Battaglia per il Quirinale(5)

spy10L’ora delle spie, l’ora degli inganni. Se Berlusconi sparisse, sarebbe meglio, tuttavia non appare sua la massima responsabilità del caso De Gregorio.

Leggiamo l’ANSA del 12 marzo. «”Perché mi abbiano dato due milioni in nero me lo sono chiesto anch’io. L’ho confessato, ho commesso un reato”. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, al termine della sua audizione con i pm romani, parlando del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Napoli culminata con la richiesta di giudizio immediato. “Se me li avessero dati in maniera trasparente – ha aggiunto il senatore – li avrei dichiarati come ho dichiarato un milione di euro alla Camera e sarei stato nella legge. Ho accettato un pagamento in nero, ho sbagliato e l’ho confessato al magistrato”. Rispondendo alla domanda su cosa abbia dato in cambio dei due milioni in nero ricevuti da Walter Lavitola per la sua fondazione, De Gregorio ha risposto: “nulla”.

“Il governo Prodi sarebbe caduto comunque. Magari lo abbiamo aiutato ad andare a casa”: lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, riferendosi all’inchiesta napoletana, parlando con i giornalisti al termine dell’audizione davanti ai pm romani. “Non è stato un atto di arroganza politica – ha detto parlando del suo passaggio al Pdl – è stata la considerazione che il paese era impantanato a una sopravvivenza legata all’esistenza in vita di una coalizione che non andava d’accordo su nulla. Io mi occupavo di sicurezza e difesa e su questi temi non andavamo d’accordo”».

Le altre puntate: prima, seconda, terza, quarta

Colpisce in questa dichiarazione che siano spariti dalla scena due personaggi statunitensi, uno dei quali, a quel tempo, capo della CIA a Roma. Prima di andare oltre, leggete attentamente [clicca qui] che cosa scriveva Il Messaggero circa il ruolo della CIA in questa vicenda.

Dov’è il rispetto per l’obbligatorietà dell’azione penale? La procura di Napoli indaga per la “corruzione”. E’ del tutto evidente, sin dalla prima ora, che la presenza dell’agente della CIA, Robert Gorelick, materializza reati che vanno dallo spionaggio, all’attentato a organi costituzionali dello Stato, senza escludere la cospirazione. Si tratta di reati tutti perseguibili d’ufficio, tutti pienamente sospettabili e tutti, neppure a dirlo, soggetti all’obbligatorietà dell’azione penale.

gorelickLa procura della repubblica di Napoli si concentra invece solo sulla corruzione. Si concentra sulla presunta corruzione di Sergio De Gregorio per mano di Berlusconi e di Lavitola.  Berlusconi offre il denaro e De Gregorio passa con la destra. Se è davvero così questo impianto accusatorio mal si adatta al racconto di De Gregorio, com’è riportato da Il Messaggero: «Nell’estate del 2007 organizzammo un pranzo tra me, De Chiara, Mastella e Gorelick (Robert,capocentro della Cia a Roma dal 2003 al 2007 ndr) – spiega – Gorelick disse chiaramente a Mastella che l’amministrazione americana avrebbe mostrato riconoscenza a chi avesse messo fine ad un’esperienza del genere [il governo Prodi, NdR]».

E’ dunque evidente che la cospirazione se c’è,  nasce nel corso del pranzo, organizzato da De Gregorio, cui non partecipa Berlusconi, mentre c’è Clemente Mastella, ministro della Repubblica, il quale si dice estraneo perché abbandona il tavolo dopo pochi minuti in quanto non interessato al tema della riunione, una cospirazione, cioé far cadere il governo Prodi.

Estraneo Mastella? Sarebbe stato suo peculiare dovere, come ministro della Repubblica, denunciare la cospirazione. I piemme napoletani pensano invece solo a Berlusconi.

Per comprendere quanto limitato sia l’orizzonte di quei piemme, basti citare l’ Art. 246 del codice penale “Corruzione del cittadino da parte dello straniero” :«Il cittadino che, anche indirettamente, riceve o si fa promettere dallo straniero, per sé o per altri, denaro o qualsiasi utilità, o soltanto ne accetta la promessa, al fine di compiere atti contrari agli interessi nazionali, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.
Alla stessa pena soggiace lo straniero che dà o promette il denaro o l’utilità[…].».

Al tavolo da pranzo di De Gregorio erano seduti due stranieri.

A seguito di quelle conversazioni il De Gregorio riceverà del denaro.

Nessuno chiede conto a quegli stranieri della loro condotta, né li interrogano e neppure sino a oggi esplellono Gorelick dall’Italia come “persona non grata”. Dopo tutto sarebbe uno spione colto nell’esercizio delle sue funzioni.

