un papa definiva “genocidio” la tragedia degli armeni; san Giovanni Paolo II lo aveva fatto già nel 2001.[1]
La differenza l’ha fatta Francesco collocando i turchi/ISIS accanto al nazismo e allo stalinismo, cioè fuori dal circuito della legittimità, ricordando che il sacrificio degli armeni “insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci“, cioé gli stessi oggi trucidati da ISIS.
La reazione di Erdogan è stata scomposta, isterica, insultante; nel frattempo in Vaticano pervenivano minacce alla persona del Papa. Non si sono accontentati: dal governo di Ankara arrivava un controcanto di insulti volgari.
Per comprendere il peso delle parole di Francesco («immane e folle sterminio») basti pensare che dalla UE è arrivato il sostegno al papa (nonostante il silenzio “codardo” del governo italiano). La UE ha bacchettato la Turchia e messo un ulteriore punto interrogativo sulle sue aspirazioni europee.
Nella Curia vaticana taluni vorrebbero rintuzzare gli attacchi ottomani con note diplomatiche al vetriolo e dimostrazioni di cattolici davanti alle ambasciate turche nel mondo. La linea prevalente tuttavia, come di consueto, è prudente, preferendo ignorare gli insulti nella certezza che essi sono proporzionali alla scossa che il disegno revanscista di Erdogan ha subito con una semplice omelia papale. Tutti però temono in varia misura che la reazione dei panislamisti non si farà attendere contro la persona di Francesco. Il depistaggio è iniziato probabilmente con le accuse di Alì Agca, l’attentatore di san Giovanni paolo II, all’Iran di Khomeyni.

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[1]«Gli Armeni hanno adorato Dio come loro Padre, hanno professato Cristo come loro Signore e hanno invocato lo Spirito Santo come loro santificatore; hanno amato la Chiesa apostolica universale come loro Madre. Il supremo comandamento di Cristo di amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi è divenuto uno stile di vita per gli Armeni fin dall’antichità. Sorretti da grande fede essi hanno scelto di rendere testimonianza alla verità e di accettare la morte, se necessario, per aver parte alla vita eterna. Il martirio per amore di Cristo divenne così una grande eredità per molte generazioni di Armeni. Il tesoro più prezioso che una generazione poteva trasmettere alla successiva era quello della fedeltà al Vangelo cosicché, con la grazia dello Spirito Santo, i giovani divenissero risoluti quanto i loro antenati nel rendere testimonianza alla verità. Lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo, e il successivo annientamento di migliaia di persone sotto il regime totalitario, sono tragedie ancora vive nel ricordo della generazione attuale. Gli innocenti che furono massacrati senza motivo non sono canonizzati, ma molti di loro sono stati certamente confessori e martiri per il nome di Cristo. Noi preghiamo per il riposo delle loro anime ed esortiamo i fedeli a non perdere mai di vista il significato del loro sacrificio. Rendiamo grazie a Dio perché il cristianesimo in Armenia è sopravvissuto alle avversità degli ultimi diciassette secoli e perché la Chiesa Armena è ora libera di compiere la propria missione di proclamare la Buona Novella nella moderna Repubblica di Armenia e in molte zone vicine e lontane, nelle quali sono presenti comunità Armene.» (Giovanni Paolo II e Karekin II, Dichiarazione comune, Etchmiadzin, 27 settembre 2001)

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

16 risposte a Genocidio: Francesco svela chi è Erdogan

  1. Sigmund dice:

    Forse vale la pena leggere l’intervista rilasciata da Hassad che dice la sua a proposito del nuovo disrdine medio-orientale
    http://rt.com/news/251529-assad-syria-interview-france/

  2. Federico Dezzani dice:

    Aggiungo che uno dei più autorevoli negazionisti del genocidio armeno è l’intellettuale ebreo Bernard Lewis, stratega di Londra e Washington nelle questioni mediorientali.

  3. Federico Dezzani dice:

    Credo che i servizi segreti vaticani, se sono sempre i numeri uno al mondo, abbiano stilato un lista ben più lunga della sola Turchia, comprendendo anche molti dei responsabili forniti “dal web”. Ma fa comodo forse tirare in ballo (giustamente) solo Erdogan, che rompe le scatole con il Turskish stream. La Chiesa di Roma non rappresenta più da tempo i cristiani del Levante: è sufficiente leggere su Asia News i commenti dei prelati locali per capire che il divario è ormai incolmabile.

    • Convinzione rispettabile ma fuori centro. Il futuro ne darà conto.

