Come Siamo Diventati Schiavi della UE – Ottava e Ultima Parte

Per salvare l’Italia il primo passo è punire i traditori e i loro eredi. Bisogna aggredire i patrimoni di chi ha favorito lo sfascio del Paese, colpirli per ridare forza ai cittadini: iniziamo coi colpevoli del disastro di Genova. Solo così riusciremo a vincere la guerra con Parigi e Berlino.

Il benessere delle famiglie italiane è in pericolo. Subiamo una guerra non dichiarata, una rapina a mano armata da ben prima del 1992. Scomparso Aldo Moro, Beniamino Andreatta e il suo assistente, Mario Monti, a giugno 1981 concertarono con Banca d’Italia la ristrutturazione del debito pubblico italiano, «incravattandoci» alle banche americane, poi alle tedesche. Predazione incessante: oggi mirano ai patrimoni familiari.

Ottavo e ultimo articolo, pubblicato su La Verità il 25 Agosto 2018

Che cosa fare? La strategia è l’arte di conservare la libertà di decisione; occorre seguirne alcuni principi, semplici a enunciarsi, ardui tuttavia da mettere in pratica. Primo: ricompattare il Paese; se è sbiellato non ha strategie; lo sanno nel Partito democratico. Esigono di portare l’Africa in Italia per dividerci, balcanizzarci, facendo di noi prede docili, beninteso, arricchendosi insieme con i vescovi collaborazionisti. Occorre pure distinguere i nemici dagli amici e questi dai traditori. Oggi – dopo 26 anni di rapine – sappiamo che i nostri amici non sono a Bruxelles; certezza importante. Occorre inoltre individuare i punti deboli del nemico e i propri. Colpire quelli, proteggere questi. Occorre soprattutto avere chiaro che cosa «non» si può fare, prima di decidere che cosa fare. Non possiamo uscire dall’eu ro. Carlo Azeglio Ciampi, Roma – no Prodi e Giuliano Amato ci inchiodarono 26 anni fa. Non possiamo uscirne in 26 ore o in 26 mesi. I bankster, i giornalisti da salotto e la comprensibile prudenza degli investitori scatenerebbero il caos, paradossalmente favorendo quanti mirano a sottometterci. Calma e gesso, dunque. Osserviamo ora le debolezze altrui. Queste distruggeranno l’euro.

La Francia raccoglie odio in Africa e nel Maghreb, introiettandolo nel cuore di Parigi: terrorismo devastante e panico. La popolarità dell’Italia, al contrario, cresce in Africa e nel Maghreb, nonostante alcuni errori tattici, cui è stata costretta dall’emergenza immigrazione.

La Germania, nascosta dietro la Francia, teme di essere odiata a sua volta. Il suo passato, i quattro default mai pagati la accusano mentre affiorano ambizioni più subdole che nel 1939, tuttavia fatali al Quarto reich se il disegno fallisse. E fallirà.

Paolo Savona doveva quindi essere difeso più aspramente di quanto accadde. L’inesperienza pesò tuttavia. Occorre ora capire bene – tutti – che cosa è in gioco. Savona fu ricusato da Sergio Mattarella per aver svelato il piano di Walther Funk, ministro per gli affari economici del Terzo reich dal 1938 al 1945. Piano tuttora perseguito da Berlino, sognando il dominio incontrastato. Il diavolo è nei dettagli. Arduo smentire Savona . L’accanimento della Germania, subito dopo il 1989, contro Russia, Jugoslavia, Grecia e Italia, tradisce un disegno. Sono i quattro Paesi che umiliarono la Germania uber alles nella guerra mondiale. Sono i Paesi ai quali Funk mirava. La Germania uber alles oggi non è tuttavia invincibile, come d’altronde non lo fu mai. Karl Kraus, conoscendoli a fondo, li fulminò: «I tedeschi sono bravissimi a mettere or ordine, in casa degli altri». Le landesbank hanno crediti in sofferenza per 250 miliardi. Nei primi anni Ottanta erano floride. La Deutsche bank barcolla. Francoforte unica piazza finanziaria europea? Brexit catastrofe per Londra? Uscita dall’Ue, per non genuflettersi ai franco prussiani, è invece Londra a contare con Wall Street.