I due stranieri invece sembrano godere una protezione che li lascia fuori dal campo accusatorio.

Anzi, quando la procura di Roma apre a sua volta un’indagine, De Gregorio, come avete potuto leggere nell’ANSA [“Il governo Prodi sarebbe caduto comunque. Magari lo abbiamo aiutato ad andare a casa”], non cita l’agente della CIA nè il suo compare.

Se la ricostruzione dell’ANSA è veritiera siamo ai soliti fumogeni, con ulteriori aggravanti.

De Gregorio è stato reclutato da Gorelick (Un pranzo organizzato da Sergio De Gregorio con il capocentro della Cia a Roma, perp arlare di come far cadere il governo Prodi“), questo è un dato di fatto. Punto.

Quand’anche Berlusconi avesse pagato, su richiesta di Gorelick o di altri figuri statunitensi, il fatto cospirativo non è una sua iniziativa e, con tutta evidenza, risponde agli interessi USA, attraverso l’agente Gorelick.

E’ pertanto più che un sospetto che oggi Gorelick, continuando la manipolazione di De Gregorio, reiteri e perfezioni, in continuità con la cospirazione precedente, una ulteriore tendente a modificare i pesi politici in Parlamento, attraverso un’incriminazione per Berlusconi, in vista di due traguardi Costituzionali fondamentali: 1) la formazione del Governo; 2) l’elezione del presidente della Repubblica. La cospirazione è finalizzata acché Governo e Colle corrispondano agli interessi statunitensi.

E’ inoltre evidente che: 1) bisogna arrestare la cospirazione straniera in atto contro l’Italia; 2) il fatto criminoso va esaminato in un quadro unitario, al fine di determinare le reali responsabilità di ciascuno, piuttosto che enfatizzare la presunta corruzione ad opera di Berlusconi, così mettendo in ombra i gravissimi reati che potrebbero risultare a carico dei partecipanti al pranzo offerto da De Gregorio a Clemente Mastella, Enzo De Chiara e Robert Gorelick, dove, lo ripetiamo, Berlusconi non c’è.

La serialità degli attentati agli organi costituzionali italiani è del resto comprovata da precedenti episodi fra i quali c’è un altro ribaltone anch’esso a danno di un governo Prodi, quando nel 1998, fu portato Massimo D’Alema a palazzo Chigi, per obbedire agli USA. Come ha ricordato Giancarlo Perna ieri su Il Giornale [leggi qui], insediatosi baffino, questi portò l’Italia per la prima volta in guerra, dal 1945, bombardando Belgrado, senza neppure un voticino del Parlamento.

L’imbecillità politica di Silvio Berlusconi ha raggiunto quote siderali, dal momento che si è andato a mescolare a tali rifiuti della politica e della storia, ma questo non giustifica la dimenticanza della cospirazione del 1998 contro gli organi costituzionali  per mettere a fuoco solo quella più recente e, non bastasse, solo per inquinare ulteriormente il quadro politico, ancora una volta a vantaggio esclusivo degli interessi degli Stati Uniti.

Lo ripetiamo. Se tutti gli accusatori del pessimo Cavaliere – politici e togati – fossero tutti in buonafede, l’agente della CIA Robert Gorelick, come tutte le spie colte sul fatto, dovrebbe essere arrestato e poi quanto meno dichiarato “persona non grata”. Si ha invece l’impressione che, in vista delle elezioni al Quirinale, l’agente della CIA sia una persona molto, ma davvero molto gradita a troppi farabutti.

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Informazioni su Piero Laporta

Osservate le ambiguità del giornalismo italiano, Piero Laporta dal 1994 s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come del resto sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni e Arbiter, Il Mondo). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi e altri, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg) Oggi collabora col quotidiano La Verità. Il suo più spiccato interesse resta tuttavia la comunicazione sul web e le strategie di impresa. Ha fondato il sito http://www.pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. È cattolico, sposato, ha due figli.

8 risposte a Battaglia per il Quirinale(5)

  1. Franco D. dice:

    Eh sì caro Oscar prima era tutto più chiaro; oggi impera il caos ed il conseguente marasma. Però non è affatto un caos “casuale” e del tutto fuori controllo, è piuttosto il risultato di una precisa strategia degli ambienti dominanti attualmente prevalenti negli USA: l’importante è che non faccia presa e si stabilizzi niente che possa costituire un ostacolo al loro strapotere. D’altronde ciò rende questa dittatura molto subdola e nascosta, difficile da individuare, essa ha molti tentacoli, è estremamente pervasiva ed invasiva; non penso però che possa durare ancora molto, con il permanere della crisi è impossibile che non si verifichino scossoni; speriamo che siano scossoni che diano impulso a forze “purificatrici”.