      • Federico Dezzani dice:

        hmm, Piero… Non sono mai stato in Terra Santa, ma chi ho ascoltato recentemente di ritorno da un viaggio a Gerusalemme mi fornisce tutt’altra visione rispetto alla tua… e così la pensano davvero molti cristiani in Palestina e Siria. I vescovi di Roma hanno però, giustamente, imparato a convivere con l’impero di turno.

  4. osar dice:

    1) Il genocidio fu condotto a termine nel 1915 dall’impero ottomano;
    2) Ataturk depose Maometto VI nel 1922 e proclamò la repubblica nel 1923;
    3) la repubblica era assolutamente di stampo laico ed occidentale. Mai sentito parlare di Kemalismo? Oggi se una ragazza non porta il velo non trova lavoro in Turchia. Ataturk aveva vietato il velo a scuola;
    4) genocidio = risarcimento. …ma vogliamo scherzare! La Grecia esige ancora oggi il pagamento dei danni di guerra dalla Germania (ad assoluta ragione) che fu a suo tempo sospeso fino a quando non ci fosse stata la riunificazione delle due germanie (cosa che ormai è avvenuta);
    5) qualcuno mi sa indicare l’entità delle somme pagate per genocidio da chicchessia?
    6) i nazisti non professavano l’ateismo? …certamente abbiamo studiato su testi diversi, anzi la loro fede di riferimento era il cattolicesimo! Seppure in una “assai libera interpretazione” – come di sovente accade da parte di esaltati – che sconfinava nella superstizione. Mai letto il Mein Kampf? Mai letto: “Gott mit uns” sulla bandiera tedesca e sulla fibbia delle cinture dei soldati? Mai sentito parlare della ricerca spasmodica da parte di Hitler del sacro Graal, della lancia di Longino e della Spada dell’islam? Su questa materia esiste una bibliografia sterminata;
    7) ridurre le contraddizioni del mondo alla lotta fra il bene (chi crede) ed il male (l’ateismo) è una roba da far accapponare la pelle al solo pensarci. Tuttavia, si può rispettare qualunque opinione anche con la pelle accapponata, purché non si inizi a tagliar gole in nome di Dio.

    • Sigmund dice:

      Cosa faceva Ataturk nel periodo tra il 1915 e il 1922? Chi vuole la repubblica “laica” deve sbarazzarsi delle religioni e dei fanatici bigotti. Come porta avanti il suo progetto di fare un modo più giusto perché più laico? Eliminando chi vi si oppone (come accadde nella Vandea cristiana), come accadde per gli Armeni e come sta accadendo ora con l’ISIS che usa perfino il rituale delle teste mozzate come novella ghigliottina. Il copione è talmente sempre identico che non c’è bisogno di conoscere la storia di un particolare paese, cambiano solo i nomi degli attori in campo.
      La Turchia attuale non vuole essere infettata dalla follia occidentale del neomarxismo egalitario che ha abbandonato la difesa dei lavoratori ed è passata alla lotta di liberazione delle minoranze LGBT e vuole ricostruire il mondo secondo l’ideologia del gender. Hanno ragione da vendere i governanti turchi, non so se il velo servirà a proteggere la loro società, ma almeno ci provano.
      A proposito di genocidio e dei risarcimenti conseguenti, probabilmente la Germania è la fonte migliore da cui trarre le informazioni necessarie.
      Non mi pare che i nazisti adorassero Gesù Cristo, né il di lui padre, i nazisti adoravano il dio sole (quella bella croce uncinata ben chiara sulle loro bandiere e nei loro cinturoni), e il loro Fuhrer. Auspicavano il ritorno del mitico faraone tanto caro ai fratelli massoni, anche loro affascinati dal dio sole.
      Illustrissimo Osar se ne faccia una ragione al mondo ci sono due modi di intendere le cose: guelfi e ghibellini. Lei fa parte della seconda categoria, io della prima e, mi creda, tra le due posizioni non esiste una sintesi, sono millenni che ci provano senza trovarla.
      Non esiste lo stato laico, è un mito, perché uno stato per esistere ha bisogno di norme e di leggi che rappresentano la religione che quelle norme e quelle leggi ispirano e sono in contrapposizione con i 10 Comandamenti biblici che rappresentano l’altra religione, quella a cui lei vorrebbe negare la rappresentanza, pur essendo, immagino, molto tollerante su tutto il resto. E con questo l’argomento, da parte mia, è da ritenersi chiuso.