La Germania è nel Mediterraneo attraverso la Nato e può affondarvi con la Turchia. L’Italia può invece sopravvivere senza la Nato di oggi, appoggiandosi a Donald Trump. Una data quindi cruciale per noi, per gli Usa e per il mondo, sarà il 2020, con le elezioni presidenziali a Washington e a Teheran. Noi dobbiamo liberarci del giogo tedesco, cominciando dalla Calabria. La ‘ndranghe – ta si giova di Gioia Tauro e di Amburgo per i suoi traffici. Il porto mediterraneo di Gioia Tauro è, grazie alle ‘ndrine, in coda alle graduatorie di efficienza. Il porto tedesco, amato dalle ‘ndrine, domina invece sul Mediterraneo. Le ‘ndrine sono per i servizi tedeschi quel che furono i corleonesi per la Cia: un mezzo di controllo del Mediterraneo.

Ferrovie italiane offrono un poderoso aiuto ai nostri nemici. Un container, sbarcato a Gioia Tauro impiega 900-1.000 ore per 1.200 chilometri fino a Milano; lo stesso container, sbarcato ad Amburgo, spende metà tempo per 1.100 chilometri fino alle stazioni meneghine. Il risultato finale è Amburgo, porto altrimenti marginale, al centro dei commerci e dei traffici attraverso i tre stretti mediterranei. Per capirci: Gioia Tauro dista da Suez 700 miglia; Amburgo cinque volte tanto. Tenere quindi d’occhio i servizi tedeschi (e i nostri traditori), la dirigenza di Ferrovie e stroncare la ’ndrangheta almeno quanto Cosa nostra.

Distruggere i corrotti. Si indaghi sul negoziato con la Francia per la Tav: scopriamo che Lione, margine della provincia più isolata, noi la colleghiamo generosamente con l’Europa orientale e centrale, pagando la Tav tre volte più dei francesi.

Una sola vera norma anticorruzione

Cambiare la Costituzione per cancellare la prescrizione dei reati contro lo Stato e la pubblica amministrazione, confiscando i beni dei corrotti e dei loro eredi

Punire i diplomatici collaborazionisti. A Caen, in Francia, il 21 marzo del 2015, Matteo Renzi s’accordò per cedere alla Francia le acque più pescose a Nord della Sardegna. La Francia ordina, i servi obbediscono. Con le elezioni tutto è sfumato. Comprensibile dunque il livore uterino di Emmanuel Macron, i suoi volgari insulti all’Italia, per tre volte. Capiamo meno il rispettoso silenzio di Sergio Mattarella, promotore di giustizia contro i suoi dissenzienti. Si incominci a pensare a un nuovo presidente alla fine del mandato o anche prima.

Sosteniamo dunque l’asse Donald TrumpVladimir Putin per scongiurare una gravissima crisi politico militare entro il 2020, quando il combinato disposto delle elezioni americane e iraniane, delle tensioni fra Arabia Saudita e Iran, senza dimenticare la Striscia di Gaza, darà tentazioni irresistibili alla perenne voglia di guerra dei listini finanziari dei ClintonBush . Guai se Washington e Pechino non trovano un equilibrio fra debito americano e imperialismo cinese, finora incoraggiato dall’Ue.

In questo letame dobbiamo operare strategicamente. I nostri punti di forza sono tuttavia più di quanto immaginiamo, se abbiamo sinora resistito ai barbari. Che cosa fare? Ripetiamolo: innanzitutto ricompattare il Paese. Bastonare i traffici di carne umana è importante, non sufficiente. Genova e il ponte Morandi illuminano. Chi vuole ancora mettere le mani nelle tasche degli italiani, averne la fiducia, deve innanzi tutto far pagare moneta sonante, subito e senza sconti, ai responsabili italiani della Caporetto strisciante. La multa di 150 milioni ad Autostrade? È come far pagare un divieto di sosta a un impiegato. Prima non pagava neppure quella? Ragione di più per irrogare galera e multe miliardarie.

Punire i ladri, di ieri e di oggi, recenti e non: a Genova oggi, come gli speculatori contro la lira nel 1992. Si individuino i ladri, quelli in vita e i loro eredi. Si sequestrino i patrimoni personali, anche con provvedimenti retroattivi. Si cancellino le prescrizioni per i delitti contro lo Stato e la pubblica amministrazione.

