Come Siamo Diventati Schiavi della UE – Sesta Parte

Svelate le menzogne su via d’Amelio. Anche su Capaci i conti non tornano. Poco prima della ratifica del trattato di Maastricht, l’Italia vittima della speculazione assistette agli attentati contro i simboli della lotta alla mafia. Vari depistaggi riuscirono a nascondere la verità. (Also the English version)

Taluni assicurano che la speculazione contro l’Italia del 1992 – 60.000 miliardi di oro di Bankitalia per acquistare le lire – ebbe due picchi in corrispondenza di Capaci e via D’Amelio. Basterebbero le carte della Banca d’Italia per sincerarsi se quella connessione è vera? Per comprendere se la speculazione fu causa o effetto? Distinzione di non poco conto, dopo tutto.

Some assure that the speculation against Italy of 1992 – 60,000 billion lire of gold of Bank of Italy converted into lire  – had two peaks: at Capaci and via D’Amelio (respective locations where judge Falcone and judge Borsellino were killed, Translator’s note). Would Bank of Italy files be sufficient to prove if that connection is true? To understand if speculation was cause or effect? Distinction of no small measure, after all.

Il tribunale di Caltanissetta certifica verità deviate per via D’Amelio da parte di pezzi dello Stato. Una novità? Lino Jannuzzi , giornalista vero, fu coperto di querele, avendo sostenuto dal primo istante l’inattendibilità di Vincenzo Scarantino – drogato e schizofrenico – quale autista della 500 Fiat esplosa in via D’Amelio. «Possibile che Cosa nostra affidasse a un simile individuo il compito di trasportare la macchina con l’esplosivo?». Pioggia di querele eccellenti le cui motivazioni meritano approfondimenti, così come la pubblica informazione connivente. Si indaghino soprattutto i patrimoni di costoro, dei loro eredi, di quanti comunque potrebbero averne beneficiato. Tre poliziotti sono indagati: avrebbero imbeccato Scarantino. Tre poliziotti e basta? Suvvia, è arrivato il tempo di chiarire il ruolo di tutti su Scarantino. Occorre capire come il depistaggio avvenne, chi lo ordinò, a quale disegno rispose, quali illeciti guadagni determinò. Si dimentica un dettaglio altrimenti banale: un delitto di tale portata non avrebbe senso se non procurasse un guadagno adeguato. La favola dei mafiosi impegnati nelle vendette va bene per le fiction televisive. Risparmiatecela. Se la magistratura non è in grado di indagare su sé stessa, si nomini una commissione parlamentare con ampi poteri requirenti.

The Caltanissetta Court certifies that the truth was manipulated in the case of Via D’Amelio  by elements of the deep state. A surprise? Lino Jannuzzi, a true journalist, was covered with lawsuits because he had maintained from the first moment the unreliability of Vincenzo Scarantino -drugged, schizophrenic and unstable – as a driver of the Fiat 500 which was blown up in via D’Amelio. “Is it possible that Cosa Nostra should entrust such an individual with the task of operating the car full of explosive?” he asked. This resulted in a flood of lawsuits, as has been said, whose motivations require further investigation, as well as the motivations of a conniving press. Let’s Investigate into their assets, their heirs, and the assets of those who might have benefited. Three policemen are investigated: they supposedly prepared Scarantino. Just three policemen? Come on, it’s necessary to verify everyone’s role regarding Scarantino.

It is necessary to understand how the sidetracking of the investigation took place: who ordered it, what was the grand design, what illicit gains this generated. In fact, an otherwise trivial detail is forgotten: a crime of this magnitude would not make sense if it did not provide adequate gain. The story of the mobsters involved in a vendetta is good for TV dramas. Please spare us! If the judiciary is not able to investigate itself, let a parliamentary commission be appointed with ample investigative powers.

Per inquadrare il 1992 e quanto esso comporta per l’Italia, si riaprano anche le indagini su Capaci. Lo suggerisce – dopo la sentenza di Caltanissetta – una logica elementare: i pezzi sporchi dello Stato è verosimile che abbiano operato prima, durante e dopo l’attentato. Prima per propiziarlo; durante per assicurarne il successo; dopo per cancellare le tracce. Curioso che nessuno ne parli. Oppure si vuole far credere che si sono svegliati solo per Paolo Borsellino? Si riaprano le indagini su Capaci, dunque. D’altronde lo suggerisce anche una rilettura tecnica dell’attentato.

In order to frame properly the year 1992 and what this entails for Italy, the Capaci investigation must be also reopened. This is suggested – after the Caltanissetta sentence – by elementary logic: it is likely that dark elements of the State were active before, during and after the attack. First to ensure its planning; during the attack to ensure its success; and after to erase any tracks. Curious that no one talks about it. Or do you want to make us believe that they woke up only for poor Paolo Borsellino? Let the investigations on Capaci be reopened! On the other hand, it also suggests a technical re-reading of the attack.