  5. osar dice:

    Materia complessa, Piero!
    Dove è facile esprimere pareri, di frequente privi di fondamentali basi documentali, ed asserire una carrettata di fregnacce.
    Consentimi, Piero, ma sentir parlare di: …”ateismo imperante nazi-comunista” – perbacco – ci vuole stomaco.
    Intanto dico la mia di sciocchezza.
    Fare i conti con il proprio passato è dovere di ogni democrazia moderna. E’ stato così per la Germania, l’Italia, la Russia. Avrebbe potuto esserlo anche per la Turchia? Certamente, se non ci fosse stato Erdogan a risvegliare inconfessabili mire da impero ottomano (in questo, buon alleato anche l’IS) sotto l’egida di un robusto revisionismo di matrice islamica (o islamista?).
    La Turchia ha innestato la marcia indietro e il perché l’ho soltanto accennato. Il discorso sarebbe troppo lungo e in questa sede posso solo tratteggiare delle situazioni. Erdogan mira all’egemonia dell’area mediorentale sotto il suo di califfato. Ha interrotto il processo di civiltà e democratizzazione avviato da Ataturk e l’ha “notificato” al mondo intero con le minacce al papa, proponendo una revisione storica di quanto operato dall’impero ottomano, ante proclamata repubblica turca nel 1923. Cosa ne dovremmo dedurre: che la democrazia è incompatibile con l’Islam?
    Forse ci sarà dato di verificarlo nei futuri percorsi evolutivi (o involutivi) di Tunisia, Marocco e Algeria? Tutto da vedere!
    Intanto, lo TTIP va avanti. Di cosa si tratta ne parlai in un precedente intervento). Il primo passo per una coesione più stretta (come fu per la CECA, EURATOM, CEE) prima di passare ad una nuova moneta unica (… fantapolitica?) Certo che la Grecia sta rompendo proprio i … piani. Tuttavia, se così fosse e in un futuro non troppo lontano, della Turchia si potrebbe pure fare a meno. E anche – magari – dell’Arabia Saudita (prima o poi finirà che con tutto il petrolio che ancora hanno ci smacchieranno la pelliccia dei cammelli). I blocchi mondiali assumerebbero un altro aspetto. Scenari nuovi ci attendono? Non dimentichiamo che rimarrà sempre l’argente a faire les guerres. Anche in salsa islamica, il che non guasta, come ha dimostrato l’IS. Altro che foto propagandistica.

    • La violenza anticristiana in Turchia alligna da ben prima di Erdogan, il quale giunto al potere l’ha messa a frutto. In Vaticano sanno molto bene che l’attentato a GPII senza la Turchia non si poteva fare anche se questo non significa affatto che la Turchia fosse sola o abbia avuto le massime responsabilità.
      Papa Francesco – dopo innumerevoli e discrete esortazioni a cessare i massacri – infine ha svelato al mondo l’eguaglianza infernale Erdogan=ISIS; le reazioni furiose, con le minacce velate e palesi, confermano che il gesuita ha visto giusto e ha letto approfonditamente i primi tre tomi dei sette previsti (La Santa Sede e la Questione Armena) del confratello Georges-Henri Ruyssen SJ, gesuita belga, nato nel 1967.
      La memorialistica dei martiri fa andare fuori di testa i carnefici di ieri e di oggi, ma la Chiesa guarda avanti.

    • Sigmund dice:

      Già, materia complessa, sembra che sia l’unico punto su cui si possa essere d’accordo.
      Non sapevo che ci volesse stomaco per dire che il ‘900 sia stato dominato dai fenomeni del nazismo e del comunismo (regimi assolutamente atei), pensavo che fosse un fatto storico, ma evidentemente sbaglio oppure è Osar che ha letto qualche altro libro di storia.
      Non v’é dubbio che è doveroso fare i conti con il passato per poter uscire dalla menzogna, ed è esattamente quello che si chiede alla Turchia: riconoscere il genocidio armeno effettuato da quel meraviglioso “processo di civiltà e democratizzazione” a cui fa riferimento il benpensante Osar.
      Lo stesso processo di civiltà e di democratizzazione iniziato dalla rivoluzione francese e portato avanti da tutte le rivoluzioni nel nome della égalité e liberté, sotto l’egida dei fratelli, che hanno devastato il mondo e che continuano a devastarlo anche ai giorni nostri.
      Erdogan, forse è il caso di ricordarlo, aveva iniziato a riconoscere le responsabilità della Turchia nel massacro degli Armeni, ma non vuol sentir parlare di “genocidio” perché ciò significa un reato che non può andare in prescrizione a cui deve corrispondere un risarcimento di carattere economico.
      La Turchia attuale non crede al finto progresso “di civiltà e democratizzazione avviato da Ataturk”? A mio modesto avviso hanno ragione da vendere. Dirò di più in Turchia non credono più nemmeno alla favola dell’evoluzionismo, dei veri eretici: di questo passo dove andranno a finire?!