    • Concordo nel merito, non nel metodo. Le chiedo scusa per la pedanteria.
      E’ vero che scrivo da tempo di “satanica dittatura senza volto”, mi riferisco tuttavia a una Banca e alle cerchie di Obama.
      Prendiamo per esempio la questione del matrimonio e dello stravolgimento che vi si vuole imporre.
      Arriva certamente dagli USA.
      Quando tuttavia si parla di “Stati Uniti” occorre indicare obiettivi precisi, a costo di trascurarne altri, ragionevolmente sospettabili ma velati abbastanza. “Stati Uniti” è una complessità unica, certamente non composta solo di malvagità, tutt’altro.
      Ce lo ha insegnato il terrorismo, costruito anche da centrali statunitensi, accennando alle quali si veniva tacciati di “dietrologia”, offrendo pure la sponda a tantissimi disinformatori di professione, come Francesco Cossiga e la sua cerchia.
      Per dirla tutta, l’attentato a GPII non si sarebbe potuto realizzare senza la complicità almeno passiva di pezzi dei servizi Usa e del Sismi, per il semplice motivo che l’uno e l’altro erano e tuttora sono responsabili della siucurezza del pontefice, col Sismi subordinato agli USA.
      Tornando al matrimonio, dobbiamo dunque interrogarci sulla ragione per la quale la banca Goldman Sachs, che ha contribuito a distruggere la nostra economia, con la complicità di Romano Prodi e Mario Monti, suoi consiglieri (il secondo lo è tuttora), punti al “marriage equality” che apparentemente non ha nulla a che vedere col business. [Leggi qui, anche qui e infine qui].
      Goldman Sachs ha sostenuto l’elezione di Obama, il quale ha messo al primio livello del suo programma, come Bersani, il “marriage equality”. Perché? Si aspettano vantaggi elettorali? Sarebbe sciocco poiché gli interessati sono un’infima minoranza. Essi non sono sciocchi. Che cosa dunque si attendono? Esamineremo l’argomento con calma, tornando alla tabella che pubblicai tempo fa, analizzando le conseguenze prossime e lontane, tuttavia concrete.
      Le cronache di stamane per la “Battaglia per il Quirinale” confermano quanto scrissi sin dal principio: Berlusconi vende i voti ricevuti per favorire la corsa di Dalema al Colle. Anche Napolitano non soprende con l’altolà a Monti di Pietà. Oggi baffino è più forte di ieri, ma lo incalzano due pezzi di… da 90 come il medium Romano Prodi e Giuliano Trepensioni Amato. Se ne vedranno delle belle.

      • Franco D. dice:

        Sono d’accordo con lei Sig. Laporta: nel mio precedente post difatti ho scritto di ambienti dominanti attualmente prevalenti, la mia non è assolutamente una posizione aprioristica contro gli USA, sono d’accordo con lei che in detto paese ci sia tanto di buono.
        Inoltre vi è da dire che la precedente amministrazione statunitense molto probabilmente non considerava poi così tanto pericolose certe relazioni di Berlusconi con Putin ad esempio, ma questo perché era meno disinteressata al rafforzamento e consolidamento del proprio predominio mondiale? Penso personalmente di no, penso semplicemente che sia solo questione di tattica e strategia, il fine è il medesimo. Sono cosciente che il potere, in via generale, non è mai coeso, vi sono solo periodi in cui le divergenze sono più o meno acute, però di fatti capire sempre fino in fondo certe dinamiche è molto difficile, perché quantomeno c’è bisogno di tanto tempo a disposizione che purtroppo non sempre ci possiamo permettere.
        Colgo l’occasione per ringraziarla della risposta e per i suoi interessantissimi articoli.

  2. gianfranco la grassa dice:

    D’accordo, come difficilmente lo si può essere di più

  3. oscar dice:

    Ohibò! … e ancora ohibò!
    Baffino, De gregorio, Berli, la CIA, i Bulgari, De gregorio, Mastella, il Monte dei Paschila primavera araba, l’India e i marò, lo IOR e il nuovo Papa, il Quirinale ……
    Ridatemi la guerra freddaa!! ..ridatemi il muroo!!!
    Ma, ricordate che vicende limpide, specchiate: … come la Baia dei Porci? …. oggi sono rimasti solo i porci!

  4. Umberto Saraceni dice:

    Siamo una colonia USA dal 1945 e di tanto in tanto gli Americani ce lo ricordano, con le buone o con le cattive… Le relazioni internazionali funzionano purtroppo così… unica nostra magra consolazione: chi è forte oggi può diventare debole domani e ricevere lo stesso trattamento

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