I mafiosi fecero numerose prove di velocità, al fine di stabilire come e quando dare l’impulso radiocomandato, presumendo che Giovanni Falcone viaggiasse a 160-170 chilometri orari. È il primo errore. La Croma blindata ben difficilmente raggiungeva e manteneva tali velocità. Non di meno i mafiosi posero un rottame di frigorifero sul margine della carreggiata a 30 metri dall’esplosivo per dare l’impulso esplosivo quando l’auto di Falcone vi si fosse allineata, tenendo conto della velocità di reazione di Giovanni Brusca.

The mafia made numerous speed tests, in order to establish how and when to give the radio-controlled impulse, assuming that Giovanni Falcone traveled at 160-170 kilometers (100-105 miles) per hour. It is the first mistake. The armored Fiat Croma could hardly reach, let alone maintain such speeds. Nevertheless the Mafia put a refrigerator scrap at the edge of the road 30 meters from the explosive to give the explosive impulse when Falcone’s car aligned itself with it, taking into account Giovanni Brusca’s reaction speed.

Centosettanta chilometri all’ora corrispondono a 47 metri al secondo. L’auto di Falcone copriva gli ultimi 30 metri in 0,63 secondi. L’ipotesi di una velocità pari a 170 chilometri all’ora era sbagliata per tre motivi. Uno lo abbiamo già detto: quel modello di Croma (blindata per di più) raggiungeva molto difficilmente quella velocità. Il secondo motivo è che Falcone non oltrepassava mai i 120 chilometri quando viaggiava con la moglie. Infine Brusca, certamente poco a suo agio con la fisica, trascurò che la velocità era una variabile del tutto incontrollabile da parte dei malviventi e quel frigo ai margini della carreggiata non dava alcuna certezza. Eppure, come abbiamo detto, Falcone fu puntuale all’appuntamento con la morte. Perché?

One hundred seventy kilometers per hour equals 47 meters per second, hence Falcone’s car would have covered the last 30 meters in 0.63 seconds. The hypothesis of a speed of 170 kilometers per hour was wrong for three reasons. We have already explained one of them: that Falcone’s model of Croma (armored to boot) could hardly reach 170 kilometers per hour. The second reason is that Falcone limited his speed to no more than 120 kilometers when he was traveling with his wife. Finally Brusca, certainly not very comfortable with the laws of physics, neglected the fact that the speed was a variable that could not be controlled by the criminals, consequently that piece of fridge at the edge of the road did not provide any certainty. Yet, as we said, Falcone was punctual with his appointment with death. Why?

Il convoglio di Falcone era di tre auto, la sua e due di scorta, una avanti, l’altra dietro, a distanza serrata. La prima auto, finita sull’esplosione, fu proiettata a 60 metri di distanza; gli occupanti morirono sul colpo. L’auto di Falcone impattò sul muro esplosivo e l’autista sopravvisse poiché non guidava, era seduto dietro, a 70 centimetri dal giudice. Nella terza auto sopravvissero tutti.

Falcone’s motorcade was made up of three cars: his and two escorts, one forward, the other behind, at a tight distance. The lead car, exactly over the explosion, was thrown 60 meters away; its occupants died instantly. Falcone’s car hit the explosive wall and the driver survived because he was not driving, he was sitting in the back seat, two feet behind the judge. In the third car everyone survived.

Giovanni Falcone guidava l’auto, ricordiamolo. Secondo la testimonianza del suo autista, dovendo dare alla moglie le chiavi di casa, poste nello stesso mazzo di chiavi della Croma, scambiò in corsa la chiave di accensione, 300 metri prima del punto di scoppio. L’auto andò a motore spento, in folle, passando da 120 chilometri all’ora (33 metri al secondo) a non più di 90 chilometri all’ora. Falcone pertanto non coprì gli ultimi 30 metri in 0,63 secondi – come avevano invece previsto i mafiosi – impiegando almeno 1,2 secondi. Quando Brusca schiacciò il pulsante, mancavano quindi almeno 17 metri all’esplosione.

Giovanni Falcone was driving the car that day, let’s not forget it. According to the testimony of his driver, asked to give his wife (Falcone’s) the keys to the house, which were in the same bunch of keys of the Croma, he exchanged the ignition key while running, 300 meters before the point of the explosion. The car ran a few moments with the engine turned off, in neutral, going from 120 kilometers per hour (33 meters per second) to no more than 90 kilometers per hour. Falcone, therefore could not have covered the last 30 meters in 0.63 seconds – as the Mafia criminals had expected – taking at least 1.2 seconds. When Brusca pressed the button, then, Falcone’s car was at least 17 meters from the explosion.

Se davvero l’esplosione fosse avvenuta quando Falcone si trovava a 17 metri, chiunque si intenda di esplosivi sa che quella distanza gli avrebbe consentito la salvezza. Lo prova che il suo autista, lo ripetiamo, si salvò perché era seduto dietro, a 70 centimetri di distanza dal giudice.