  6. Enrico dice:

    Mai prima d’ora un leader politico aveva minacciato tanto pesantemente il Papa. La guerra di religione è già in atto sebbene molti si ostinino a tenere la testa nascosta sotto la sabbia come gli struzzi.
    Una cosa e’ certa: un mondo senza l’oscurantismo delle religioni sarebbe un mondo migliore.
    Disse Voltaire: non Dio creò gli uomini, ma gli uomini crearono Dio.
    Aggiungo io: e ne fecero in molti casi un pessimo uso.

    • Sigmund dice:

      Verissimo. Solo che lo scontro avviene tra le due sole religioni che esistono al mondo: quella che ritiene che l’uomo non si sia creato da solo e non sia il padrone del mondo (ed è pertanto soggetto alle leggi della natura) e quello che ritiene che l’uomo sia il padrone di se stesso e signore dell’universo.
      Il Papa immagino faccia parte della prima religione e, verosimilmente, anche Erdogan…. allora chi è che cerca di dividere chi crede nelle stesse cose?
      Voltaire aveva qualche ragione dalla sua parte: 1. quando disse che per capire le cose del mondo era necessario non credere più a niente e usare la propria testa e 2. aveva, verosimilmente, ragione anche quando disse che Dio è un prodotto della mente umana.
      Le religioni infatti sono sorte come barriera difensiva eretta dall’uomo contro le sue follie ricorrenti. Sembra che quanto accaduto nello scorso secolo (quello dell’ateismo imperante nazi-comunista) non sia bastato a far comprendere che non si può organizzare la società senza l’aiuto di un’entità che sia al di fuori della portata di quell’essere scriteriato che è l’uomo soprattutto quando ha dentro di sè la bramosia di dominio.
      PS Mi è sfuggita la fonte del ”ateismo imperante nazi-comunista”; di chi si tratta?

  7. Sigmund dice:

    Effettivamente l’articolo mira a dare l’immagine di una guerra di religione, dove i cattivi musulmani prendono di mira cristiani ed ebrei.
    Se si torna agli inizi del secolo scorso e si cerca di capire qualcosa di un mondo che appare per noi incomprensibile, è necessario vedere l’impronta laicista che stava alla base dello sterminio degli Armeni: quella che andava sradicata era la presenza di un popolo credente che rappresentava un ingombro per in un mondo nuovo che voleva andare verso la modernità dei senza dio.
    E’ quanto sta accadendo anche adesso dove nella confusione generale si cerca di eliminare quanti più cristiani possibile e…. se ci guardiamo intorno anche quanti più musulmani possibile.
    A questo punto sorge spontanea una domanda: chi manca all’appello dei perseguitati?

  8. antonio de martini dice:

    articolo contraddittorio e foto propagandistica. La fonte vaticana inquadra correttamente la questione turca come squisitamente geopolitica, mentre il tuo commento scarroccia verso il conflitto religioso. ERdogan è islamista quanto Andreotti era cattolico: senza particolari entusiasmi e per fini politici ed elettorali. I veri islamisti sono i gulenisti che possono essere assimilati a CL se vogliamo continuare il parallelo. Con questa polemica si è cercato di incastrare Erdogan per farlo apparire più islamista di quel che è, oppure distinguersi ed averne un danno elettorale il prossimo 7 giugno….

    • La verità sul genocidio destabilizza Erdogan. Questo è il fatto.
      Questo non è un qualsiasi banale fatto nel corrente momento.
      Questo è un sintomo d’un evento strategico nascosto, per ora.
      Io offro una spiegazione informata, cui si giustappongono chiacchiere.
      Il futuro dirà dov’è la verità.
      Foto propagandistica? La foto è una brutta bestia: o è vera o è falsa.

      • Armando Stavole dice:

        Mi riferisco solo alla foto, poiche’ il resto e’ parte verita’ conclamata mista a demagogia e convinzioni personali, quindi soggettive, talvolta estremizzate. Dove sta il buon senso?
        Se si avesse il negativo di detta foto, oppure una buona copia, un esperto perito forense potrebbe essere all’altezza di darci una risposta seria senza i nostri se e ma, piu’ o meno simpatizzanti per questa o quella parte.

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