Criminali e/o Politici

demonicrazie10Anche i ciechi oramai vedono le coalizioni di criminali politici che soggiogano il paese. Per anni tutti hanno ripetuto di volere le riforme e una nuova legge elettorale: i governi Monti e Letta si accreditarono per questo fine, dopo tutto. E’ solo una demonicrazia che punta ai denari e ai risparmi della gente, nient’altro.

Su altre direzioni nessuno in realtà vuole muovere una paglia e soprattutto nessuno vuole diminuire strutturalmente la spesa politica. Tutte le riforme che faranno saranno a danno di una parte debole dell’elettorato e con il preciso scopo di preservare i privilegi dei criminali politici.

I regali alle banche passano con decreti i cui emendamenti sono tagliati – gigliottina, parola fatale – da una sciura Boldrini, che mette la mordacchia alla Camera.

Il M5S, invece di ricorrere nelle sedi istituzionali e promuovere un dissenso politico concreto ed efficace, si lascia andare a insulti da mercato del pesce che lo delegittimano. Ingenuità? Suvvia raccontatela altrove: non ci si afferma come primo movimento politico – e non ci si afferma con gli strumenti massmediatici che sappiamo – senza sapere che cosa accade a invadere il web con insulti di quella fatta alla sciura Boldrini.

Neppure ci commuovono le lacrime degli ex Pci messi alle corde dalla loggia Berlenzi. Gli ex duri e puri hanno già avuto abbondantemente – e non da ora, almeno dalla morte di Aldo Moro che contribuirono a determinare – svelandosi, nel culmine della crisi finanziaria e monetaria in corso dal 2008, i più zelanti servitori delle banche di casa nostra, il Montepaschi in testa, ma anche di Goldman&Sachs e dei potentati europei. Hanno dato la loro complicità e hanno preso denari di tutti; è bene dunque che rimangano fuori, estromessi da quelli più giovani che i denari si accingono a prenderli, se quest’ultimo aspetto può definirsi un “bene”.

La maggioranza dei cosiddetti intellettuali sono proni a questo sistema, alcuni rozzamente altri con più finezza. Scegliete voi dove annoverare Sergio Romano che, proprio in questo momento storico,  non perde occasione per sostenere che l’Italia patisce una “sovranità limitata”.

Con chi ce l’ha? Con gli USA che ci occupano politicamente e militarmente? Con la Germania che ci spoglia e ci impone i presidenti del consiglio? Con la Gran Bretagna e con la Francia che ci derubano?

No, Romano Sergio, fine storico e politologo, è convinto che sia la Chiesa cattolica la causa della nostra sovranità dimezzata.

Supponiamo che il Vaticano sparisca e con esso tutte le chiese e le leggi ispirate dalla morale cattolica, ipotesi che fa andare in sollucchero più d’uno.

È ben evidente che in tale frangente né la corruzione né la sovranità limitata come l’abbiamo prima individuata si gioverebbero d’alcun beneficio.

Anzi, proprio la carenza di morale cattolica consentirebbe alla borghesia intellettuale e politica di offrire ancor più il meglio di sé, come costantemente fa dall’unità d’Italia, poi col fascismo e infine con la repubblica fino a oggi: rubando e mentendo, senza negarsi di scrivere un saggio a-storico reticente, connivente e sgangherato.

conflittiestrategie elio
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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

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