La retroattività fu iniettata nel nostro ordinamento da Giuliano Amato, l’11 luglio 1992, prelevando dal 7 luglio il 6 per mille dai conti correnti degli italiani. La retroattività non serva solo a tagliare le pensioni, lasciando indisturbati i ladri – non pochi dei quali con più pensioni. Sarebbe come fucilare ancora in massa i soldati dopo Caporetto, lasciando in vita Pietro Badoglio. Solo il sequestro di beni, disposto per legge, anche per gli eredi dei ladri, cominciando dal 1992 e dei ladri negli anni successivi, dei loro complici e mandanti politici, interni ed esterni, solo questo è davvero prioritario. Poi si pensi alle pensioni. Per dire: quanto sono ricche oggi le famiglie Renzi e Benetton? Quanto lo erano, l’una salendo sul treno del Pd e l’altra imboccando Autostrade? Se necessario, si modifichi la Costituzione. Siamo ragionevoli: distruggiamo i corrotti. Il popolo sostiene il governo che lo difende.

Ricompattato il Paese, il governo colpisca inesorabilmente le vulnerabilità di Francia e Germania. Si cominci denunciando i trattati che consentono alla Francia di stampare il franco della comunità africana con parità fissa. Rifiutare il colonialismo francese che impoverisce l’Africa e spinge a migrare. Negare a Parigi il privilegio sovrano di stampare carta moneta. Negarle il cambio fisso. Fermiamoli. O noi o loro, inutile farsi illusioni. www.pierolaporta.it (8. Fine)

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Grazie per aver letto sin qui. Questi otto articoli sono costati molta fatica. Se sono stati graditi, sarei molto grato se saranno condivisi (qui sotto si trovano i pulsanti per diffonderli fra i “social”). Sarò anche molto grato per suggerimenti e critiche, d’ogni genere.  

 

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

11 risposte a Come Siamo Diventati Schiavi della UE – Ottava e Ultima Parte

  1. Pino dice:

    Grazie, davvero Piero ! Ti sono riconoscente per quello che sei sempre stato! E sopratutto intelletualmete onesto. Sempre ! La realtà è così marcia che da una parte quelli come noi che hanno difficoltà a capirla con i propri mezzi sono ben contenti che ci sia chi, più attrezzato e soprattutto onesto, la spieghi chiaramente. Ma ai più, ai vari livelli di popolo (…bove) lesti ad adattarsi a tutto secondo convenienza, ciò che hai scritto fa davvero paura ! Perchè, in qualche modo gran parte di questi si ritrovano ad essere responsabili dello sfacio evidenziati. A cominciare dai giornalisti genuflessi di ogni cultura e religione, per negare la realtà che accusa pesantemente, costoro si uniranno in complotto e faranno di tutto per negarla…anche uccidere, se necessario !

  2. Stefano Rolando dice:

    Devo ammettere che quando ho visto uscire questo nuovo giornale “La Verità”,non sapendo che ci avrebbe scritto Piero Laporta,ero piuttosto perplesso pensando che fosse un ennesimo foglio caudatario,come li chiama Piero,di interessi particolari;invece finalmente abbiamo un giornale che parla di obbiettivi e strategie che possono riscattare l’Italia e farla risalire dal baratro vergognoso in cui era stata gettata.Capisco che costi fatica scrivere e documentare articoli di questo spessore ma spero egoisticamente di poterne ancora godere,
    cordialmente Stefano Rolando

  3. Rita Leoni dice:

    Grazie Piero Laporta per il notevole lavoro e per il grande impegno nella ricerca della verità. Ho seguito con molto interesse . Continui pure ad essere ‘tagliente’ perchè il medico pietoso non guarisce le piaghe, anzi. Con stima. Rita Leoni

    • Grazie davvero. Mi permetta solo una precisazione. Non sono io ad essere tagliente: è la realtà ad essere aspra e amara. Mi limito a raccontarla, rispettando i fatti e separandoli dalle opinioni, come oramai è raro si faccia in Italia. Tutto qui.

  4. Moreno Grandi dice:

    Caro Piero, complimenti per i tuoi ultimi articoli.
    Ti seguo con interesse da diversi anni e – solo ora – noto un’audace progressione nella ricerca della verità.
    Sei più tagliente, non credi?
    Abraço, moreno.

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