If the explosion really had happened when Falcone was still 17 meters away, anyone who understands explosives knows that this distance would have allowed him to save himself. The proof rests with his driver, who, we repeat, was saved because he was sitting behind Falcone, 70 centimeters away from the judge.

Nonostante l’ulteriore ritardo, causato dallo scambio di chiavi, Falcone impattò invece puntuale sullo scoppio. In conclusione, se la morte fu puntuale con Falcone, nonostante la velocità più bassa, prima a 120 chilometri all’ora, poi a 90 chilometri all’ora, non fu quindi Brusca a dare il vero impulso esplosivo.

Tale ricostruzione è avvalorata da un altro dato di fatto. Il giorno precedente, il 22 maggio, intorno alle ore 12.32 furono notati un furgone Ducato bianco e alcune persone che eseguivano lavori sul luogo dello scoppio. Furono deviate le automobili di passaggio, furono usati birilli per indirizzare il traffico. Nessuna ditta risultò dagli accertamenti.

Despite this delay, caused by the exchange of keys, Falcone instead hit the explosion in perfect time. In conclusion, if the death was right on time with Falcone, despite the lower speed – first at 120 kph, then at 90 kph – then it cannot have been Brusca who gave the real explosive impulse. This reconstruction is supported by another fact. The day before the event, on May 22nd, around 12.32 PM, a white Ducato van was noticed and some people were carrying out work at the site of the explosion. Passing cars were diverted, and traffic cones were used to divide the traffic. No contractor was identified in the subsequent investigations.

Che cosa e come successe? Qualcuno manipolò il circuito elettrico di Brusca, di scarsa o nulla affidabilità, come abbiamo visto. L’esplosione fu determinata o da un altro impulso esplosivo inviato da un “altro” gruppo meglio attrezzato, oppure da due antenne che si «guardarono», una sul circuito dell’esplosivo, l’altra sull’auto di Falcone.

What and how did it happen? Someone manipulated Brusca’s electrical circuit, of little or no reliability, as we have demonstrated. The explosion was determined either by an explosive impulse sent by another group better equipped, or by two “dialoguing” antennas: one on the explosive circuit, the other on the Falcone car.

La seconda ipotesi appare più verosimile, poiché il ritardo dell’esplosione ci fu comunque. Il circuito era doppio: uno di sicurezza, chiuso via radio un momento prima che Falcone scambiasse le chiavi; il secondo che innescava l’antenna a terra in attesa di quella sull’auto di Falcone. Lo scambio di chiavi, imprevedibile, determinò comunque un ritardo, nonostante le due antenne si siano connesse fatalmente. Così la prima auto, avendo rallentato, fu sul fornello esplosivo e Falcone, in ritardo ma non abbastanza, impattò sull’esplosione dopo un terzo di secondo.

The second hypothesis seems more likely, because the delay in the explosion was there anyway. The circuit was double: one for security, closed by a radio signal a moment before Falcone exchanged the keys; the second triggered by the antenna on the ground waiting for the one on Falcone’s car. The exchange of keys, unpredictable, however, caused a delay, despite the two antennas connecting to one another. So the first car, having slowed down marbofloxacina, was on the explosive grill and Falcone, late but not enough, impacted the explosion after a third of a second.

Sulla scena di Capaci intervenne l’Fbi, che secondo Rino Formica dava il ritmo anche a Mani pulite. D’altronde, Peter Semler, console statunitense a Milano, aveva una certa dimestichezza con Antonio Di Pietro. Si riparta dunque con le indagini dall’auto di Falcone nelle ore precedenti la sua partenza per Capaci. Forse è il caso di chiedere aiuto a Donald Trump e a Matteo Salvini perché aprano gli archivi. Potrebbero farlo senza rischi, essendo estranei ai giochi sporchi dell’epoca. www.pierolaporta.it (6. Continua)

Puntate precedenti

Prima

Seconda

Terza

Quarta

Quinta

 

The FBI intervened on the Capaci crime scene. According to Rino Formica, (Former Economic Minister and high-ranking official in the Socialist Party), the FBI was also setting the pace on the so called “Clean Hands” investigations. On the other hand, it was said, Peter Semler, US consul in Milan, was in close contact with Antonio Di Pietro (The magistrate running the “Clean Hands” investigations). Let’s start again, then, with the investigation of Giovanni Falcone’s car in the hours before his departure for Capaci. Perhaps it is appropriate to seek help from Matteo Salvini (current Italian Justice Minister) and President Donald Trump, asking that they open their respective archives. They could do it without any risk, being unrelated to the dirty activities of the time. (6-continue) www.pierolaporta.it

 

Sesto di otto articoli, pubblicato su La Verità il 23 Agosto 2018

il prossimo articolo sarà disponibile dalla mezzanotte del 1° settembre 2018

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

2 risposte a Come Siamo Diventati Schiavi della UE – Sesta Parte

  1. Romano Carafoli dice:

    Un faro nel buio dell’informazione.
    Per me pienamente condivisibile.

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